Incunabolo

La settimana scorsa abbiamo parlato di codici miniati e adesso è la volta di un altro antenato del libro, con uno scritto di Diego Manzetti:

Il termine “incunabolo” è utilizzato per indicare i primi libri realizzati a caratteri mobili e stampati tra la metà del XV secolo all’inizio del XVI (questi libri sono spesso definiti anche “quattrocentine”). Il riferimento a questo lasso temporale è stato individuato per comodità, potendosi definire come incunaboli anche libri di poco successivi al periodo di riferimento, ma aventi quelle caratteristiche che adesso avremo modo di individuare.

Innanzitutto l’incunabolo ha la caratteristica di non presentare un frontespizio (almeno fino a circa il 1480) . L’invenzione dei caratteri mobili, difatti, seppur avendo rivoluzionato il mondo della produzione libraria, non aveva cambiato gli standard sino allora utilizzati. Gli incunaboli, dunque, cercavano di replicare (o quantomeno imitare) i libri manoscritti, allora ancora molto diffusi e da molti preferiti. Come per ogni innovazione, difatti, anche per i libri a stampa c’è voluto del tempo affinchè le persone si abituassero all’idea di un libro che non fosse manoscritto, spingendo gli editori dell’epoca a voler conferire ai loro libri le sembianze di questi ultimi. Una situazione simile è quella attuale di passaggio dal libro tradizionale (da me preferito) a quello elettronico che tanto si sta diffondendo.

Come ho detto, dunque, l’incunabolo generalmente non aveva un frontespizio, creando in conseguenza non pochi problemi per individuare le varie informazioni che normalmente sono in esso riportate. A tal riguardo, se il nome dell’autore e dell’opera possono spesso essere individuati nell’incipit (prima dell’inizio del testo), ne note tipografiche sono talvolta reperibili nel colophon (quello che per i manoscritti era l’explicit) del libro.

Altre caratteristiche peculiari degli incunaboli consistevano nell’utilizzo di contrazioni ed abbreviazioni, nella suddivisione del testo in colonne, nell’inserimento di note a margine, nonchè nell’utilizzo di capilettera realizzati da artisti specializzati proprio in questo tipo di attività. Il tipografo lasciava lo spazio per il capolettera in bianco (spesso inserendo con caratteri molto piccoli la lettera che l’artigiano avrebbe poi dovuto disegnare.

Il più famoso incunabolo, e forse più in generale il più famoso libro, è la c.d. Bibbia di Gutenberg (denominata anche per il numero di linee in cui ogni pagina era stampata B42 – bibbia a 42 linee), realizzata nei primi anni 50 del XV secolo e da molti considerata come il primo libro realizzato a caratteri mobili. Vi sono pochi esemplari completi esistenti al mondo, e la maggior parte di questi sono in possesso di istituzioni pubbliche. Alcune biblioteche hanno messo a disposizione su internet una versione digitale della Bibbia di Gutenberg, nel caso in cui foste interessati potete fare riferimento al sito della British Library ed a quello del progetto Gutenberg Digital dell’Università di Gottingen. Seguite le indicazioni (in inglese e tedesco) per trovare la digitalizzazione del libro.

Altro famoso incunabolo è il romanzo Hypnerotomachia Poliphili pubblicato da Aldo Manuzio nel 1499, noto per il carattere utilizzato (c.d. Aldino, fatto realizzare da Francesco Griffo su commissione di Manuzio stesso) e per la chiarezza tipografica. La parola Hypnerotomachia è composta dai termini greci hypnos (sonno), eros (amore), e machia (lotta), per cui letteralmente il significato del titolo dovrebbe essere “combattimento amoroso in sogno di Polifilo”. L’opera fu pubblicata in forma anonima ma si ritiene posas essere stata scritta da vari autori, tra i quali forse lo stesso Aldo Manuzio, Leon Battista Alberti, Giovanni Pico della Mirandola, Lorenzo de Medici e Francesco Colonna. Il libro narra le avventure di Polifilo alla ricerca della sua amata, Polia.

