Roba da recovery

E’ possibile, ma si tratta di una mia sensazione maturata già al tempo di questi avvenimenti che l’esaurirsi della spinta propulsiva dell’Urss spingesse i dirigenti del Pci ad accreditarsi come forza credibile di governo, accettando le linee di politica macroeconomica del grande capitale. Fatto sta che man mano il vincolo esterno è diventato l’unica impalcatura del sistema politico italiano e paradossalmente l’unico concetto base della sinistra, ancorché costruito proprio per annullare la sinistra . Forse l’occasione per mettere in crisi questa logica di fondo o quanto meno per cominciare a sparigliare il tavolo, si è avuta con i 5 Stelle che tuttavia si sono rivelati in sostanza una creatura del vincolo esterno stesso, messa in piedi per evitare che ci fossero veri cambiamenti. Ed ecco perché stiamo discutendo del nulla, ossia di fantomatici aiuti europei grazie ai quali saremo ancora di più in catene e che peraltro non servono assolutamente a nulla visto che da soli potremmo, anzi facciamo di meglio e raccogliamo molto più denaro a condizioni migliori fare assai di meglio. Un ottima occasione in cui si dimostra il contrario di quanto viviamo da oltre mezzo secolo: che è meglio essere soli che male accompagnati.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2020/10/21/roba-da-recovery/

Xe pèso el tacòn del buso

Il significato letterale è: “è peggio la toppa del buco”. Quello metaforico è: “il rimedio è peggiore del danno”

Il Covid 19 non è certo un virus peggiore di quello dell’Asiatica (1957-58), probabilmente neppure di quello dell’influenza di Hong Kong (1968-69), ma la classe politica che lo gestisce certamente lo è. E di gran lunga, come ben si vede dall’osservatorio italiano.

C’è un personaggio che esemplifica l’attuale disastro. E’ il buffone mascherato che governa la Campania. Vincenzo De Luca è uno e trino. E’ lo sceriffo col lanciafiamme che tutto vorrebbe chiudere, verrebbe da pensare per sempre. E’ il presidente di una Regione che non è riuscito a potenziare i posti di terapia intensiva, come avrebbe dovuto e come sarebbe stato possibile. E’ il politico che, nonostante tutto ciò, anzi forse proprio grazie anche a tutto ciò, ha vinto le elezioni del 20 settembre col 69% dei voti.

L’epidemia in Campania non ha lasciato tracce nelle statistiche demografiche. La mortalità ufficialmente attribuita al Covid è pari a 0,86 vittime ogni diecimila abitanti, molto più bassa della normale influenza stagionale. Eppure lo sceriffo col lanciafamme ha chiuso le scuole dalla sera alla mattina, anche se poi – a seguito della mobilitazione delle mamme – ha dovuto riaprire in fretta e furia almeno le scuole dell’infanzia. Sulla chiusura al momento il governo dice di dissentire, ma non mi stupirei se in un prossimo futuro De Luca risultasse l’apripista di analoghe decisioni governative.

Abbiamo detto delle terapie intensive. Mentre ululava mascherato davanti alle telecamere, il piddino De Luca ben poco faceva su quel versante. Lo denuncia addirittura un suo collega di partito, il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. Il quale, parlando della Campania, dichiara che:

«Prima del Covid aveva 335 posti letto di terapia intensiva. Il governo attraverso Arcuri ha inviato 231 ventilatori per le terapie intensive e 167 per le sub intensive. Oggi risultano attivati 433 posti, devono essere 566».

Come mai in Campania manchino 133 posti di terapia intensiva rispetto al previsto nessuno lo sa, ma su questo De Luca non è solo. Ecco cosa dice – sempre nello stesso articolo de la Repubblica – l’Alto (si fa per dire) commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri:

«In questi mesi alle Regioni abbiamo inviato 3.059 ventilatori polmonari per le terapie intensive, 1.429 per le subintensive. Prima del Covid le terapie intensive erano 5.179 e ora ne risultano attive 6.628 ma, in base ai dispositivi forniti, dovevamo averne altre 1.600 che sono già nelle disponibilità delle singole regioni ma non sono ancora attive. Chiederei alle Regioni di attivarle. Abbiamo altri 1.500 ventilatori disponibili, ma prima di distribuirli vorremmo vedere attivati i 1.600 posti letto di terapia intensiva per cui abbiamo già inviato i ventilatori».

