Antiche osterie

Sabato 23 ottobre 2010 alle ore 11, 00 visita guidata con testimone, a cura di Chiara Reverberi, alla mostra del Fotomuseo Giuseppe Panini “Anni ‘60. Modena e l’Italia del boom”, in esposizione all’ex Ospedale Sant’Agostino dal 17 settembre al 14 novembre. La visita sarà gratuita.

L’antica Trattoria della Piola

La visita intende offrire uno spaccato della Modena negli anni Sessanta approfondendo la tematica delle vecchie osterie come luogo emblematico del passaggio dalla tradizione alla modernità, assieme ad un testimone d’eccezione: Claudio Càmola.

A Modena, già nella prima metà degli anni Sessanta si assiste al passaggio da un’economia prevalentemente agricola a una industriale: imprenditori, artigiani, operai specializzati e un numero crescente di piccole e medie aziende, spesso a gestione familiare furono tra i principali protagonisti di quegli anni di “miracolo economico”. A questi si aggiunsero l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro e gli immigrati dalle zone rurali modenesi e dal sud Italia.

A ciò si è accompagnato un vero e proprio stravolgimento della società, degli usi e dei costumi sociali.

La trasformazione dei luoghi di aggregazione cittadini, come ad esempio le osterie storiche che pian piano sono divenute prima trattorie e poi ristoranti, o che nel peggiore dei casi sono semplicemente scomparse, sono uno specchio di questo cambiamento culturale.

“Ma che cos’era un’osteria? L’osteria era il luogo dove si andava a bere ma dove si poteva anche mangiare se la moglie dell’oste quel giorno aveva fatto qualcosa o se tu avevi in saccoccia un po’ di salume o un pezzo di pane e formaggio. L’osteria era una scusa per stare uniti, l’osteria era un’anima, dove i giovani entravano cantando le nuove e vecchie canzoni e ne uscivano a notte tarda.  Un luogo dove l’umile arredamento era costituito anche da pezzi scuri di giornale appesi alle pareti, che raccontavano di fatti strani ed ancestrali come del ritrovamento di un luccio gigantesco, di un toro fuggito e ammansito da un bimbo o di un angelo che dice Messa al posto di un frate scappato…

Tutto ciò ci rimanda al sapore di un tempo quando certe notti ci si ritrovava per esempio a vegliare sugli argini, per paura di uno straripamento dei due “Fiumi”, scambiandosi sigarette e notizie sui livelli alla luce fioca delle torce. E ogni luce di torcia ti riempiva il cuore ed insieme ci si dividevano compiti e i turni di veglia.”

Attraverso le immagini della mostra “Anni ‘60 Modena e l’Italia del boom” sarà bello ricostruire il nostro passato recente alla ricerca del mondo delle antiche osterie e della vita lenta che le caratterizzava.

Carlo Càmola, nato a Modena nel 1937, esperto conoscitore di “modenesità”, è oste dell’osteria a conduzione famigliare “La Piola”, attiva dal lontano 1752  in quella che veniva chiamata via delle “cave di Ramo” e sede storica del circolo “Carrettieri e scariolanti Filippo Turati”.


Fotomuseo Giuseppe Panini
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