La vera emergenza

L’obiettivo, come per tutti gli choc degli ultimi 30 anni è stato quello di ridurre le libertà dei cittadini sanciti dalle costituzioni (compresa quella di espressione) e di aumentare il controllo su di essi, tutte cose che vengono giustificate dall’emergenza, ma che poi diventano la normalità. In questo caso i confinamenti visti come unico baluardo in attesa della sacra sindone vaccinale, hanno avuto anche il ruolo di erodere le attività autonome e la fetta di economia ad esse legata e resiliente (come dicono i cretini televisivi) ai gruppi mondiali e alla loro visione della società.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2021/06/21/verita-probite152297/

Un passaporto per il nulla

Come si diceva un tempo, prima ancora che diventassimo cavie, “la montagna ha partorito il topolino”, il certificato verde,  cioè, introdotto dal decreto anti-Covid del 22 aprile 2021, che servirà per potersi spostare liberamente lungo la Penisola (anche qualora qualche Regione dovesse tornare arancione o, peggio, rossa), per andare a trovare gli anziani nelle Rsa, per presenziare a banchetti di nozze, comunioni e cresime, per partecipare a spettacoli ed eventi sportivi, coerentemente con il «Digital Covid Certificate», ideato dalla Ue per permettere gli spostamenti dei cittadini nell’area Shengen.

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Proprio quella causa per la quale abbiamo pensato per anni che fosse invece responsabile e doveroso pagare le tasse per finanziare assistenza e cura, istruzione e servizi, per remunerare 44.000 medici di famiglia che potevano essere messi in condizione di applicare protocolli terapeutici appropriati e che invece sono stati lasciati a casa a prescrivere per telefono la tachipirina, per contribuire a mantenere case di riposo, dove sono stati conferiti gli anziani a rischio di influenza, trasformandole in focolai.

Anna Lombroso estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2021/06/17/152177

Io non mi sento Italiano

Dopo più d’un anno di questa farsa grottesca, la domanda sorge spontanea. Che cos’è mai un “italiano”? Un “italiano medio”, o “l’italiano vero” di Toto Cutugno. È un essere che, primariamente, non ha alcuna nozione della libertà. Non conosce i suoi diritti, e scambia per doveri le imposizioni, una più assurda dell’altra, che gli piovono da quella che individua come “autorità”. Pensa pure d’esser furbo, sempre più furbo degli altri, e se a ciò si aggiunge un moralismo crescente si ha il risultato di uno che si mette sul piedistallo del Bene da solo. L’italiano “medio” o “vero” poi è d’una ignoranza abissale. Non gl’interessa capire, conoscere… No, s’adegua, come una manica a vento, alla maggioranza che il sistema politico-mediatico e culturale dominante gli fa credere esser tale. È, insomma, un mediocre conformista. Come se tutto questo non bastasse, questo simulacro d’uomo è pure vigliacco: se pure ha mangiato la foglia, in pubblico dà mostra di essere perfettamente inquadrato, e se pure vedesse lapidare un giusto che afferma la verità farebbe finta di non conoscerlo, aggiungendoci pure qualche applauso. E mi fermo qui. Il che è quanto basta per farmi affermare che io NON mi sento affatto “italiano”. Io, semmai, mi dichiaro Italico, di un’italianità che vien prima di questa buffoneria risorgimentale raccogliticcia messa su per motivi che i più nemmeno sospettano. Enrico Galoppini

Le grandi manovre del Generale Vaccino

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Come denunciamo furiosamente e tenacemente da mesi su questo blog, non passa giorno che vengano somministrate dosi di incitamento alla vaccinazione. Hanno cominciato con la persuasione morale, destinata a convincere che si trattasse di un adempimento, anzi un diritto dovere da compiere per virtù civica e senso di responsabilità esercitato per se stessi e gli altri, tanto che il “io mi vaccino” sul profilo è stato inteso come messaggio ad elevato valore etico, civile e perfino politico a contrastare la vigliacca ignoranza delle destre terrapiattiste.

