L’ascensore si è rotto

E’ definitivamente saltata la vecchia regola sociologica della società dei due terzi. Due su tre stavano più o meno bene, secondo le vecchie categorie di giudizio, e con aspettative positive (il cosiddetto ascensore sociale), l’altro terzo era in affanno. Le percentuali si stanno rapidamente rovesciando, rendendo più evidente l’effetto Clessidra, ossia la polarizzazione del reddito e delle opportunità nella fascia più alta, con una strozzatura sempre più accentuata al centro (la proletarizzazione progressiva del ceto medio di una volta) e una enorme massa alla base. Innanzitutto, è diventato chiaro a tutti che i giovani hanno non solo un reddito inferiore a quello dei padri e dei nonni, ma le loro prospettive sono disastrose. Dopo diverse generazioni, il destino è certamente quello di essere più poveri e meno sicuri di chi li ha preceduti. Ci permettiamo di affermare altresì che le ultime generazioni hanno una cultura materiale ampiamente inferiore ai loro padri. Possiedono diplomi, spesso lauree e persino master, ma lo scarto tra conoscenza, saper fare e istruzione certificata da titoli di studio attribuiti dalla scuola è imbarazzante.

Nel rapporto Istat, il disprezzo per “prima” si esprime nel basso reddito degli anziani, nella certificazione del loro abbandono e, per conseguenza, nell’aumento della povertà, che si è attestata, nel 2016, oltre il 4 per cento degli ultrasessantacinquenni. Essi, tuttavia, restano meno indigenti dei loro nipoti, in quanto comunque hanno una pensione, qualche risparmio e possiedono molto spesso la casa di abitazione. Il mondo di ieri, a giudicarlo con le categorie della statistica, batte quello di domani tre a uno. Per un nonno in povertà, ci sono tre nipoti in analoghe condizioni.

http://www.maurizioblondet.it/sempre-piu-giovani-poveri-la-societa-abortisce-stessa/

Appello ai giovani

Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra patria. Traditi dalla frode, dalla violenza, dall’ignavia, dalla servilità criminosa, voi insieme con la gioventù operaia e contadina, dovete rifare la storia dell’Italia e costituire il popolo italiano. Non frugate nelle memorie o nei nascondigli del passato i soli responsabili di episodi delittuosi; dietro ai sicari c’è tutta una moltitudine che quei delitti ha voluto e ha coperto con il silenzio e la codarda rassegnazione; c’è tutta la classe dirigente italiana sospinta dalla inettitudine e dalla colpa verso la sua totale rovina.

Studenti: mi allontano da voi con la speranza di ritornare a voi maestro e compagno, dopo la fraternità di una lotta assieme combattuta. Per la fede che vi illumina, per lo sdegno che vi accende, non lasciate che l’oppressore disponga della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l’Italia dalla schiavitù e dall’ignominia, aggiungete al labaro della vostra Università la gloria di una nuova più grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo[6].

Concetto Marchesi

[1] Il testo del discorso inaugurale dell’anno accademico 1943 – 1944 dell’Università di Padova, di cui il prof. Marchesi era Rettore, può essere letto qui: http://www.anpivittoria.it/docs/marchesi.pdf

Malati di cronaca

“Il termine “idioti” del titolo non è un insulto gratuito. È da intendersi nel senso etimologico di “circoscritti”, “localizzati”, “irretiti”, “prigionieri nel web”.

Un’intera generazione appare nello stesso tempo informatissima di tutto, comunica tutto a tutti in tem­po reale, ma non capisce quasi nulla e non ha niente di significativo da comunicare. È una generazione al macero, appesa agli schermi opachi di TV, Internet, Facebook, Youtube, eccetera, destinata all’obesità catatonica e alla lordosi sedentaria. La stessa mol­teplicità e eterogenea abbondanza delle informazioni la deforma, la fagocita, le impedisce di stabilire una propria tavola di priorità.(sottolineatura nostra)
Internet, priva della critica delle fonti, è la grande pattumiera planetaria e paratattica, in cui giovani e giovanissimi, adolescenti, ma anche giovani adulti, vanno quotidianamente affondando”.

