Draghi come Monti

Dispiace insistere ma Mario Draghi, presidente del Consiglio mai eletto da nessuno degli italiani, sta portando l’Italia a sbattere contro un muro. Mandando armi e partecipando alla guerra russo-ucraina che non è la guerra che ci appartiene e nei confronti della quale avremmo dovuto fare da messaggeri portatori di pace, non certo parti in causa schierati a fianco dell’Ucraina, il non eletto Draghi si è messo – purtroppo ha messo tutti noi – in un cul de sac da cui ora è difficile uscire. E non si può non dire qui l’enorme responsabilità del presidente della Repubblica, il quale ha impedito, così come tuttora impedisce, il normale svolgersi della democrazia con il legittimo voto popolare, sin qui sempre aborrito e, nei fatti, negato. Il risultato di tale blocco della democrazia e del governo dei non eletti da nessuno degli italiani è sotto gli occhi di noi tutti: un disastro.

Non c’è infatti nessuna corrispondenza oramai tra il Parlamento e la sua composizione e la volontà della maggioranza degli italiani (l’ignominia dei 5 stelle dovrebbe essere sufficiente come dimostrazione).  Disastro istituzionale ancora prima che politico e sociale. Non si sa più come dirlo. Finché non si interrompe il blocco, vale a dire che finché non si consente a noi tutti ciò cui abbiamo diritto, ovvero votare e avere quali nostri rappresentanti unicamente eletti al Parlamento e nei futuri governi, l’Italia non si svilupperà e non crescerà. Rimarrà bloccata tra Sergio Mattarella e Mario Draghi. Lontana dalla realtà e da ciò di cui ha veramente bisogno: democrazia, libertà e responsabilità. Democrazia libertà e responsabilità nostre, degli italiani.

http://www.opinione.it/politica/2022/06/24/francesca-romana-fantetti_italia-draghi-mattarella-democrazia-libert%C3%A0/

Un pensiero su “Draghi come Monti

  1. Negli anni, tutti hanno tagliato gli assegni a partire da Monti che nel 2011 bloccò la rivalutazione delle pensioni più alte di tre volte rispetto al minimo, in pratica 1500 euro. Nel 2018, Lega e Cinque Stelle portarono le fasce da cinque a sette con importi logicamente più bassi. Quest’anno, invece, si è tornati al metodo Prodi.

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