Se

Ieri sera di ritorno da Trieste, mi sono fermato a Bologna per una conferenza in piazza su invito dell’amico Federico Roberti.Al termine dell’evento siamo andati a mangiare un boccone prima di rimetterci in viaggio verso Roma.

Faceva freddo, ero senza voce per via del presidio al porto. Con me c’era mio figlio di due anni.Ebbene, essere costretti a mangiare da soli in mezzo alla strada in queste condizioni, è stata una delle esperienze più umilianti della mia vita. Vedevo dalla vetrina le persone all’interno del locale, al caldo, che conversavano spensierate, mentre noi ce ne stavamo fuori tutti imbacuccati come clochard, su sedie di metallo fredde come il marmo.

Mentre ero lì, seduto accanto a mio figlio, mi è ritornata alla mente la poesia “Se” di Rudyard Kipling.Te la dedico con tutto il cuore piccolo Alberto. Anche se faceva freddo, noi eravamo più al caldo di loro.

“Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a tela perdono, e te ne fanno colpa.Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,tenendo però considerazione anche del loro dubbio.Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,O essendo odiato, non dare spazio all’odio,Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,Se saprai confrontarti con Trionfo e RovinaE trattare allo stesso modo questi due impostori.Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai dettoDistorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortuneE rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,E perdere, e ricominciare di nuovo dal principiosenza mai far parola della tua perdita.Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervinel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,E a tenere duro quando in te non c’è più nullaSe non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!

”Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.Se saprai riempire ogni inesorabile minutoDando valore ad ognuno dei sessanta secondi,Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

Dalla bacheca di Giorgio Bianchi.

De profundis

di

Manlio Lo Presti15 ottobre 2021Satanismo e de profundis infinito dell’Italia

Oggi l’Alitalia non esiste più dopo 75 anni grazie ad una serie di giochini contabili e di politici complici. Parte del personale in volo viene riassunto con stipendi letteralmente dimezzati, e il sindacato tace, anche sui bassissimi trattamenti economici per il personale a terra. I sindacati maggiori, i governi in carica, i politici, gli organismi europei di controllo hanno taciuto e continuano a tacere! I voli sono ridotti all’osso. Le tratte brevi sono coperte da compagnie aeree non italiane. Il sindacato, gli organi di controllo statali ed europei continuano a tacere sulla massiccia intrusione di operatori esteri!

Hanno distrutto l’Ilva, che produce acciaio migliore rispetto a quello tedesco, con la scusa dell’inquinamento che esiste da decenni e i governi e i sindacati, da sempre inermi, si sono svegliati da poco tempo, chissà perché.

Hanno distrutto il Monte dei Paschi di Siena dopo oltre 540 anni di presenza attiva nei territori e con forte un valore aggiunto nel campo della cultura mondiale, per soddisfare interessi di un partito monocratico che continua ad essere votato in massa da coloro che hanno subito il maggior danno, e gli organi di controllo italiani e soprattutto comunitari zitti e fermi! Hanno scientificamente raso al suolo il sistema creditizio e assicurativo italiani in favore di concorrenti germanici, francesi e spagnoli, con danni enormi per centinaia di migliaia di risparmiatori, reati per i quali nessuno dei responsabili ha pagato con la carcerazione!

Hanno raso al suolo le piccole e medie imprese per far confluire gli importanti flussi commerciali verso i colossi della distribuzione prevalentemente francesi che raccolgono i ricavi girandoli all’estero semplicemente premendo un tasto del computer. In Italia rimangono le briciole rappresentate da stipendi da terzo mondo al loro personale, e i governi, i sindacati e le associazioni di categoria inefficaci o volutamente con la testa girata da un’altra parte.

Hanno raso al suolo le ferrovie italiane, con la concorrenza di linee private di proprietà di cordate francesi e del nord Italia.

