Un governo subito!

Si diceva un tempo che mentre il medico studia, l’ammalato muore. La situazione internazionale si fa sempre più incandescente, il fronte interno – alle prese con i “soliti” problemi economici e di sicurezza – non sta molto meglio.

L’ultimo giro di consultazioni non ha lasciato a Mattarella altra chance che quella di pazientare ancora un po’, viste le frizioni tra le formazioni politiche in campo. Nel frattempo è accaduto che l’asse Usa-Gb-Francia ha bombardato la Siria, che l’Ue ha chiesto ulteriori ritocchi alla legge Fornero e che la Cassa Depositi e Prestiti rischia di impaludarsi nel valzer delle nomine dato che nessuna formazione è così forte da imporsi, democraticamente, alle altre.

Mentre il medico studia e si alambicca nella farmacopea parlamentare, mentre gli elementi reagiscono, spesso buffamente, quando li si accosta l’uno all’altro, mentre la geopolitica impone attenzione massima per un conflitto sul Mediterraneo che rischia di strabordare da guerra d’area a scontro globale, l’Italia non può permettersi di cincischiare compulsando ferocemente la lista dei sondaggi.

di cosa si interessano gli italiani in un normale sabato pomeriggio (se non sono al mare)

L’attuale situazione politica non è più tale da potersi affrontare con un governo ombra, in deroga, che non gode del favore degli elettori. I partiti non possono nemmeno delegare le responsabilità loro – che siano di governo o, di conseguenza, di opposizione – alle burocrazie di Stato o a quelle internazionali, altrimenti dimostrerebbero la loro inconsistenza.

Il momento è serio perché c’è un Paese sfibrato, diviso e arrabbiato che si avvia a perdere centralità internazionale persino in un bacino, quello del Mediterraneo, dove naturalmente sarebbe interlocutore obbligato per tutti. Perciò c’è bisogno della politica, di chi si assuma la responsabilità di fare ciò per cui è stato eletto: altrimenti avrebbero (tutti) già fallito ancor prima di cominciare.

http://www.barbadillo.it/4145-il-caso-siria-fornero-economia-ecco-perche-ci-serve-un-governo-subito/

Tanto tuonò che piovve

L’incrociatore Donald Coock, armato di Tomahawks,con la sua squadra d’appoggio, sta facendo rotta verso il porto di Tartous  (dove sono le forze navali di Mosca) – ormai dev’essere a poca distanza – senza notificarsi alle forze armate russe, in violazione delle consuetudini internazionali per cui movimenti del genere vengono notificati in anticipo. Dunque è un atto di guerra. Caccia russi hanno sorvolato a bassa quota la squadra.  Ed anche la fregata francese Aquitaine, che si è aggiunta al gruppo d’assalto americano.
I russi stanno “confondendo”  dei droni americani che  sono stati fatti  decollare per “illuminare” l’area del conflitto.
Le navi da guerra cinesi in operazioni  nel Mediterraneo hanno ricevuto l’ordine di unirsi alla  marina russa nel caso di un imminente attacco in Siria.
La situazione militare in Siria e attorno ha ormai raggiunto il livello di guardia. Il presidente americano si accinge a prendere decisioni la cui portata e la cui pericolosità sono inimmaginabili.
Le accuse ad Assad di avere bombardato con armi chimiche il centro di Douma non sono né provate né sensate.  Il rischio di uno scontro diretto con la Russia, su qualcuno degli scenari che sono già da tempo in fibrillazione, è imminente. La Russia ha già messo in stato di allarme tutte le sue difese, su tutti i fronti.
Pubblico qui l’appello di Giulietto Chiesa:
Di fronte al silenzio e alla menzogna del mainstream italiano e occidentale, noi blogger italiani facciamo appello, tutti insieme, ai partiti italiani, affinché si esprimano immediatamente chiedendo al nostro alleato principale di non commettere altre sciocchezze e di attendere il risultato di una commissione internazionale che accerti le responsabilità.
Washington non può essere il giudice supremo. Né vogliamo correre il rischio di essere trascinati in guerra senza sapere il perché.
Per questo pubblichiamo, tutti insieme, questo comunicato. Abbiamo ormai la forza informativa  congiunta non meno grande di un grande quotidiano nazionale. Facciamola valere.
Giulietto Chiesa e Pandora TV

La botte piena e la moglie ubriaca

Quelli che vogliono la ripresa dell’economia, ma non vogliono redistribuire il reddito sono quelli di cui si parla nel titolo; così facendo la (loro) soluzione è la guerra: http://vocidallestero.it/2015/08/17/bagnai-stampare-o-non-stampare-e-irrilevante/

E’ tragico (per noi), ma è una scelta storicamente praticata già adesso: pensate alla Grecia se volete la versione soft o a qualsiasi altra guerra in corso ; se poi volete pensare come non avete mai fatto finora (nonostante le nostre ripetute sollecitazioni), vi suggerisco altre due parole su cui meditare: signoraggio e anatocismo.

