Il Papocchio

Quando Bergoglio, appena conclavato, apparve dalla finestra di San Pietro a dire buonasera, fu chiaro che la Chiesa cattolica romana si stava dicendo buonanotte. L’idea assurda di eleggere al soglio pontificio, sia pure con modalità che adesso vengono contestate e non senza argomenti, un uomo che era stato zitto durante tutta la vicenda della dittatura militare argentina e anzi aveva collaborato attivamente con i generali, arrivando a denunciare alcuni confratelli, che era stato il campione della lotta contro la teologia della liberazione. non mi pareva proprio il personaggio ideale per dissipare le nubi che si addensavano sul cattolicesimo. Pareva un messaggio in  retromarcia rispetto a Ratzinger e invece era molto peggio, era la dissoluzione del messaggio.  “Chi sono io per giudicare Videla?” con l’esperienza di poi si potrebbe immaginare anche questa frase in bocca a un pontefice che si sottrae a qualsiasi giudizio netto ed evangelicamente privo di ipocrisia. Eppure cosa è una religione se non una serie di giudizi sul mondo? Infatti Bergoglio non è per nulla  il 266º papa della Chiesa cattolica, ma il primo capo di una sorta di religione sincretica adatta a tutte le taglie e a tutte le idee che appare come l’ideale surrogato di vago deismo adatto all’ordine nuovo del neoliberismo che può concedere qualche credenza su un grande architetto purché esso venga concepito come un grande palazzinaro. Egli, furbo parroco di una periferia del mondo, non si sogna nemmeno di dare il via a uno sforzo teologico e umano per rinnovare la Chiesa all’interno della sua visione, cosa della quale peraltro non sarebbe capace, ma semplicemente la porta ad accettare un’agenda globalista rinunciando al giudizio salvo quando questo è esplicitamente sollecitato dai grandi feudatari del mondo moderno, come è accaduto con i vaccini. Ci sarà qualcuno che gli dirà “eppur si muore” per contestargli il suo ruolo di santo informatore farmaceutico e la tendenza della Chiesa a stare sempre dalla parte sbagliata? .

Appare perciò abbastanza chiaro che quel buonasera di 9 anni fa annunciava un cambiamento radicale che si è mostrato via via sotto forma di una presunta apertura per poi rivelarsi come una mancanza di visione e oggi appare come la logica trasformazione del mondo occidentale in oligarchia neo medioevale. E se il regno dei cieli appare sempre meno credibile all’occidentale del XXI° secolo, non è detto che egli non sia chiamato all’obbedienza terrena in nome di idoli che via via vengono rappresentati sullo schermo.

Il fatto che adesso il Papa vada a farsi intervistare coram populo da Fazio la dice lunga sul fatto che egli consideri i mass media come la cattedrale della contemporaneità e che vada in pellegrinaggio da un ex imitatore che in questo disgraziato Paese è divenuto anche l’arbiter della cultura, è il desolante segnale segno di come egli stesso svaluti la sua carica. Andare a fare l’ospite in Tv non significa essere più vicini alla gente, ma semplicemente abbandonarsi alle logiche di un mezzo di comunicazione, fare parte della macchina del consenso  e abdicare al proprio ruolo. Questo lo capirebbe anche un bambino che non abbia frequentato le scuole attuali. Che significato può mai avere? Forse Bergoglio sente di aver perso carisma e tenta in questo modo così goffo e kitch  di recuperare audience? O non sarà invece messo sullo stesso del boss delle cerimonie? Davvero non saprei dire quale scellerato istinto lo abbia indotto a questo passo, ma il fatto che sia andato in televisione ora, dopo aver civettato con i media per anni, mi fa venire un atroce sospetto: non è che egli sia andato da Fazio per santificare in un certo senso i media nel momento in cui il crollo della narrativa pandemica mette allo scoperto  il ruolo assolutamente servile che essi hanno avuto nella quotidiana diffusione di paura e di menzogne? Così mentre viene alla luce il ruolo eticamente e moralmente infame dei media di regime e a maggior ragione della Rai, il pontefice abbia pensato di apparire come ospite per attutire il prossimo impatto? Ne abbiamo viste tante che anche questo può essere messo in conto.

riportato integralmente da https://ilsimplicissimus2.com/2022/02/07/il-papocchio/

Un pensiero su “Il Papocchio

  1. A dire la verità il titolo di uno dei maggiori quotidiani danesi l’Ekstra Bladet, dice esattamente ” Abbiamo fallito”, ma dal momento che ho titolato così già due post riguardanti i produttori di vaccini e Israele, propongo una variante che comunque non cambia il significato delle cose, anzi la rende più coerente. Il quotidiano fondato nel 1904 alcuni giorni fa è uscito con un editoriale nel quale si chiede scusa ai lettori per aver accettato la narrativa Covid senza porsi quelle domande che adesso appaiono ovvie e per aver accettato cifre false e sospette senza alcun controllo. “Per quasi due anni siamo stati ipnoticamente preoccupati per la quotidiana narrazione covid fatta dalle autorità” – ha scritto il giornalista di punta del giornale, Brian Weichardt. “La costante preoccupazione ha logorato tremendamente tutti noi. Ecco perché anche noi, la stampa, dobbiamo fare il punto sui nostri sforzi. E abbiamo fallito”.
    https://ilsimplicissimus2.com/2022/02/07/vi-abbiamo-mentito/

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