Queste vicende sono la parte finale, ma purtroppo non conclusa, di un processo pianificato a tavolino di deindustrializzazione del nostro Paese. Un depauperamento che ha favorito la concorrenza spagnola, francese, tedesca nel campo. Ha causato arretramenti nei settori della distribuzione, dei trasporti via aria, delle banche, delle assicurazioni, della moda, del traffico portuale, di pescosissime aree marine al nord della Sardegna da assegnare ai francesi, operazione poi rientrata.

Fra i primi che hanno denunciato il progressivo collasso del sistema produttivo e sociale italiani abbiamo il professor Luciano Gallino che fu isolato, inascoltato, condannato alla irrilevanza ed infine dimenticato. La letteratura storica, politica ed economica prevalente, per motivi di praticità tassonomica, fa partire il processo di demolizione programmata nazionale dal 2 giugno del 1992. La data è il punto di partenza della “Teoria del Caos”.

continua su https://terzapaginainfo.wordpress.com/2021/10/17/resilienza/

La storia si ripete

La Restaurazione, sul piano strettamente storico-politico, è il processo di ristabilimento del potere dei sovrani assoluti in Europa e il tentativo anacronistico, in seguito alle sconfitte militari di Napoleone, di ritornare all’Ancien Régime (“antico regime”) precedente la Rivoluzione francese.

Essa ha inizio con il congresso di Vienna che durò dal 1º novembre 1814 al 9 giugno 1815 (secondo altre datazioni dal 18 settembre 1814 e al 9 giugno 1815). L’assemblea fu convocata dalle grandi potenze per ridisegnare i confini europei (gli imperi di Austria e Russia e i regni di Prussia e Gran Bretagna e Irlanda). In senso più ampio, per Restaurazione si intende il movimento reazionario teso a contrastare le idee della Rivoluzione francese, diffuse in tutta Europa dagli eserciti napoleonici. Da questo punto di vista, essa si presenta come un fenomeno che trascende il piano puramente politico per estendersi a quello culturale. L’età della Restaurazione si fa infatti coincidere in letteratura con il Romanticismo e in filosofia con l’Idealismo. Essa può considerarsi conclusa con i moti del 1830-1831.[1]

così Wikipedia…

Barillari e Cunial barricati in Regione

C’è chi dice no nella Regione Lazio. Sono i consiglieri Davide Barillari e Sara Cunial, deputata ex Movimento Cinque Stelle, che hanno annunciato di essere “barricati” negli uffici del Consiglio. Barillari, su Facebook, ha scritto: “Sono entrato nel mio ufficio senza Green pass e senza tampone. Da questo momento aspetto le forze dell’ordine che mi dicano che non posso più stare nel mio ufficio a lavorare, aspetto che le autorità di questo Stato, che dovrebbero difendere la Costituzione della Repubblica italiana, mi vengano a prendere per farmi uscire con la forza. Io non opporrò resistenza: il mio è un atto simbolico, politico, istituzionale, per svegliare le coscienze. Io rispetto la Costituzione italiana.”.

http://www.opinione.it/politica/2021/10/15/mimmo-fornari_green-pass-lavoro-venerd%C3%AC-proteste/