Nel prezioso sito Rare Book Room, costruito come un luogo educativo destinato a consentire al visitatore di esaminare e leggere alcuni dei grandi libri del mondo, è possibile sfogliare online l’intero libro, pagina per pagina, ingrandendo o riducendo il formato. Tale importante libro è una copia conservata e che appartiene alla Library of Congress di Washington nella sezione Rare Book and Special Coll. Div.

Patrizia Castelli
ITINERARI TRA GIARDINI D’AMORE E DI LUSSURIA:
LA HYPNEROTOMACHIA POLIPHILI
L’incunabolo della Hypnerotomachia Poliphili, stampato da Aldo Manuzio nel 1499, è stato definito il più bel libro della storia della stampa. L’opera descrive un viaggio iniziatico che ha per tema centrale la ricerca della donna amata, metafora di una trasformazione interiore alla ricerca dell’amore platonico, ed è arricchita da centonovantasei xilografie di autore ignoto, in gran parte dedicate all’idea di giardino rinascimentale.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Giovedì 29, ore 17, Via Scienze 17  Ferrara

Associazionismo femminile

L’EVOLUZIONE DELL’ASSOCIAZIONISMO FEMMINILE NEI CINQUANT’ANNI
DEL SOROPTIMIST CLUB DI FERRARA
A cura di Daniela Fratti, Giovanna Siconolfi, Rosanna Manca, Marisa Fasulo
(Italia Tipolitografia Editore, 2012)
I primi cinquant’anni del Soroptimist Club di Ferrara in un libro e in un album fotografico.
Intervengono Wilma Malucelli, Past Presidente Nazionale, Daniela Fratti e Marisa Fasulo
Introduce Camilla Segre, Presidente Soroptimist Club di Ferrara

MERCOLEDI’ 21 – ORE 17 – PRESSO BIBLIOTECA ARIOSTEA, FERRARA

Apocalissi

IL PRESENTE REMOTO 2012

venerdì 16 novembre alle 16,30, in Teatro Anatomico.
Ciclo di Conversazioni Etno-Antropologiche

I Cavalieri dell'Apocalisse, di Victor Vasnetsov.

APOCALISSI IN ATLANTIDE
Storie e antropologie di un mito “apocalittico”, da Platone ai fumetti di
Martin Mystère passando per Bacchelli
La (presunta) fine del mondo immaginata (pare) dagli antichi Maya, fa notizia e alimenta la macchina dell’immaginario mediatico. Film, libri, trasmissioni televisive, in attesa della fatidica data che dovrebbe anticipare il Natale di quest’anno, sognano di apocalissi future e raccontano di catastrofi passate.

Le ultime due conversazioni de IL PRESENTE REMOTO 2012, provano a mettere un po’ d’ordine in queste fantasie “apocalittiche”, dove antichi miti, leggende popolari e assai più recenti narrazioni letterarie e cinematografiche si mescolano e si rigenerano.

S’inizia con il perduto continente di ATLANTIDE per scoprire che la più popolare delle “apocalissi” , poco deve a Platone e molto alle fantasie esoteriche e ai sogni avventurosi del secolo della rivoluzione industriale.
A cura di Roberto Roda, Centro di Documentazione Storica del Comune di Ferrara

Sciopero

Mercoledì 14 ore 17 – SCIOPERO

Modifiche al programma delle attività culturali –
Il previsto sciopero di mercoledì 14 novembre, ci induce a posticipare le seguenti iniziative:

1) La presentazione del volume di Eleonora Rossi “Le sette vite di Penelope” in collaborazione con il Gruppo Scrittori Ferraresi è stata rinviata a venerdì 16 novembre alle ore 17 (in Sala Agnelli).

