Al via il FFF

A Bologna dal 27 marzo al 1 aprile l’edizione 2012 del Future Film Festival

http://www.futurefilmfestival.org/it/festival/

Per ora segnaliamo Giovedì 29:

Cinema Lumière Sala Scorsese

  • 14.00 Cortometraggi in concorso
    Future Film Short Programma 3
    (111’, DVD, V.O.)
  • 16.15 ARCHEOLOGIA DEL FUTURO
    APOCALYPSE WOW!!! (90 min, V.O.) Catastrofi di mare e di terra, naufragi e nubifragi, terremoti in famiglia e cataclismi planetari. Rincorsa di cosmici o comici SOS, il programma è una ricognizione cinematografica – via documentario, mockumentary, cartoon – di secolari Day After, fatali o virtuali, micce esplosive del nostro immaginario: il Titanic, la bomba, l’asteroide impazzito, la profezia Maya. A cura di Mario Serenellini.
  • 18.00 That’s the end of the world…and i feel fine
    La guerra dei mondi (The War of the Worlds)
    di Byron Haskin, USA, 1953
    (85’, DVD, V.O. con s/t in italiano)

La musica del diavolo

http://www.youtube-nocookie.com/v/9UyJ42v-N-I?version=3&hl=en_US&rel=0

Clean Pastures di Freleng, uscito l’anno dopo The Green Pastures. nel 1937, inizia con un coro che esegue, alcuni versi di Save Me Sister mentre scorrono i titoli di testa.

Il cartone animato vero e proprio si apre con immagini stilizzate, perfino espressionistiche di Harlem e del profilo di New York all’orizzonte. Un arrangiamento elaborato di Sweet Geòrgia Brown, completo di sassofoni “gementi” e botta e risposta tra ottoni e strumenti ad ancia, fa parte della colonna sonora, mentre vivaci signore si esibiscono nello stile dei ballerini del Cotton Club. Sì vedono anche neri che bevono Martini e tirano i dadi. Poi la macchina da presa si allontana rapidamente da Harlem, finché la Terra diviene piccola piccola e si vedono pianeti e stelle, fino ad arriva-re al paradiso africano-americano detto “Pair-0-Dice”, al di là dei cancelli perlati.
La versione swing di Sweet Geòrgia Brown, dominante nel primo minuto del cartone, è sostituita da un coro gospel che intona Half of Me Wants to Be Good (Metà di me vuol essere buona): i versi della canzone rispecchiano ìa vecchia idea razzista che gli africani-americani siano costantemente lacerati tra la retta via e i piaceri della carne. Se dalle strofe si capisce qual’ è l’argomento principale del cartone, l’esecuzione della canzone da parte del coro sposta la collocazione della scena in paradiso.
Un Dio nero, reso somigliante a Rex Ingram nel-le vesti di De Lawd in The Green Pastures, è intento a leggere le pagine finanziarie di un quotidiano, dove scopre che “Pair-0-Dice Preferred sta perdendo terreno rispetto a “Hades Inc,”5.

In realtà, gran parte di The Green Pastures tratta del modo in cui De Lawd riesce a porta-re i peccatori sotto la sua protezione, ma la scherzosa rievocazione di Wall Street quale portatrice di cattive notizie economiche in paradiso stabilisce fin dall’inizio che la mercificazione dello stile di vita costituirà uno dei temi principali di Clean Pastures.

Secondo alcuni esperti, quel cartone rappresenta un aggiornamento della vec-chia visione dei neri nelle piantagioni, tipica di The Green Pastures, che sono ora inseriti su un ambiente più cittadino e sofisticato. Se questo è vero, Clean Pastures suggerisce anche che la religione fa parte della scena e dell’economia urbana alla stregua della musica.
Nel cartone, il Dio nero manda giù il suo Gabriele, chiaramente modellato su Stepin Fetchit, per portare anime da Harlem su in Pair-0-Dice. A Harlem. Gabriele dapprima incontra Bill “Bojangles” Robinson, sempre vestito nel modo più elegante possibile, che balla Old Folks at Home, un motivo minstrel scritto da Stephen Poster; poi un Al Jolson completamente travestito da nero com-pare sulla scena cantando  I Love to Singa di Harold Arlen.

