Il grande ovest

Società private, seconda generazione steroidizzata delle multinazionali, ora più forti di molti stati del mondo. Ora capaci di controllarne la politica. Sembra una boutade ma non lo è. Se il solo piano di riferimento è quello economico, se ora possono distribuire ricchezza, seppur in forma individualizzata e non sociale, tenere per il naso tutti quelli che vogliono la Ferrari in giardino non è difficile. Come potrebbe. Hanno più potenza dei Pil, destinata a crescere. Hanno la comunicazione, ponti sui quali fanno passare – leggi esistere – ciò che vogliono, magli ai quali solo una minoranza occasionalmente resiste. Disponiamo di schiere di idonei a dimostrarlo. Moltitudini in permanente libidine pur di avere qualcosa in più per sottrarsi alla miseria di un solo televisore, di una sola auto.
Ci si trova così davanti a parlamenti genuflessi, a governi piovuti dal cielo stellato in campo azzurro, a elezioni tendenti al facoltativo, a presidenti intra partes, a politiche economiche polarizzate, a politiche interne piuttosto energumene, a politiche estere allineate e coperte, a un’informazione da dimenticare… per non disperarsi, per non cadere nell’ossessiva, ridondante domanda che ognuno pone a se stesso: “Come hanno potuto? Come hanno potuto?”.
Come hanno potuto affermare con sicumera che il vaccino era sicuro salvo poi, obbligati dagli effetti collaterali e dalle morti, le poche che sono stati costretti ad ammettere, sostenere con altrettanta sicumera che “è logico, ogni farmaco ha le sue controindicazioni, anche l’aspirina”. Come è possibile che le autorità si siano ben guardate dall’intervenire a favore di libertà di parola censurate con risibili motivazioni dai governatori delle piattaforme, anche nei confronti di articoli o video innocui? Come hanno potuto sostenere la vigile attesa (della terapia intensiva) quando ci sono stati medici del mondo e anche nostri che affermavano, anzi, dimostravano, l’elevatissima percentuale di successo a mezzo dell’impiego di certi farmaci o altro di equipollente? Come possono vaccinare bambini, il cui rischio di malattia ha una percentuale zero con diversi altri zero dopo la virgola, per proteggere anziani vaccinati. Come hanno potuto mentire sul numero dei decessi da Covid? E come possono farlo sulla durata della pseudo immunità fornita dal protovaccino? Come possono obbligare le persone a vaccinarsi nonostante Ippocrate, la libertà di cure, la Costituzione? E come possono farlo per ragioni che sanitarie non sono? Come possono determinare la durata della tessera verde (perché chiamarla verde se non per imbambolare i più sprovveduti? Ma quanti si stima siano?) in modo contraddittorio con la presunta durata, comunque assai inferiore, dell’immunità da vaccino? Come chiamare “casi” chiunque sia positivo al tampone, su cui il suo stesso autore ha affermato non essere idoneo alla stima del contagio? Come possono gli uomini della democrazia, i nostri uomini, tradirci così tanto? Sanno che non reagiremo? Sanno di avere armi seduco-convincenti a prova di critica polistrumentale della gestione della falsa pandemia? Quanto siamo lontani dall’essere altezza della situazione? Quanto stiamo andando a finire nella tramoggia dalla quale usciremo ubbidienti pronti alla terza, quarta, quinta dose di vaccino e di qualunque altro serva per essere buoni cittadini, per lavorare, per non diventare d’emblée criminali? Quanto presto e quanto è vero che resteremo sotto i cingoli del carro che avanza sotto il vessillo del Grande Ovest?
