Piano nazionale di Ripresa e Resilienza

E difatti nell’ambito  del Piano nazionale di  Ripresa e Resilienza sia nella Missione 5 che nella Missione 6 gli amanuensi incaricati di descrivere le magnifiche sorti che ci attendono e che anche in questo caso denunciano la sovrana indifferenza di chi sa astrarsi da legami affettivi, dalla conoscenza della realtà intorno, dalla manutenzione di vincoli e dal rispetto di patti generazioni – e che non ha mai visto Umberto D, hanno messo a punto strumenti e misure atte a “intercettare e supportare situazioni di fragilità sociale ed economica”, dedicando specifiche linee d’intervento alle persone con disabilità e agli anziani, a partire dai non autosufficienti.

Esse prevedono, si legge nel Piano,  “un rilevante investimento infrastrutturale, finalizzato alla prevenzione dell’istituzionalizzazione attraverso soluzioni alloggiative e dotazioni strumentali innovative che permettano di conseguire e mantenere la massima autonomia, con la garanzia di servizi accessori, in particolare legati alla domiciliarità, che assicurino la continuità dell’assistenza, secondo un modello di presa in carico socio-sanitaria coordinato con il parallelo progetto di rafforzamento dell’assistenza sanitaria e della rete sanitaria territoriale previsto attraverso l’attuazione del  progetto di Riforma dei servizi sanitari di prossimità e il progetto Investimento Casa come primo luogo di cura”.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2021/05/27/151471/

Considerando che io e il presidente del consiglio in carica abbiamo la stessa età, rinuncio ai toni critici dell’articolista e aspetto con fiducia di vedere in pratica le misure del piano

Ospedale di comunità

Il progetto di ricostruzione e riabilitazione della storica ‘Villa Borselli’ di Bondeno, che porterà la struttura ad accogliere l’unico Ospedale di Comunità (Osco) dell’Alto Ferrarese e un’area Hospice, rientra all’interno di un progetto a tre fasi di lungo periodo. Un progetto articolato e ambizioso, iniziato nel 2019 con l’inaugurazione della Casa della Salute ‘Fratelli Borselli’, un investimento da 2,7 milioni di euro che ha portato vari servizi ambulatoriali all’interno del capoluogo matildeo. La fase 2 dei lavori, invece, presentata e condivisa dall’Azienda Usl di Ferrara e dal Comune di Bondeno, riguarda il progetto da 8,5 milioni di euro funzionali al ripristino di tutta la parte storica. La fase 3, dal costo di ulteriori 3,3 milioni di euro, concernerà la sistemazione definitiva delle maniche laterali della struttura, dei parcheggi e del parco esterno.

Complessivamente, si tratta di un investimento sulla struttura di Bondeno di circa 14,5 milioni di euro, «funzionale non solo al comune matildeo, ma a tutto il bacino dell’Alto ferrarese e anche oltre – spiega il sindaco di Bondeno, Simone Saletti –. Con gli 8,5milioni già finanziati da Ausl e Regione, andremo ad adeguare sismicamente tutti i corpi di fabbrica, a migliorare sismicamente la stessa villa storica, a rimaneggiare completamente i coperti, e a riordinare complessivamente i fronti. A ciò – prosegue Saletti – si aggiungerà naturalmente la completa ristrutturazione degli spazi interni, comprese le finiture edili e gli impianti».

Il termine dei lavori di questa fase 2 è previsto entro la primavera del 2023, con una prima inaugurazione già sul finire del 2022. Per quanto riguarda la ‘fase 3’, invece, «prima di tutto dobbiamo dare alla Regione un segnale forte che stiamo lavorando bene e con una progettualità di lungo periodo – commenta ancora Saletti –. L’investimento da 8,5 milioni che farà partire i lavori a breve sarà, a mio avviso, la chiave di volta per convincere la Regione a investire gli ulteriori 3,3 milioni di euro progettati. Con quei fondi, completeremo definitivamente le maniche laterali (le uniche sezioni di tutta la struttura escluse dai lavori della ‘fase 2’, ndr), adegueremo i parcheggi all’utenza prevista per la struttura, e riqualificheremo definitivamente l’enorme e meraviglioso parco adiacente alla Villa».

Chiosa poi con una nota personale l’assessore ai Lavori pubblici di Bondeno, Marco Vincenzi: «La scelta di investire e di credere fortemente su villa Borselli sta pagando. Ringrazio personalmente i sindaci che si sono susseguiti dal terremoto in poi (Fabbri, Bergamini e Saletti, ndr) – conclude Vincenzi – per aver capito l’importanza strategica e di lungo periodo del fabbricato già esistente, la nostra meravigliosa villa Borselli». Si mostra convinto delle potenzialità del dialogo Saletti: «Come avevo già preannunciato, sarà mia premura instaurare un confronto con tutte le parti politiche e sociali della comunità, aprendo un tavolo costruttivo per la determinazione del ruolo strategico del Borselli».

