Ancora sulle centrali a biogas

foto di Lauro Casoni

Su wikipedia, sotto la voce biogas, appare nelle note un nostro articolo e precisamente questo; per completezza citiamo anche gli altri sullo stesso argomento (il primo in particolare, contiene due interessanti articoli tecnici, scaricabili):

http://www.bondeno.com/2011/01/12/la-centrale-conviene/

http://www.bondeno.com/2011/11/16/fotovoltaico/

Di seguito l’articolo originario:

Ho assistito all’incontro, svoltosi al centro sociale di Borgo, in merito alla centrale a biogas prevista in Via Frattina. Il Comitato Vigarano Pulito ha gestito la serata con molto equilibrio e buon senso. Mi corre l’obbligo di rilevare come 2 dei 3 candidati a Sindaco presenti, sebbene facciano parte di forze politiche che vogliono le centrali nucleari nel nostro paese, si siano scoperti novelli ambientalisti schierandosi contro le centrali a biogas. Sono i miracoli della campagna elettorale. Sulla situazione di Via Frattina sarà l’Amministrazione Comunale di Vigarano ad approfondire le tematiche in discussione, tenendo conto degli interessi legittimi dei cittadini che abitano nella zona. Sul tema delle centrali a biomasse in generale, voglio sottolineare la contraddittorietà della normativa di riferimento e la necessità urgente di linee guida da parte della Regione per evitare situazioni al limite dell’assurdo. Questo tipo di centrali è gestito da imprese agricole che hanno fior di contributi comunitari per 15 anni. Al tempo stesso, queste centrali sono industrie insalubri che, ai sensi della normativa vigente, non devono nuocere alla salute del vicinato per quanto riguarda lo scarico di acque reflue, le emissioni in atmosfera, gli odori, i rumori, le vibrazioni e i campi elettromagnetici. Se un’abitazione è circondata da centrali a biogas, come succede a Bondeno in Via per Zerbinate, chi vi abita come può non essere danneggiato dalla presenza della centrale? Come si può negare che a volte vi siano miasmi insopportabili? Le linee guida regionali sono importanti per definire le distanze dalle abitazioni, il numero e la localizzazione degli impianti e, magari, a mio avviso, per considerare in maniera diversa le aziende agricole che impiantano una centrale a biogas legata alla propria attività utilizzando gli scarti di produzione o i residui dell’allevamento, rispetto a quelle che sono più che altro società di scopo, nate solo per produrre energia, senza nessun collegamento con l’agricoltura. In questa situazione normativa stiamo assistendo ad una corsa al biogas senza nessuna vera regola. Ad oggi non si sa nemmeno quante siano le domande depositate nell’intero territorio provinciale perché le autorizzazione per le centrali con potenza inferiore ad un 1mw elettrico possono essere richieste esclusivamente ai Comuni. Facendo alcune verifiche, si scopre che società diverse, che hanno richiesto l’autorizzazione in Comuni diversi, hanno lo stesso rappresentante legale, gli stessi soci e la stessa sede legale, che non è presso un’impresa agricola, bensì presso un commercialista! Si scopre che alcune società, che dovrebbero avere ad oggetto l’esercizio esclusivo dell’attività agricola, presentano richiesta di autorizzazione di impianto a biogas mesi prima di essere iscritte nel registro delle imprese agricole! Oppure che non hanno la conduzione di terreni tale da sostenere un impianto a biomasse e nemmeno hanno in essere contratti con eventuali fornitori. Credo che le contraddizioni siano fin troppo evidenti. Vanno risolte a tutela delle vere imprese agricole che vogliono produrre energia, a tutela dei cittadini e degli interessi collettivi, con una normativa e con regolamenti attuativi più chiari e puntuali, che tengano conto della realtà.

Giovanni Nardini

Consigliere Comunale e Provinciale PD
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L'impresa irresponsabile

Credo sia necessario chiedersi perché negli ultimi mesi, nel nostro territorio, vi sia un proliferare di richieste di insediamento di centrali a biogas.

