Lavori in corso

L’effetto desiderato e cercato è quello di creare un pensiero comune che sostenga il disegno autocratico della ristrutturazione chiamata Grande Reset, di accreditarne la qualità sociale e morale che designa livelli minimi di sicurezza, ordine e benessere da meritare uniformandosi ai canoni imposti al capitale umano che deve dimostrare di possedere le attitudini giuste per cogliere le occasioni negate a chi non si aggiorna, non si adatta al format di successo e affermazione, non è disposto a rinunce in cambio delle quali si partecipa al concorso a premi della cittadinanza plasticamente rappresentato dalle certificazioni che seguiranno il Green Pass, coi punteggi che attestano lealtà, fedeltà, sottomissione.

Grazie all’imperio del bon ton promosso a politicamente corretto, si è formato un pensiero degli sviluppisti educati, che vogliono persuaderci a trovare il buono e l’utile, se non il giusto, nell’operazione di demolizione dello stato sociale, dello stato di diritto e dello Stato, come fossero sacrifici e abiure irrilevanti rispetto ai benefici effetto del progresso, proprio come è avvenuto allegoricamente per i vaccini, ti salvi, non vai in terapia intensiva, dimostri il tuo senso civico, sei premiato accedendo a servizi e pratiche proibite ai dissidenti e gli effetti collaterali, fisici, sanitari e morali diventano trascurabili, sopportabili proprio come le vittime civili in Siria, Palestina, Afghanistan, Yemen, Libia, a fronte delle magnifiche performance della scienza, dell’arte della guerra, delle tecnologie del controllo che identificano e isolano i soggetti che rappresentano un pericolo per la società.

https://ilsimplicissimus2.com/2022/05/27/il-bon-ton-della-tirannia-163441/

Altro che referendum!

L’ira di Giorgia

Come detto, Giorgia Meloni storce il naso. E mette la sua rabbia nero su bianco: “Rimandare la questione degli indennizzi addirittura al Governo, con il rischio più che concreto che questi vengano fortemente osteggiati dalla Commissione europea e non vedano mai la luce, vuol dire lasciare totalmente senza tutele i concessionari attuali, che si vedranno in buona parte espropriate le loro aziende a favore delle multinazionali straniere. Ora lo Stato espropria i privati a vantaggio di altri privati, più grandi e più forti”.

Non esistono mediazioni”

Sulla stessa linea Lino Ricchiuti, vice-responsabile del Dipartimento Imprese e Mondi produttivi di FdI: “Non esistono mediazioni sul tema delle concessioni balneari. Un Governo con un minimo di schiena dritta dovrebbe dire alla Commissione della Unione europea che la Bolkestein non si applica alle spiagge, in quanto rientrano nella tutela e salvaguardia dei nostri confini nazionali e che, pertanto, sono fuori dalla legge sulla concorrenza. I canoni sono bassi? Li si adegui senza espropriare 30mila aziende – evidenzia – che creano centinaia di migliaia di posti di lavoro, senza considerare l’indotto di aziende locali loro fornitori che a loro volta sarebbero tagliate fuori una volta che le stesse finiscano in mano alle multinazionali”.

La posizione di Lega e Forza Italia

In una nota congiunta, i capigruppo al Senato di Forza Italia e Lega, Anna Maria Bernini e Massimiliano Romeo, raccontano: “Sui balneari sono stati fatti passi in avanti, che sbloccano la discussione del disegno di legge Concorrenza. In particolare, per noi era fondamentale che venisse accolto, senza definizioni che ne limitassero la portata, il principio degli indennizzi per le imprese che dovessero perdere la concessione. È stata prevista anche la possibilità di tempi più lunghi rispetto alla scadenza di fine 2023 in caso di contenziosi o di oggettive difficoltà che si dovessero registrare sui territori. Altro aspetto su cui abbiamo lavorato – notano – è stato quello della definizione dei caratteri di premialità, fondati sul riconoscimento dell’esperienza tecnica e professionale già acquisita; sulla natura dell’impresa: micro, piccola o a condizione familiare, che possa trarre dalla concessione l’unica fonte di reddito”. E poi “sulla tutela dei lavoratori, promuovendone la stabilità e sulla promozione dell’imprenditoria giovanile e femminile. Per tutelare il valore e l’attività delle imprese italiane, che rappresentano una risorsa fondamentale per il turismo e per l’economia del nostro Paese, occorre sì cancellare le furbizie, verificando il valore reale delle concessioni, ma vanno assolutamente evitate ingiustizie”. Non solo: “Le imprese balneari rappresentano una specificità italiana. Lega e Forza Italia continueranno a seguire l’iter del provvedimento e dei decreti delegati e anche negli anni a venire per tutelare il valore economico, occupazionale, imprenditoriale e sociale di questo patrimonio del nostro Paese”.