Se non capite che queste sono le due ragioni che ci hanno portato a questo punto, qualsiasi cosa pensiate o facciate non sarà di alcuna utilità (irrilevante direbbe Bagnai).

Nota: se li cercate in internet troverete definizioni contrastanti, per una volta almeno cercate di scegliere quella che conviene a voi; noi vi diamo solo un paio di suggerimenti:

https://apoforeti.wordpress.com/2012/10/06/citazioni-sul-signoraggio/

http://rubriche.finanza.tiscali.it/socialnews/Acquati-/7085/articoli/

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9 Responses to “La botte piena e la moglie ubriaca”

  1. Prima che qualcuno me lo chieda, preciso che la contrapposizione è tra “ricchi e poveri” (il sorpasso è previsto per il 2016).
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-19/entro-2016-l-1percento-popolazione-sara-piu-ricco-resto-mondo–105352.shtml?uuid=ABLP09fC&refresh_ce=1
    Quindi se il sistema economico-politico serve a questo, perché dovremmo anche tifare per lui ?

    #1308
  2. Il 2015 è un anno giubilare sia per i cattolici (8 novembre), sia per gli ebrei (per questi ultimi un anno particolare con 4 eclissi di luna: l’ultima il 28 settembre 2015).
    Gli anni giubilari originariamente prescrivevano la remissione dei debiti e la liberazione degli schiavi (rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori).
    Speriamo!
    http://www.shemitah-blood-moons.net/

    #1309
  3. Sapendo che i ricchi lo sono già abbastanza, che bisogno c’è di impoverire ulteriormente i poveri?
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/08/19/promesse-mantenute-ritocco-delle-pensioni-in-grecia/
    Da 486 euro a 392 al mese, non può essere che puro sadismo: godere della sofferenza altrui!

    #1310
  4. Il mercato immobiliare greco è stato ulteriormente depresso anche a causa dell’introduzione di una nuova tassa sulla proprietà che si basa sui prezzi di mercato “oggettivi” del 2008. Secondo questo schema, i proprietari di casa devono pagare l’imposta sulle proprietà valutate ai prezzi del 2008, sulla base dei redditi del 2015. Inoltre, devono pagare un’imposta sul reddito dell’affitto che ammonta fino al 40% del reddito totale.
    http://vocidallestero.it/2015/08/19/grecia-il-terzo-piu-veloce-deprezzamento-del-mercato-immobiliare-al-mondo/

    #1312
  5. Gli Stati Uniti hanno voluto l’Unione Europea. Attraverso le loro agenzie di spionaggio, la Cia in particolare, alla fine degli anni ’40 e negli anni ’50 sono stati i primi promotori delle prime organizzazioni di federazione europea. Hanno voluto creare questa confederazione per superare l’ostacolo degli stati nazionaliche, soprattutto emergendo dalla guerra antitotalitaria contro il nazifascismo, avevano assunto delle costituzioni e dei caratteri statali molto democratici, molto progressisti. Cosa che agli ambienti conservatori, reazionari non poteva andar bene. Allora la proposta di una Unione Europea che superasse gli scogli degli stati nazionali e configurasse una struttura non democratica, dove il governo del continente fosse affidato a dei funzionari nominati, prodotti dal coacervo del potere finanziario, poteva liberare la strada a una struttura che fosse dominabile, assimilabile agli interessi degli Stati Uniti. Avendo un’Europa ridotta in questi termini anti-democratici, che man mano hanno fatto carne di porco delle sovranità nazionali, agli Stati Uniti è riuscito molto meglio il controllo sul continente. Un controllo che deve essere comunque e sempre mantenuto, come sempredeve essere mantenuta la subalternità del continente, che non deve rafforzarsi eccessivamente, non deve fiorire, non può essere troppo competitivo economicamente con gli Stati Uniti e, soprattutto, non deve essere attratto dalla sua tentazione naturale, data dalla sua collocazione geografica, culturale, storica, verso l’Eurasia, verso la Russia. Questo deve essere impedito.
    Fulvio Grimaldi in http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=51754

    #1316
  6. Solo ora capisco a pieno la frase di Cesare Pavese, da La Luna e i falò: “In America c’è di bello che sono tutti bastardi”. La frase esce dalla bocca del protagonista, piemontese e americano, oramai bastardo anch’esso: “Capii lì per lì che cosa vuol dire non essere nato in un posto, non averlo nel sangue, non starci già mezzo sepolto insieme ai vecchi”. Oggi capisco anche questa frase, finalmente.
    http://pauperclass.myblog.it/2015/09/05/aylan-la-morte-bimbo-strumentalizzato-dal-potere-alceste/

