Il momento degli eunuchi

Tanto quello che si doveva fare è stato fatto, il racket si è portato a caso il capolavoro del suo sistema di strozzinaggio e intimidazione, il Pnrr che deve applicare a tutti i livelli l’ideologia della distruzione creativa promuovendo, finanziando, sostenendo a norma di legge il dominio bulimico e megalomane delle multinazionali, delle grandi imprese a discapito del tessuto di quelle medie e piccole che erano il tessuto vivo del Paese, imponendo un regime di monopolio privato nei servizi, nello stato sociale, nell’istruzione, nella cura, anche grazie alle opportunità di profitto offerte al terzo settore.

Con un duplice intento, creare il clima favorevole all’attuazione delle riforme tutte impegnate a ridurre i diritti e le aspettative dei lavoratori e a contenere la spesa sociale, pensioni, scuola e sanità pubblica, retrocessa a colpevole finanziamento di attività parassitarie, e a promuovere un ruolo della Stato inteso come elemosiniere dei ricchi e esattore crudele dei poveri, ma anche a declinare la nuova austerità imponendo il regime fiscale necessario a ripagare i debiti contratti con la generosa Europa.

Al tempo stesso di è provveduto all’occupazione manu militari delle istituzioni, Colle, governo, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato, che hanno subito dimostrato con festosa tempestività la loro adesione totale al credo dominante, facendo capire che la loro azione sarà quella notarile di certificazione e ufficializzazione delle decisioni di un esecutivo che ormai è abilitato a aggirare il Parlamento o a imporgli i suoi diktat in cambio di regalie in continuità con leggi elettorali che hanno stabilità la inamovibilità dei pupazzi dei ventriloqui.

Ne è conferma l’ultimo intervento sulla Costituzione per inserire una tutela dell’ambiente – e degli animali – che altro non è che la  traduzione in articoli della Carta del pensiero papalino e del credo della Commissione tradotto in strategia della transizione ecologica, quella Green che applica gli strumenti di mercato per risolvere i problemi creati dal mercato, che glorifica l’ex bambina prodigio stabilendo la sostenibilità del nucleare, che addossa colpe e responsabilità dei danni ai cittadini sporcaccioni in attesa di mettere in scena la nuova emergenza epocale con conseguente apocalisse, il riscaldamento globale.

È stata riconfermata la indeflettibile fedeltà euroatlantica nello scontro   con Russia e Cina, nelle politiche di approvvigionamento energetico, nella spesa in armamenti e nella partecipazione a campagne coloniali di sfruttamento e aggressione militare, con il sostegno di una informazione che da due anni partecipa a una narrazione epica come imposto dall’emergenza affidata a soggetti estranei al contesto democratico e parlamentare.

Ha ragione davvero di essere deluso e inviperito Mario Draghi, orgoglioso di aver sottoposto il suo Paese a un test sperimentale di declinazione di tutte le varie fenomenologie del capitalismo, a cominciare da quello delle catastrofi diventate elementi costitutive della sua attuale condizione, perfezionato rispetto ad esperienze nostrane collaudate con terremoti, crolli di ponti che fruttano formidabili risarcimenti ai colpevoli, crisi convertite in disastri provvidenziali per istituire autorità eccezionali e leggi speciali, o da quello della sorveglianza, messo a regime con un finto strumento di controllo sanitario destinato a diventare permanente, allargando la sua sfera di applicazione.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2022/02/13/il-tonfo-del-tronfio/

5 pensieri su “Il momento degli eunuchi

  1. Stiamo solo dicendo che la diversità di approccio ai dati rispetto al passato ci insospettisce. E ci induce a pensare, in maniera rozza e semplicistica, che o ci stanno fregando adesso oppure ci hanno fregato quando facevano i rigorosi

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  2. L’Italia accettando le condizioni imposte per ricevere il prestito elargito dal Recovery Fund deve dimostrare l’adesione al programma del Green Deal europeo, la strategia della Commissione che ha l’intento di rendere l’UE il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050, con la decarbonizzazione del sistema energetico, al fine di ottenere “emissioni di gas serra nette zero entro quell’orizzonte temporale”.

    Consegnandoci così al pensiero mainstream plasticamente incarnato da due donne, Von der Leyen e l’ex bambina prodigio, che mostrano la via della redenzione ecologica attraverso la riabilitazione del nucleare come soluzione fatale, sostenibile, compatibile e la criminalizzazione della collettività dissipata e maleducata, allo scopo evidente di discolpare il capitalismo.
    https://ilsimplicissimus2.com/2022/02/14/il-climaterio-della-costituzione/

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  3. E difatti in felice coincidenza con la “riforma”, è stato pubblicato Pitesai, il Piano che individua le aree idonee alla prospezione e all’estrazione di idrocarburi su terra e offshore, al fine di dare il via libera agli iter congelati con la moratoria imposta nel 2019, salutato con entusiasmo dalle Regioni a cominciare dall’Emilia Romagna che aveva già chiesto che venissero concesse ragionevoli revisioni dei procedimenti autorizzativi, e “approvato” dai petrolieri che garantiscono il loro contributo nell’interesse del Paese.
    Ibidem

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  4. Smart working e bollette: i numeri
    di

    Redazione
    14 febbraio 2022
    Smart working e bollette: i numeri

    Lavoro da casa e aumento delle bollette. Il futuro, per le tasche delle famiglie, non sembra proprio rose e fiori. Selectra – servizio gratuito che confronta le offerte di luce, gas e internet – ha posto sotto la lente di ingrandimento i costi dello smart working per gli italiani.

    Secondo quanto riportato sull’AdnKronos, “un lavoratore in smart working full time, che si affida ancora al Servizio di Maggior Tutela, a febbraio 2022 spenderà 57 euro in più nella bolletta mensile luce (+230 per cento, per un totale di 102 euro), e 159 euro in più per la bolletta del gas (+220 per cento, per un totale di 290 euro) rispetto a febbraio 2021. Lo smart worker full time – è stato sottolineato – che è invece passato al Mercato Libero, pagherà sempre di più rispetto all’anno scorso, ma riuscirà a risparmiare a febbraio 2022, rispetto al Tutelato, 45,5 euro sulla bolletta della luce e 32 euro su quella del gas”.

    “Rispetto a chi è rientrato in ufficio full time – è riportato – e che quindi ha un consumo di luce e gas ridimensionato ai weekend e ad una parte minore della giornata, un lavoratore in smart working nel servizio di maggior tutela a febbraio 2022 spenderà 17 euro in più per la luce e 39 euro in più per il gas. Sul Mercato Libero, invece, si parla di 10 euro in più per la luce e 32,5 euro per il gas per il lavoratore da remoto rispetto a chi va in ufficio”.

    Per il Mercato Libero, è chiarito, “la crescita delle proposte commerciali da parte dei fornitori dovrebbe invece essere più moderata: secondo le stime di Selectra, nelle prossime settimane la media delle offerte rimarrà più bassa della tariffa del Mercato Tutelato, sia per la luce che per il gas, dando agli utenti la possibilità di risparmiare oltre 700 euro in bolletta nei prossimi 12 mesi. Se nel mercato di Maggior Tutela il prezzo viene stabilito dall’Autorità e cambia ogni tre mesi – è la conclusione – nel Mercato Libero il fornitore può infatti stabilire il suo prezzo; inoltre, le offerte sul Libero possono prevedere un prezzo fisso per uno o due anni, mentre nel mercato di Maggior Tutela non è possibile bloccare il prezzo dell’energia o del gas”.
    http://www.opinione.it/economia/2022/02/14/redazione_smart-working-bollette-selectra-indagine-energia-gas/

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