Domanda idiota chiedersi come hanno potuto, purché invece dei puntini in forma di diversivi, si riconosca il disegno che, nel loro insieme, rappresentano. Hanno potuto perché hanno un progetto. Consideravano quanto accadeva solo per tenerne il governo. Landini abbracciato a Draghi, oltre che un dolore, ne è un buon emblema.
Ma la longa manus appartiene a gente perbene, intelligente, che ha studiato e sta lavorando per noi, anzi, di più, per il pianeta, con le sue menzogne in forma di sostenibilità, economia circolare, impatto zero e con le segrete politiche energetico-nucleari e sfacciate implementazioni di armi. Proprio questa intellighentzia, alla faccia di quanto hanno sostenuto le sprovvedute avanguardie della controcultura, ha avuto piena consapevolezza che la crescita infinita era filosofia buona per i babbei, che le risorse primarie si esauriranno, che l’inquinamento crescente era un problema per la terra, l’aria, l’acqua e l’uomo, che siamo troppi e in quantità sufficiente per impedire qualunque soluzione ai problemi che abbiamo generato. Problemi, il cui riflesso sociale è in attesa della scintilla giusta per coagularlo in un’esplosione. Meglio agire in fretta per prevenirlo.
Se le ordinarie politiche in mano alle democrazie non erano riuscite a produrre il necessario alla dimensione delle questioni improcrastinabili – esiziali anche singolarmente prese – giocoforza, la modalità del colpo di manus si ergeva sopra le altre. Quale altra azione concedeva di essere efficace per agire otto miliardi di persone, in particolare quelli più produttivi e collegati? Gli altri, erano da considerare carnea zavorra sacrificabile senza rischio di ritorsione.
A mezzo della pseudopandemia e dello pseudoambientalismo, cucinati con il megafono del terrore e della responsabilizzazione, non è stato difficile creare discordia sociale tra parigrado, ottenere ubbidienza dalla maggioranza, distrarre dalle questioni più importanti. In sostanza, diversivi affinché il passaggio di consegna dal capitalismo storico a quello ordoliberista, dalle politiche sovraniste prima maniera a quelle denazionalizzate, con tutto ciò che comporta per ogni singola persona dall’infanzia in là, restassero quanto più possibile sottotraccia, in attesa del momento giusto per l’agguato.
L’attenzione alla questione di demolizione della stabilità implicita nelle identità sessuali, famigliari, comunitarie, con l’immigrazione incondizionata tornava utile allo scopo. In particolare, a mezzo della seconda, si favorivano strategie per ridurre il costo del lavoro e il sentimento di comunità tanto locale, quanto nazionale. Ma anche impoverimento imposto da leggi (più tasse, più costi, meno diritti), lavoro precarizzato, disoccupazione retribuita da redditi di bromurizzazione.
Nel copione del grande spettacolo di cui non ci avvediamo, scambiandolo così per realtà, la digitalizzazione maniacale, a tappeto, per riduzione del costo del lavoro e capillarizzazione della sorveglianza, la velocità della rete, le nanotecnologie, i test sociali del vaccino e della tessera verde, partecipavano attivamente alla realizzazione del transito. Come in ogni crisi, sarebbe servita la manus ferma. Ed ecco gli idranti sui rosari. Ecco, da prevedere, una polizia sanitaria, una finanza autorizzata ad ispezionare ogni hard disk, una forestale pronta ad ammendare per una plastica dal finestrino.
Queste politiche, destinate a tenere a galla il barcone e i suoi Schettini, azzerano il valore della società civile, promuovono l’unilinguislimo – un espediente non secondario per enclavizzare i meno giovani i meno civilizzati – l’efficientismo e il presidenzialismo
La democrazia è una dimensione storica superata. Il Grande Ovest la sta sostituendo costi quel che costi, eventualmente anche miliardi di euro, no, anzi, di uomini.