    #1324
  7. Ma credere nella democrazia e nella giustizia non significa dare voce ai ricchi o ai vincenti o agli avventurosi o a chi abbia il coraggio di rischiare (generalmente i beni altrui) o la capacità di farsi valere. O meglio: questa è la visione meritocratica che della democrazia e della giustizia ha la destra. La sinistra deve dar voce agli altri: a quel 97% che sceglie di restare a casa o che non ha modo di fare altrimenti.
    Giampiero Marano in http://www.appelloalpopolo.it/?p=14217

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Facili profezie

Circa due anni fa, PRIMA del voto alle politiche che videro l’affermazione del Movimento 5 stelle, scrivevamo (potete controllarlo qui):

“Sembra che la novità di queste ultime ore, a detta dei commentatori, sia la ascesa, nei sondaggi, del movimento 5 stelle, per il quale alcuni citano la Jacquerie.

A dire il vero il paragone più affine mi sembra quello col poujadismo, ma, a giudicare da quello che è successo ad entrambi, pur vittoriosi al momento, non credo che i partiti tradizionali debbano preoccuparsi.
Anzitutto l’elettorato non sa nulla di chi non è passato per la TV, poi la debolezza dei movimenti (si pensi solo alla Lega dell’inizio della seconda repubblica): si sono rivelati sempre incapaci di gestire la politica, in quanto privi del tradizionale apparato e in tutto dipendenti dal capo carismatico, che non può essere dappertutto a gestire situazioni che il semplice militante non è assolutamente in grado di fronteggiare”.

A distanza di due anni abbiamo visto sciogliersi nell’inazione il movimento che non ha saputo (o voluto) radicarsi nel territorio e costituire una valida alternativa ai partiti che si proponeva di sostituire.

Chi credeva nel movimento e ha tentato di sganciarsi dal suo leader è stato completamente ignorato dall’elettorato e penalizzato da una legge definita incostituzionale alla quale il parlamento sta rimediando eliminando(pardon riformando)  la costituzione.

Venerdì notte, la Camera dei Depu­tati — senza le oppo­si­zioni che ave­vano abban­do­nato l’aula — ha modi­fi­cato, nell’ambito della riforma della seconda parte della Costi­tu­zione, anche l’ex arti­colo 78, quello che norma le moda­lità della dichia­ra­zione dello «stato di guerra».

Ora basterà, con la modi­fica appro­vata, un voto della Camera dei Depu­tati (e non più, anche del Senato), con la mag­gio­ranza asso­luta dei com­po­nenti. Addi­rit­tura in una prima ver­sione, il governo aveva pre­vi­sto la mag­gio­ranza sem­plice, cioè dei pre­senti.(1)
Come previsto, tra un po’ avremo ben altro di cui preoccuparci!

Ricerca soldati dispersi in Russia

Dall’avvio della sciagurata campagna di Russia dell’esercito italiano sono ormai trascorsi più di 70 anni e, appena un anno fa, una mostra che racchiudeva documenti inediti, immagini e materiali fu aperta a Bondeno per celebrare la triste ricorrenza. Oggi sarà finalmente possibile fare anche luce sulla sorte dei 65 soldati matildei caduti o scomparsi in Russia, attraverso un minuzioso lavoro di ricerca promosso da Comune e Lions Club di Bondeno. Sabato 12 aprile (alle 16.30 in pinacoteca) i parenti delle persone non più tornate dalla campagna dell’Armir (Armata militare italiana in Russia) sono stati invitati dalle autorità cittadine a un incontro in cui riceveranno, in busta chiusa, le ultime informazioni che è stato possibile raccogliere relative ai propri congiunti. Grazie «Ad una ricerca svolta in questi anni da Domenico Morandi e Associazione Unirr (Unione nazionale italiana reduci in Russia), sono state compiute verifiche incrociandoi dati di archivi ex sovietici e quelli nazionali, ed anagrafici locali – scrivono ai cittadini interessati il sindaco Alan Fabbri e il presidente del Lions, Marco Maffiolini -; verifiche che hanno consentito di acquisire ulteriori informazioni sui militari bondenesi caduti o dispersi in Russia, durante il secondo conflitto mondiale».

Nella busta che sarà consegnata o fatta recapitare ai parenti, vi saranno tutte le informazioni note riguardanti ogni giovane militare  disperso/caduto, comprese le foto del campo o del cimitero in cui sono stati sepolti i resti mortali e su cui, eventualmente, sarà possibile portare un fiore.