Venerdì nero

Bondeno come Pescara

Passeggiando per il corso principale della mia città osservo i palazzi e i negozi che adornano il piano stradale, nell’area pedonale che oggi viene promossa a “centro commerciale naturale”, e realizzo di nuovo che in questi ultimi anni abbiamo sperimentato uno stravolgimento socioeconomico senza precedenti. Queste camminate mi offrono sempre uno spunto di riflessione sullo sviluppo dello spazio urbano, sull’evoluzione culturale ed economica della città e sulle trasformazioni che questo “progresso” realizza negli equilibri sociali.
Pescara è una città commercialmente vivace e il centro brilla di luci e colori. Mentre mi soffermo a leggere la dichiarazione di cessazione di attività di una rivendita di tessuti che sta praticando sconti da liquidazione, rifletto sul fatto che abbiamo visto sparire attività storiche, che avevano messo le radici a Castellammare e a Portanuova prima ancora che nascesse l’attuale Pescara, sostituite sempre da punti vendita di grandi catene multinazionali. Dietro le vetrine non ci sono più imprenditori commerciali pescaresi, ma giovani commessi sottopagati che vendono merce di infima qualità per il consumo di massa. Non esiste più un’identità, non c’è più quello scambio di esperienze e di conoscenza che arricchiva la città grazie alle innovazioni che importavano i più audaci sperimentatori, che giravano il mondo per tornare nella città di D’Annunzio a sorprendere con l’originalità delle loro scoperte e con le loro trovate esagerate. Pescara sta diventando una colonia del grande capitale straniero. Somiglierà, tra qualche anno, alle migliaia di città fotocopia che hanno subito prima di noi l’invasione.
La difesa dell’identità, del localismo, della conoscenza tacita che germoglia in un territorio e che è trasmessa da generazione a generazione anche nel tessuto imprenditoriale e commerciale, è un altro valido motivo per combattere questa invasione che omologa tutto e tutti. La globalizzazione va fermata con gli strumenti normativi di cui ci siamo privati in questi anni. Limitazioni alla circolazione di capitali, merci, servizi e persone, ma anche dazi e contingentamenti. Solo così possiamo salvarci da questo tsunami che sta cancellando la nostra storia.
Nù séme nù, si dice a Pescara. A dire il vero, amici miei, nù eravame nù, ma è ddamó che nìn séme cchiù nù!

Gianluca Baldini

€cosocietà: fase 2

Ci siamo già occupati di questo tema (leggete articolo e relativi commenti qui), dal 1 febbraio inizierà la raccolta porta a porta anche a Bondeno e sono stati predisposti due  incontri pubblici mercoledì 11 novembre, alle 21, presso la Bocciofila e Giovedì 10 dicembre alla sala 2000.

Chi volesse delle anticipazioni le può trovare nelle FAQ nel sito di Area SPA, che serve anche il comune di Bondeno; una delle questioni frequentemente poste la riportiamo a titolo di esempio:

In casa non ho spazio per tenere tutti questi sacchi pieni di rifiuti, come faccio?

Ogni utenza deve organizzarsi liberamente in funzione dei propri spazi. Il porta a porta è un sistema che responsabilizza in primo luogo proprio sulle quantità di rifiuti prodotte giornalmente. Il suggerimento più utile è quello di impegnarsi a ridurre la propria produzione di rifiuti, iniziando a modificare i comportamenti d’acquisto: scegliere ad esempio i prodotti con imballaggio ridotto, preferire le confezioni famiglia a quelle monoporzione, comprare alimenti al banco, usare le ricariche per detergenti e detersivi, riabituarsi a bere l’acqua del rubinetto (corsivo nostro).

Mi pare chiaro quindi che i rifiuti sono solo un pretesto,  come evidenzia questo articolo sulla Nuova del 13 febbraio 2015,  finora non smentito

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5 Responses to “€cosocietà: fase 2”

  1. Altra “perla”:
    Devo lavare le scatolette, i barattoli e in generale i contenitori per alimenti prima di gettarli?

    Non è necessario un lavaggio accurato, ma è buona norma eliminare i residui e risciacquare i contenitori sotto l’acqua corrente, considerando che si tratta generalmente di imballaggi in plastica o metallici, che dovranno essere tenuti in casa per due settimane.

    A questo punto c’è da chiedersi: cui iuvat?