Quando Jolson assume la sua tipica posizione, inginocchiato su un ginocchio solo, un pupazzo dalle dimensioni di un bambino cade dal cielo e invita Jolson a versare una lacrima, mentre accenna brevemente un altro dei suoi famosi pezzi. Sonny Boy.

Né Robinson né Jolson prestano alcuna attenzione a Stepin Fetchit- Gabriele, che esorta gli abitanti di Harlem a rinunciare a danze e taverne per andare in Pair-0-Dice.
Diverse stelle africane-americane osservano la scena dall’alto del paradiso nero e offrono il loro consiglio a Dio. Tra questi, tre consiglieri possono essere facilmente identificati: Fats Waller, Louis Armstrong e Cab Calloway. Il quarto è quasi certamente Herb Jeffries. l’africano-americano dalla pelle chiara che cantò con Duke Ellington. dopo una carriera cinematografica in film Western con attori neri, dove interpretava il “Bronze Buckaroo” (cowboy di bronzo). Tutti e quattro gli interpreti esortano Dio a puntare sul ritmo per portare anime in Pair-0-Dice.
Poi si vede Calloway e la sua orchestra che suonano in un angolo di strada, a Harlem. Dopo un’esplosione d’incomprensibili sillabe scat, Calloway canta Swing for Sale, scritto da Saul Chaplin e Sammy Cahn, reso famoso nel 1936 da Les Brown e dalla Duke University Bine Devils. La canzone, che esorta gli appassionati della hot music‘ ad appropriarsi letteralmente della musica swing, sottolinea ancora una volta la natura economica della bat-taglia dei cartoni animati per le anime. I Mills Brothers, Waller e Armstrong suonano e cantano le loro versioni di Swing for Sale. Ben presto, i musicisti celebri guidano una parata di abitanti di Harlem sul tappeto celeste che conduce in Pair-0-Dice: vestite in modo molto elegante, le anime convertite camminano all’unisono, roteando le dita nell’aria, ma la canzone che le accompa-gna in cielo non è più contemporanea, si sente invece una versione di un altro motivo minstrel suonata da una big band: Oh. Dem Golden Slippers.
Non sembra possibile distinguere il nuovo Pair-0-Dice tutto jazz da Harlem, se non per il fatto che le persone portano aureole e non sembrano esserci né Martini né partite a dadi. Alle battute finali del film perfino il diavolo arriva in Pair-0-Dice:  sebbene entri camminando con le mani giunte come se pregasse.

Fonte: Il secolo del Jazz,  Skira editore

Future Film Festival

FFF
FFF

La dodicesima edizione di Future Film Festival si terrà a Bologna dal 26 al 31 gennaio 2010 presso il Teatro Duse (Via Cartoleria 42) e presso Palazzo Re Enzo (Piazza del Nettuno) che da quest’anno oltre ad essere la sede del Future Village (conferenze stampa, ritiro accrediti, workshop, spazio cocktail, spazio kids, aperitivi e relax) sarà anche sede per le proiezioni assieme al Teatro Duse.

Il programma del Future Film Festival 2010, diretto da Giulietta Fara e Oscar Cosulich, propone quest’anno due focus dedicati rispettivamente alla stop-motion e alla Motion Graphics, con un omaggio al padre di questa arte, il grande Saul Bass.

Il 3dDAY, dopo il successo dello scorso gennaio, torna per svelare i segreti della tecnologia stereoscopica con i protagonisti (distributori, esercenti, produttori) e i prodotti non solo per il cinema ma anche per la tv e i videogames.

Evento speciale della dodicesima edizione del Future Film Festival, sarà un “Keynote Speech” affidato a Joe Letteri, Visual Effects Supervisor di Avatar e Director di Weta Digital, che presenterà in anteprima mondiale il making of dell’ultimo spettacolare film di James Cameron.