Lorenzo Merlo

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-grande-ovest

Editoriale

Era il 1998 e il sindaco di Bondeno era il prof.Ettore Campi (mio collega al liceo scientifico) che autorizzò e finanziò la manifestazione denominata Cyberfest (TM) nel corso della quale Stefano Masini lanciò l’idea di un giornale online : schizzò il logo della torre campanaria che trovate in copertina.

Passarono alcuni anni e diversi provider prima di arrivare alla formula attuale; nel frattempo il limbo del gratuito passò (adesso pago non solo il blog ma anche il browser); la conclusione è quella alla quale sono arrivati anche gli editori “tradizionali”…

A vostra disposizione rimangono gli archivi , l’elenco è sulla colonna di destra della pagina e per eventuali ulteriori notizie vi rimando al blog

Panico?

Fonte: Massimo Fini

Sarebbe meglio dichiarare che in Italia la Costituzione è sospesa sino a data da destinarsi. Non solo perché da due anni sono state abolite quasi tutte le libertà costituzionalmente garantite, ma perché è saltato l’intero impianto istituzionale. Il Parlamento, che dovrebbe essere l’asse portante di una democrazia, è scavalcato dai continui decreti legge i quali, a loro volta, sfuggono al Consiglio dei ministri perché i titolari dei vari Dicasteri ne vengono informati cinque minuti prima che siano emessi e quindi, di fatto, senza poterli leggere. Approvano al buio. Decidono Mario Draghi e i suoi cari. Di passata: su Mario Draghi si è rovesciata un’adulazione che non avrebbe fatto piacere nemmeno a Lui perché eccessiva e controproducente, Roberto Napoletano ha presentato a Tg24 di Sky, una televisione un tempo interessante e che ora si è appiattita su qualsiasi ‘communis opinio’, un libro intitolato: “Mario Draghi. Il ritorno del Cavaliere bianco”, che dovrebbe far arrossire non solo chi l’ha scritto ma anche chi lo legge.

Cerchiamo di rifare la storia dall’inizio. Con l’occasione, o il pretesto, della pandemia si è cominciato col mutilare la libertà di circolazione garantita dall’art. 16 della Costituzione. Ma mentre noi dovevamo restare tappati in casa o c’era permesso al massimo di fare il giro dell’isolato ( non più di 200 metri, ricordate?) colui che nel frattempo aveva fatto cadere irresponsabilmente il governo in piena pandemia con motivazioni risibili, unico caso in Europa a eccezione dell’Olanda ( dove però il Premier Rutte si era dimesso e per ragioni molto più serie ), vale a dire Matteo Renzi si librava in volo verso l’Arabia Saudita o andava a vedere un Gran Premio di Formula Uno. Da notare che questa mossa di Renzi, paralizzando il governo Conte, ci ha fatto perdere tre settimane nella lotta alla pandemia.

Si è proseguito nel solito modo obliquo imponendo di fatto i vaccini, ma in maniera surrettizia, vietando il lavoro a chi non si è voluto o non si vuole vaccinare. Sarebbe stata più onesta una legge che dicesse a chiare lettere: “il vaccino è obbligatorio” ma il governo non ha avuto il coraggio di emanare una legge così apertamente liberticida.

Adesso si è giunti a vietare le manifestazioni dei no vax anche quando si svolgano del tutto pacificamente. Il pretesto è sempre quello: sono occasioni di contagio. E la grande manifestazione pro Cgil di sabato 16 ottobre che cos’era? Io credo che esista un diritto a vaccinarsi ma anche a non vaccinarsi. C’è molta gente che rifiuta pregiudizialmente ogni vaccino, ma anche avere pregiudizi è un diritto, ce n’è però anche altra che ne ha semplicemente paura. E non ha tutti i torti. Report ci ha fatto sapere che agli over 80 è stata somministrata una dose doppia di Moderna, cioè a 30 o 40 mila persone già “fragili” per conto loro. Se non sono rimasti stecchiti sul colpo per overdose questo potrebbe accadere benissimo fra un mese o tre mesi o più oltre ancora. C’è anche stato detto che i vari vaccini avevano efficacia per sei mesi poi si è scoperto che la copertura era molto minore, due o tre mesi e che comunque essere immunizzati non impedisce di prendere il Covid-19 nelle sue varianti. Dovremo quindi vivere facendo richiami in continuazione con tutto lo stress che ciò comporta?