    #1387
  2. Il “politicamente corretto” è l’erede diretto dell’Inquisizione, che intendeva combattere l’eresia rintracciando i cattivi pensieri. L’ideologia dominante è anch’essa una ortodossia, che considera eretici tutti i pensieri cattivi. Poiché non ha più i mezzi per confutare questi pensieri che danno noia, si cerca di delegittimarli – non come falsi, ma come cattivi.
    Alain De Benoist
    Chiarisco: i “buoni” sono quelli che stanno sempre dalla parte dell’autorità

    #1388
  3. L’estensione del porta a porta a 5 nuovi Municipi consentirà di aumentare ancor di più la percentuale dei rifiuti da avviare alla filiera del recupero che AMA intende valorizzare attraverso la realizzazione dell’ECODISTRETTO: un impianto tecnologico all’avanguardia per il trattamento e recupero delle frazioni differenziate dei rifiuti dell’intera Capitale. La realizzazione dell’ECODISTRETTO è il primo passo che permetterà alla città di Roma di rendersi autonoma dal punto di vista impiantistico evitando quindi inutili costi di trasferimento e trattamento rifiuti in altre Regioni che incidono pesantemente sul calcolo della tariffa che si aggira a circa 162€ per abitante/anno.
    http://www.atiaiswa.it/2015/10/23/situazione-dei-rifiuti-in-europa-lunione-promuove-sempre-piu-la-raccolta-differenziata/

    #1389
  4. Dal commento sopra citato (ottobre 2015) apprendiamo che: “Il sistema di raccolta a Roma è in via di estensione e prevede due modelli: il “porta a porta” offerto al 30% della popolazione e la raccolta stradale con cassonetti per il restante 70%.” Anche lasciando i cassonetti la situazione nella capitale è di degrado (cfr. http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2015/09/01/ARR3tAlF-romasonoio_alessandro_ripulisce.shtml).
    Provate a immaginare cosa succederà a Bondeno quando li toglieranno, per sostituirli con il “porta a porta” al 100%.

    #1391
  5. Di cosa sto parlando? Mi riferisco all’obbligo che ci impone di accendere luci delle nostre autovetture durante il giorno (follia pura!!) o alla costrizione delle cinture di sicurezza che, contrariamente a quanto viene sbandierato, sono vere e proprie trappole mortali. Parlo dell’infausto ecopass, del posteggio a pagamento, degli spazi volutamente e arbitrariamente trasformati in i divieti di sosta per costringere il cittadino esasperato, a rifugiarsi nella sanzione amministrativa, come solo momento di pace – parlo delle vetture euro 4/5/6/, sigle a marchio di una inutilità conclamata, dei semafori manomessi, delle mille trappole armate in ogni angolo delle nostre città, per estorcere (all’ombra di una illegalità assurta a regola e abuso di potere conclamato ), denaro fresco alla comunità. Insomma, quella lunga lista di minchionerie e trabocchetti, che peggiorano ulteriormente la condizione di caos quotidiano. Una disperazione da impotenza che si accanisce sul nostro sistema nervoso, congiunta alla prepotenza dei nostri carnefici che affondano le loro sudice mani nelle nostre tasche, sempre più vuote.
    Gianni Tirelli
    estratto da http://www.oltrelacoltre.com/?p=14857

Ferrara scende in piazza

Anche a Ferrara, oggi alle 16, si manifesterà; nella vulgata televisiva l’evento è semplificato nella contrapposizione dimostranti/negozianti.

Limitandoci alla situazione locale, abbiamo già avuto modo di notare in un precedente articolo (Il nulla), come il piccolo commercio abbia da lungo tempo subito la concorrenza della grande distribuzione e ne sia uscito sconfitto.

Il recente accordo del WTO vedrà ulteriormente complicarsi la situazione nazionale, per quel fenomeno ormai noto come globalizzazione.

Come al solito lo scenario è stato descritto con largo anticipo dal romanzo di J.G.Ballard “Regno a venire” (Tit. orig. Kingdom come).

Espressione poco decifrabile, nella lingua originale, ma probabilmente derivata dalla versione britannica del paternoster. “Venga il regno”, invece di “Venga il (tuo) regno”. Sì, ma di quale regno si tratta?
Sorge ai margini di un’autostrada dal traffico sostenuto, e nei pressi dell’aeroporto di Heathrow. Consiste in un enorme centro commerciale e nelle case sorte attorno. L’unica passione condivisa dagli abitanti working class è il tifo calcistico: vivono per quello. Quanto al centro in sé, somiglia a una basilica. E lo diviene effettivamente, sotto la pressione popolare. La comunità si rende autonoma, recide i legami col resto del Paese. Crea una propria, abnorme, identità spirituale di taglio consumistico. Perché la consacrazione sia effettiva, serve un Messia. E’ da qui che Ballard fa iniziare il suo romanzo.
(Valerio Evangelisti)

shopping nel paese di distopiaInutile dire che ne consigliamo la lettura, visto che abbiamo, anche noi di Araba Fenice, qualcosa in catalogo: http://www.lulu.com/spotlight/afenice

Questo significa anche che luminarie e centri commerciali sono già stati silenziosamente scavalcati in alcuni settori (tra cui quello librario) dalle vendite on-line…

Siamo in guerra

http://www.youtube-nocookie.com/v/d9-rd-BoSYQ?version=3&hl=it_IT&rel=0

“Siamo in guerra, i nostri politici sono come il comandante Schettino: rimangono a guardare mentre la nave affonda”. Queste sono le parole di Beppe Grillo durante la presentazione del suo libro a Roma. “I partiti sono morti e la gente presto impugnerà un fucile”. Ecco l’intervista di Francesca Fagnani a Grillo.

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