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/la-verita-sul-covid-e-il-disastro-italiano

NOTA: Tanto più che qui al nord abbiamo accertato da tempo che la ventilazione forzata è responsabile delle morti per embolia

Il Piano Nazionale del governo

Fonte: Italicum

Ci siamo fatti un giro sulle linee guida del “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)”, documento approvato dal CIAE – Comitato Interministeriale per gli Affari Europei – il 15 settembre 2020, e ne abbiamo, purtroppo, ricavato un quadro desolante, sconfortante e sconcertante di ciò che “quelli bravi” denominano come sistema Italia.

Le predette linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rispondono alla proposta della Commissione europea, intitolata Next Generation EU (NGEU) che è stata approvata dal Consiglio Europeo il 21 luglio 2020. Next Generation Europe che in definitiva altri non è se non il più conosciuto e rinomato “Recovery Fund”.

Tale proposta, così come il Bilancio 2021-2027 dell’Unione, è attualmente al vaglio del Parlamento Europeo per poi essere ratificata dai Parlamenti nazionali. I regolamenti attuativi del nuovo strumento NGEU, non entreranno in vigore prima dell’inizio del 2021. Solo da quel momento sarà possibile presentare ufficialmente i “piani nazionali di ripresa e resilienza” (PNRR) alla Commissione europea.

Da quanto appena detto, emerge un primo elemento di criticità. Quello legato, innanzitutto, alla tempistica. È facile presagire/presumere che la pretesa “potenza di fuoco” del Governo (si pensi al decreto liquidità dello scorso aprile e alla misera fine che ha fatto) e delle Istituzioni europee, è destinata a naufragare. Per noi, oltre che per motivazioni più generali e tecniche, anche per questioni e ragioni legate alla tempistica. Come anticipato, tutto l’iter di approvazione normativa (parlamento europeo e nazionale), quello di presentazione dei progetti alla Commissione Ue, appare lungo, stucchevole, dilatorio e, pertanto, non rispondente ai veri bisogni degli operatori economici, della gente, che si trova a vivere in un momento post pandemico di grande difficoltà.

Leggi tutto su https://www.ariannaeditrice.it/articoli/medici-e-pazienti-in-italia-il-piano-nazionale-del-governo-di-ripresa-e-resilienza

O capitano, mio capitano

O capitano, mio capitano, a processo con i voti determinanti di quelli con cui condividevi responsabilità di governo e tacquero- forse segretamente applaudirono – alle tue mosse nei confronti dell’’immigrazione clandestina. Gente che afferma che “uno vale uno”, ma non è vero, perché per essere “uno” occorre intanto essere uomini. A Catania capiremo se l’Italia è ancora uno Stato di diritto, se possiamo sperare nel futuro o se la scelta più saggia è quella di abbandonare questa ex nazione folle e disgregata. Probabilmente altrove, pur da stranieri, saremo trattati con maggiore rispetto che in Patria. Il passaggio è cruciale: è forse entrato in vigore, a nostra insaputa, il cosiddetto “diritto penale del nemico “? Ne parleremo più ampiamente in uno specifico intervento, ma il nostro timore è che stia vincendo la corrente del diritto penale contemporaneo chiamata “funzionalismo normativo”, nota anche come diritto penale del nemico, il cui massimo teorico europeo è il tedesco Günther Jakobs. Per Jakobs devono sussistere due binari giuridici divergenti, rivolti a due categorie differenti di soggetti: il primo vige per il cittadino ordinario, il secondo è uno strumento da utilizzare contro chi, di volta in volta, è identificato come nemico all’interno di una società politica. In sostanza, attraverso tale arbitraria costruzione giuridica, non si analizza il profilo di reato di un fatto, ma si persegue l’autore in quanto “nemico” dello Stato, della società, dell’ordine civile.

Roberto Pecchioli in

I fatti

Non siete colpevoli perché ignorate; siete colpevoli perché vi rassegnate a ignorare. G.Mazzini

Nell’articolo precedente Bertani dice che l’elettorato è tornato indietro di anni; in realtà, come sostengo io da sempre, non è mai andato avanti.

Per pigrizia…

Prendiamo ad esempio la Puglia: Ventotto seggi alla maggioranza (27 a tre liste oltre a quello del Governatore che ha totalizzato il 46,78% delle preferenze), 23 all’opposizione che andranno suddivisi tra la coalizione di Fitto (l’europarlamentare si è fermato al 38,93%) e i Cinque Stelle (11,12% per Antonella Laricchia). Il centrodestra ne prende 17 (più quello di Fitto come miglior presidente sconfitto), cinque invece ai grillini.