I soliti Pd e M5S

Non potevano mancare i commenti del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle. Per i primi ecco Debora Serracchiani e Piero De Luca, rispettivamente capogruppo e vice alla Camera in quota dem: “Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto. Si tratta di un punto di equilibrio molto avanzato per definire una normativa ragionevole, in linea con i principi europei e costituzionali, che consenta di avviare in tempi certi ma ragionevoli il rinnovo dell’affidamento delle concessioni balneari, tutelandone in modo adeguato l’affidamento maturato, il valore dell’azienda, la professionalità acquisita e gli investimenti fatti, con la previsione anche di un apposito, necessario, indennizzo da parte dei concessionari eventualmente subentranti. Si prevedono poi garanzie fondamentali per le piccole e medie imprese del settore – vanno avanti – in gran parte a conduzione familiare, per la forza lavoro, così come per la protezione dell’ambiente, della salvaguardia del patrimonio culturale. È una buona notizia per il Paese l’accordo raggiunto. Ora acceleriamo nelle riforme necessarie per l’attuazione del Pnrr”. Strizzano l’occhio pure i pentastellati, che in un comunicato spiegano: “Dopo 16 anni dalla Direttiva Bolkestein la riforma delle concessioni balneari è oggi realtà. La riforma è in linea con le indicazioni delle massime Corti dello Stato, intervenute proprio perché le forze politiche negli anni non hanno saputo trovare un accordo. Accordo che oggi c’è proprio per la tenacia del Movimento Cinque Stelle che, tutelando tutti gli interessi in gioco, ha premuto affinché il compromesso non fosse al ribasso. La proroga inserita di un anno non è generale e automatizzata come si è fatto negli anni precedenti; è limitata soltanto nel caso in cui, per compravate difficoltà, i Comuni riscontrino difficoltà nel fare le gare. Questo in ogni caso – terminano – non incide sul disegno generale della riforma: occorre sottolineare che questa riforma deve portare alla parità di accesso per le imprese alla gestione del demanio, la valorizzazione degli investimenti certificati, la riduzione del costo degli ombrelloni e la tutela dell’accesso libero al mare. Adesso attendiamo i decreti attuativi, che dovranno essere emanati a fine anno, per cominciare già le gare nel 2023”.

http://www.opinione.it/politica/2022/05/26/mimmo-fornari_concessioni-balneari-meloni-lega-forza-italia-intesa-maggioranza/

Riconquistare l’Italia

La nostra attuale classe dirigente non vuole la crescita massima possibile, ma solo la crescita compatibile con l’aumento delle diseguaglianze e lo svuotamento della democrazia. Dobbiamo sostituirla con determinazione e pazienza e uscire dall’Unione Europea. Questo è il progetto storico di Riconquistare l’Italia.


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Come Riconquistare l’Italia lo sosteniamo sin dal primo giorno: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è un acceleratore delle riforme neoliberali, un cappio ancora più stretto al collo di Stati semi-coloniali come il nostro.

Del resto è scritto nero su bianco dal governo, che in un documento ufficiale dichiara: “L’Italia potrà richiedere ed ottenere dalla CE i finanziamenti spettanti su base semestrale solo a fronte dell’effettivo conseguimento dei traguardi e degli obiettivi intermedi, secondo una sequenza temporale predefinita e concordata con le Istituzioni europee, che impone tempi di realizzazione stringenti, molto più rapidi di quelli usuali”.

