Seminario di fotografia concettuale

Ai margini della realtà

Inquadrare concetti, fabbricare visioni

.Seminario di fotografia concettuale

liberamente ispirato

al film Blow Up

di Michelangelo Antonioni

Blow Up (1966) di Michelangelo Antonioni

Premesse e finalità

Sebbene i circoli fotografici siano stati in Italia una straordinaria fucina formativa per grandi professionisti dell’immagine fotografica, la sempre più ampia considerazione che la fotografia sta guadagnandosi nel sistema dell’arte contemporanea è male conosciuta e poco praticata dal mondo dell’associazionismo fotografico.

Il FOTOclub FERRARA, con la collaborazione scientifica del Centro Etnografico del Comune di Ferrara che da oltre trent’anni è impegnato istituzionalmente a favorire lo studio e la valorizzazione della fotografia, intende colmare una lacuna, offrendo a soci e simpatizzanti una opportunità davvero particolare: un corso seminariale di fotografia creativa e concettuale.

Il FOTOclub FERRARA a completamento e naturale integrazione del seminario, prevede poi la realizzazione di un workshop in cui i corsisti potranno mettere in pratica le conoscenze acquisite nella frequentazione delle lezioni teoriche. L’intento è quello di fornire un approccio teorico alla conoscenza del sistema fotografia-arte contemporanea e poi , come ovvia conseguenza, di stimolare e favorire la produzione di immagini. mettendo in pratica quei meccanismi di scrittura fotografica concettuale che, oggi, sembrano indispensabili per accedere al mondo delle gallerie e dell’arte contemporanea.

Perché Blow Up

I corsi di fotografia e i workshop sono tanto più efficaci se riescono a impegnare i partecipanti intorno a temi precisi e accattivanti.

Quest’anno ricorre il centenario della nascita  del  regista ferrarese Michelangelo Antonioni (1912-2007) e la città di Ferrara si mobiliterà con numerose iniziative per ricordare il grande cineasta. Si è ritenuto di poter “dedicare” il corso seminariale a “Blow Up”non per una generica adesione alle celebrazioni antonioniane, ma perché proprio “Blow Up”, ormai assurto a intramontabile cult movie, è il capolavoro cinematografico che, più di ogni altro, ha saputo raccontare la  “concettualità fotografica” e il ruolo dell’arte, spiegando (meglio di tanta erudita saggistica) l’ambiguità, il fascino dell’apparenza e la plurisignificanza di cui l’immagine sensibile è portatrice.

Caratteristiche del seminario

Il corso seminariale viene articolato in 4 lezioni serali della durata di circa 2 ore ciascuna, che si svilupperanno fra il primo marzo e il 10 maggio. Tre lezioni avranno carattere esclusivamente teorico mentre la quarta sarà “laboratoriale” e propedeutica alla frequentazione del successivo workshop. Le conversazioni avranno tutte ingresso libero.

Coordinamento scientifico.

Il corso seminariale si avvale della progettazione e della collaborazione scientifica del Centro Etnografico del Comune di Ferrara. Le lezioni saranno sviluppate da Roberto Roda.

Studioso di antropologia culturale, antropologia dell’arte e di fotografia, Roberto Roda. coordina le attività del Centro Etnografico Ferrarese e vanta una riconosciuta esperienza anche nella produzione di immagini attinenti sia alla ricerca artistica sia alla documentazione destinata alle scienze sociali e territoriali. È autore e curatore di numerosi saggi e volumi di etno-antropologia, di storia e critica dell’arte, di fotografia.

PROGRAMMA DEL SEMINARIO

Presentazione dell’iniziativa

Data: giovedì 1 marzo, ore 17.30

Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, Teatro Anatomico, via Scienze 17

Conversazione 1

LA FOTOGRAFIA NEL SISTEMA  “ARTE CONTEMPORANEA”

L’immagine sensibile da documento ad opera d’arte concettuale. Contraddizioni e cortocircuiti

Data: Giovedì 1 marzo 2012, ore 21,00

Sede: Ferrara, Sala della Musica, Chiostro di San Paolo, via Boccaleone 19

Contenuti della conversazione

L’arte contemporanea si fa con tutto, anche con la fotografia, la cui presenza nelle gallerie, nei musei, nel mercato dell’arte è in continua espansione. La conversazione intende fornire una sintetica disamina su come ragiona l’arte contemporanea e come, di conseguenza, la fotografia vi trovi parte.

L’arte contemporanea è fortemente concettuale. Tende, cioè a presentarsi come “pensiero” che si racconta attraverso “forme” visive.