Altri ospiti importanti di Future Film Festival 2010: Mischa Rozema, cofondatore della casa di produzione olandese Post Panic, l’artista inglese Rob Chiu (alias The Ronin), il designer Kai Christmann di Design Films, l’artista Stefano Ricci, il cofondantore di Aardman Animations, David Sproxton, l’animatore Aardman Merlin Crossingham, lo stop-motion artist inglese Osbert Parker, la Producer Allison Abbate, l’artista Ufo5.

Quest’anno l’eccezionale contemporaneità di Future Film Festival con ArteFiera – ArtFirst Bologna (29-31 gennaio) ha permesso a molte iniziative del Festival di confluire nel programma della Fiera, dalla sezione ArteFiera OFF, come la personale di Stefano Ricci e di Ufo5, fino agli incontri della manifestazione dedicata all’arte contemporanea.

In attesa della cine-trilogia in 3D su Tin Tin che Steven Spielberg e Peter Jackson stanno preparando, FFF presenterà Tintin e il granchio d’oro, lungometraggio riportato a nuova vita dalla Cineteca di Milano.

Come ogni anno la sezione SeriesMania aprirà una vetrina sulle più interessanti serie tv animate apparse nell’ultimo anno ed inoltre il Future Film Festival sarà anche l’occasione per vedere in anteprima il meglio della produzione cinematografica d’animazione o con effetti speciali applicati all’immagine provenienti da tutto il mondo.
CONCORSI e PREMI

Platinum Grand Prize
Il Platinum Grand Prize è il concorso per lungometraggi d’animazione e/o con effetti speciali. Per il terzo anno consecutivo una giuria di esperti assegnerà il premio al miglior lungometraggio. La giuria di quest’anno è composta dall’illustratrice Francesca Ghermandi, dal musicista e scrittore Emidio Clementi e dal giornalista Nick Vivarelli.

FILM IN CONCORSO PLATINUM GRAND PRIZE
Edison & Leo di Neil Burns (Canada)
Raffinato dark film d’animazione in stop motion per adulti proveniente dal Canada, incentrato su uno dei più strani nuclei familiari della Storia del cinema, gli Edison, talmente grotteschi da far impallidire i Simpson.
Panique au village di Stéphane Aubier, Vincent Patar (Belgio)
Tratto dall’omonima serie animata belga, di culto in patria, uno dei più originali e surreali film in stop motion di sempre, “interpretato” da pupazzi simili ai vecchi soldatini e dai movimenti “scattosi” e nevrotici, perennemente in preda ad una esilarante frenesia. Distribuzione in Italia: Nomad.
In the attic – Who has a Birthday Today? di Jirì Barta (Repubblica Ceca)
Da uno dei maggiori maestri dell’animazione in stop motion, il decano Jirì Barta, un poetico film surreale girato con tecnica mista (live action e passo uno), che racconta con sguardo ad altezza di bambino il mondo fantastico di un gruppo di giocattoli vintage che prendono vita in un attico polveroso.
First Squad: The Moment of Truth di Yoshiharu Ashino (Giappone-Russia)
Prima coproduzione animata tra Russia e Giappone, il nuovo film dello Studio 4°C (Mindgame, Tekkonkinkreet) è un war movie superomistico ambientato in Russia durante la seconda guerra mondiale.
Oblivion Island: Haruka and the Magic Mirror di Shinsuke Sato (Giappone)
Primo film completamente in computer grafica per il pluripremiato studio Production I.G (Ghost in the Shell), che traspone in un incredibile mondo 3D la fantasia visiva del regista Shinsuke Sato (The Princess Blade), per una sorta di Alice nel paese delle meraviglie in salsa nipponica.
Goemon di Kazuaki Kiriya (Giappone)
Nuovo live action in costume diretto da Kazuaki Kiriya, già regista del blockbuster visionario Casshern, apprezzato anche in Italia e anteprima del FFF2006. Goemon, film videogame ipercinetico e ricco di effetti visivi, è incentrato sul personaggio eponimo, realmente esistito e conosciuto come il “Robin Hood giapponese”.
Mai Mai Miracle di Sunao Katabuchi (Giappone)
Ritorna al FFF anche quest’anno lo Studio MadHouse, uno dei più importanti studi di animazione nipponici, con il nuovo lungometraggio a disegni animati Mai Mai Miracle, delicato racconto introspettivo e bucolico, incentrato su due bambine alla scoperta del mondo e di un’antica leggenda locale, con un forte richiamo a Heidi.
Under the Mountain di Jonathan King (Nuova Zelanda)
Torna il regista del delirante horror Black Sheep, uno dei più grandi successi di FFF2008, con un nuovo film fantastico per ragazzi, pieno di effetti speciali sorprendenti ed idee visive innovative.
King of Thorn di Kazuyoshi Katayama (Giappone)
Nuovo film cinematografico dello studio d’animazione Sunrise (Gundam), il fanta-horror King of Thorn è ispirato all’omonimo manga di culto ideato da Yuji Iwahara e ambientato in un prossimo futuro minacciato da un pericolosissimo virus.
Les Lascars di Emmanuel Klotz, Albert Pereira-Lazaro (Francia)
Tratto da una serie tv popolarissima in Francia, Les Lascars è un brillante esempio di adattamento di un progetto seriale ai tempi e allo stile cinematografico. Tony Merguez e Josè Frelate, due giovani abitanti della banlieue, si preparano ad andare finalmente in vacanza, ma si ritrovano senza biglietti né soldi dando esiti a conseguenze imprevedibili.