Poi, una volta accertato che l’unica verità accertata grazie alle sperimentazioni consisteva nel non avere certezze: non si hanno dati certi sulla durata dell’immunità, sull’efficacia, limitata a ridurre gli effetti più cruenti del Covid, tantomeno sulla pretesa di non contagiare gli altri e di non essere contagiati una volta assunto il preparato prodigioso, il messaggio è stato retrocesso da diritto e dovere morale a legittima rivendicazione di poter riprendere la vita “normale”, sia pure con mascherine, distanziamento, regole e restrizioni, del prima, con spostamenti, pizzeria, gite e vacanze.

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2021/05/31/le-grandi-manovre-del-generale-vaccino

Copiare gli americani

Siamo bravissimi a copiare gli americani nelle cose peggiori, ma ,a volte, fanno anche qualcosa di buono:

“La scorsa notte i cittadini della Pennsylvania  hanno votato per porre fine al blocco, riavviare la nostra economia, riaprire le nostre scuole e fermare la dittatura del governatore Tom Wolf”, con questo comunicato è stata annunciata la vittoria nel referendum per bloccare i poteri di emergenza del governatore ” e dunque arrivare all’abolizione di misure di confinamento che sono state piuttosto severe, vista l’appartenenza di Wolf all’entourage  bideniano. Molto si potrebbe dire di questo democratico che è stato segretario alle entrate della Pennsylvania e contemporaneamente dirigente dell’azienda di famiglia, che ha ha eliminato la tassa sul valore dei beni delle aziende (la sua compresa), che è un fan delle sanzioni economiche contro gli stati che non ubbidiscono agli ordini di Washington, ma ciò che ha indignato è stata la folle e grottesca gestione dell’emergenza che peraltro ha causato molti più problemi che in altri stati dove le misure sono state molto più limitate.

Per esempio a lui si è dovuta ciò che viene ritenuto un eccesso di autorità nel controllare e chiudere le attività economiche o le scuole e a imporre mascherine ovunque e sempre, ma soprattutto è stato lui a concentrare gli anziani con tampone positivo  in cliniche ed Rsa così da provocare una rapida diffusione dei contagi e fare della Pennsylvania uno degli stati più colpiti dalla pandemia. Un grossolano errore fatto anche in altre aree del Nord America dove il 60 per cento delle vittime attribuite al covid si concentra appunto tra case di riposo ed Rsa

Ha potuto farlo perché fino ad ora il governatore aveva la facoltà di dichiarare l’emergenza per 90 giorni e prolungarla poi indefinitamente, mente occorreva una maggioranza dei due terzi dell’assemblea legislativa  per poter revocare tale misura. Ora dopo il referendum, la massima durata dell’emergenza è di 21 giorni ed essa può essere revocata a maggioranza semplice dal parlamento locale. Non bisogna sottovalutare quanto accaduto, come se i trattasse di un incidente anche se comunque porta a 25, cioè esattamente alla meta,  gli stati Usa che si avviano a liberarsi delle misure di emergenza: il governatore Tom Wolf ha infatti concordato tutte le sue mosse pandemiche, per così dire, con Rachel Levine, ossia con la segretaria alla sanità dello stato, abbastanza nota in Usa per altro cioè per essere uno dei pochissimi funzionari pubblici  di altro livello ad  essersi dichiarata transgender. Il fatto è però che la Levine a gennaio è stata nominata da Biden assistente segretario per la salute degli Stati Uniti e dunque la sconfessione tramite referendum di Wolf, ma indirettamente anche della Levine che è stata la sua suggeritrice  per un anno intero, costituisce un duro colpo per tutta l’amministrazione di Washington che ha scelto lo stato di eccezione come sua cifra distintiva.