Per la cronaca, i “tempi di realizzazione usuali” sarebbero i tempi della democrazia, quella cosuccia che richiede, per esistere, un dibattito parlamentare approfondito e trasparente durante il quale tutte le parti sociali, attraverso i partiti, possano far valere i loro interessi.

Il Parlamento, lo sappiamo bene, è già stato colpito a morte da trent’anni di Unione Europea, tra mercati che decidono quanto deficit può fare uno Stato, una BCE che si sveglia solo quando l’euro rischia di saltare e governi che legiferano al posto di deputati e senatori abusando orrendamente dei decreti legge (o addirittura dei DPCM).

Eppure, ancora non bastava. Con la crisi da Covid e l’aumento della spesa pubblica che si è reso necessario per non sprofondare, l’Unione Europea (leggi Germania) deve avere la garanzia che si torni presto sulla via dell’austerità e delle riforme liberiste.

Ed ecco spiegati i toni trionfali della stampa italiana sul PNRR, che ci impone 63 (SESSANTATRE!) riforme in sei anni, da quella sulla concorrenza a quella fiscale passando per un’altra riforma del lavoro e per il terribile federalismo fiscale, il quale in prospettiva rischia di disgregare l’Italia persino geograficamente.

Dobbiamo reagire, perché nessuno lo farà per noi. Riconquistare l’Italia vuole riportare il popolo in Parlamento, con l’obiettivo vitale di tornare alla Costituzione repubblicana. La premessa è distruggere l’Unione Europea. Si tratta di un progetto storico, il destino della nazione.

I briganti di Cernobbio

Oggi che nuove e antiche miserie, sacrifici imposti e negazione di diritti che si ripetono, fanno pensare che si sia raggiunta una uniformità al livello più basso, si capisce meglio che il peso morto di metà paese condannato a propaggine africana fa parte di un canone precostituito che legittima la decisione che questo è un paese di serie B condannato a andar dietro alla sua zavorra, insalvabile e dunque destinato a essere spinto sempre più, relais per oziosi oligarchi come vengono chiamati quelli dell’est, o mecenati se sono californiani, sterminati campi da golf, itinerari turistici per credenti 5stelle, parchi tematici e cielo aperto, bacino di un esercito mobile da spostare dove padrone comanda.

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2022/05/15/i-brifanti-di-cernobbio-163042/

La Malattia

LA MALATTIA

Premetto che parlo di esperienza personale, quindi nessuna presunzione scientifica.

Da sempre, nella stagione invernale, ma non solo, sono affetta da raffreddori (con conseguenti alterazioni di gusto e olfatto), mal di gola, tosse, malessere generale con o senza febbre.

Nel periodo in cui avevo un lavoro dipendente il medico mi rilasciava un certificato di malattia, mi curava e dopo otto giorni tornavo al lavoro.

Nel periodo in cui ero lavoratrice autonoma il periodo di riposo si riduceva (perché se non aprivo il negozio, non guadagnavo), ma il medico mi curava ugualmente.

Era una malattia che comunque ogni anno faceva vittime, specialmente i più anziani con altre patologie. C’è sempre stato chi necessitava di respirazione assistita e maschera per l’ossigeno (mia mamma, che tra le altre cose soffriva di asma, per anni ha dormito con la bombola dell’ossigeno accanto al comodino).

La scienza, la medicina, i medici sono sempre stati in grado di affrontare queste patologie delle vie respiratorie, anche quelle gravi.

Improvvisamente, dal 2020, a questo tipo di malattia è stato dato un nome specifico (sebbene il virus che la diffondeva facesse parte di un ceppo noto da tempo agli scienziati ) ed i medici, altrettanto improvvisamente , non sono più stati in grado di affrontarla , non sono più stati in grado di curarla.

Improvvisamente è diventata LA MALATTIA, l’unica da combattere.