A questo proposito forse non tutti sanno che i recenti concorsi a cattedre per l’insegnamento nelle scuole italiane, prevedevano, all’orale, una presentazione digitale su un argomento assegnato 24 ore prima; inutile dire che (anche per facilitare la composizione della presentazione) tutto il materiale utilizzato altro non era che un copia e incolla dal web, che ha tanto materiale, ma, come fa notare Ferrarotti, senza una selezione delle fonti da parte del ricercatore,  diventa un discorso né credibile né organico.

Internet è come la cultura popolare dei proverbi, che dicono tutto e il suo contrario e si presta a supportare qualsiasi tesi, se non c’è una verifica sul campo o una documentazione alternativa.

Se a questo aggiungiamo il gusto per il sensazionalismo proprio della cronaca, che deve amplificare la notizia televisiva per farsi leggere, si viene trasportati ogni giorno dal fiume di notizie (spesso inutili o fuorvianti) senza mai avere il tempo di approfondire una riflessione personale.

Giusto per fare un esempio: uno degli articoli più letti di bondeno.com , lo è perché figura nella sitografia della voce biogas di wikipedia, ma era un articolo che riportava l’opinione di un esponente politico e che come tale si firmava; a questo punto ho inserito i richiami ad altri articoli che rimandavano a studi in merito di docenti universitari (scaricabili e consultabili).

Dalle statistiche del sito (che amministro), ho potuto rilevare che quelli che li cliccavano erano una sparuta minoranza, a loro volta minoranza di quelli che si accontentavano della voce di wikipedia.

La conclusione è quella di Ferrarotti: ci si interessa a quello cui tutti si interessano e nel modo più superficiale possibile, giusto per intavolare una conversazione occasionale, magari sul proprio blog.

La cosa è ovviamente incoraggiata in alto loco se è vero che si è più volte affermato che” con la cultura non si mangia” e si è provveduto ad indicare, tra i requisiti preferenziali per l’occupazione giovanile, la mancanza di un titolo di studio.

Stasera guido io

Chiara Sapigni, assessore Sanità, Servizi alla Persona e Immigrazione del Comune di Ferrara e Luisa Garofani, direttore del Programma Dipendenze Patologiche Ausl di Ferrara hanno presentato al Centro Psicosociale-Unità Mobile di Strada-Ausl di Via J. F. Kennedy a  Ferrara, i risultati del progetto  “Bob, stasera guido io” e il bilancio delle  attività svolte a Ferrara tutti i Mercoledì notte da Aprile a Settembre del 2011.

UNA GOVERNANCE DI EQUILIBRIO

Dal bilancio che Garofani e Sapigni ne traggono, emerge la necessità di una “governance” della città urbana, che senza soffocarne le valenze creative  ed di socializzazione, tenga però in conto il sommarsi di differenze e di contrasti.

La città senza vita notturna declina, è quindi importante non rinunciarvi ma puntare alla costruzione di “notti di qualità” dove l’incontro tra i diversi attori in campo (gestori e promotori del divertimento notturno, forze dell’ordine, associazioni di categoria, servizi socio-sanitari, fruitori) sia in grado di favorire una gestione del mondo notturno che individui priorità, necessità e che si faccia promotrice di azioni di sistema che coinvolgano tutte le parti interessate.

Uno scenario, nel quale “l’unità di strada di BOB” assume un ruolo fondamentale nella  promozione della salute e della sicurezza delle persone che si “muovono” nella notte promuovendo una cultura del divertimento e del piacere consapevole; azione che richiede capacità di accompagnare esperienze, sperimentazioni e trasgressioni, sia tenendo conto delle opinioni dei giovani destinatari degli interventi, e delle loro richieste esplicite e implicite, sia delle diverse esigenze, sensibilità e convinzioni di chi abita e vive in modo differente il centro urbano.