Ve lo dico in musica

Capitano, che hai negli occhi
Il tuo nobile destino
Pensi mai al marinaio
A cui manca pane e vino?
Capitano, che hai trovato
Principesse in ogni porto
Pensi mai al rematore
Che sua moglie crede morto?Itaca, Itaca, Itaca
La mia casa ce l’ho solo là
Itaca, Itaca, Itaca
Ed a casa io voglio tornare
Dal mare, dal mare, dal mareCapitano, le tue colpe
Pago anch’io coi giorni miei
Mentre il mio più gran peccato
Fa sorridere gli dei
E se muori, è un re che muore
La tua casa avrà un erede
Quando io non torno a casa
Entran dentro fame e seteItaca, Itaca, Itaca
La mia casa ce l’ho solo là
Itaca, Itaca, Itaca
Ed a casa io voglio tornare
Dal mare, dal mare, dal mareCapitano, che risolvi
Con l’astuzia ogni avventura
Ti ricordi di un soldato
Che ogni volta ha più paura?
Ma anche la paura in fondo
Mi dà sempre un gusto strano
Se ci fosse ancora mondo
Sono pronto, dove andiamo?Itaca, Itaca, Itaca
La mia casa ce l’ho solo là
Itaca, Itaca, Itaca
Ed a casa io voglio tornare
Dal mare, dal mare, dal mare
Itaca, Itaca, Itaca
La mia casa ce l’ho solo là
Itaca, Itaca, Itaca
Ed a casa io voglio tornareFonte: MusixmatchCompositori: Sergio Bardotti / Lucio Dalla / Gianfranco BaldazziTesto di Itaca © Universal Music Publishing Ricordi Srl.

La stessa cosa era nell’ articolo https://bondenocom.wordpress.com/2021/09/23/elite-contro-popolo/, ma voi distratti dalla fiera non lo avete letto

Informazione di regime

Voi rimanete pure fedeli a TV e giornali e continuate ad ignorare il web:

Macchè, lo sdegno è tutto rivolto alla “piazza nera” dei novax e neofascisti che – cito –in migliaia, autoconvocati per manifestare contro il Green Pass, hanno preso in ostaggio il centro di Roma, abbandonandosi a una guerriglia con le forze dell’ordine che ha preso d’assedio i palazzi delle istituzioni (Palazzo Chigi e Montecitorio) per poi rivolgersi verso il palazzo della Cgil dove dopo l’irruzione gli squadristi hanno devastato la sede nazionale del sindacato”.

E via con le analisi del sentire della marmaglia, quel “milieu di estrema destra, capi ultrà e risentimento che esplode e sconvolge l’agenda politica” che ha scelto come obiettivo della indegna gazzarra “la sede del più grande sindacato italiano” al quale tutte le autorità istituzionali hanno espresso solidarietà incondizionata.

E’ probabile che si stia facendo sempre più strada la sensazione che il covid viene usato come pretesto per tagliare le libertà, i diritti i quali potranno essere conculcati anche quando la narrazione pandemica non potrà più stare in piedi sostituendola con qualche altra emergenza e catastrofe vera, creata o immaginaria che sia.

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2021/10/10/piazza-del-popolo-non-piace-al-potere7/

Lo dicono loro

Chiedono soldi per costruire nuove barriere anti-migranti ai confini, ma soprattutto vorrebbero cambiare, una volta per tutte, le politiche Ue sull’immigrazione puntando a costruire un’Europa sempre più chiusa verso gli stranieri. È il succo di una lettera inviata ieri alla Commissione europea e alla presidenza di turno slovena da 12 Stati ai quali non dispiacerebbe poter attingere al bilancio europeo per innalzare altre e più robuste barriere ai confini esterni dell’Unione. Lettera messa a punto nei giorni scorsi dall’Estonia, ma subito sottoscritta anche da Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Grecia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Polonia e Slovacchia e resa pubblica nel giorno in cui in Lussemburgo i ministri dell’Interno dei 27 si incontrano proprio per discutere di immigrazione. L’Europa «ha bisogno di adeguare il quadro giuridico esistente alle nuove realtà» dettate dai flussi migratori, scrivono i 12 firmatari. «Siamo convinti che sia più pertinente e sostenibile concentrarsi su una maggiore protezione delle frontiere, standard comuni per la protezione delle frontiere esterne e la prevenzione degli attraversamenti illegali». Scontata la conclusione proposta: «La barriera fisica sembra essere un’efficace misura di protezione delle frontiere che serve l’interesse dell’intera Ue».

Barriera, anzi barriere, che i 12 vorrebbero finanziate dall’Unione europea, a partire dai muri che Lituania e Polonia stanno costruendo al confine con la Bielorussia per fermare i migranti che il regime di Alexander Lukashenko spinge verso l’Europa.