Ad ogni modo gli elettori della Pennsylvania sono diventati i primi della nazione a imporre restrizioni all’autorità di un governatore in merito alle dichiarazioni di emergenza ed è fin troppo chiaro che questo sarà un esempio che verrà seguito anche altrove per impedire che li governi  per un’emergenza fine a se stessa e con misure incongrue, di cui nessuno ha dimostrato la minima efficacia. Anche da noi la prima richiesta di un fronte del dissenso dovrebbe prevedere una forte limitazione dei poteri emergenziali. Vabbè detto tanto per parlare nel deserto.

riportato integralmente da https://ilsimplicissimus2.com/2021/05/21/pennsylvania-un-referendum-sconfigge-lemergenza-covid-meno-confinamenti-e-mascherine/

Anglicismi

Fonte: Andrea Cascioli

Non so se sia una cosa solo italiana ma mi pare che lo Stato abbia ormai abdicato a qualsiasi funzione formativa anche dal punto di vista linguistico. Non ci proviamo nemmeno più. Una volta gli anglicismi erano perlomeno termini nati altrove che importavamo senza tradurre, per esempio computer o social network. Adesso nascono già così, direttamente sui documenti del ministero: io ho tenuto botta usando confinamento al posto di lockdown finché ho potuto (e tuttora lo faccio quando riesco), mi chiedo poi cosa ci impedisca di usare passaporto vaccinale o – toh – pure carta verde al posto di green pass e altre amenità. Mi domando se ci sia altro a monte di tutto ciò a parte una pigrizia mentale che sfocia nell’estenuazione, roba da fumatori di oppio. Soprattutto mi chiedo se c’è ancora qualcuno che associ queste scorciatoie a un senso di maggiore modernità, efficienza etc quando l’unico paragone sensato che mi viene in mente è quello con gli Stati decolonizzati dell’Africa subsahariana, dove l’abuso dell’inglese (o del francese) è conseguenza necessaria della compresenza di 30 etnie con 50 dialetti diversi. Insomma mi chiedo se qualcuno sente dire “green pass” e pensa a New York e al futurismo, perché a me evoca solo l’immagine mentale di un posto di frontiera nel buco del culo del mondo con due guardie daziarie stremate dal caldo e dalla noia, il ritratto dell’Idi Amin Dada di turno alla parete e un ventaglio per scacciare le mosche.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/l-anglicismo

Ospedale di comunità

Il progetto di ricostruzione e riabilitazione della storica ‘Villa Borselli’ di Bondeno, che porterà la struttura ad accogliere l’unico Ospedale di Comunità (Osco) dell’Alto Ferrarese e un’area Hospice, rientra all’interno di un progetto a tre fasi di lungo periodo. Un progetto articolato e ambizioso, iniziato nel 2019 con l’inaugurazione della Casa della Salute ‘Fratelli Borselli’, un investimento da 2,7 milioni di euro che ha portato vari servizi ambulatoriali all’interno del capoluogo matildeo. La fase 2 dei lavori, invece, presentata e condivisa dall’Azienda Usl di Ferrara e dal Comune di Bondeno, riguarda il progetto da 8,5 milioni di euro funzionali al ripristino di tutta la parte storica. La fase 3, dal costo di ulteriori 3,3 milioni di euro, concernerà la sistemazione definitiva delle maniche laterali della struttura, dei parcheggi e del parco esterno.

Complessivamente, si tratta di un investimento sulla struttura di Bondeno di circa 14,5 milioni di euro, «funzionale non solo al comune matildeo, ma a tutto il bacino dell’Alto ferrarese e anche oltre – spiega il sindaco di Bondeno, Simone Saletti –. Con gli 8,5milioni già finanziati da Ausl e Regione, andremo ad adeguare sismicamente tutti i corpi di fabbrica, a migliorare sismicamente la stessa villa storica, a rimaneggiare completamente i coperti, e a riordinare complessivamente i fronti. A ciò – prosegue Saletti – si aggiungerà naturalmente la completa ristrutturazione degli spazi interni, comprese le finiture edili e gli impianti».