La gestione da parte delle istituzioni di quella che ci è stata presentata come pandemia, salvo poi rivedere negli ultimi tempi tutti i dati di mortalità, letalità e contagi in merito ai quali è stato scritto tutto ed il contrario di tutto, è stata inadeguata oltre ogni dubbio.

I danni ingenti, di cui nessuno si mostra responsabile, non sono stati solo quelli di chi ha perso i propri cari, quelli economici, ma anche psicologici.

Ho letto e ascoltato narrazioni di chi ha affrontato LA MALATTIA che vanno dall’epico al tragicomico, con la fierezza o nostalgia di chi racconta le esperienze del servizio militare, senza peraltro essere mai stato in guerra.

Non so cosa sia accaduto di preciso nella mente di molti di noi che ci ha indotto a perdere ogni traccia di razionalità, lucidità, logica, buon senso e portato ad assecondare tutte le assurdità, del tutto slegate dalla realtà e dalla scienza, quella seria, che ci hanno rovesciato addosso in questi due anni.

Posso solo augurarmi che, alla luce delle evidenze emerse oggi, al “prossimo giro” , già ampiamente profetizzato giusto per mantenere un po’ di suspence, il numero delle persone che riusciranno a non farsi annebbiare la mente diventi considerevolmente più alto e che si possa reagire, tutti insieme, pretendendo trasparenza e verità, con quella dignità e orgoglio che dovrebbero distinguere i Cittadini di un Paese dai meri sudditi di una colonia.

Fiorella Susy Fogli RI Ferrara

Il capolavoro

di VALERIA SORU (RI Cagliari)

Il capolavoro della UE, di Draghi e dei suoi danti causa della finanza globalizzata: la Grecia. La cura della Troika imposta alla Grecia ed i risultati sono, in sedicesimo, ciò che si sta costruendo, provvedimento dopo provvedimento, per l’Italia, attraverso le norme di riforma, inserite in modo subdolo, nell’ordinamento italiano, anche attraverso il cavallo di Troia del PNRR.

Ad esempio, modifiche strategiche al codice degli appalti all’articolo 192 per rendere impossibile, nei fatti, l’uso delle imprese pubbliche, linee guida di autorità “indipendenti” che aggravano i procedimenti favorendo le privatizzazioni selvagge, direttive capestro. A tappe forzate, anche questi giorni, si sta lavorando per la distruzione di ciò che residua delle imprese pubbliche e del tessuto della piccola e media impresa italiana.

Cosa diventeremo è presto detto, lo descrive benissimo Yanis Varoufakis per la sua Grecia: “Incatenati in una prigione per debitori, una versione moderna del lavoro in una Victorian Workhouse”. Chi ha letto il romanzo di Dickens Oliver Twist sa di cosa si tratta: la Victorian Workhouse era un’istituzione vittoriana famosa per le terrificanti condizioni di lavoro e malnutrizione cui venivano sottoposti i giovani ospiti.

La Grecia, dopo la cura Draghi, ha livelli altissimi di disoccupazione giovanile, un’economia ridotta del 40% e, quel che peggio, non è competitiva e difficilmente lo sarà, perché ha venduto tutti gli asset strategici, per cui non si capisce su quali leve potrà ricostruire la sua economia. Spirali di recesso e di povertà ci attendono se non poniamo un argine alla UE.

De Benedetti non ci sta

Forse gli imprenditori europei pensavano che la crisi sarebbe passata presto, che gli Usa non avrebbero dato fondo ai loro magazzini di armi per armare il fanatismo ucraino e che dunque l’Europa sarebbe stata costretta a stringere il cappio su stessa fino all’estremo limite. Ma è chiaro che De Benedetti nel dire no a Washington e alla sua guerra sta paradossalmente dicendo no anche a una Ue svuotata ormai di ogni senso oltre che di ogni dignità e a un’euro che ormai non ha più alcun senso, nemmeno quello deteriore di sterilizzare le battaglie sociali. Sta dicendo no a stesso e a un’epoca che finalmente svela il suo vero volto.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2022/05/09/de-benedetti-apre-il-fuoco-su-washington/