L’OBIETTIVO della lettera in realtà sembra essere più ambizioso del semplice, per quanto importante, tentativo di far pagare a Bruxelles scelte che sono solo degli Stati membri. Il Piano su immigrazione e asilo presentato l’anno scorso dalla Commissione von del Leyen è infatti ancora fermo al palo e con esso le modifiche chieste dai Paesi del Mediterraneo, delusi dalla mancata riforma del regolamento di Dublino. Paesi che, Italia in testa, vorrebbero una maggiore assunzione di responsabilità nella gestione dei migranti da parte degli Stati membri. Se le richieste avanzate ieri dai 12 dovessero passare equivarrebbe a mettere probabilmente fine per sempre a ogni speranza di riuscire a distribuire i richiedenti asilo tra gli Stati membri. Una svolta «trumpiana» che liquiderebbe quel che resta delle politiche di accoglienza dell’Ue.

DIVERSE LE REAZIONI dei vertici europei alla lettera. Alla scontata adesione della presidenza slovena alle richieste dei 12 (il ministro dell’Interno di Lubiana, Ales Hojs, ha detto che «la Slovenia sosterrà la proposta»), ha fatto da contraltare la freddezza della Commissione Ue e in particolare della commissaria Ylva Johansson, che ha respinto al mittente ogni richiesta: «Se uno Stato membro ritiene che sia necessario costruire una recinzione, lo può fare e non ho nulla da obiettare», ha detto la responsabile agli Affari interni. «Utilizzare fondi dell’Ue per finanziare la costruzione di una recinzione anziché altre attività molto importanti, questo è un altro paio di maniche».

LA LETTERA DEI 12 rappresenta un assist per Matteo Salvini, che infatti non perde l’occasione: «Se ben 12 Paesi europei con governi di ogni colore chiedono di bloccare l’immigrazione clandestina, con ogni mezzo necessario, così sia. L’Italia che dice?», chiede il leader della Lega. In realtà la proposta di alzare nuove barriere non piace a Roma. convinta che la lettera dei 12 no troverà particolare ascolto in Europa. A Lussemburgo al ministra Luciana Lamorgese ha ricordato ancora una volta come gli arrivi più numerosi si registrino ancora via mare e non certo lungo la rotta balcanica, mare sul quale è impossibile innalzare muri di alcun tipo. Ed è tornata a sollecitare Bruxelles a mantenere gli impegni economici presi con i Paesi di origine dei migranti.

Duro, invece, il commento dell’ex medico di Lampedusa, oggi parlamentare europeo S&D, Pietro Bartolo, per il quale ormai «siamo alla sfida finale». «I sovranisti si organizzano e vanno all’attacco. Altro che solidarietà o nuovo patto sull’immigrazione – ha detto Bartolo -. Siamo tornati ai muri e all’incapacità di affrontare un fenomeno che nessuna barriera potrà mai arginare».

https://ilmanifesto.it/muri-anti-migranti-dodici-paesi-chiedono-alla-ue-di-finanziarli/?goal=0_1006d401fe-f275b157e9-127636709&mc_cid=f275b157e9&mc_eid=8842bd4268

Curioso il fatto che intanto noi italiani per andare alla fiera di paese dobbiamo girare col lasciapassare…

Cosa mangeremo domani

Il commissario europeo per l’agricoltura, Janusz Wojciechowski, ha detto dell’agenda verde Farm to Fork: “Gli agricoltori dovranno trasformare radicalmente i loro metodi di produzione e fare il miglior uso delle soluzioni tecnologiche, digitali e spaziali per inaugurare la nuova transizione agricola.” Quindi hanno in mente una trasformazione radicale. Già questo suona minaccioso.

