Decollo digitale?

Anzitutto va subito precisato che il digitale TV per l’ Italia non è una novità: nel novembre 1994 Tele+ inizia le sue trasmissioni satellitari (quindi digitali con decoder e parabola) che hanno il pregio di non avere pubblicità, in quanto a pagamento.

Quindi gli utenti satellitari hanno accumulato una certa esperienza e non si angosciano più di tanto se sul canale n.3 del loro televisore non vedono RAI 3, visto che di canali ne hanno circa 1500 contro i 150 circa dell’attuale digitale terrestre.

Questo ci porta al discorso sulla scarsa disponibilità all’innovazione nel Bel Paese, dove anche le cifre degli utilizzatori di Internet non si schiodano dal 50%, anzi tendono a diminuire, ponendoci al 26° posto al mondo dopo Latvia (15°), Estonia (17°), Lituania (21°), Romania (22°), Repubblica Ceca (23°) e Grecia (24°). [Fonte: Computer idea, n.276]

Se poi andiamo ad analizzare in che modo lo usano gli italiani, scopriremo facilmente che:  lo usano per cercare conferma a quello che hanno già sentito per TV, per organizzare ulteriori cene con Facebook e per scaricare ogni sorta di schifezze “basta che sia gratis”.

Volutamente non c’è mai stata in Italia una “Cultura dell’innovazione”, a cominciare da quegli imprenditori,  sempre a caccia di contributi,  ma che non hanno la mail nel loro sito e,  se ce l’hanno, non rispondono.

A questo punto ha ragione Brunetta quando dice che è inutile investire per il miglioramento delle strutture della Rete, visto che è sottoutilizzata; non ha ragione però quando pensa solo in termini di hardware (le strutture) e non in termini di software (le teste).

Senza educazione e cultura non si va da nessuna parte e qui si inserisce la modesta proposta dell’associazione culturale “Araba Fenice” che fin dal 1998 ebbe la fortuna di incontrare un’amministrazione lungimirante, che le consentì una operazione, il Cyberfest, che, se protratta nel tempo, avrebbe dato i suoi frutti facendo diventare Bondeno un polo tecnologico e non una discarica.

A questo punto non ci rimane che raccogliere i miseri resti, cercando di proseguire con bondeno.com una scelta di informazione culturale di qualità e proponendo sul territorio le poche cose che si possono fare a costo zero:

Venerdì 10 dicembre, ore 21

Enrico Marchetti: Piccolo manuale di sopravvivenza per
comunicatori tecnologicamente distratti

A cura dell’associazione culturale “Araba Fenice”

Bondeno, Viale Matteotti 10, “sala azzurra”.