Il solito problema

I risultati delle elezioni francesi parlano chiaro: basta agitare il babau della destra “Nel suo primo discorso ai sostenitori, Mélenchon ha parlato già proiettato alla sfida Macron-Le Pen: “Ora non bisogna dare un solo voto a madame Le Pen“ e l’élite ha già vinto; se a questo si aggiunge il frazionamento delle altre liste e la solita astensione della maggioranza, ogni speranza di cambiamento è vana! 😦

4 pensieri su “Il solito problema

  1. Come si vede, avendo abbastanza soldi e abbastanza media, ovvero la condizione di base dell’oligarchia, si possono facilmente truccare le elezioni, semplicemente confondendo gli elettori non solo con le massicce campagne mediatiche a canali unificati, ma anche inserendo candidati ad hoc per togliere e aggiungere voti e guidare così le scelte. Il vecchio trucco delle liste civetta o delle liste di disturbo è stato portato su una scala diversa. Certo occorrono centinaia di milioni per mettere in piedi queste partite a scacchi , ma questi di certo non mancano a chi guida il gioco e che progressivamente ha fatto in modo di poter disporre di risorse superiori rispetto a quelle dello stato stesso.

    In realtà alle elezioni francesi si sono confrontati tre tipi di fascismi e tre versioni dell’islamofobia, quella ipocrita di Macron ( non dimentichiamo che il presidente ha imposto la chiusura del Collettivo francese contro l’islamofobia, apparentemente l’unica e sicuramente la migliore Ong musulmana impegnata a combattere questo problema), quella di stampo sionista e quella definibile come nazionale: la trovata è stata di puntare su un candidato senza speranza come Zemmour che non solo ha tolto voti anti Macron, ma ha fatto apparire l’inquilino dell’Eliseo come centrista quando invece è l’uomo che ha istituzionalizzato l’islamofobia in Francia. Le analisi elettorali mostreranno che la maggioranza del mondo mussulmano francese non ha mai scelto Macron come è accaduto in quasi tutte le elezioni amministrative di questi anni. Ma estendendo il ragionamento ad altri temi si può facilmente constatare la vacuità del discorso elettorale che di fatto non fa che stimolare percezioni, retoriche e vecchie etichette attaccandole sul vuoto. Come potrebbe essere nazionale la visione della Le Pen che vuole l’euro e l’Europa? Come quella di Zemmour che vuole l’euro e l’Europa e magari una politica un po’ più restrittiva sui mussulmani, come quella di Macron che ovviamente vuole l’euro e l’Europa, come infine quella di Melechon che vuole l’euro e l’Europa e una spruzzata di verde? Chiunque sia in grado di ragionare capisce che queste due condizioni dirimenti, euro ed Europa, non permettono che modestissime varianti all’interno del paradigma finanziario – istituzionale. Ed ecco perché la candidatura Zemmour è servita a focalizzare la campagna elettorale su temi e polemiche che non toccano gli assetti di fondo.

    Insomma il broglio fondamentale è la capacità di gestire sia il consenso, sia il dissenso, di evocare ombre che coprono i reali problemi in maniera che vinca sempre il candidato del creso globalismo.
    https://ilsimplicissimus2.com/2022/04/11/francia-o-l-impotenza-della-democrazia/

    "Mi piace"

  2. Ma se la scoperta dei misteri di Mariupol che sono una specie di condensato di schifezze Nato, arrivassero in tempo per negare la vittoria all’uomo dei Rothschild, si toccherebbe con mano che l’avventurismo europeo può rivolgersi proprio contro un ceto politico che si sente rassicurato nel suo potere dal dire signorsì a qualunque volere della Nato o del complesso produttivo statunitense, sia esso quello del gas come quello dei farmaci. Sarebbe una battaglia vinta non tanto da Putin e dai russi, quanto dai cittadini europei
    https://ilsimplicissimus2.com/2022/04/12/macron-il-prigioniero-di-mariupol/

    "Mi piace"

  3. Macron in quanto di destra. Diciamola tutta: ha ragione. L’ex funzionario dei Rothschild ed ex ministro socialista è il prodotto di un’intuizione di Giovanni Agnelli: la miglior destra è il centrosinistra. Destra del denaro e sinistra dei costumi che si incontrano al centro per gli affari, come ha scritto un intellettuale socialista, Jean Paul Michéa. Macron è l’incrocio perfetto della sinistra “progressista” benestante – al caviale, dicono in Francia – e della destra reale – liberale, atlantista, mercatista.
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/francia-la-somma-non-fa-il-totale

    "Mi piace"

  4. In circa 90 minuti, Marine Le Pen avrebbe, quindi, dilapidato inconsapevolmente 2.942.663 voti, a fronte dei soli 145.231 persi da Emmanuel Macron, il quale ne totalizza in quel momento 14.193.707 (4). Il fatto sorprendente è che Jean-Baptiste Marteau legge quei dati senza accennare ad alcun problema insorto nel frattempo, come se fosse normale che 2.942.663 preferenze si fossero sciolte come la neve sotto il sole. Il risultato finale è noto a tutti.
    https://comedonchisciotte.org/sospetti-di-frode-si-addensano-sulle-elezioni-presidenziali-francesi/

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.