“BOB”  E IL MERCOLEDI’ NOTTE

Il progetto “BOB, Stasera Guido Io”, nasce col progetto “Operatori di strada” dell’Ausl Ferrara, e si caratterizza per la presenza di un camper dedicato ad attività di prevenzione che tutti i Mercoledì notte, da Aprile a Settembre, dalle 22 alle ore 2 del Giovedì, staziona di fronte al Duomo di Ferrara.

Il “mercoledì sera universitario” a Ferrara è uno straordinario momento d’aggregazione spontanea giovanile, con centinaia di ragazzi e ragazze affollano la piazza principale della città alla ricerca di divertimento, piaceri, relazioni. Studenti universitari, studenti fuori sede, studenti Erasmus, giovani lavoratori, minori, ma anche ultratrentenni.

CONSUMI E MOLESTIE

Accanto a questo fenomeno, e in parte a causa di questo, si è riscontrato negli ultimi due anni un aumento degli episodi di tensione e molestie, non solo tra i giovani e verso i residenti del centro città, ma anche nei confronti degli stessi operatori dell’unità di strada.

Dall’osservazione abituale delle dinamiche di queste serate, emerge come il livello di aggressività verbale e fisica dei ragazzi possa essere in qualche modo legato al consumo di cocaina mixato con alcol; un consumo legato, non solo alla singola serata, in alcuni casi sufficiente a scatenare comportamenti inadeguati, ma di un consumo abituale, specialmente nei week-end, che amplifica tale livello di aggressività.

CRESCE IL GUIDATORE DI TURNO

Una buona pratica che via, via, sta prendendo piede è, fortunatamente, la designazione di un guidatore di turno (BOB) all’inizio di una serata in cui si prevede il consumo di alcolici.

Il Guidatore di Turno, è una modalità organizzativa rivalutata dai giovani e giovanissimi che, se in un primo periodo ne mettevano in dubbio la fattibilità, etichettando Bob come lo “sfortunato” e con la difficoltà a designare il guidatore all’inizio e non alla fine della serata, ora lo considerano uno strumento organizzativo utile ed efficace ad evitare pericoli per l’incolumità propria e altrui, per la guida e le inevitabili sanzioni.

MINORI, GENITORI E CONSUMO DI ALCOL

I tre operatori di “Bob, Stasera Guido Io” -Ilaria Galleran, Loredana Liverotti, Luca Rossin- hanno richiamato l’attenzione su un fenomeno di questi i ultimi anni che chiama in causa il ruolo delle famiglie e dei genitori: l’aumento dei minorenni nelle serate del mercoledì, dovuto, a detta degli stessi, ad una maggiore flessibilità nelle uscite serali, alle quali non vengono poste  grosse restrizioni di orario.

Minorenni, che  bevono essenzialmente birra e superalcolici sottoforma di “shorts e chupitos”. Esistono, infatti, bar virtuosi che non vendono alcolici ai minorenni, altri che, invece, non rispettano le norme sulla somministrazione d’alcol ai minori, ma anzi, ne incoraggiano il consumo con formule sconto, 2×1, ecc…

Molti dei giovanissimi che frequentano la piazza raggiungono il centro con il motorino (patentino) o sono neopatentati e spesso ignorano la normativa riguardante alcol e guida.

BINGE DRINKING E RUOLO DEGLI OPERATORI DI STRADA

La modalità di bere che accomuna giovanissimi e meno giovani risulta essere, ormai da diversi anni, il “binge drinking”, bere, in altre parole, con il preciso scopo di ubriacarsi consumando in tempi rapidi molteplici bevande alcoliche.

Gli  “operatori di strada” del Camper di BOB sono a disposizione con interventi di relazione con la giovane -e  meno giovane- popolazione del “mercoledì notte”  con attività che prevedono: la misurazione gratuita del tasso alcolemico, la promozione del guidatore di turno “BOB”; consulenze su sostanze, alcol e sessualità; misurazione gratuita del monossido di carbonio (carbossimetro); distribuzione di materiale informativo, preservativi, etilometri monouso e gadget.

