Cassandra

Nessuna possibilità di invertire la rotta: la forza del nemico è la nostra tenace incapacità di comprendere, l’esito è la servitù volontaria nella caverna di Platone. Tragico e sfortunato il destino di Cassandra, la mitica figlia di Priamo, re di Troia, sacerdotessa di Apollo, Dio del Sole, delle arti, delle pestilenze e della scienza che illumina l’intelletto.  La poveretta aveva il dono di antivedere le sventure: per questo era invisa e non creduta. Gli uomini non prestano fede a chi pronuncia verità sgradite e preferiscono non credere ai loro occhi. Non resta, come il Ribelle di Juenger, che “passare al bosco”, vivere nascosti per quanto possibile e diventare, come l’Anarca, legge a se stessi.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/virus-maschere-e-paura-dell-occidente-terminale

Il Piano Nazionale del governo

Fonte: Italicum

Ci siamo fatti un giro sulle linee guida del “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)”, documento approvato dal CIAE – Comitato Interministeriale per gli Affari Europei – il 15 settembre 2020, e ne abbiamo, purtroppo, ricavato un quadro desolante, sconfortante e sconcertante di ciò che “quelli bravi” denominano come sistema Italia.

Le predette linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rispondono alla proposta della Commissione europea, intitolata Next Generation EU (NGEU) che è stata approvata dal Consiglio Europeo il 21 luglio 2020. Next Generation Europe che in definitiva altri non è se non il più conosciuto e rinomato “Recovery Fund”.

Tale proposta, così come il Bilancio 2021-2027 dell’Unione, è attualmente al vaglio del Parlamento Europeo per poi essere ratificata dai Parlamenti nazionali. I regolamenti attuativi del nuovo strumento NGEU, non entreranno in vigore prima dell’inizio del 2021. Solo da quel momento sarà possibile presentare ufficialmente i “piani nazionali di ripresa e resilienza” (PNRR) alla Commissione europea.

Da quanto appena detto, emerge un primo elemento di criticità. Quello legato, innanzitutto, alla tempistica. È facile presagire/presumere che la pretesa “potenza di fuoco” del Governo (si pensi al decreto liquidità dello scorso aprile e alla misera fine che ha fatto) e delle Istituzioni europee, è destinata a naufragare. Per noi, oltre che per motivazioni più generali e tecniche, anche per questioni e ragioni legate alla tempistica. Come anticipato, tutto l’iter di approvazione normativa (parlamento europeo e nazionale), quello di presentazione dei progetti alla Commissione Ue, appare lungo, stucchevole, dilatorio e, pertanto, non rispondente ai veri bisogni degli operatori economici, della gente, che si trova a vivere in un momento post pandemico di grande difficoltà.

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O capitano, mio capitano

O capitano, mio capitano, a processo con i voti determinanti di quelli con cui condividevi responsabilità di governo e tacquero- forse segretamente applaudirono – alle tue mosse nei confronti dell’’immigrazione clandestina. Gente che afferma che “uno vale uno”, ma non è vero, perché per essere “uno” occorre intanto essere uomini. A Catania capiremo se l’Italia è ancora uno Stato di diritto, se possiamo sperare nel futuro o se la scelta più saggia è quella di abbandonare questa ex nazione folle e disgregata. Probabilmente altrove, pur da stranieri, saremo trattati con maggiore rispetto che in Patria. Il passaggio è cruciale: è forse entrato in vigore, a nostra insaputa, il cosiddetto “diritto penale del nemico “? Ne parleremo più ampiamente in uno specifico intervento, ma il nostro timore è che stia vincendo la corrente del diritto penale contemporaneo chiamata “funzionalismo normativo”, nota anche come diritto penale del nemico, il cui massimo teorico europeo è il tedesco Günther Jakobs. Per Jakobs devono sussistere due binari giuridici divergenti, rivolti a due categorie differenti di soggetti: il primo vige per il cittadino ordinario, il secondo è uno strumento da utilizzare contro chi, di volta in volta, è identificato come nemico all’interno di una società politica. In sostanza, attraverso tale arbitraria costruzione giuridica, non si analizza il profilo di reato di un fatto, ma si persegue l’autore in quanto “nemico” dello Stato, della società, dell’ordine civile.