A Bondeno già da 6 mesi è in funzione il polo di Energy Renews con 4 centrali da 1 megawatt, nel Comune di Vigarano Mainarda sono già iniziati i lavori, e le conseguenti proteste degli abitanti, per una centrale, da 1 megawatt, in Via Frattina.

E’ già stata depositata da oltre 1 mese presso il Comune di Bondeno la richiesta per una nuova centrale da 1megawatt in Via Saccona. Così come pare vi sia l’interessamento per insediare un’altra centrale dello stesso tipo nel Comune di Poggio Renatico.

Non parliamo, poi, del numero di richieste di insediamento pervenute presso il Comune di Ferrara. Mi sembra palese che ci troviamo di fronte ad un business per chi si cimenta nell’impresa di produrre energia da fonti rinnovabili, con l’utilizzo di prodotti agricoli. Questo grazie ai certificati verdi di cui potranno usufruire per 15 anni.

Il problema vero è che questo tipo di centrale è nato ed ha la sua ragione primaria quando è a corredo di un allevamento zootecnico o suinicolo e sfrutta, producendo energia, gli scarti degli allevamenti o delle produzioni agricole. Io mi sono detto favorevole a questo tipo di produzione di energia proprio perché il processo anaerobico che è alla base del loro funzionamento non è in alcun modo inquinante, ma il loro proliferare rischia di creare veri problemi, oltre a quelli per gli insediamenti civili nelle loro vicinanze, per la sostenibilità delle produzioni agricole e per la reale economicità di questo tipo di produzione di energia. Per tacere delle problematiche che su vasta scala si stanno producendo distogliendo derrate alimentari dall’utilizzo umano o animale per produrre energia. Non è di oggi il notevole aumento del costo delle materie prime per l’alimentazione umana che crea problemi alimentari di notevole importanza per il mezzogiorno del mondo. Altro problema evidente è nel fatto che derrate alimentari che si sono ottenute consumando energia siano utilizzate non per l’alimentazione ma per produrre nuova energia. Basti dire che per coltivare un ettaro di mais occorrono 8 milioni di calorie, il mais prodotto in quell’ettaro se avviato al biogas produrrà 9 milioni di calorie! Questi due fatti combinati insieme, a lungo andare, potranno creare, e stanno già creando, notevoli problemi di squilibrio di risorse alimentari e di sostenibilità energetica che certo non possiamo risolvere a livello locale. Al nostro livello, però, dovremo lavorare affinchè questi insediamenti, considerati da più parti industrie insalubri non creino troppi problemi alle famiglie che vivono nelle loro vicinanze. A Bondeno, ormai da settembre, dalla centrale a biogas ciclicamente vi è l’emissione di odori insostenibili per chi abita nella zona e non solo. Un problema che non può più essere tollerato ancora a lungo e va risolto con estrema urgenza. In Via Frattina viene costruita una centrale, con conseguente passaggio di autocarri e trattori agricoli di grandi dimensioni, su una strada inibita al traffico pesante, dove è difficile il passaggio contemporaneo di due automobili. Ora ci troviamo con l’insediamento di una centrale a biogas in Via Saccona. Anche in questo caso non mancano problemi di viabilità, che dovranno essere approfonditi. Ricordo a tutti che Via Canal Bianco è stata rifatta 4 anni fa. Era in condizioni pietose per il fondo stradale avvallato e semidistrutto. Il tratto di competenza del Comune di Vigarano, rifatto qualche anno prima, ripresenta avvallamenti consistenti. Credo che serva ripensare a ciò che stiamo facendo. Qualche centrale poteva avere una ragion d’essere, il business che si è creato ci porterà solo grandi problemi sia a livello generale sia a livello locale.

Giovanni Nardini

Consigliere Comunale e Provinciale PD

L’impresa irresponsabile, Luciano Gallino, Euro. 11,38

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