Dimissioni di Cristina Tralli

Signor Sindaco, gentilissimi colleghi,

Oltre tre anni fa ho preso la decisione di intraprendere la via della politica attiva e partecipata, mossa da spirito di amicizia, da volontà di dedicarmi al bene comune e anche da una sana arrabbiatura che mi spinge a non lasciare solo in mano ad altri il futuro della mia piccola comunità, dei nostri figli, delle nuove generazioni… insomma il futuro.

In questo contesto ho fatto campagna elettorale e sono stata eletta nelle file di un partito, il PD, che ritengo essere il giovane figlio di un saggio padre: un padre che ha sulle spalle una guerra, una tradizione laica, molti errori ma ideali di uguaglianza sociale per i quali vale la pena di combattere,

oggi più di ieri perché continuamente minati dall’indifferenza, dall’egoismo, dall’individualismo.

Questo giovane figlio però ha i tratti genetici del padre, anche quelli negativi e tra questi una vocazione al martirio o forse al solo autolesionismo, un’ italica fame di poltrone, diciamocelo e una a volte spocchiosa presunzione di superiorità. Per questi motivi pur supportando con passione e il tempo disponibile le politiche e le iniziative intraprese e soprattutto la nostra candidata a sindaco Patrizia Micai, non mi sono mai tesserata.

Questi tratti genetici sono sicuramente mitigati nei passaggi generazionali ma a mio avviso avrebbero dovuto essere sradicati, cosa che non è avvenuta e a volte si è amplificata.

Quello spirito di buona amministrazione del sindaco di Dozza di Bologna che nel dopoguerra si levava il cappello incrociando i suoi concittadini, non solo non l’ho visto, ma ho visto il contrario, ovvero ho subito personalmente le offese dal nostro sindaco.

Questa autocritica penso che vada fatta da chi gestisce il partito a tutti i livelli, da chi gestisce la politica, da chi si riempie la bocca nel dire che si occupa di politica, appunto a tutti i livelli, in tutti gli schieramenti.

Per me POLITICA significa fare il bene comune, usare il buon senso, come fanno un buon padre o madre di famiglia.

Ci credevo e continuo a sperarci, ma ogni giorno che passa, vedo cose che non mi piacciono e perdo motivazioni.

Ho parlato del tempo disponibile, ecco un altro fattore importante dell’analisi che mi ha portato alla decisione che sto per comunicare: a mio parere è indiscutibile, O SI FA POLITICA ATTIVA, O SI LAVORA. Per lavoro intendo quello che mi ha insegnato la mia famiglia: da dipendente o da libero professionista.

Una persona normale come intendo essere io, viene assorbita così tanto dal lavoro, che il tempo materiale da dedicare ad altre cose, si riduce drasticamente.

Vengono dunque coinvolti gli affetti, la famiglia, la politica attiva inclusa, quindi anche tutto ciò che rientra nella sfera non professionale. Questo potrebbe andare bene quando si vedono i frutti di tanto sacrificio, quando ti accorgi che i tuoi sforzi portano a dei risultati. Ma non è così!

Ecco arrivare il muro di gomma.

Da qui, la scelta che vi comunico dopo un travaglio personale lungo e difficile, di abbandonare il ruolo di consigliere comunale.

Questa decisione mi pesa, perché la sento come una mancanza di rispetto nei confronti di coloro(pochi o tanti che siano), che democraticamente mi hanno votata, e ripeto, DEMOCRATICAMENTE, perché io non ho protettori, padrini o santini in tasca e la mia campagna elettorale me la sono pagata da sola, con i miei soldi, con il mio lavoro, supportata da tante brave persone che ho conosciuto durante questi anni.

DECISIONE PERO’ che al contrario non mi pesa, quella di abbandonare, perché mi ha aperto gli occhi su un sistema politico che non mi appartiene culturalmente e che speravo di non incontrare, ma ho incontrato, in qualunque schieramento, RIPETO IN QUALUNQUE SCHIERAMENTO, chi più chi meno.

Mi pervade un senso di profonda delusione quando in sede di votazione durante le sedute del Consiglio Comunale, si fa il contrario di quello che la logica ed il buon senso ti chiederebbero di fare, quando alle mie domande mi viene risposto che il consiglio comunale non è la sede per fare domande, per chiedere spiegazioni, per discutere: insomma siamo solo degli “alza mano”!

Di nuovo il muro di gomma.

Il mio dovere di consigliere comunale l’ho sentito stravolto, sminuito, svilito. Da buona cittadina ho il dovere di rispettare la mia comunità, ed è per questo che ripeto è un dovere per me non girarmi dall’altra parte, fingere di non vedere o sentire. Mi imbarazzerebbe.