Portare la quota di agricoltura biologica senza pesticidi al 25% del totale dell’UE e, allo stesso tempo, ridurre l’uso dei pesticidi chimici del 30% entro il 2030 suona bene per i disinformati. Come l’affermazione di Monsanto e dell’industria degli OGM secondo cui le colture OGM ridurrebbero la necessità di utilizzare pesticidi, anche questa è una bugia. L’UE la sta usando come esca per introdurre un cambiamento radicale nelle severe regole in vigore nell’UE, per consentire l’approvazione in agricoltura di piante e animali geneticamente modificati. Nel suo documento del maggio 2020 sul Green Deal Farm to Fork, l’UE affermava che la Commissione sta “conducendo uno studio che esaminerà il potenziale delle nuove tecniche genomiche per migliorare la sostenibilità lungo la catena di approvvigionamento alimentare.” Questo significa gene-editing, modificazione genetica tramite CRISPR/Cas9.

Le nuove tecniche genomiche

Nell’aprile di quest’anno, la Commissione UE ha pubblicato uno studio sulle nuove tecniche genomiche (NGT). Le NGT consentono di produrre piante e persino animali modificati geneticamente. Il rapporto sostiene che le NGT, “tecniche per alterare il genoma di un organismo, hanno il potenziale per contribuire ad un sistema alimentare più sostenibile come parte degli obiettivi del Green Deal europeo e della strategia Farm to Fork.” Il rapporto chiede un “dibattito pubblico” per cambiare le severe leggi dell’UE sull’approvazione delle colture OGM che richiedono test approfonditi e l’etichettatura delle colture OGM.

Quella legge del 2001 ha limitato con successo l’uso degli OGM in tutta l’UE, in contrasto con gli Stati Uniti, dove gli OGM non regolamentati sono dominanti in tutte le colture chiave. Nel 2018, la Corte di giustizia europea, il tribunale dell’UE, aveva stabilito che le colture geneticamente modificate avrebbero dovuto essere soggette agli stessi rigorosi regolamenti degli organismi geneticamente modificati (OGM) di prima generazione. La chiave dell’agenda di Davos e della Farm to Fork dell’UE è una riduzione radicale nell’uso dei pesticidi, da sostituire con colture geneticamente modificate, presumibilmente in grado di resistere ai parassiti senza far uso di pesticidi.

La Commissione UE, in combutta con Bayer-Monsanto e altri della lobby dell’agribusiness degli OGM, sta lavorando alacremente per rimuovere questa restrizione giudiziaria. La commissaria per la salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, ha detto, riferendosi allo studio UE di aprile: “Lo studio che pubblichiamo oggi ha concluso che le Nuove Tecniche Genomiche possono promuovere la sostenibilità della produzione agricola, in linea con gli obiettivi della nostra strategia Farm to Fork.” Nuove tecniche genomiche è un eufemismo per colture geneticamente modificate.

Il vicepresidente dell’UE responsabile per il Green Deal, Franz Timmermans, ha ammesso apertamente che promettere enormi tagli ai pesticidi è solo l’esca, lasciando intendere che il vero obiettivo è l’abolizione delle restrizioni sul gene-editing. In una recente conferenza alla Settimana Verde dell’UE ha detto che l’UE mira a dare agli agricoltori gli strumenti per praticare un’agricoltura di precisione e per sfruttare le scoperte scientifiche nell’ottimizzazione delle sementi: “è così che limiteremo la nostra dipendenza dai pesticidi.” L’agricoltura di precisione e le scoperte scientifiche per l’ottimizzazione delle sementi sono l’eufemismo di Bruxelles per l’introduzione massiccia del gene-editing non regolamentato. Secondo Timmermans: “Passare all’agricoltura ecologica non significa che dovremo brucare l’erba e vivere nelle caverne, dobbiamo usare le ultime tecnologie per arrivarci.” Questo significa gene-editing CRISPR.