PUGLIA
(candidato Presidente Andrea D’Agosto)

Con il Comitato 3 Motivi per il NO siamo inoltre accreditati per la comunicazione politica nazionale a sostegno del NO nel Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari.

Risultato finale

https://www.corriere.it/elezioni/risultati-regionali-2020/puglia.shtml

Adesso Salvini si accapiglia con i suoi perché non hanno vinto per 7 a zero; ma il problema non è la destra o la sinistra, il problema sta nel “manico”!

 

 

L’opinione

In buona sostanza, l’elettorato italiano è tornato indietro di anni, quando tre forze – Lega, Forza Italia e Alleanza Nazionale – rappresentavano la tripletta vincente per la coalizione di centro destra, perché non basta agitare medagliette o raccomandarsi alla Madonna per cancellare gli anni di Bossi, del suo veemente odio per i meridionali e per le loro necessità di uno Stato assistenziale contro lo Stato liberista del Lombardo-Veneto. Che è la grande incognita dall’Unificazione, la grande questione mai risolta.

 

In questo mutamento, c’è anche la sempre maggior insipienza di Forza Italia, partito leader per tanti anni, ma rimasto senza un Delfino degno di questo ruolo: Silvio, almeno fino al Covid, s’è pensato immortale.

In parte l’elettorato di matrice cattolica s’è largamente ridotto: tutto ciò deve farci riflettere poiché, dopo 150 anni dall’Unificazione, la questione cattolica non pesa più come al tempo della Rerum Novarum. Anzi, le “cose nuove” sono giunte ma forse perché tanto “nuove” non erano, né così importanti sono sembrate, al punto che anche i papati più modernisti non hanno inciso più di tanto sul pensiero né hanno richiamato forze nuove dal cattolicesimo al cattolicesimo in politica.

Quello che oggi, per rappresentanza parlamentare, è ancora il primo partito italiano non ha una struttura interna, non ha strutture sul territorio, non ha regole certe e comprovate sulla vita politica interna del loro partito. Come si può guardare avanti? Come si possono stabilire delle alleanze, senza democrazia interna? Come si possono eleggere dei “capi politici” senza consultare nessuno, se non la rete dei “Meet Up” – sorta di comunità psicologiche dedite alla politica – o quella barzelletta del voto su Rousseau?

Anche Di Battista dovrebbe fare ben attenzione a quello che dice nei suoi comizi: il loro non è un “sogno”, bensì una realtà che devono saper attuare gestendo al meglio i mezzi della politica. Dal pensiero alla realtà. Non al riportare in terra un “sogno” che…tutti devono condividere? C’è qualcosa che non funziona.

 

Il PD è stato quello che, dopo essersi opposto al “Sì” in ben tre occasioni, ha saputo sfangarla meglio, salvando la faccia di fronte ai suoi elettori e riuscendo a contenere l’avanzata del centro-destra: ora, lo aspetta il periodo più duro.

Devono riuscire a far passare una legge elettorale che, visto che il grande problema del bicameralismo perfetto pare insolubile, almeno sia una legge che parifica l’elezione dei senatori a quella dei deputati: la differenza è minima per l’età dei votanti e non si capisce perché gli esiti siano così diversi.

Bisogna però riconoscere che il partito di Zingaretti non ha sbagliato nulla: certo, hanno un’esperienza nella lotta politica che giunge loro da molte generazioni. Dovrebbero, però, capire che se sono in qualche modo “rinati” lo devono proprio alla decisione dei 5S d’andare contro tutto e contro tutti, “rivalutando” una tradizione di “sinistra” che s’era persa per strada.

estratto da http://carlobertani.blogspot.com/2020/09/chi-ha-vinto-e-chi-ha-perso.html

La grande alleanza

La grande alleanza è cosa fatta
CORRADI – VERRI – PATTI
Tutti CONTRO SALETTI
Finalmente sono usciti allo scoperto
“Al ballottaggio tutto sarà possibile”
Una alleanza nata tanto tempo fa
Tanto è vero che il consigliere comunale Luca Pancaldi ha autenticato le firme della Lista Patti.
MARCO VINCENZI su Facebook
Nel frattempo su Wikipedia i risultati delle elezioni precedenti:

TV spazzatura

Fonte: Accademia nuova Italia

La gente è arrabbiata. La constatazione è ovvia, la sua espressione verbale è alquanto edulcorata. La gente non è semplicemente arrabbiata: è indignata, esasperata, depressa, frastornata, incredula, avvilita, umiliata, fremente, invelenita, sconfortata, e soprattutto terrorizzata. Questi sentimenti e stati d’animo sono il risultato dell’emergenza sanitaria che la dittatura del governo Conte Bis ha instaurato de facto, nel più assordante silenzio da parte di chi avrebbe dovuto, e dovrebbe tuttora, vigilare sul rispetto della Costituzione e degl’inviolabili diritti che la legge riconosce ai cittadini della Repubblica. E tuttavia sono anche il risultato di molti anni, anzi di parecchi decenni di pressione psicologica, di totalitarismo massmediatico, d’istupidimento programmatico e scientifico della popolazione da parte di una classe dominante infingarda e venale, pronta a vendersi a qualunque potere, preferibilmente straniero (non sia mai che un politico italiano riconosca a un suo connazionale il diritto a esercitare una qualunque autorità!), pur di assicurarsi poltrone e privilegi, e una permanenza al potere che sia la più lunga possibile, allo scopo di sistemare se stessi e gli amici, i parenti e i galoppini, per un bel po’ di tempo, con pensioni e vitalizi che assicurino loro una lunga e serena vecchiaia. L’istupidimento è stato condotto principalmente attraverso i mass-media, e in particolare la televisione. Gli italiani non sono, rispetto ad altri popoli europei, grandi lettori di giornali, però sono telespettatori accaniti: e la qualità media delle trasmissioni, sia d’informazione che d’intrattenimento e spettacolo, è scesa gradualmente, a partire dagli anni ’70, fino a toccare livelli addirittura infimi.

Ora, questi consumatori accaniti di tv spazzatura hanno subito lentamente, inarrestabilmente, un vero e proprio processo di mutazione antropologica: poco alla volta si sono abituati ad accettare e a considerare come normali, se non perfino gradite, cose che, qualche decennio fa, li disgustavano o li facevano rabbrividire. Chi detiene la proprietà delle reti televisive conosce bene il potere della finestra di Overton e se n’è servito per attuare una strategia di graduale colonizzazione dell’immaginario e delle menti della popolazione. Il segreto consiste nell’esercitare il monopolio sul prodotto televisivo, ciò che di fatto è avvenuto con la spartizione fra le tre reti statali e le tre maggiori reti private nelle mani dello stesso soggetto: il quale per giunta, qualche anno dopo, si è presentato, in qualità di leader politico, a capo dello schieramento politico di alternativa rispetto al governo. A partire da quel momento, ogni limite di decenza è stato oltrepassato e tutto ciò che le televisioni, pubbliche e private, hanno somministrato al pubblico, è stato un prodotto di qualità sub-umana, una specie di pastone per maiali, nonché un contenitore appena camuffato per la distribuzione incessante dei messaggi pubblicitari (fino a un centinaio di spot nell’arco di un film in prima serata, senza contare la pubblicità indiretta) e, nello stesso tempo, uno strumento per modificare, secondo un piano prestabilito, i costumi, le idee, i modi di sentire della gente comune, alterandoli fino a renderli irriconoscibili. Che altro direbbero i nostri nonni, infatti, se tornassero fra noi per qualche giorno e osservassero il nostro sistema di vita, materiale e spirituale, se non che siamo diventati completamente pazzi?

leggi tutto su https://www.ariannaeditrice.it/articoli/primo-rivolgere-la-rabbia-nella-giusta-direzione

Ritorna Mario Monti

di Adriano Tilgher

Pareva ce ne fossimo liberati definitivamente, che non lo avremmo avuto più come nostro incubo, che le tremende batoste elettorali che aveva avuto il suo partito personale, “Scelta Civica”, gli avessero fatto capire quanto il popolo italiano non volesse più avere rapporti con lui.

Invece riecco Mario Monti, nominato, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), presidente della Commissione per la Salute e lo Sviluppo sostenibile per l’Europa.

Noi Italiani tutti sappiamo quanto sia competente in fatto di salute ed abbiamo provato sulla nostra pelle, quando è stato presidente del consiglio in Italia, quali siano le sue idee in merito ad uno sviluppo sostenibile.

Mario Monti, con la sua esperienza sviluppata ai vertici della Commissione Trilaterale e del Gruppo Bilderberg e la sua formazione liberista, è sicuramente il più indicato per affossare definitivamente lo stato sociale e aumentare il divario economico tra i singoli e tra i popoli; questa volta infatti, non lo farà solo in Italia ma in tutta Europa.