Il Progetto “Operatori di Strada” nasce a Ferrara nel 1995 per la “riduzione del danno” -personale e sociale- a seguito di comportamenti particolarmente rischiosi: dalla guida in stato d’ebbrezza, all’assunzione di droghe.  Nel 2001, “BOB” ha dato spazio ad interventi rivolti alla prevenzione del consumo d’alcool e sostanze presso i luoghi del divertimento e durante i maggiori eventi culturali di Ferrara e provincia.

Obiettivo principale: la prevenzione di comportamenti a rischio legati all’assunzione di sostanze alcoliche e psicoattive e, più in generale, quello di attivare processi educativi per favorire e incoraggiare comportamenti responsabili nell’utilizzo del tempo libero e dei momenti di svago.

Ufficio Stampa ASL

Riccardo Forni, giornalista professionista.

Bando MUSAE 2011

E’ aperta la quinta edizione del BANDO MUSAE – Museo Urbano Sperimentale d’Arte Emergente – per partecipare al grande Circuito Internazionale, appuntamento ormai consolidato per gli artisti dai 18 ai 35 anni.
Il regolamento è sul sito www.eventomusae.com
Possono partecipare giovani artisti di tutte le nazionalità e di età compresa tra i 18 e i 35 anni, iscrivendosi al bando con produzioni pittoriche, plastiche, fotografiche, installazioni multimediali, luminose, video, videoarte, land art, body art, design, moda, performance.

Il circuito internazionale MUSAE è ideato e gestito da City Management (società Milanese specializzata in grandi eventi per la Pubblica Amministrazione) con lo scopo di creare un dialogo concreto e produttivo tra mondo dell’arte e luogo urbano. Si cerca il coinvolgimento di varie città per formare un percorso unitario che offra i luoghi del quotidiano alla creatività giovanile; al contempo con MUSAE si riscoprono luoghi cittadini insoliti, a volte celati allo sguardo distratto del passante. Promuovere e sostenere il lavoro dei giovani artisti è l’obiettivo con cui si muovono dal 2006 gli organizzatori del MUSAE, ritenendo fondamentale offrire massima visibilità alle opere e incentivarne la fruizione da parte del pubblico, coinvolgendo addetti ai lavori e non solo. L’ intento è quello di aprire i luoghi del quotidiano alle contaminazioni creative dei giovani, il tutto attraverso un circuito di eventi che si sviluppa lungo tutto il nostro paese e che dal 2009 si è esteso all’estero (con tappe in Uk e Montenegro e nel 2010 a Barcellona).
Il BANDO MUSAE 2011 è un appuntamento fisso per i giovani artisti che intendono promuovere le loro opere e trovare nuovi spazi in un museo urbano, dove il dialogo tra l’Istituzione e la collettività si sviluppa per favorire la concretizzazione dell’espressione creativa. Il Circuito Internazionale MUSAE 2011 gode del patrocinio delle principali Accademie di Belle Arti italiane, degli Enti Locali partecipanti e delle Fondazioni per perseguire il progetto di sviluppo dell’arte urbana dei giovani e per i giovani che supera i limiti imposti dagli usuali canali espositivi e avvicina il pubblico ai nuovi linguaggi del panorama artistico emergente.

Per saperne di più, per partecipare al bando di concorso e per ottenere ulteriori informazioni in relazione alle date programmate per gli eventi, consultare il sito: www.eventomusae.com

È fondamentale iscriversi da subito per potersi candidare già alle prime tappe 2011.
Il bando resta aperto per un anno e le selezioni avvengono di tappa in tappa (cfr.www.eventomusae.com/programma). Il tema di ogni tappa è generico, a meno che non diversamente specificato.
A tal proposito si segnala la prima tappa “tematica” fissata per il 2011, dal titolo “Ditelo coi nodi” -da Collezione di sabbia, Italo Calvino-(n.b. solo per questa tappa: per iscriversi a questo evento tematico, è necessario segnalarlo in note nel modulo on line).