FILM FUORI CONCORSO
Nat e il segreto di Eleonora di Dominique Monfèry (Francia)
Coproduzione italo-francese, con l’animazione della nostra “Lanterna Magica”, uno dei più interessanti film d’animazione europei degli ultimi anni, arricchito da un disegno tradizionale e orgogliosamente in 2D. Nat riceve in eredità dalla zia Eleonora una biblioteca colma di libri. Già il regalo è assolutamente bizzarro, ma Nat rimane veramente stupefatto quando si accorge che ogni notte tutti i personaggi più famosi dei libri per bambini escono dalle pagine per esplorare il mondo.
McDull, Kung Fu Kindergarten di Brian Tse (Hong Kong)
Da Hong Kong il film in animazione che porta a compimento la tetralogia dedicata al tenero maialino McDull, iniziata con My life as McDull e proseguita tra il comico e il nostalgico nel corso di otto anni. Tutti i precedenti episodi sono stati presentati al Future Film Festival, che ha contribuito a decretarne il successo anche in Italia.
Twentieth Century Boys: Chapter Two – The Last Hope di Yukihiko Tsutsumi (Giappone) e Twentieth Century Boys 3: Redemption di Yukihiko Tsutsumi (Giappone)
Dopo 20th Century Boys Chapter One, kolossal live action presentato con grande successo lo scorso anno al Festival, prosegue la saga tratta dal manga omonimo di Naoki Urasawa con i due nuovissimi lungometraggi che chiudono la trilogia. La saga racconta di un gruppo di ex amici d’infanzia alle prese con l’apocalisse prossima ventura, in un intreccio fantascientifico che mescola intrighi e cospirazioni.
Yona Yona Penguin di Rintaro (Giappone)
Film per ragazzi di ambientazione fantastica che segna l’esordio nella computer grafica per il MadHouse Studio, in una coproduzione franco-giapponese che vede il ritorno alla regia del veterano Rintaro (Metropolis, Capitan Harlock).
Otra película de huevos y un pollo di Gabriel Riva Palacio Alatriste, Rodolfo Riva Palacio Alatriste (Messico)
A quattro anni da Una Pelicula de Huevos, molto amato dagli spettatori del Future Film Festival, tornano le incredibili uova antropomorfe con un nuovo capitolo delle loro avventure, accompagnate da una serie di personaggi assolutamente imprevedibili.
Eureka Seven – Good Night, Sleep Tight, Young Lovers di Tomoki Kyoda (Giappone)
Tratto dalla serie robotica più apprezzata degli ultimi anni, arriva al FFF il nuovo lungometraggio animato dello Studio Bones, già premiato all’ultima edizione del Festival per le raffinate animazioni di Sword of the Stranger.
Gamer di Marc Develdine e Brian Taylor (USA)
Torna Gerald Butler, la star di 300, nuovamente il un ruolo da duro, in un film di fantascienza distopica debitore del classico Rollerball, e che getta una luce sinistra sul futuro dei videogame.