Eleonora Rossi
LE SETTE VITE DI PENELOPE (Este Edition, 2012)
Dialoga con l’Autrice Gianna Vancini
L’arpa celtica di Rosita Di Pietrantonio accompagnerà la presentazione.
Nella sua quarta vita Penelope avrebbe compreso cosa significa essere figlia: non solo ricevere protezione, ma prendersi cura di chi si ama. Sarebbe servito tutto il coraggio che non aveva mai avuto per tenere una mano, per tirare in salita chi di lei era statosempre più forte.. Perché Vivere comprende il veder morire.
Eleonora Rossi, laureata in Lettere Moderne, insegna e scrive per passione. Giornalista pubblicista, collabora con varie testate. Ha vinto numerosi premi. Questa è la sua opera prima.
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi

2) La terza conferenza-laboratorio del ciclo “Tra carte e libri” dal titolo “Musica da leggere, storie da suonare” a cura di Angela Poli e Roberta Bonini, è stata posticipata a mercoledì 5 dicembre alle ore 17 (sempre in Biblioteca Ariostea)

Per informazioni: 0532 418212-418213-418220

Nuove pubblicazioni

Gabriele Astolfi LA PRATICA (Giraldi Editore, 2011) – Giovanni Citterico ALL’OMBRA DELLE ANIME BUONE (Este Edition, 2011)
Dialoga con gli Autori Gianna Vancini

Non c’era tempo da perdere. Bisognava guardare in ogni cassetto, su ogni scaffale, di sotto, di dietro, nei quattro punti cardinali di ogni stanza, ogni scrivania, ogni angolo, ogni buco, ogni fessura. E in tutti i punti diversi da quei quattro in cui ci fosse da guardare. Bisognava trovare la pratica smarrita. Immediatamente…
Gabriele Astolfi è laureato in giurisprudenza e lavora in banca. Nel 2005 ha pubblicato con Giraldi editore il romanzo Una giornata normale. Nel 2007 ha pubblicato, sempre con Giraldi, la sua prima raccolta di racconti, Due zampe di troppo, e nel 2009 la seconda, …andremo ancora a giocare. Ha vinto diversi premi in concorsi letterari.
Sei storie, ognuna racconta di uomini o donne senza più spe-ranze, in cui il dolore e la morte sono l’ultima o, forse, l’unica ed inevitabile risposta. Costanzo uccide per odio, Nina per amore, Nello ha perso la ragione, Martina l’ha abbandonata. Knube possiede un’anima buia, Ivan e Oleg non ne hanno più una. Tra loro solo Benito, l’uomo della terra e dell’acqua, non ha perduto la via, ma stanco ripete ogni giorno lo stesso discorso, piegandosi sempre più spesso alle regole di un gioco che non riconosce più. Sei personaggi, un unico destino.
Giovanni Citterico. è nato a Monza, dove si è diplomato all’Istituto d’Arte in Comunicazione Visiva. Vive a Ferrara dal 1990 e questa è la sua prima pubblicazione.
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi

Raccolta di poesie

Giovedì 8 ore 17 – Invito alla Lettura

Simonetta Sandra Maestri – CRISTALLI DELL’ANIMA (Este Edition, 2012)
Dialogano con l’Autore Riccardo Roversi e Gianna Vancini
Un viaggio della memoria fra presente e passato in quarantatre liriche. Il viaggio che la poetessa percorre è nell’anima, nel suo mondo interiore. L’amore per la vita, in tutte le sue manifestazioni, è il filo conduttore di questa raccolta poetica.
Simonetta Sandra Maestri, insegna Lettere in una scuola superiore di Ferrara. Iscritta all’Ordine dei giornalisti. È autrice di saggi e articoli. Scrive poesie sin dall’infanzia e questa è la sua prima raccolta di poesie.
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi

Il giardino dei Finzi Contini

Mercoledì 7 ore 17 – SEDUTA ACCADEMICA

Claudio Cazzola – RISULTANZE CLASSICHE NEL “GIARDINO DEI FINZI CONTINI” DI GIORGIO BASSANI
Introduce Roberto Rizzo
“Si vedrà fra cinquant’anni, quando saremo tutti morti. Sarebbe un bel divertimento sentire i discorsi che faranno su di noi. E li faranno!” Così Mario Soldati, all’uscita dalla cerimonia conclusiva del Premio Viareggio 1962, allorché Giorgio Bassani, con il “Giardino”, acquistò meritoria fama internazionale. Mai parole furono maggiormente profetiche! E infatti siamo qui, nel cinquantenario della prima edizione del romanzo, a rileggerne le pagine. Il perché è presto detto: un classico – teste Italo Calvino – non ha mai finito di dire quel che ha da dire.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Elsa Morante

