Morire di sanità

Ma siccome non si deve disturbare il manovratore è meglio non dar retta agli antagonisti prestati alla militanza novax, è preferibile tacere sul passato: negli ultimi 10 anni sono stati chiusi 173 ospedali, il 15% della dotazione,  ridotto il personale sanitario di quasi il 7% come  le strutture per l’assistenza specialistica ambulatoriale passate dalle 9.635 nel 2010 alle 8.798 attuali. E meglio ancora è non occuparsi del presente e meno che mai del futuro, quello che si sta preparando con le linee direttrici della spesa sanitaria ipotizzate grazie al gruzzolo del Recovery Fund, 20 miliardi principalmente destinati all’incremento della digitalizzazione del settore, alla creazione di “aziende” territoriali con impronta privatistica per l’assistenza in strutture ad hoc grazie alle “reti di prossimità”, ben viste dal welfare aziendale e soprattutto alla telemedicina, in modo da cancellare qualsiasi forma di relazione umana nel rapporto tra operatori sanitari  e pazienti.

E non conforta prendere atto delle “tendenze” della spesa sanitaria, che riconferma l’ampia delega data alle regioni malgrado le loro prestazioni criminali, così come sono delineate   nel Documento di economia e finanza che nel sottolineare come nel 2020 la spesa sanitaria sia risultata pari a 123.474 milioni, con un tasso di incremento del 6,7 per cento rispetto al 2019, ha annunciato che è finita l’epoca delle vacche grasse e che ci sarà un assestamento post Covid, che prevede nel triennio 2022-2024, un decremento   ad un tasso medio annuo dello 0,7 per cento, quando nel 2022 verrà meno la necessità di affrontare “buona parte dei costi programmati per contrastare l’emergenza sanitaria”.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2021/09/08/morire-di-sanita-154743/

3 pensieri su “Morire di sanità

  1. L’emergenza non è sanitaria ma democratica. L’emergenza nasce tanti anni fa, la pandemia ha solo offerto un’occasione della quale la classe dirigente meno rappresentativa della storia repubblicana sta approfittando.
    IL PROBLEMA è lo spostamento del centro decisionale, ormai in via ordinaria e quasi definitiva, dal Parlamento al Governo.
    Certo, questo Parlamento del Partito Unico Liberale probabilmente adotterebbe la stessa linea, ma sarebbe chiamato a discuterne e ad assumerne la responsabilità di fronte agli elettori.
    La questione è delicatissima, non si tratta di semplice forma, ma è la SOSTANZA della Democrazia: nella testa delle persone, anche degli operatori del diritto, è tristemente diventata normale ed è ormai pressoché accettata senza riflessioni o dubbi, la rinuncia al parlamentarismo, alla divisione dei poteri.
    L’organo rappresentativo dei cittadini sta definitivamente sparendo, fra scroscianti applausi e in nome di uno stato di emergenza che è ormai condizione politica e sociale ordinaria.
    La Tangentopoli mediatica dei primi anni 90, il giustizialismo forcaiolo della Lega, il Dipietrismo e poi il Travaglismo/Grillismo, hanno preparato il terreno per la Soluzione Finale.
    Ma non è altro che il compimento di quella “Rivoluzione Liberale”, in realtà il fenomeno più reazionario della nostra Storia, che dagli anni 70 ha iniziato a minare le fondamenta dell’ordinamento costituzionale nato dalla Resistenza, progressivamente annientando le conquiste politiche e sociali che tanto ci erano costate.
    Ma la deriva è partita con la fine dei Partiti, quelli veri, quelli Popolari, quelli rappresentativi: anche questo, sostanzialmente, denuncia Cacciari quando parla di destrutturazione totale delle forze politiche.
    Ancora una volta RESISTEREMO!
    Lorenzo D’Onofrio

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  2. Eppure ci vuol poco a capire che se si accetta che il salvacondotto lasciapassare venga preteso per i treni a lunga percorrenza – Frecce, Intercity, Intercity notte, EC, EN, Freccialink, ma non sui treni locali sui quali ogni giorno si ammassa la gente che va a lavorare, se si tollera che chi non si dota del Green pass debba sottoporsi a tamponi a pagamento, pena la sospensione dal posto di lavoro, allora quanti altri lasciapassare verranno imposti a garanzia dell’obbedienza e quanti ne sopporterete?
    https://ilsimplicissimus2.com/2021/09/10/154792

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  3. Nota Uno degli equivoci sui cui si è basata la campagna pandemica è quello di considerare un’ ospedalizzazione avvenuta per qualsiasi motivo, anche un semplice incidente, come ospedalizzazione da Covid in caso di positività al tampone, la cui validità diagnostica è stata peraltro radicalmente contestata sia dall’Oms che dal Cdc americano
    https://ilsimplicissimus2.com/2021/09/11/sorpresa-a-scuola-il-covid-fa-bene/

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