Dal sito è possibile inoltre prenotare il catalogo degli anni precedenti.
www.eventomusae.com

Inaugura il 16 aprile "Spazio 29"

Da un colloquio col prof. Carlo Tassinari, presentatore del progetto che potete trovare in rete, abbiamo appreso che, nella sede dell’ex-liceo, in Via Veneto 29, a Bondeno, sarà ospitata la ludoteca e il Centro Giovani (attualmente presso il “Centro 2000” in Viale Matteotti).

Anche la c.d. “sala Azzurra” destinata a conferenze, sarà qui trasferita in toto, presumibilmente questo consentirà un ampliamento dello spazio teatrale del 2000.

Ma il fulcro delle attività del nuovo servizio dovrebbe essere la custodia e assistenza scolastica e ricreativa dei giovani dopo la fine dell’orario scolastico e nei periodi di vacanza, con possibilità di estensione anche il sabato.

Questo sarà possibile con il coinvolgimento della attuale biblioteca che si farà carico delle esigenze culturali dei ragazzi più grandi, fornendo loro anche il collegamento internet,  e della scuola elementare che fornirà il servizio mensa.

La vicinanza degli edifici consentirà di creare dei percorsi interni che faciliteranno l’integrazione dei servizi, la qualità dei quali dipenderà ovviamente da chi sarà preposto a gestirli e dalle condizioni di lavoro offerte.

L’amministrazione comunale ha stanziato complessivamente per il progetto 247.900 euro, fino al 2014; come abbiamo illustrato in un precedente articolo.

I giovani e il lavoro

Mercoledì 30 giugno, presso Sala Consiglio – Provincia di Bologna – via Zamboni 13 Bologna

Il seminario è l’occasione per presentare le attività svolte in particolare sui possibili inserimenti lavorativi dei giovani verso settori a maggiore potenzialità di crescita e sullo sviluppo di un atteggiamento proattivo nella definizione del proprio progetto personale e professionale.

Obiettivo dell’iniziativa è presentare gli esiti del progetto “I giovani e la gestione creativa del proprio futuro” finanziato dal Ministero della Gioventù e dall’Unione Province d’Italia sia dal punto di vista dell’impostazione complessiva sia illustrando per macro-temi ed elementi qualificanti le azioni svolte dalla singole
Province coinvolte.

Programma
ore 9.45

  • Apertura dei lavori

Vincenzo Bernazzoli, Presidente UPI Emilia-Romagna
Patrizio Bianchi, Assessore Scuola, formazione professionale, università e ricerca, lavoro Regione Emilia-Romagna
Giuseppe de Biasi, Assessore Istruzione, formazione, lavoro.
Coordinamento interno tavolo intersettoriale anticrisi Provincia di Bologna

  • Presentazione del progetto interprovinciale

Elena Malaguti, Assessore Istruzione e politiche giovanili Provincia di Modena

  • Presentazione delle esperienze

Claudio Magagnoli, Dirigente Servizio Scuola e Formazione Provincia di Bologna
Andrea Cammelli, Direttore Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea
Caterina Ferri, Assessore Politiche e servizi per il lavoro, formazione professionale, pari opportunità Provincia di Ferrara
Enzo Madrigali, Direttore di DemoCenter-Sipe Provincia di Modena
Manuela Moreni, Dirigente del Settore Politiche del Lavoro e Formazione Professionale Provincia di Piacenza