L’ex ministra svedese della Salute Lena Hallengren  ( la Svezia non ha fatto lockdown ) ha detto che i conti veri di questa pandemia si faranno tra due o tre anni. Si dovrà innanzitutto calcolare quanti malati di patologie ben più gravi, tumore per esempio, non hanno potuto essere curati perché l’attenzione era tutta concentrata sul Covid o non hanno potuto avere diagnosi in tempo utile. Ci sono poi persone, soprattutto giovani ma non solo, a cui il lockdown ha provocato problemi di salute gravi: anoressia, depressione, nevrosi. Fra i giovani dagli 11 ai 18 anni, cioè i preadolescenti e gli adolescenti, il ricorso agli Ospedali pediatrici è aumentato del 20 per cento. Molti di noi, essendoci impedito di muoverci, sono diventati obesi e l’obesità è una porta spalancata alle malattie cardiovascolari, all’ infarto, all’ ictus.

Le misure liberticide sono state giustificate col fatto che siamo in uno “stato di guerra”, tant’è che il generale Francesco Paolo Figliuolo, “Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19”, che ricopre un ruolo civile, va in giro in tenuta militare.

Il Covid come la guerra? Ma non diciamo cazzate. La seconda guerra mondiale ha provocato dai 65 ai 70 milioni di morti, in un’area relativamente ristretta, Europa e Giappone. Al momento i morti di Covid in tutto il globo, tenendo nel conto anche i paesi che non hanno fatto alcuna profilassi perché avevano altro di più serio cui pensare, sono circa lo 0,06 per cento della popolazione del globo che è di 7 miliardi e 800 milioni. Poniamo pure che senza le misure di contrasto alla pandemia i morti, in questo macabro conto, sarebbero raddoppiati, triplicati, quadruplicati, quintuplicati. La percentuale fa lo 0,32 per cento. Cioè per tutelare lo 0,32 per cento della popolazione, in generale vecchi con due o tre patologie pregresse, e che lockdown o non lockdown, vaccino o non vaccino, sarebbero morti di lì a poco, abbiamo bloccato il 99,7 per cento della popolazione.

In realtà più che una pandemia di Covid c’è stata una pandemia di panico.

Deportazioni

È evidente che non è vero che il lasciapassare serve a persuadere i cittadini a vaccinarsi, bensì che il vaccino è propedeutico e funzionale al green pass, lo strumento che  è stato scelto per procedere a una identificazione e rintracciabilità rapida e semplificata dei potenziali rischi sociali incarnati da disobbedienti, disertori, oppositori, allo scopo di limitarne movimenti, attività, aggregazioni, per poterne più facilmente censurare la libera espressione, in attesa di estenderne l’uso per creare una frattura incolmabile tra cittadini di serie A e di serie B, da escludere dall’accesso a lavoro, assistenza pubblica, istruzione, in qualità di immeritevoli.

E qui viene buona la seconda risposta al quesito di sempre, come fu possibile che accadesse?

Come succede adesso. Con la correità di una maggioranza che aspira a sentirsi superiore, grazie all’obbedienza, e che spera così di ricavarne dei benefici. Con il sostegno di una stampa assoggettata e correa, con l’appoggio di una scienza implicata nell’affarismo industriale, con la insensata sicurezza di chi crede che sia impossibile che misure temporanee dettate da una emergenza consolidino una eccezionalità illegittima, permanente e incontrastabile. E con l’instaurarsi di un regime che applica su scala i modi dei totalitarismi: imperialismo interno, sfruttamento del lavoro,  censura, emarginazione degli improduttivi parassitari preparatoria di qualche soluzione finale, controllo e sorveglianza in ogni contesto della vita individuale e collettiva, esaltazione delle gerarchie “ecclesiastiche”, religiose e scientifiche, ricorso all’intimidazione e al ricatto favoriti dalla paura dell’autorità coma dalla riproposizione della figura di nemici interni ed esterni. Ed anche con la negazione legalizzata della storia e della sua verità, che aiuta a accreditare l’impossibilità che l’infamia si ripeta e che sconfessa che gli italianibravagente ne siano complici, come invece sono stati nel passato, fingendo che non sia fisiologico che dalla discriminazione, anche grazie a correità e delazioni, si passi alla persecuzione.