L’artista, dunque anche l’artista che decide di utilizzare la fotografia, prima di tutto attua una speculazione intellettuale, cioè definisce  i concetti che gli stanno a cuore, poi  elabora un progetto in cui ipotizza le tecniche realizzative pertinenti allo scopo. I concetti che stanno alla base del progetto non debbono essere necessariamente “artistici” bensì speculativi cioè possono essere desunti da impianti disciplinari i più disparati, dalla filosofia, dalle scienze umane, dalla sociologia e dalla antropologia culturale, dalla politica, dalla storia, dall’ecologia, dalle religioni, dall’esoterismo… Per i concetti, così come per le tecniche e i procedimenti, l’arte contemporanea non si pone limiti e finisce per delineare degli insiemi fortemente pluridisciplinari. Va da sé che il “fruitore” dell’arte contemporanea, ad esempio il visitatore di una esposizione, per poter leggere/interpretare adeguatamente un’opera, deve disporre di un adeguato bagaglio di  conoscenze multidisciplinari. Ecco, allora, che il rischio di incomprensioni  fra l’artista e il pubblico è oggi più elevato di ieri. Una fotografia “concettuale” destinata al mondo dell’arte presenta sempre, almeno in apparenza, un’alta poli-significanza e conseguentemente un ampio grado di ambiguità, ma pure un’ insita capacità di dialogo interdisciplinare.

Conversazione 2

BLOW UP DI ANTONIONI E LA FOTOGRAFIA

Ambiguità, astrazioni, polisignificanza e concettualità

Data: Giovedì 29 marzo  2012, ore 21,00

Sede: Ferrara, Sala della Musica, Chiostro di San Paolo, via Boccaleone 19

Contenuti della conversazione

Riflettere sulla natura e della fotografia e dei suoi linguaggi non è operazione inutile, tanto più oggi, visti i cambi di prospettiva introdotti dalla rivoluzione digitale. Di norma, ascriviamo alla saggistica le acute riflessioni sulla fotografia di tanti emeriti studiosi (da Walter Benjamin a Gisèle Freund a Susan Sontag, e ancora in Italia Renzo Chini, Ando Gilardi, Angelo Schwarz, ma l’elenco sarebbe lunghissimo) dimenticando che un contributo fondamentale , e indimenticabile, alla discussione è arrivato da un regista cinematografico, Michelangelo Antonioni e dal suo film Blow Up (1966).

Il film di Antonioni è un capolavoro concettuale capace fra l’altro di farci riflettere sull’ambiguità e sulla polisignificanza dell’immagine fotografica, attuando al tempo stesso un dialogo serrato con la fotografia del periodo in cui è stato girato e in particolare con la fotografia di moda, con i suoi protagonisti in anni e in un luogo (i favolosi Sixties nella Swinging London) che hanno indelebilmente condizionato l’immaginario contemporaneo e la storia della fotografia recente. Ma il film del regista ferrarese è anche un labirinto di microstorie sulla fotografia, alcune non palesemente dichiarate eppur abilmente suggerite attraverso un rarefatto dialogo intertestuale che investe (direttamente o indirettamente) nomi importanti dell’immagine fotografica quali John Cowan, Don McCullin, David Bailey, Bert Stern, Arthur Evans, ecc. Film di straordinaria bellezza, capace di non invecchiare, Blow Up è opera che pure ci parla acutamente dell’arte contemporanea e della sua “concettualità”. Rileggere Blow Up significa, allora, ritrovare le origini della nostra moderna concettualità fotografica.

Conversazione 3

LA VERITÀ  IMPROBABILE DELL’ IMMAGINE OTTICA, DOPO BLOW UP.

L’influenza di Blow Up sulla fotografia: la ricerca della concettualità fra la fine degli anni sessanta e gli anni settanta del ‘900: Giuliani, Vidoni, Vaccari e altri.

Data: Giovedì 26 aprile 2012, ore 21,00

Sede: Ferrara, Sala della Musica, Chiostro di San Paolo, via Boccaleone 19

Contenuti della conversazione

Già Deserto rosso, precedente film di Antonioni aveva indicato alla fotografia a colori la via dell’astrazione. Questa lezione fu raccolta da uno dei fotografi italiani che più ha saputo guadagnarsi notorietà all’estero, il modenese Franco Fontana. Ma Blow Up ebbe nell’universo della fotografia un impatto ben maggiore di Deserto rosso e finì per condizionare (anche negativamente) un’intera generazione di giovani fotografi. La rarefatta e sensuale riflessione concettuale, offerta da Antonioni sull’ambiguità e la polisignificanza della fotografia e sull’erotismo fotografico, venne idealmente raccolta in Italia da una gruppo di fotografi concept (o forse sarebbe meglio parlare di artisti fotografi) che, va rilevato, vantavano origini ferraresi o comunque emiliane. Tre nomi sopra tutti meritano di essere ri-considerati il ferrarese Michelangelo Giuliani, il centese Bruno Vidoni e il modenese Franco Vaccari. Ripercorrerne sinteticamente le loro produzioni e quelli di altri sperimentatori aiuterà i corsisti a scoprire che molte “novità” proposte dal mercato dell’arte contemporanea  tali sono in apparenza, e solo per evidente perdita di memoria. Del resto il mercato dell’arte, per espandersi, ha spesso necessità di “dimenticare”similmente a ciò che accade in altre “istituzioni” sociali.