  • dibattito
  • conclusioni
  • al termine dei lavori è previsto un aperitivo

MUSAE

E’ aperto il bando MUSAE 2010 – Museo Urbano Sperimentale d’Arte Emergente

BANDO MUSAE 2010

E’ aperto il BANDO MUSAE 2010 – Museo Urbano Sperimentale d’Arte Emergente – per partecipare al grande Circuito Internazionale riservato ad artisti under 35, che possono trovare il regolamento sul sito www.eventomusae.com
Una opportunità da non perdere per i giovani artisti di tutte le nazionalità e di età compresa tra i 18 e i 35 anni che possono partecipare al Circuito MUSAE 2010 con produzioni pittoriche, plastiche, fotografiche, installazioni multimediali, luminose, video, videoarte, land art, body art, design, moda, performance.
City Management, società Milanese specializzata in grandi eventi per la Pubblica Amministrazione, ha ideato e gestisce il Circuito Internazionale MUSAE 2010 con l’intento di creare un dialogo concreto e produttivo tra mondo dell’arte e luogo urbano. Un coinvolgimento di ben 50 città, per formare un percorso unitario per la riscoperta dell’arte di qualità e dei luoghi cittadini, per l’abitare comune, per offrire il luogo quotidiano alle contaminazioni creative dei giovani; un circuito di eventi che si sviluppa lungo tutto il nostro paese e che dal 2009 si è esteso anche all’estero (in Uk e Montenegro). Sempre nel 2009 MUSAE ha stretto una collaborazione con la European Cultural Foundation (Amsterdam – NL), promotrice del progetto StrangerFestival (www.strangerfestival.com), dalla quale è nato VideoArt.Exe, progetto interamente dedicato alla VideoArt, che ha accompagnato tutte le tappe del progetto MUSAE 2009.

Il BANDO MUSAE 2010 è un appuntamento inedito per i giovani artisti che intendono promuovere le loro opere e trovare nuovi spazi in un museo urbano, dove il dialogo tra l’Istituzione e la collettività si sviluppa per favorire la realizzazione delle espressioni artistiche. Il Circuito Internazionale MUSAE 2010 gode del patrocinio delle principali Accademie di Belle Arti italiane, degli Enti Locali partecipanti e delle Fondazioni per perseguire il progetto di sviluppo dell’arte urbana dei giovani e per i giovani che supera i limiti imposti dagli usuali canali espositivi e avvicina il pubblico ai nuovi linguaggi del panorama artistico emergente.

Per saperne di più, per partecipare al bando di concorso e per ottenere ulteriori informazioni in relazione alle date programmate per gli eventi, consultare il sito: www.eventomusae.com

È fondamentale iscriversi da subito per potersi candidare già alle primissime tappe 2010.

Generazioni in perdita

Siete una generazione perduta” diceva Gertrude Stein a Ernest Hemingway, traducendo dal francese del capo garagista che si rivolgeva ai garzoni poco ubbidienti. A Parigi, negli anni venti, c’era ancora un certo senso dell’autorità delle generazioni passate anche tra gli americani in visita. Perciò la scrittrice riconosciuta e di esperienza poteva esprimersi così al giovane reporter americano a cui il Premio Nobel sarebbe arrivato solo molto più tardi. E ancora più tardi, dopo quarant’anni, sarebbe arrivato il ’68, che avrebbe rovesciato le parti. E infatti ora, quarant’anni dopo, è la generazione dei nonni del ’68 a sentirsi dire lo stesso commento dai nipotini dei licei americani, che leggono Il giovane Holden non sotto il banco, ma in classe a scuola, e lo deridono in continuazione.

Lo racconta oggi il New York Times (Jennifer Schuessler, “Get a Life, Holden Caulfield”) in un articolo di commento sulla letteratura a scuola. Il romanzo di J. D. Salinger (The Catcher in the Rye) esce nel 1951: la guerra è finita da poco e negli Stati Uniti comincia quel clima di tensione che presto porterà al terrore, alla guerra fredda e alle pratiche di difesa dal ‘pericolo rosso’ dell’Unione Sovietica. Negli anni a venire, i giovani sentiranno sempre più quel ‘peso istituzionale’ tipico dell’epoca e troveranno quindi rifugio in quei prodotti dell’industria culturale che esprimono ansia e isolamento giovanile; è il caso di romanzi come appunto Il giovane Holden di Salinger o Il laureato (The Graduate) di Charles Webb (che in seguito diventerà il film con Mike Nichols), di film come MASH di Robert Altman o di Fragole e sangue di Stuart Hagmann (tratto dal romanzo The Strawberry Statement di James Kunen) o delle note canzoni di Bob Dylan o di Paul Simon.

