Anime morte

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Quando si legge un titolo come questo (il Sole 24 Ore): “Spread in discesa, Borsa e banche volano. I mercati festeggiano Draghi”, si capisce che tutto è perduto, che si rinnova l’atto di fede nei confronti della divinità, le cui regole sono ormai assimilate e leggi naturali, che si celebrano i suoi riti (lo spread)  e si onorano le sue caste sacerdotali (le agenzie di rating).

Se poi al clima di esultanza generale si aggiunge una dichiarazione di questo genere “”La mossa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stata una mossa di grande intelligenza e responsabilità che ha spiazzato le forze politiche“, per bocca del segretario generale della Cgil, si capisce che, come avevamo sospettato, il nemico era in casa, si era accomodato alla nostra tavola, aveva svuotato il nostro frigorifero, sceglieva i programmi televisivi e usava il nostro bancomat, dopo che era andato in piazza con Confindustria il Primo Maggio, aveva favorito la conversione del sindacato in agente di vendita delle consulenze del  Welfare aziendale, aveva digerito sia pure lentamente la cancellazione dell’articolo 18, mentre era stata più veloce la assimilazione della riforma Fornero  e del Jobs Act.  

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2021/02/03/le-anime-morte/

5 pensieri su “Anime morte

  1. Il popolo italiano è depresso e si autodisprezza, quindi desidera:

    – l’annientamento dello Stato e la privatizzazioni anche dei servizi pubblici essenziali;
    – che i dipendenti pubblici siano un po’ alla volta licenziati;
    – che sia tassata la prima casa, su cui per di più pagare un mutuo a vita;
    – che i lavoratori subordinati siano sempre più precari e malpagati, se non proprio disoccupati;
    – che gli autonomi siano mendicanti;
    – che l’età pensionabile sia sempre più un miraggio;
    – che l’IVA sui beni di consumo sia sempre più onerosa;
    – che il carico fiscale sia tutto sulle proprie spalle e inesistente per i ricchi.
    http://appelloalpopolo.it/?p=62459

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  2. Salvini incontra Mario Draghi e fa «il responsabile»: niente veti né pretese e semina il panico nella ex maggioranza. Il Pd vicino a una crisi di nervi deve smentire la tentazione di un appoggio esterno.
    Il Manifesto del 7 febbraio
    Salvini spiazza e sorprende, va molto oltre la prevista apertura e semina il panico nelle file della ex maggioranza. In politica in tempi sono importanti. Parte dell’esito di questa partita, per i partici coinvolti, dipende dalla capacità di “mettere il cappello” sul governo nascente, occupando la postazione di interlocutore più affidabile del futuro premier. Il capo leghista, a caldo, aveva perso l’occasione ma, grazie a una ex maggioranza impegnata nella causa persa di un governo chiuso al Carroccio, gli si è ripresentata subito. Stavolta il leghista non se la è lasciata sfuggire.
    Andrea Colombo

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