Conversazione 4: laboratorio

PRETESTO BLOW UP. DALLE IMMAGINI DEGLI ANNI SESSANTA ALCUNI STIMOLI PER UNA FOTOGRAFIA CREATIVA E CONCETTUALE

Giovedì 10 maggio 2012, ore 21,00

Sede: Ferrara, Archivio Storico Comunale, via Giuoco del Pallone 8

Contenuti

Il laboratorio individua nella storia di alcune immagini di Blow Up e degli anni sessanta gli stimoli per elaborare percorsi concettuali in grado di tradursi in nuove immagini creative. I percorsi concettuali, che utilizzano le tecniche del dialogo intertestuale, vengono configurati in griglie di lavoro che potranno poi essere facilmente trasformate in eventuali azioni di ripresa del workshop.

Il laboratorio di “Pretesto Blow Up”, si configura come esperienza di “didattica per adulti” e conseguentemente afferisce alle iniziative di “Quante Storie nella Storia 2012. Undicesima Settimana della didattica in archivio”.

Ingresso libero a tutte le lezioni

In collaborazione con

Lab 610 XL – De Faveri,

galleria d’arte contemporanea,

Sovramonte (BL)

EFFETTO BLOW UP

WORKSHOP FOTOGRAFICO

Prove generali a Ferrara

9 giugno 2012

Workshop a Sovramonte-loc. Servo (BL)

presso il Lab 610XL – DE Faveri Galleria d’Arte Contemporanea

7- 8 luglio 2012

Blow Up (1966) di Michelangelo Antonioni

Con lo scopo di trasformare in esperienza concreta le suggestioni e le conoscenze teoriche acquisite dai frequentatori del seminario“Ai margini della realtà”, il Fotoclub Ferrara organizza, con la collaborazione della prestigiosa galleria bellunese Lab 610 XL – De Faveri Arte contemporanea il workshop fotografico “Effetto Blow Up”

Sede del workshop saranno i grandi spazi del Lab 610XL a Servo di Sovramonte, suggestiva località montana posta fra Pedavena/Feltre e Fiera di Primiero. Il Lab 610XL sarà il centro da cui si dipaneranno le azioni dei partecipanti con riprese guidate indoor e outdoor. Il workshop sarà articolato su due giorni di lavoro (sabato 7 luglio e domenica 8 luglio 2012) e sarà preceduto da una giornata di riprese a Ferrara (sabato 9 giugno) per permettere ai partecipanti di meglio conoscersi e iniziare ad interagire.

In ossequio alle tematiche di Blow Up, le azioni di “concept art” fotografica verranno realizzate con ristretti gruppi di lavoro che opereranno attraverso i generi del glamour, della moda, dell’astrazione, ecc.

Il workshop non avrà carattere di semplice “esercitazione” ma viene pensato come “strumento” per produrre una mostra di qualità, che possa poi diventare itinerante.

Per questo motivo, il workshop non potrà accettare alti numeri di partecipanti: ciò andrebbe a scapito della qualità del lavoro. Il workshop è pensato per un numero chiuso di partecipanti, massimo 15.

È prevista una quota partecipativa.

Le produzioni del workshop saranno oggetto di analisi da parte di Metella e Alberto De Faveri, direttori artistici del Lab 610XL-De Faveri Galleria d’Arte Contemporanea , che valuteranno poi la possibilità di presentare il lavoro dei corsisti nei propri spazi espositivi.

Il corso si avvarrà di qualificata direzione. È prevista la collaborazione di alcuni artisti “concept”, e anche l’utilizzo di attori/attrici.

Ulteriori e più precise indicazioni sullo svolgimento del workshop, sulle condizioni di partecipazione, saranno rese note dal Fotoclub Ferrara con apposita comunicazione, appena il quadro organizzativo sarà definito nel dettaglio.

INFO:

Seminario “Ai margini della realtà. Inquadrare concetti, fabbricare visioni”

FOTOclub Ferrara, via Boccaleone 19, Ferrara. Il circolo si riunisce nella propria sede tutti i giovedì alle ore 21. Indirizzo postale: casella postale 134, 44121 Ferrara

e-mail: info@fotoclubferrara.it

Centro Etnografico del Comune di Ferrara: tel 0532 242213

e-mail: etnografico@comune.fe.it

Workshop “Effetto Blow Up”

FOTOclub Ferrara, via Boccaleone 19, Ferrara. Il circolo si riunisce nella propria sede tutti i giovedì alle ore 21. Indirizzo postale: casella postale 134, 44121 Ferrara

e-mail: info@fotoclubferrara.it