FILM FUORI CONCORSO 3dDAY
Dragon Trainer 3D (56 min in anteprima) di Dean DeBlois, Chris Sanders (Usa)
Nuova fatica della Dreamworks (Shrek, Madagascar, Kung Fu Panda), Dragon Training, di cui FFF mostrerà in anteprima quasi un’ora, immerge il pubblico in un mondo mitico popolato da draghi e battaglieri vichinghi. Come di consueto, il film offre un adrenalinico mix di azione e umorismo, complessità narrativa ed un livello di realizzazione tecnica avanguardistico. Il film è distribuito in Italia da Universal.
Toy Story 1 3D di John Lasseter; Toy Story 2 3D di John Lasseter, Ash Brannon, Lee Unkrich; Toy Story 3 3D (alcuni minuti in anteprima) di Lee Unkrich (Usa)
In occasione dell’imminente uscita di Toy Story 3 3D, il Future Film Festival ripropone i primi due capitoli della saga come non li avete mai visti, ovvero aggiornati con le nuove tecniche stereoscopiche ed ancora più spettacolari. Inoltre, in anteprima assoluta per l’Italia, vedremo i primi minuti di Toy Story 3 3D. In collaborazione con Buena Vista International Italia.
The Hole 3D di Joe Dante (Usa)
Joe Dante, autore di Gremlins, ritorna con un thriller in 3D che esplora le paure e i segreti nascosti nei meandri della mente umana. La scoperta del buco nel seminterrato di casa, porta i fratelli Dane e Lucas a confrontarsi con il male e con gli incubi più profondi. Il film è distribuito in Italia da Medusa.

FOLLIE DI MEZZANOTTE
La sezione è nata per ospitare al Festival film fuori concorso curiosi, estremi, ognuno nel suo genere, che sconfinano nel demenziale o nell’horror e ai quali è riservata una proiezione notturna.
Vampire Girl VS Frankenstein Girl di Yoshihiro Nishimura, Naoyuki Tomomatsu (Giappone)
Dopo il grande successo dell’eccessivo splatter movie Tokyo Gore Police, torna al FFF il regista Yoshihiro Nishimura, che in coppia con Naoyuki Tomomatsu firma una nuova delirante “follia” horror.
Bumba Atomika di Michele Senesi (Italia)
È italiano ma non lo sembra. Il primo lungometraggio autoprodotto del giovane regista Michele Senesi è un pastiche di generi che si rifà ai ritmi narrativi e stilistici del cinema asiatico, lontanissimo dagli stereotipi del cinema nostrano.

FUTURE FILM SHORT
Future Film Short è la sezione del Future Film Festival dedicata ai cortometraggi provenienti da tutto il mondo, realizzati con tecniche di animazione tradizionale e digitale, o live con effetti speciali. Come nelle scorse edizioni, il pubblico del festival eleggerà i corti migliori e, novità presente dalla scorsa edizione, sarà istituita anche una giuria di esperti, grazie alla collaborazione con la Provincia di Bologna. La giuria di quest’anno è composta dal fumettista Vittorio Giardino, dal giornalista Franco Giubilei e dal cartoonist e regista Matteo Stanzani.
Partner del concorso Groupama Assicurazioni.

PREMIO FRANCO LA POLLA
ll Future Film Festival 2010 è orgoglioso di presentare la prima edizione del “Premio Franco La Polla”. Dopo la prematura e improvvisa scomparsa del Prof. La Polla, che tanto ha collaborato con il Festival fino allo scorso gennaio, quando è stato giurato del Platinum Grand Prize, il Festival ha deciso di istituire, in collaborazione con l’Università di Bologna, il “Premio Franco La Polla” per la migliore tesi di laurea sul cinema di fantascienza dell’anno 2010.