Roberto Pecchioli in

I fatti

Non siete colpevoli perché ignorate; siete colpevoli perché vi rassegnate a ignorare. G.Mazzini

Nell’articolo precedente Bertani dice che l’elettorato è tornato indietro di anni; in realtà, come sostengo io da sempre, non è mai andato avanti.

Per pigrizia…

Prendiamo ad esempio la Puglia: Ventotto seggi alla maggioranza (27 a tre liste oltre a quello del Governatore che ha totalizzato il 46,78% delle preferenze), 23 all’opposizione che andranno suddivisi tra la coalizione di Fitto (l’europarlamentare si è fermato al 38,93%) e i Cinque Stelle (11,12% per Antonella Laricchia). Il centrodestra ne prende 17 (più quello di Fitto come miglior presidente sconfitto), cinque invece ai grillini.

PUGLIA
(candidato Presidente Andrea D’Agosto)

Con il Comitato 3 Motivi per il NO siamo inoltre accreditati per la comunicazione politica nazionale a sostegno del NO nel Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari.

Risultato finale

https://www.corriere.it/elezioni/risultati-regionali-2020/puglia.shtml

Adesso Salvini si accapiglia con i suoi perché non hanno vinto per 7 a zero; ma il problema non è la destra o la sinistra, il problema sta nel “manico”!

 

 

L’opinione

In buona sostanza, l’elettorato italiano è tornato indietro di anni, quando tre forze – Lega, Forza Italia e Alleanza Nazionale – rappresentavano la tripletta vincente per la coalizione di centro destra, perché non basta agitare medagliette o raccomandarsi alla Madonna per cancellare gli anni di Bossi, del suo veemente odio per i meridionali e per le loro necessità di uno Stato assistenziale contro lo Stato liberista del Lombardo-Veneto. Che è la grande incognita dall’Unificazione, la grande questione mai risolta.

 

In questo mutamento, c’è anche la sempre maggior insipienza di Forza Italia, partito leader per tanti anni, ma rimasto senza un Delfino degno di questo ruolo: Silvio, almeno fino al Covid, s’è pensato immortale.

In parte l’elettorato di matrice cattolica s’è largamente ridotto: tutto ciò deve farci riflettere poiché, dopo 150 anni dall’Unificazione, la questione cattolica non pesa più come al tempo della Rerum Novarum. Anzi, le “cose nuove” sono giunte ma forse perché tanto “nuove” non erano, né così importanti sono sembrate, al punto che anche i papati più modernisti non hanno inciso più di tanto sul pensiero né hanno richiamato forze nuove dal cattolicesimo al cattolicesimo in politica.

Quello che oggi, per rappresentanza parlamentare, è ancora il primo partito italiano non ha una struttura interna, non ha strutture sul territorio, non ha regole certe e comprovate sulla vita politica interna del loro partito. Come si può guardare avanti? Come si possono stabilire delle alleanze, senza democrazia interna? Come si possono eleggere dei “capi politici” senza consultare nessuno, se non la rete dei “Meet Up” – sorta di comunità psicologiche dedite alla politica – o quella barzelletta del voto su Rousseau?

Anche Di Battista dovrebbe fare ben attenzione a quello che dice nei suoi comizi: il loro non è un “sogno”, bensì una realtà che devono saper attuare gestendo al meglio i mezzi della politica. Dal pensiero alla realtà. Non al riportare in terra un “sogno” che…tutti devono condividere? C’è qualcosa che non funziona.

 

Il PD è stato quello che, dopo essersi opposto al “Sì” in ben tre occasioni, ha saputo sfangarla meglio, salvando la faccia di fronte ai suoi elettori e riuscendo a contenere l’avanzata del centro-destra: ora, lo aspetta il periodo più duro.