Tradotto in parole povere, il vero scopo di Farm to Fork è un prossimo ribaltamento della sentenza della Corte di giustizia europea del 2018, che assoggetta le piante e gli animali modificati geneticamente tramite CRISPR alle stesse severe regole del “principio di precauzione” usato per gli OGM. Senza restrizioni, le aziende di gene-editing come Bayer-Monsanto saranno libere di introdurre nella nostra dieta, e senza etichettatura, piante e animali geneticamente modificati, sperimentali e senza test di sicurezza.

Un tale regime di gene-editing libero esiste già negli Stati Uniti, dove l’USDA e i regolatori permettono la produzione di olio di soia modificato geneticamente tramite CRISPR, funghi che non scuriscono, grano con più fibre, piante di pomodoro a resa maggiorata, canola resistente agli erbicidi e riso che non assorbe l’inquinamento del suolo in fase di crescita. I progetti statunitensi di modificazione genetica su pesci e animali tramite CRISP ne includono di discutibili, come mucche che partoriscono solo vitelli maschi, maiali che non hanno bisogno di castrazione, mucche da latte senza corna e pesci gatto a crescita potenziata, usando il CRISPR per aumentare il numero delle loro cellule muscolari. Fa venire l’acquolina in bocca…

CRISPR. Il rischio è grande, i vantaggi no

La maggiore spinta lobbistica alla rimozione dei regolamenti UE sulle colture e sugli animali geneticamente modificati viene da Bayer-Monsanto e dagli altri giganti dell’agribusiness OGM, tra cui Syngenta, BASF e Corteva di DowDupont. Nel novembre 2020 Liam Condon,  presidente della divisione ‘Scienza delle colture’ di Bayer-Monsanto, aveva dichiarato ad una conferenza della Bayer Future of Farming, che Bayer stava facendo “intense pressioni” per modificare i regolamenti OGM dell’UE e liberalizzare l’editing genico. Condon aveva affermato, “[Stiamo] facendo intense pressioni, perchè i regolamenti dovrebbero mettersi al passo con la tecnologia e consentire l’utilizzo di questa tecnologia, [non solo] a beneficio degli Europei, ma anche di tutti quelli che, nel mondo, guardano all’Europa per i regolamenti.” Condon aveva definito l’editing genico e la tecnologia CRISPR un “incredibile passo avanti” che avrebbe permesso all’agricoltura di essere più sostenibile. Ciò che aveva omesso è che la deregolamentazione delle colture geneticamente modificate permetterà a Bayer-Monsanto e alle altre grandi multinazionali degli OGM di far pagare agli agricoltori i loro semi “sostenibili” brevettati.

Il gene-editing delle piante o degli animali non è per nulla privo di rischi come sostenuto. La tecnologia non è affatto precisa o controllata e spesso ha esiti imprevisti, come un’alterazione genetica o l’aggiunta involontaria di DNA estraneo proveniente da altre specie (o addirittura di interi geni estranei) nel genoma degli organismi geneticamente modificati.

Questa è ancora una tecnologia nuova e sperimentale. I suoi fautori, come Bayer-Monsanto, sostengono che l’editing genico delle piante è preciso. Ma la ricerca ritiene questa affermazione tutt’altro che provata. La dottoressa Allison K Wilson del Bioscience Resource Project, afferma che “i metodi di editing genico delle piante possono anche introdurre UT (Unintended Traits o danni genetici)… nuove prove, sia su animali che su piante, indicano che l’editing genico stesso può provocare mutazioni non volute al sito di destinazione o nelle sue vicinanze. Queste includono l’inserimento di vettori, batteri e DNA superfluo, e l’introduzione involontaria di grandi delezioni e riarrangiamenti del DNA.”

Questi non sono difetti di secondaria importanza da poter essere ignorati. La Wilson conclude che “i risultati dell’editing genico delle piante sono imprecisi e imprevedibili, e,  a seconda della combinazione di tecniche utilizzate, l’editing genico può essere altamente mutageno. Anche se, un giorno, fosse in teoria possibile creare una coltura geneticamente modificata che soddisfi i requisiti generali dell’agricoltura sostenibile, in pratica, sembra assai improbabile che questo possa mai accadere.”

