Album di famiglia

L’Italia raggiunge il suo picco produttivo nel 1979. La Germania è a un passo, forse dietro di noi. 1979: si respira benessere. I soldi circolano. In realtà, mentre ogni Italiano è affacendato a comprarsi casa, auto e vacanze di prim’ordine, si comincia lentamente a lucrare sul grasso accumulato. Il nostro destino viene segnato allora. In un paio d’anni ci si libera definitivamente di terroristi e sindacalisti, nell’ordine. Il 28 marzo 1980 l’irruzione di via Fracchia a Genova: quattro brigatisti giustiziati, uno dei colpi decisivi per seppellire quegli insetti molesti che avevano sì servito la causa globale, ma ora, al cospetto del Nuovo Ordine a Venire, dovevano essere tolti di mezzo; il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, mente dell’operazione, verrà a sua volta eliminato un paio d’anni più tardi. Il 2 agosto 1980 è la volta della strage di Bologna con l’affondamento della destra eversiva: sia stata essa o meno l’organizzatrice della strage, ai fini del corso della storia, non è importante. Giusva, il giovin attore, fu uno stragista? Non interessa al potere la responsabilità, contano gli effetti. Il 14 ottobre 1980 ecco la Marcia dei Quarantamila a Torino che sancisce la disfatta completa dell’ala sindacale operaista. In pochi mesi la disinfestazione italiana è completa. Il PCI è già socialista nel peggior modo possibile, i socialisti una parodia del socialismo. Residuano alcune temibili personalità che, fuori controllo, potrebbero dar fastidio. Per loro si appronta un’ulteriore bonifica, primi anni Novanta, dopo la celebrazione, in diretta, tra finte stragi, carri armati di cartone, muri sbriciolati e statue abbattute, della festicciola di congedo del comunismo.

Questa, però, è solo la versione semplicistica della disfatta. In gioco c’è altro. Ed è la preterizione della nostra cultura. La cultura non è solo studio oggettivo bensì culto assiduo, rispettoso e cauto di ciò che fu. Un diciottenne d’oggi è solo un involucro di basse nozioni tecniche che ha poco o nessun rapporto con la lingua materna (si esprime con pericolanti lessemi fàtici e luoghi comuni agghiaccianti) e con l’Italia stessa. Nulla di Italiano gli è davvero presente. Il rapporto col territorio, anche col passato recentissimo, è in lui atrofizzato. Non sa, l’omettino, manipolabile e pronto a vergar croci a casaccio, che essere qualcosa significa essere Italiani.

estratto da https://alcesteilblog.blogspot.com/2019/05/fratelli-un-tempo-stesso-amore-e-morte.html

Una storia di altri tempi

Il presidente della Repubblica è Cossiga, Craxi è il presidente del Consiglio, Spadolini ministro della Difesa e Andreotti degli Esteri.

Venerdì 11 ottobre 1985

Base di Sigonella, ore 00.05
Quando il 737 atterra, scortato dai caccia USA, c’è una novità: volando in formazione, i Tomcat hanno coperto la traccia radar di un Lockheed C-141 Starlifter con a bordo 60 Navy SEAL e un North American T-39 Sabreliner, con a bordo il generale Steiner, capo degli incursori americani. Atterrano senza autorizzazione. Dalla torre di controllo il generale Ercolano Annichiarico li vede e manda due blindati davanti e dietro il 737, affinché lo guidino nella zona della base a giurisdizione italiana. Il piano degli americani crolla. I VAM (Vigilanza Aeronautica Militare) e i carabinieri si dispongono in cerchio attorno al 737, armi in pugno. Dal C-141 escono i SEALs che invadono la nostra parte di base, circondano i carabinieri e gli puntano i fucili contro. Il generale Annichiarico vede la scena e chiama i rinforzi. Arrivano due battaglioni di carabinieri che circondano gli americani.

Le implicazioni di qualsiasi azione sarebbero impensabili. Il solo modo che avrebbero i Delta di prendere gli ostaggi è di sparare ai VAM e ai carabinieri davanti a loro, che risponderebbero al fuoco come i carabinieri dietro di loro. Il risultato sarebbe lo sterminio dei Delta, con conseguente spostamento dell’asse politico e strategico mondiale. L’Italia passerebbe giocoforza dalla parte dei dirottatori e annullerebbe ogni accordo con gli americani che da noi hanno basi militari (tra cui Aviano, al tempo contenente testate nucleari). Senza l’Italia, gli USA perderebbero il Mediterraneo e la possibilità di avere un fronte contro la Russia.

Insomma: se sparano, cambia il mondo.

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e anche https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_di_Sigonella