Devono riuscire a far passare una legge elettorale che, visto che il grande problema del bicameralismo perfetto pare insolubile, almeno sia una legge che parifica l’elezione dei senatori a quella dei deputati: la differenza è minima per l’età dei votanti e non si capisce perché gli esiti siano così diversi.

Bisogna però riconoscere che il partito di Zingaretti non ha sbagliato nulla: certo, hanno un’esperienza nella lotta politica che giunge loro da molte generazioni. Dovrebbero, però, capire che se sono in qualche modo “rinati” lo devono proprio alla decisione dei 5S d’andare contro tutto e contro tutti, “rivalutando” una tradizione di “sinistra” che s’era persa per strada.

estratto da http://carlobertani.blogspot.com/2020/09/chi-ha-vinto-e-chi-ha-perso.html

La grande alleanza

La grande alleanza è cosa fatta
CORRADI – VERRI – PATTI
Tutti CONTRO SALETTI
Finalmente sono usciti allo scoperto
“Al ballottaggio tutto sarà possibile”
Una alleanza nata tanto tempo fa
Tanto è vero che il consigliere comunale Luca Pancaldi ha autenticato le firme della Lista Patti.
MARCO VINCENZI su Facebook
Nel frattempo su Wikipedia i risultati delle elezioni precedenti:

Marcia della Liberazione

È questo il tempo di rinascere.
Insieme, ce la faremo!

(Fonte)

E’ possibile sostenere la manifestazione effettuando una donazione al presente collegamento.
La Marcia della Liberazione è anche su Facebook e Youtube.

byebyeunclesam | 7 settembre, 2020 alle 14:22 | Etichette: 10 ottobre 2020, marcia della liberazione, roma, sovranità

NOTA
Personalmente mi permetto di dissentire: anzitutto non credo assolutamente che gli italiani abbiano voglia di impegnarsi per risorgere (anche perché non se ne rendono conto); tantomeno poi credo che la cosa possa partire da Roma…

Comunali 2020

I programmi li trovate al link http://www.comune.bondeno.fe.it/consultazioni-elettorali/255-consultazioni-elettorali/671-elezioni-comunali

Programmi amministrativi in ordine di estrazione:

acrobatCandidato n. 1 – Verri Davide

acrobatCandidato n. 2 – Corradi Tommaso

acrobatCandidato n. 3 – Patti Salvatore

acrobatCandidato n. 4 – Saletti Simone

Quello più completo mi è sembrato quello di Davide Verri, rimane da valutare la lista dei candidati  (che non necessariamente saranno poi in giunta).

La cosa curiosa è che, pur essendo la popolazione sotto il limite utile, contano le cifre del censimento 2011; quindi il 4 ottobre è previsto l’eventuale ballottaggio.

Poi c’è il referendum confermativo (quindi valido a maggioranza e senza quorum) sul numero dei parlamentari.

TV spazzatura

Fonte: Accademia nuova Italia

La gente è arrabbiata. La constatazione è ovvia, la sua espressione verbale è alquanto edulcorata. La gente non è semplicemente arrabbiata: è indignata, esasperata, depressa, frastornata, incredula, avvilita, umiliata, fremente, invelenita, sconfortata, e soprattutto terrorizzata. Questi sentimenti e stati d’animo sono il risultato dell’emergenza sanitaria che la dittatura del governo Conte Bis ha instaurato de facto, nel più assordante silenzio da parte di chi avrebbe dovuto, e dovrebbe tuttora, vigilare sul rispetto della Costituzione e degl’inviolabili diritti che la legge riconosce ai cittadini della Repubblica. E tuttavia sono anche il risultato di molti anni, anzi di parecchi decenni di pressione psicologica, di totalitarismo massmediatico, d’istupidimento programmatico e scientifico della popolazione da parte di una classe dominante infingarda e venale, pronta a vendersi a qualunque potere, preferibilmente straniero (non sia mai che un politico italiano riconosca a un suo connazionale il diritto a esercitare una qualunque autorità!), pur di assicurarsi poltrone e privilegi, e una permanenza al potere che sia la più lunga possibile, allo scopo di sistemare se stessi e gli amici, i parenti e i galoppini, per un bel po’ di tempo, con pensioni e vitalizi che assicurino loro una lunga e serena vecchiaia. L’istupidimento è stato condotto principalmente attraverso i mass-media, e in particolare la televisione. Gli italiani non sono, rispetto ad altri popoli europei, grandi lettori di giornali, però sono telespettatori accaniti: e la qualità media delle trasmissioni, sia d’informazione che d’intrattenimento e spettacolo, è scesa gradualmente, a partire dagli anni ’70, fino a toccare livelli addirittura infimi.