Panopticon

Che ormai si sia sull’orlo della follia o del crimine non c’è alcun dubbio: se il sistema risponde all’evidente fallimento dei vaccini non fermando le campagne per l’iniezione e revocando le ignobili misure per imporle, ma decidendo di continuare le dosi ad oltranza pur sapendo benissimo che non potranno risolvere nulla vuol dire che le classi dirigenti devono assolutamente essere cacciate via. In meno di un anno dall’inizio delle campagne vaccinali si è arrivati alla terza dose, senza tuttavia fermare l’ondata di contagi o meglio di supposti contagi, vuol, dire che bisognerà fare la roulette russa ogni due mesi per una malattia con una mortalità inferiore all’influenza E si cerca di rimediare manipolando o sottraendo i dati come sta accadendo in Gran Bretagna dove alle statistiche complete fornite dal Public Health England, si sono succedute quelle monche dell’ UKHSA che non riportano alcune per colonne per nascondere a un occhio non allenato alle operazioni aritmetiche più semplici l’efficacia zero, anzi negativa del vaccino. Siamo alla follia se come alcuni brillanti analisti cominciano a sospettare che le carenze di merci e di alimentari in Usa sia stata deliberatamente voluta, così come sappiamo con certezza che in Europa si sono deliberatamente scelti meccanismi che hanno portato alle stelle il costo del gas.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2021/10/31/evadere-in-massa-dal-panopticon/

Riepilogando

Dopo questa inquietante cronostoria, arriviamo alle ultime notizie e agli ultimi dati scientifici emergenti, infatti, secondo il nuovo rapporto aggiornato dell’Istituto superiore della Sanità (Iss) riguardo alla mortalità per il Covid-19, il virus avrebbe causato un numero di morti assai inferiore a quello causato da una comune influenza. Solo il 2,9 per cento dei decessi registrati dalla fine del mese di febbraio 2020 sarebbe determinato dal Covid-19, perciò dei 130.468 decessi computati dalle statistiche ufficiali solamente 3.783 sarebbero morti a causa del virus. Infatti, dal citato report emerge che il resto dei deceduti soffrivano di diverse patologie, che secondo lo stesso Iss lasciavano loro pochi margini di vita.

In particolare, il 67,7 per cento avrebbe patito più di tre malattie contemporaneamente, mentre il 18 per cento ne avrebbe sofferto contemporaneamente due. Dopo questa elencazione statistica, se si evince che non è stato il Covid-19 a causare una percentuale alta di decessi, con quale criterio scientifico, i Governo Conte e ora il Governo Draghi, con il loro ministro Speranza e “l’onnisciente” Comitato tecnico scientifico, hanno imposto tutte queste restrizioni (peraltro incostituzionali nel merito e nel modo con cui sono state legiferate)!? La risposta risiede nella natura delle vere motivazioni che hanno determinato tutto ciò, che non è scientifica ma è politica. Infatti, rimane indelebile il ricordo di quando all’inizio della diffusione del virus l’Iss e la Protezione civile, durante le loro quotidiane conferenze stampa, minimizzavano sulle cause dei decessi, attribuendole ad altre patologie pregresse e non al Covid-19, per poi sostenere la tesi completamente opposta, per incentivare la campagna vaccinale.