Secondo un’analisi della politica Farm to Fork dell’UE da parte di Global Ag Media, “l’effetto di queste strategie sarà una riduzione senza precedenti della capacità produttiva dell’UE e del reddito dei suoi agricoltori. Tutti i settori mostrano cali di produzione dal 5% al 15%, con i settori dell’allevamento tra i più pesantemente colpiti… Nel frattempo, qualunque sia lo scenario, i prezzi di produzione mostrano un aumento netto di circa il 10% con un impatto negativo sui redditi della maggior parte degli agricoltori.” Il sindacato degli agricoltori dell’UE, il Copa-Cogeca, avverte che questa politica si tradurrà in una riduzione senza precedenti della capacità agricola [dell’UE]. Ma questo è il vero intento dell’”agricoltura sostenibile.”

Davos e il Farm to Fork dell’UE

La radicale agenda verde Farm to Fork  dell’UE trova la sua eco nel Forum economico mondiale di Davos che, già nel 2014, aveva promosso quello che aveva definito “Enabling Trade: From Farm to Fork.” Un rapporto del WEF del gennaio 2018 affermava: “Le tecnologie di gene-editing, come CRISPR-Cas, potrebbero fornire il mezzo per ottenere miglioramenti multi-trait, producendo un cambio di passo nella produttività e migliorando al contempo la resistenza alla siccità e il contenuto nutrizionale del cibo.”  Questo è stato fatto insieme a McKinsey & Co come parte del WEF Food Security and Agriculture Initiatives e il loro Grande Reset. I partner del WEF Forum includono Bayer, Syngenta, BASF. Secondo il sito web del WEF, “Il World Economic Forum nel suo meeting annuale a Davos, nel gennaio 2020, ha fatto incontrare i leader dell’industria e del business con il vicepresidente esecutivo, Frans Timmermans, allo scopo di studiare le strategie su come catalizzare il Green Deal europeo.” Era presente anche Liam Condon di Bayer, così come i CEO di Syngenta e BASF.

Se il settore agricolo dell’UE viene integrato nel regime degli OGM geneticamente modificati e, di conseguenza, la sua produzione radicalmente ridotta, questo porterà ad una sempre maggiore scarsità di cibo in tutto il mondo. Questo è il piano di Davos, che procede insieme al programma eugenetico COVID-19 e al Grande Reset.

Chiamarlo Farm to Fork lo fa sembrare innocuo. Chiaramente, non lo è.

Fonte: journal-neo.org
Link: https://journal-neo.org/2021/09/29/farm-to-fork-how-the-eu-and-the-davos-cabal-plan-to-control-agriculture/
29.09.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Orwell in Baviera

Dunque la condanna a 3500 euro di multa è arrivata perché – come ha avuto l’ardire di sottolineare  il giudice Hagenfeldt –  le proprietarie erano note per essere critiche nei confronti delle misure del coronavirus e che dunque si erano “ribellate deliberatamente” e con rischio di ripetizione. In pratica è stata una condanna verso un’opinione visto che nessuna ribellione ha potuto essere provata. Il bello è che un Paese con questo sistema giudiziario da Terzo Reich fa anche le pulci ad altri benché questi ultimi abbiano sistema più libero dall’oppressione del governo sui tribunali. 

Ad ogni modo ci sarà probabilmente una denuncia contro il giudice mentre messaggi di solidarietà arrivano a migliaia a Michaela e Laura Wagner – Adams, le proprietarie del Fischerwirt e le due sono state accolte con una standing ovation fuori dal tribunale. Ma ciò non toglie che c’è stata una condanna senza alcun reato provato, ma solo in base alla supposta opinione del proprietario del ristorante e anche quella non provata. Persino Orwell impallidisce.