Mi piace ripetere che alla sera vado a letto con la coscienza pulita, sicura che tutto quello che potevo fare l’ho fatto e soprattutto nel rispetto delle persone, ancor più di quelle più deboli quali i bambini e gli anziani che sono spesso dimenticati o tenuti in secondo piano.

Ma non ti puoi scontrare con un muro di gomma: è da stolti.

Dove siamo finiti?

Dov’è il buon senso, il rispetto, l’educazione, l’onestà?

Non sono e non sarò mai una persona che si arrende facilmente ma un senso di sconfitta, di amarezza, di delusione, d’impotenza, di nausea, mi inducono a gettare la spugna, una persona e una cittadina normale quale sono, pensava che bastasse credere di essere al servizio della comunità, non ce l’ha fatta perché ce la fanno quelli che hanno anche altri fini e… QUELLA NON SONO IO.

Continuerò sempre a credere nei miei ideali, così come continuerò sempre a rincorrerli, ma contro un muro di gomma, questo no!

Mancherei di rispetto a me stessa.

Vorrei dunque lasciare un buon ricordo per quelle piccole battaglie che ho condotto nel rispetto di tutti e spero che rispettiate la mia scelta con la stessa onestà con cui ve ne comunico i motivi.

Buon lavoro.

Tralli Cristina

Bondeno 02 Dicembre 2011

Bondeno sta morendo

Riportiamo questa replica all’assessore Vincenzi, a firma congiunta di Patrizia Micai e Cristina Aleotti, non per dare spazio alle solite polemichette di cui i politici riempiono i giornali locali, ma perché, qui a fianco, potete trovare un articolo in cui dicevamo le stesse cose 5 anni fa; riteniamo quindi che il problema esista, sia serio e non sappiamo se ancora curabile.

“Nel prendere atto che la maggioranza tutta si sente rappresentata dall’assessore Vincenzi e benché preferiremmo confrontarci sui fatti e non sulle chiacchiere, non possiamo esimerci dal replicare all’assessore . Abbiamo deciso di scrivere congiuntamente al fine di rivendicare, ciascuna di noi, l’onestà del lavoro che le forze di opposizione , nella completa indipendenza fra loro, stanno svolgendo in consiglio, nel pieno rispetto del mandato conferito dagli elettori . Le strategie di poltrona non appartengono a nessuna di noi due e per quanto riguarda il consigliere Aleotti ne è stata data ampia prova alle scorse elezioni non cedendo alle lusinghe di alcun partito. Pur capendo che questo concetto sfugga all’Ass. Vincenzi , che della strategia della poltrona , ha fatto un vanto all’ultimo Consiglio Comunale , invitiamo il medesimo a non perdere tempo e a concentrarsi ad amministrare dimostrando di esserne in grado e di meritare la fiducia accordatagli dal Sindaco con l’affidamento di un assessorato che di fatto, grazie all’indiscutibile sua versatilità politica ha sottratto al Pdl.
Per Micai in particolare si denuncia che  “ Gli assessori della giunta del Comune di Bondeno   non riescono a replicare nel merito alle  contestazioni e tentano, come al solito , di buttarla in rissa con strumentali e inutili attacchi personali. In consiglio comunale la giunta non risponde mai e tenta di farsi scudo dei propri tecnici delegando a loro le risposte. Abbiamo difeso come gruppo consigliare,   i dipendenti , abbiamo chiesto argomentazioni politiche sulle scelte ma   nelle sedi istituzionali non ci vengono mai fornite. Per tutta risposta , non in consiglio comunale né nelle commissioni , ma sui giornali o su facebook, gli assessori e il Sindaco vogliono ridicolizzare l’opposizione facendo credere ai cittadini  che facciamo considerazioni da incompetenti o ancora peggio che le spariamo grosse (?) per fare a gara tra donne !!!! Non accettiamo questo modo di far politica !!! Sicuramente i cittadini si allontanano dalla politica quando i toni sono questi.  Come già detto in Consiglio Comunale all’assessore Vincenzi non occorre urlare perché non siamo a uno spettacolo televisivo. L’opposizione tenta di operare un controllo sul Vostro operato e possiamo tranquillizzare la giunta sulla circostanza che non abbiamo  bisogno di fare nessuna gara Stiamo aspettando di confrontarci sui temi veri che interessano la cittadinanza : il lavoro, l’ambiente, le strade sicure, valorizzazione dei giovani, aiuto concreto e fattivo alle famiglie , i servizi. Al Sindaco poi che ha utilizzato in campagna elettorale lo slogan “Yes as pol” vorremmo rispondere nel dialetto che non gli appartiene  in via esclusiva  “ Adess  cat po ,  fa quèl però!”
Aspettiamo di sentir parlare dei problemi della gente e nelle sedi istituzionali , invitiamo gli assessori della giunta di astenersi dal fare lezioni all’opposizione ma di incominciare a pensare di amministrare una terra che ne ha molto bisogno, sempre più Bondeno sta morendo…