Sopralluogo 4
comune di Bondeno

Comma 22

Il romanzo, basato su esperienze personali dello stesso Heller, aviatore nell’USAF durante la seconda guerra mondiale, è ambientato in Italia, contesto che Heller aveva avuto occasione di conoscere durante il conflitto. Al centro della vicenda un reparto di aviatori (di stanza sull’isola di Pianosa) che esegue pericolose missioni di bombardamento a bordo di B-25 Mitchell (lo stesso tipo di velivolo su cui aveva volato Heller). Ovviamente, maggiore è il numero di missioni eseguite, maggiore è la probabilità di essere feriti o uccisi. E maggiore lo stress psicologico cui vengono sottoposti i membri del reparto.

Il più stressato è senz’altro il capitano Yossarian, che è terrorizzato all’idea che il numero delle missioni che ogni aviatore deve svolgere prima del congedo continui ad aumentare. I timori di Yossarian non sono del tutto infondati: il numero di missioni aumenta più volte nel corso del romanzo, a causa dell’ambizione e del cinismo del comandante dello stormo, il colonnello Cathcart.

Attorno a Yossarian, che comincia a fare cose bizzarre nella speranza di essere diagnosticato pazzo e quindi inabile al volo, ruotano altri personaggi più o meno strambi: Aarfy, il maggiore Maggiori, Dunbar, Milo Minderbinder, il pastore Shipman, e altri. Dall’interazione di questi individui nasce una serie interminabile di gag e di scene surreali e irresistibilmente comiche, tutte basate sull’assurdità della guerra vista con gli occhi della truppa, della carne da cannone.

da Wikipedia

con un piccolo sforzo di immaginazione (tanto minore quanto più passa il tempo) vediamo che la stessa cosa sta succedendo in Italia con le misure di ” contenimento Covid

USA, sta crollando il mito dei confinamenti

Anzi  a questo proposito va ricordata la figuraccia di Fauci a un’audizione del Congresso, quando gli fu chiesto di spiegare perché il Michigan, completamente in blocco, avesse un ‘incidenza dei contagi molto superiore al confinante Wisconsin dove non era stato attuato alcun lockdown: l’anziano pusher di vaccini per conto di Big Pharma ha finto di riuscire a comprendere la domanda , poi di non vedere la tabella presentata e infine di non capirla. 

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2021/04/23/usa-sta-crollando-il-mito-dei-confinamenti/

Contrordine compagni

Anche in casa Microsoft si fa marcia indietro e fa sapere tramite i suoi vertici aziendale che lo smart working sarà riservato solo ad alcuni ruoli e comunque per non più del 50% dell’orario di lavoro ,Ibm dal canto suo ha annunciato che almeno all’80 per cento dei dipendenti verrà chiesto di venire in ufficio almeno tre giorni alla settimana su cinque e Amazon auspica “un ritorno a una cultura dell’ ufficio” perché solo attraverso la presenza fisica si può realizzare un vero coordinamento e un a vera collaborazione. E all’Ibm rincarano la dose dicendo che se si vuole fare carriera e coordinare i progetti bisogna essere fisicamente presenti. Si potrebbe andare avanti molto a lungo a citare, ma bisognerebbe chiedersi come mai proprio il mondo che produce la virtualità e su questa ha lucrato in maniera incredibile, ora la sconfessa se non altro nel campo del lavoro.

Innanzitutto perché si è scoperto che lo smart working è più lento, di scarsa qualità e richiede molti più controlli, tutte cose che questi giganti della tecnologia informatica sapevano già, tanto che erano tema di discussione e di analisi da decenni, ma probabilmente si è voluto dare una mano alle misure di confinamento, fortemente appoggiate dalle multinazionali della galassia Big Tech, creando una sorta di enfasi positiva attorno al lavoro domiciliare così che la massima parte delle persone non si sentisse ancora più alienata e non si sviluppasse fin da subito una forma di rigetto. Ma una volta assuefatta la popolazione a queste forme di massima “separazione sociale”, dopo un intero anno di terrore, si può anche sbaraccare l’impianto retorico messo insieme attorno al lavoro agile e tornare alla realtà

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2021/04/19/lo-smart-working-era-il-futuro-oggi-e-gia-il-passato/

Propaganda di guerra

Nel  1928 Arthur Ponsonby, diplomatico, politico e attivista per la pace britannico, pubblicò il libro Falsehood in War-Time ovvero falsità in guerra in cui documenta la propaganda britannica, francese, tedesca, italiana e americana durante la prima guerra mondiale mettendo in luce alcune tecniche di comunicazione che ancora oggi fanno di quel libro un classico. Molti anni dopo, in questo secolo,  Anne Morelli, docente di critica delle fonti storiche presso l’università di Bruxelles ha ripreso gli scritti di Ponsonby e ne ha distillato i principi della propaganda di guerra in un libro omonimo pubblicato in tedesco per la prima volta nel 2004: Morelli mostra che le tecniche di propaganda  identificate da Ponsonby nel 1928 non hanno perso nulla della loro validità e rilevanza, e vengono ampiamente usate nelle guerre calde e fredde nel 20 ° e all’inizio del 21 °. Il modello Ponsonby-Morelli comprende i seguenti dieci principi della propaganda di guerra:

  1. Non vogliamo una guerra
  2. Il campo nemico è l’unico responsabile della guerra
  3. Il nemico ha tratti demoniaci
  4. Combattiamo per una buona causa e non per fini egoistici
  5. Il nemico commette crudeltà di proposito; con noi è un incidente
  6. Il nemico usa armi illecite
  7. Le nostre perdite sono piccole, ma quelle dell’avversario sono enormi
  8. La nostra causa è sostenuta da artisti e intellettuali
  9. La nostra missione è sacra
  10. Chiunque dubiti della nostra segnalazione è un traditore

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2021/03/29/propaganda-di-guerra/

L’Italia sarà il primo stato dell’Unione Europea a produrre il vaccino russo Sputnik V per l’immunizzazione contro il nuovo coronavirus. Lo ha confermato questa settimana la Camera di Commercio italo-russa.

Il vaccino russo ha dimostrato di essere altamente efficace ed efficiente nel trattamento dei casi di Covid-19, compresi i casi di nuove varianti virulente. È stato convalidato dalla stimata rivista Lancet e da dozzine di regolatori nazionali in tutto il mondo. Oltre 40 nazioni hanno approvato il trattamento con Sputnik V ed è emerso come un vaccino leader nell’adozione a livello mondiale, specialmente tra le nazioni più povere che possono permettersi meglio il medicamento russo rispetto ai trattamenti occidentali più costosi.

L’EMA, il regolatore europeo, si è seduto sulla domanda russa di approvazione dello Sputnik V negli ultimi due mesi. Il ritardo irrazionale può essere spiegato solo dai funzionari dell’EMA che soffrono della stessa russofobia della guerra fredda di politici come Von der Leyen e Tusk.
Il mese scorso Ursula von der Leyen, ex ministro della Difesa tedesco e capo della NATO totale come Tusk, ha fatto osservazioni sprezzanti sul fatto che lo Sputnik V russo non fosse in grado di produrre per soddisfare la domanda.

Crimine contro l’umanità

Crimine contro l’umanità che si sta perpetrando nell’impossibilità di visitare i parenti in ospedali, gli anziani nelle RSA e i moribondi negli hospice. Una barbarie inammissibile che tra l’altro mette al riparo da occhi indiscreti e amorevoli, quello che succede negli ospedali: quali protocolli vengono applicati?

La clorochina che aveva permesso al Dott Raoult di azzerare la curva dei decessi in quel di Marsiglia è stata vietata in Francia – e lui sta facendo ricorso – resa indisponibile, e anche sconsigliata in Italia. Di plasmaferesi che è una pratica che funziona, come sappiamo, e collaudata oltre che gratuita, non se ne parla più. Solo rimane il Remdesivir della Gilead, poiché l’UE ha comprato grosse quantità da smaltire solo che secondo lo stesso Dott Raoult è tossico per i reni e inefficace. Gli ospedali, da quanto mi dicono, non possono più curare in scienza e coscienza ma solo secondo protocolli calati dalle case farmaceutiche e OMS. Pure una influenza in un anziano, curata secondo un protocollo Covid, può diventare doppiamente letale, soprattutto se si è vaccinato contro l’influenza (come dimostrato in questa raccolta di studi scientifici https://childrenshealthdefense.org/news/vaccine-misinformation-flu-shots-equal-health/).

Tanto più che al personale medico viene fatto divieto dalle Asl di fornire dati e informazioni all’esterno.

estratto da https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2020/11/02/un-regime-totalitario-basato-sulle-balle-per-la-grande-transizione/

Anime morte

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Quando si legge un titolo come questo (il Sole 24 Ore): “Spread in discesa, Borsa e banche volano. I mercati festeggiano Draghi”, si capisce che tutto è perduto, che si rinnova l’atto di fede nei confronti della divinità, le cui regole sono ormai assimilate e leggi naturali, che si celebrano i suoi riti (lo spread)  e si onorano le sue caste sacerdotali (le agenzie di rating).

Se poi al clima di esultanza generale si aggiunge una dichiarazione di questo genere “”La mossa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stata una mossa di grande intelligenza e responsabilità che ha spiazzato le forze politiche“, per bocca del segretario generale della Cgil, si capisce che, come avevamo sospettato, il nemico era in casa, si era accomodato alla nostra tavola, aveva svuotato il nostro frigorifero, sceglieva i programmi televisivi e usava il nostro bancomat, dopo che era andato in piazza con Confindustria il Primo Maggio, aveva favorito la conversione del sindacato in agente di vendita delle consulenze del  Welfare aziendale, aveva digerito sia pure lentamente la cancellazione dell’articolo 18, mentre era stata più veloce la assimilazione della riforma Fornero  e del Jobs Act.  

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2021/02/03/le-anime-morte/