Il gioco è truccato

Il potere sfrutta l’ingenuità, la buona fede popolare, incredula che i suoi capi, per quanto pessimi, siano criminali e i governi abbiano per scopo il male dei popoli. La nuda analisi dimostra che è così, ma non vi è peggior sordo di chi non può sentire, assordato da una comunicazione a senso unico, in cui spettacolo, pubblicità, propaganda, indottrinamento e realtà sono indistinguibili.
Quali cambiamenti possono determinare le elezioni di un paese periferico, privo di sovranità economica, militare, monetaria, energetica come l’Italia? Tutt’al più, una modesta ridistribuzione delle poche risorse disponibili (il resto è di lorsignori, a prescindere) a favore dei ceti o gruppi sociali di riferimento della parte vincente.
Nessuno dice verità evidenti se non avessimo gli occhi chiusi e le orecchie tappate, ad esempio che il mitico Piano di Resilienza è un prestito di denaro creato dal nulla dalle istituzioni finanziarie che ci tengono legati, da restituire con interessi, dopo essere stato utilizzato secondo la volontà del prestatore, non del mutuatario. Nel frattempo, inverno al freddo, serrande abbassate e la beffa: l’Istat afferma che la disoccupazione è calata a luglio. Per merito della stagione turistica, conteggiando chi ha svolto attività per poche ore e mettendo nel conto tutte le forme – assai fantasiose – di precariato inventate dagli economisti di servizio. Si tace anche sui redditi di troppi lavoratori, così bassi che è preferibile il reddito di cittadinanza, rivelatosi, al netto di truffe e illegalità, un potente incentivo all’ozio o al lavoro nero.
Nessuno parla della vergogna della privatizzazione di beni comuni come l’acqua; gli adoratori della costituzione “più bella del mondo” dimenticano modifiche terribili come il pareggio di bilancio e solo pochi outsider ignorati o derisi puntano il dito contro il divieto europeo degli “aiuti di Stato”, ovvero la proibizione di una politica industriale e sociale autonoma per spendere come ci pare il denaro frutto del nostro lavoro.
Nessuno spiega come affrontare l’avanzata dei robot e dell’intelligenza artificiale che distrugge altri posti di lavoro; i temi sensibili sono nascosti come polvere sotto il tappeto. Gli uni si baloccano promettendo una mirabolante diminuzione delle tasse – giusta e auspicabile, ma impossibile nel merito e nel metodo, giacché la tassa piatta, uguale per tutti (la chiamano flat tax così non capiamo il senso), per quante contorsioni verbali inventino i suoi promotori, viola la progressività dell’imposizione sancita dalla costituzione. La Corte Costituzionale, presieduta dall’eterno Giuliano Amato – un pilastro dei poteri forti-avrà gioco facile a cassarla.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/testa-vinco-io-croce-perdi-tu

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