Dopo quarant’anni un bel po’ di rivoluzionari dell’epoca hanno finito con l’insegnare – resta il mestiere più coerente con certe premesse – e la scuola si è spostata a sinistra. Gli insegnanti, ben preparati a capire le ansie e gli entusiasmi giovanili, si trovano però stupiti che certe ansie e certi entusiasmi in sostanza nei giovani non si trovino più. Eppure la società industriale non è poi così cambiata da fornire chissà quale agio. Cos’è successo”?

È successo che l’industria s’è svegliata. Intanto ha capito che in una società in cui c’è sempre meno tempo da dedicare agli altri, specie ai figli (lavorando in due lo stipendio si dimezza: il datore di lavoro non è scemo) i giovani saranno sempre più alienati e abbandonati a loro stessi. Non avendo nessun referente con cui discutere dei loro problemi (che in sostanza si riducono a quello di crescere) il giovani non solo non li risolveranno mai, ma nemmeno sapranno mai di averli. E infatti arrivano a trenta o quarant’anni e si comportano ancora come ragazzini. Quindi tutto sta a imbottirli di oggetti nuovi, di cose nuove da comprare e da usare per due, tre anni al massimo; poi si buttano perché c’è la novità seguente. E non ci si può permettere di essere senza novità altrimenti si viene tagliati fuori: bisogna essere come gli altri e meglio degli altri. E ciò significa, in sostanza, avere più degli altri: in una società che riconosce solo il benessere materiale il capo riconosciuto è solo chi può dimostrarne di più. E allora è normale che si voti Berlusconi. Se poi capisci che è lui che ti ha vuotato le tasche, ancor meglio: ha dimostrato di essere più furbo di te e quindi si merita i soldi che hai. Capito, povero c… omunista idiota?

Perciò l’insegnante a scuola che ti racconta del ’68, con la giacca di velluto vecchia di dieci anni sopra i jeans, appartiene alla generazione che non solo ha perso, ma è destinata a perdere e non può fare altro; l’onnipotente (ieri Dio, oggi il denaro) ha voluto così. Il ‘loser’ inglese, protestante, non corrisponde all’italiano ‘perdente’, ma al ben più forte ‘sfigato’: destinato a perdere per ineluttabile volontà del fato che ontologicamente depriva dell’oggetto di soddisfazione sessuale (in un mondo maschile, chiaro). E tra quelli c’è anche il giovane Holden, a cui i ragazzi americani dicono: “Piantala di frignare e pigliati un Prozac”, così ti metti il solito sorriso di plastica e dai il tuo incentivo all’industria farmaceutica in crisi. Chi ti credi di essere, per protestare? Un c… omunista come il profe, che ha perso il treno del successo e si è trovato a stipendio fisso di m… iseria senza fare un c… atodo tutto il giorno? Altri tempi, altra musica: oggi se non sali sul treno del successo non solo non sei nessuno, ma non sopravvivi nemmeno. Quindi svegliati, datti da fare e sgomita. Non c’è posto per gli altri. E quando parla Papi, ascolta e impara: è lui che paga.

La mia generazione ha perso”, diceva Giorgio Gaber. Cosa resta da fare? Suggerimento personale: sorridere, prendersi tutte le ore di libertà concesse dal sistema (quello di Saviano, ovviamente) e osservare i giovani per strada: tutti vestiti uguali, con gli stessi occhiali scuri, con le stesse cuffiette stereo a tutto volume con la stessa musica tecno-disco (tucutùn tucutùn tucutùn tucutùn…). Tutti alienati. Avranno vinto loro, ma avevamo ragione noi. Non è sempre chi vince ad avere ragione; capirlo e farlo capire è già un passo enorme.