False coscienze

Sacha schneider

L’effetto dell’indottrinamento si vede quando le lacrime risparmiate per Piazza Maidan o per lo sterminio sterminio dei russi etnici nel Donbass, scorrono copiose per la lesione della “democrazia” prodotta dalla criminale invasione, grazie a pulsioni e passioni che navigano in superficie, antifascismo, ambientalismo, antirazzismo, femminismo, internazionalismo.

Basta pensare all’adesione entusiastica alla campagna di criminalizzazione e discriminazione condotta contro gli eretici della pandemia, in nome di valori morali quali il senso di responsabilità e l’altruismo, declinata nelle forme del linciaggio, dell’anatema e della condanna alla perdita di diritti da parte di chi ne aveva considerata doverosa la rinuncia volontaria con l’obbedienza cieca e che era finalmente autorizzato a comminare la stessa pena a chi era pronto a sacrifici e biasimo per tutelarli in forma personale e sociale.

Il patto tra regime oligarchico e maggioranza ormai può contare su strumenti di certificazione del consenso, poco ci manca che il Supergreenpass attesti contestualmente la fidelizzazione alla Nato come conferma dell’appartenenza culturale alla civiltà superiore e allo stile di vita occidentali, richiesta dal governo dell’asse Ue-Washington in nome del rispetto dello stato di diritto demolito in casa e del diritto internazionale tante volte oltraggiato con la partecipazione diretta a missioni militari espansionistiche, predatorie e sanguinarie.  E che – lo hanno promesso esplicitamente – ci restituirà la reputazione compromessa di remota provincia accidiosa e chiusa ai fasti globali, grazie alla riconquista di valori etici in cambio di dolorosi ma doverosi sacrifici e privazioni.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2022/02/26/gli-strateghi-in-mano-alle-badanti/

5 pensieri su “False coscienze

  1. Si tratta, sia pure in scala minore, del ravvedimento a carattere umanitario operato nei confronti del ripugnante golpista neonazi ora accolto e esibito in forma di intrepido combattente contro l’invasore, che però, a differenza dei più di 230 mila i cittadini ucraini residenti in Italia, quarta comunità per presenza nel nostro Paese, composta per il 78,6 per cento da donne e il 21,4 per cento da uomini, non solo aveva ottenuto il riconoscimento del suo status, fino alla promessa maldestra del prestigioso ingresso della sua nazione nell’alleanza dei Grandi dell’Occidente a dispetto di trattati e patti condivisi, ma ha goduto di finanziamenti copiosi e di “aiuti” concreti per attrezzarne la difesa, ma anche l’offesa, nei confronti di “nemici” interni ed esterni.
    Ibidem

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