Quindi è iniziata la sistematica e martellante campagna mediatica del terrore, secondo la quale i farmaci anti Covid-19 erano l’unico strumento per salvare l’umanità, al punto che lo stesso Draghi affermava, durante una sua conferenza stampa, il falso, ossia che chi si vaccina non contagia e non si contagia e chi non si vaccina è condannato a morire, una tesi smentita ripetutamente dal suo stesso Cts e anche dal suo ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, durante la sua partecipazione a una puntata del programma televisivo “Porta a Porta”, lasciando incredulo e sbigottito il suo stesso presentatore, Bruno Vespa, che non riuscì a trattenersi dal proferire l’osservazione “allora è una presa in giro”.

Inoltre, a peggiorare la situazione in cui si trovano i responsabili di questa deriva terroristica, di cui prima o poi dovranno rispondere, è intervenuto il British Medical Journal, una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo, il quale ha recentemente affermato che “i livelli di malattia dopo la vaccinazione non hanno precedenti e il personale si ammala gravemente e alcuni presentano sintomi neurologici che stanno avendo un enorme impatto sulla funzione del servizio sanitario. La vaccinazione obbligatoria in questo caso è senza senso, immorale e irresponsabile quando si tratta di proteggere i nostri lavoratori e la salute pubblica (…). Questi prodotti vaccinali non forniscono immunità, né prevengono la trasmissione. In tal caso perché lo stiamo facendo? Non ci sono dati di sicurezza longitudinali (solo pochi mesi di dati di studio nelle migliori delle ipotesi) e questi prodotti sono approvati solo per uso emergenziale. La coercizione e l’obbligo di cure mediche sui nostri dipendenti, sui membri del pubblico, specialmente quando i trattamenti sono ancora in fase sperimentale, sono saldamente nel regno di una distopia nazista-totalitaria e ben oltre i nostri valori etici (…)”.

Dopo questa dettagliata analisi dei fatti, voglio porre proprio a voi lettori delle domande che mi sorgono spontaneamente, non pensate che sia sempre più palese la responsabilità di tutto un sistema, ossia del mainstream, delle Istituzioni e in particolare di Conte e di Draghi e dei loro rispettivi Governi con il ministro Speranza!?

Non pensate che la loro responsabilità possa essere suscettibile di imputazione del reato configurato nel dispositivo dell’articolo 658 del Codice penale: “Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso Enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516”!? Il suscitato allarme configurato nel citato dispositivo è l’elemento costitutivo del reato, inteso come evento di pericolo. Perché sussista l’esistenza di questo reato è sufficiente che l’annuncio di disastri o pericoli (come appunto può essere quella di dichiarata pandemia) inesistenti sia idoneo a suscitare allarme ingiustificato e quindi a configurare la responsabilità per la commissione di un illecito.

Inoltre, non pensate che sia illegittimo l’atto commesso dal Governo Draghi con l’imposizione della somministrazione di farmaci ancora sperimentali e quindi non pensate che abbia violato di conseguenza l’ultimo comma dell’articolo 32 della Costituzione, secondo il quale “la Legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”!? Infatti, il suddetto articolo costituzionale presuppone che nessuno possa imporre o indurre alcuno a ricevere un trattamento sanitario obbligatorio qualora esso non sia effettivamente proficuo per la tutela della salute della collettività e siccome questi farmaci sono ancora sotto sperimentazione o più precisamente come afferma il sito dell’Aifa, ancora sotto sorveglianza, non danno alcuna certezza scientifica che possono tutelare la salute della collettività, anzi rappresentano un pericolo per gli effetti collaterali che questi stessi farmaci possono generare nel medio e lungo termine, dal momento che quelli immediati, in diversi casi, sono già emersi (nonostante i tentativi di dissimulazione del mainstream). La salute individuale e collettiva non può essere compromessa da interessi politici o farmaceutici, come invece dai suddetti dati statistici e scientifici riportati emergerebbe.

estratto da http://www.opinione.it/politica/2021/10/25/fabrizio-valerio-bonanni-saraceno_covid-epidemia-mattarella-draghi-cossiga/