Il termine dei lavori di questa fase 2 è previsto entro la primavera del 2023, con una prima inaugurazione già sul finire del 2022. Per quanto riguarda la ‘fase 3’, invece, «prima di tutto dobbiamo dare alla Regione un segnale forte che stiamo lavorando bene e con una progettualità di lungo periodo – commenta ancora Saletti –. L’investimento da 8,5 milioni che farà partire i lavori a breve sarà, a mio avviso, la chiave di volta per convincere la Regione a investire gli ulteriori 3,3 milioni di euro progettati. Con quei fondi, completeremo definitivamente le maniche laterali (le uniche sezioni di tutta la struttura escluse dai lavori della ‘fase 2’, ndr), adegueremo i parcheggi all’utenza prevista per la struttura, e riqualificheremo definitivamente l’enorme e meraviglioso parco adiacente alla Villa».

Chiosa poi con una nota personale l’assessore ai Lavori pubblici di Bondeno, Marco Vincenzi: «La scelta di investire e di credere fortemente su villa Borselli sta pagando. Ringrazio personalmente i sindaci che si sono susseguiti dal terremoto in poi (Fabbri, Bergamini e Saletti, ndr) – conclude Vincenzi – per aver capito l’importanza strategica e di lungo periodo del fabbricato già esistente, la nostra meravigliosa villa Borselli». Si mostra convinto delle potenzialità del dialogo Saletti: «Come avevo già preannunciato, sarà mia premura instaurare un confronto con tutte le parti politiche e sociali della comunità, aprendo un tavolo costruttivo per la determinazione del ruolo strategico del Borselli».

Sopralluogo 4
comune di Bondeno

Comma 22

Il romanzo, basato su esperienze personali dello stesso Heller, aviatore nell’USAF durante la seconda guerra mondiale, è ambientato in Italia, contesto che Heller aveva avuto occasione di conoscere durante il conflitto. Al centro della vicenda un reparto di aviatori (di stanza sull’isola di Pianosa) che esegue pericolose missioni di bombardamento a bordo di B-25 Mitchell (lo stesso tipo di velivolo su cui aveva volato Heller). Ovviamente, maggiore è il numero di missioni eseguite, maggiore è la probabilità di essere feriti o uccisi. E maggiore lo stress psicologico cui vengono sottoposti i membri del reparto.

Il più stressato è senz’altro il capitano Yossarian, che è terrorizzato all’idea che il numero delle missioni che ogni aviatore deve svolgere prima del congedo continui ad aumentare. I timori di Yossarian non sono del tutto infondati: il numero di missioni aumenta più volte nel corso del romanzo, a causa dell’ambizione e del cinismo del comandante dello stormo, il colonnello Cathcart.

Attorno a Yossarian, che comincia a fare cose bizzarre nella speranza di essere diagnosticato pazzo e quindi inabile al volo, ruotano altri personaggi più o meno strambi: Aarfy, il maggiore Maggiori, Dunbar, Milo Minderbinder, il pastore Shipman, e altri. Dall’interazione di questi individui nasce una serie interminabile di gag e di scene surreali e irresistibilmente comiche, tutte basate sull’assurdità della guerra vista con gli occhi della truppa, della carne da cannone.

da Wikipedia

con un piccolo sforzo di immaginazione (tanto minore quanto più passa il tempo) vediamo che la stessa cosa sta succedendo in Italia con le misure di ” contenimento Covid

UE

Perciò la creazione di un nemico mortale per tenere prigionieri gli europei a servizio degli Usa e come ostaggi umani in caso di guerra, rischia alla fine di dividerli e di mettere a rischio quella costruzione collaterale alla Nato che si chiama Ue e che è già divisa in tre zattere: quella dei Paesi dell’est in pratica governati da Washington e che forse pensano di poter vincere un conflitto che invece li spazzerebbe via, l’area centrale con Germania, Austria, Olanda che tentano una sotterranea resistenza alle strategie americane antirusse e poi l’area mediterranea che non ha voce in capitolo praticamente su nulla e nemmeno più un’idea di se stessa. Che vive alla giornata, si potrebbe se dire, se per caso vivesse.

https://ilsimplicissimus2.com/2021/04/27/la-dura-lezione-ucraina/