Martedì 6 ore 17 – ITALIANI BRAVA GENTE Il carattere degli italiani

Gianni Venturi – ELSA MORANTE: LA STORIA
Presenta Marcello Folletti
Ne “La Storia” Elsa Morante affronta e risolve il punto nodale di tutta la sua ricerca autoriale: il destino individuale di fronte e in rapporto alla Storia con la S maiuscola, il regno degli “Infelici Molti” come aveva preannunciato nel fondamentale “Mondo Salvato dai ragazzini”. Il destino degli innocenti Useppe, la cagna Bella, Nino destinati a riscattare la violenza della Storia nella vita di Ida Ramundo la madre violentata da un giovane e sconosciuto soldato tedesco. Nella Storia che al momento della pubblicazione divenne un caso editoriale, la Morante con uno sguardo altissimo affida ai giovani, a quella generazione nata dal ’68 in cui credette, pronti ad opporsi alla Storia, la rigenerazione dal potere. Dedicare agli “analfabeti” il libro è stata tra le più grandi utopie che la scrittura e il romanzo abbiano tentato nel secolo breve. E per questo la Morante fu condannata e irrisa anche dai grandi scrittori suoi amici, come Pasolini. Solo ora a cento anni dalla nascita se ne può misurare la grandezza e la capacità scrittoria tra realismo e affabulazione.
A cura dell’Istituto Gramsci di Ferrara e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara. Con il patrocinio di Comune e Provincia di Ferrara

Il Grand Tour e Ferrara

Lunedì 5 ore 17 – INVITO ALLA LETTURA

Alberto Astolfi – FERRARA NEL GRAND TOUR DEI VIAGGIATORI FRANCESI (secoli XVII e XVIII) (Este Edition, 2011)
Dialoga con l’Autore Riccardo Roversi
Ferrara: città, territorio e società tra il Seicento e il Settecento sotto lo sguardo obiettivo dei viaggiatori stranieri. Questo libro rappresenta il primo studio completo su Ferrara durante l’epopea del Grand Tour. L’autore riesce a focalizzare l’aspetto del viaggio a Ferrara, non solo sulla quantità delle fonti riportate, ma sul particolare rapporto che legava i viaggiatori francesi alla città estense. Una analisi del viaggio che spazia dai principali monumenti e località del ferrarese, alle vie di comunicazione, stazioni di posta e ai relativi mezzi di trasporto. Un importante contributo allo studio dei documenti per delineare un quadro sempre più esauriente della storia della società dell’Emilia-Romagna nel Settecento.
Alberto Astolfi, laureato in Storia Moderna all’Università degli Studi di Bologna, nel 2000 ha pubblicato il saggio storico Polesella 22 dicembre 1509. LA GUERRA SUL PO. Il territorio, gli uomini le gesta. Ha curato la stesura di vari articoli di argomento storico.

Italiani brava gente

Mercoledì 17, ore 17 presso Biblioteca Ariostea di Ferrara, Via Scienze 17

Paola Milani
EDMONDO DE AMICIS: CUORE
Coordina Fiorenzo Baratelli, direttore dell’Istituto Gramsci di Ferrara
Rileggendo oggi Cuore, libro amatissimo da generazioni di bambini e adulti, così come
è stato criticato per il tratto ritenuto eccessivamente moralistico da alcuni (si veda ad
esempio Umberto Eco e il suo “Elogio di Franti”, 1961), quali sono i caratteri degli
italiani di ieri e di oggi che possiamo rintracciare in esso?
E ancora: questa lettura ci può aiutare a individuare alcuni tratti del carattere non
tanto degli italiani in generale, ma specificatamente dei bambini italiani e a
comprendere qualcosa in più dei (sempre più rari) bambini di oggi, dei loro genitori,
della scuola che frequentano, in una parola, del vasto mondo dell’educazione e di
alcune dinamiche chiave che lo caratterizzano, oggi come ieri. E magari anche a
rintracciare alcuni nessi tra educazione, vita politica e società civile utili a orientarci
meglio nella complessità odierna.(F.B.)
A cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara
Con il patrocinio di Comune e Provincia di Ferrara