Questo, ovviamente, ci fa capire quanto sia un’enorme presa in giro la parola democrazia: il popolo italiano, che ha subito amaramente le sue cosiddette cure economiche che ci hanno sprofondato in una crisi tremenda, ha espresso in modo palese la condanna elettorale per questo nemico dell’Italia, ed ora ce lo troviamo in un ruolo di prestigio a parlare e suggerire sulla salute, lui che con i suoi provvedimenti di limitazione e smantellamento del comparto sanitario italiano ha contribuito notevolmente, oltre all’imperizia dei nostri governanti attuali, a farci trovare impreparati all’arrivo della pandemia da Coronavirus.

Certo, sapevamo che lo dovevamo sopportare a lungo come senatore a vita, regalo fattoci da un altro uomo della sua stessa risma, Giorgio Napolitano, ma pensavamo che non avrebbe più potuto farci del male.

Questo però la dice lunga su quale sia la vera cupola di potere in Italia e nel mondo, fatta dai nemici dei popoli ma soprattutto dai nemici dell’uomo; quelli che ritengono che l’essere umano sia un oggetto che è utile solo in quanto sta al mercato e sul mercato, sia come prodotto che come consumatore, al servizio di chi detiene le risorse e dei loro servitori.

Qualche sprazzo di lucidità l’hanno anche questi servitori sciocchi lautamente pagati, probabilmente residui spuri della nostra cultura millenaria; ma sono veramente disposti a sacrificare le loro brillanti carriere per questioni di principio?

Il sistema di potere vuole ridurre il genere umano ad un indifferenziato agglomerato di consumatori senza distinzione di genere, cultura, religione, un tutt’uno omogeneo ed amorfo capace di consumare, servire e, se necessario, produrre. Le differenze, grande ricchezza e gioia del genere umano, se riconosciute, diventano pericolose, potrebbero diventare un problema serio per loro.

Il nostro si è schierato apertamente contro uno dei capisaldi della costruzione di questo “agglomerato indifferenziato” rappresentato dal riconoscimento del matrimonio omosessuale e dall’adozione da parte di coppie omosessuali.

Napolitano e Monti

Non sappiamo se è stata questa la causa della sua momentanea scomparsa dalla scena pubblica italiana, né se, nel frattempo, gli hanno fatto cambiare opinione, ma certamente attendiamo con preoccupazione i suoi suggerimenti.

Almeno questa dovrebbe essere la sua funzione o, oggi, i suggerimenti dell’OMS, di cui uno dei principali finanziatori è la Fondazione Bill e Melinda Gates, diventano, come è stato durante la crisi per il Covid 19, degli ordini perentori?

Speriamo di no, anche se la consistenza servile della nostra classe dirigente ci lascia poche speranze.

Fonte: Il Pensiero Forte.it


https://www.controinformazione.info/ritorna-mario-monti/

Doppio brodo

Abbiamo quindi il caso, veramente eccezionale  nella storia, di una bis-dittatura che basa il suo potere arbitrario e senza limiti non sulla forza bruta, ma sulla propria debolezza. E’ un potere che avoca a sé ogni potere perché se no cade. Ovviamente, un simile potere si mantiene vivo solo per  la frenetica attività degli infermieri del reparto d’emergenza:   ossigenato dall’intubazione del  Quirinale,  trafitto dalle mille flebo della  Corte Cosituzionale,  sotto  trasfusione continua di plasma   della  Palamara, tutte le “istituzioni” diventate soccorritrici – e beninteso, l’analfabetismo civile politico del popolo italiano.(grassetto nostro)

La novità del Gualtieri dittatore economico, è particolarmente pericolosa, perché ha dato prova di non sapere nulla di economia, e in attesa di ordini dalla Commissione. Nella sua incompetenza, Gualtieri dipende dalla dirigenza del suo ministero. Sicché è grottesco apprendere che assume i poteri dittatoriali per “rimediare ai ritardi della macchina burocratica”: La macchina burocratica è quella da cui lui dipende .

E come è messa questa macchina, l’ha ben spiegato Sabino Cassese in un articolo di fondo sul Corriere del 20 giugno: In cui ha mostrato la vittoriosa conquista, da parte di altissimi dirigenti, di arrivare alle massime poltrone senza concorso pubblico, per promozione interna (metodo aum-aum) . Ciò, beninteso, in violazione della “norma costituzionale” più volte (apprendiamo) richiamata dalla Suprema Corte: l’ascesa ai posti dirigenziali deve avvenire previo concorso pubblico; e anche gli avanzamenti di carriera devono avvenire per concorso.

estratto da https://www.maurizioblondet.it/ora-abbiamo-due-dittatori-sul-truogolo-pubblico/