Ora, questi consumatori accaniti di tv spazzatura hanno subito lentamente, inarrestabilmente, un vero e proprio processo di mutazione antropologica: poco alla volta si sono abituati ad accettare e a considerare come normali, se non perfino gradite, cose che, qualche decennio fa, li disgustavano o li facevano rabbrividire. Chi detiene la proprietà delle reti televisive conosce bene il potere della finestra di Overton e se n’è servito per attuare una strategia di graduale colonizzazione dell’immaginario e delle menti della popolazione. Il segreto consiste nell’esercitare il monopolio sul prodotto televisivo, ciò che di fatto è avvenuto con la spartizione fra le tre reti statali e le tre maggiori reti private nelle mani dello stesso soggetto: il quale per giunta, qualche anno dopo, si è presentato, in qualità di leader politico, a capo dello schieramento politico di alternativa rispetto al governo. A partire da quel momento, ogni limite di decenza è stato oltrepassato e tutto ciò che le televisioni, pubbliche e private, hanno somministrato al pubblico, è stato un prodotto di qualità sub-umana, una specie di pastone per maiali, nonché un contenitore appena camuffato per la distribuzione incessante dei messaggi pubblicitari (fino a un centinaio di spot nell’arco di un film in prima serata, senza contare la pubblicità indiretta) e, nello stesso tempo, uno strumento per modificare, secondo un piano prestabilito, i costumi, le idee, i modi di sentire della gente comune, alterandoli fino a renderli irriconoscibili. Che altro direbbero i nostri nonni, infatti, se tornassero fra noi per qualche giorno e osservassero il nostro sistema di vita, materiale e spirituale, se non che siamo diventati completamente pazzi?

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Sinistrati e neofascismo sanitario

La furia del dileguare. Le sinistre radicali, una volta abbandonato il mito della classe operaia come soggetto escatologico, hanno individuato nei “migranti” e nelle più strampalate minoranze sessuali i moderni soggetti antagonisti. Il sostegno al nomadismo esistenziale dei primi e la difesa dei diritti civili dei secondi, sono diventate le loro due cifre identitarie. Ne è venuto fuori un instabile mix di libertarismo individualistico, di buonismo cattolico e di cosmopolitismo progressista. Si spiega così la corrispondenza di amorosi sensi con l’élite neoliberista.
Che questo connubio non fosse incidentale lo dimostra come esse si sono comportate e si stanno comportando davanti alla pandemia da Covid-19. Le sinistre radicali (di quelle di regime manco a parlarne) hanno fatto loro la narrazione dell’élite neoliberista dominante, quella per cui avremmo a che fare con un virus la cui letalità sarebbe tale da falcidiare l’umanità.
Posta la premessa due sono le conclusioni politiche obbligate. La prima: il nemico principale non è per il momento l’élite dominante, bensì il virus; la seconda: dato che essa agirebbe filantropicamente per il bene comune, merita di essere sostenuta. Embrassons nous!
Non entro qui nel merito scientifico e sanitario della questione.
In prima battuta è impossibile non segnalare un passaggio ideologico decisivo: l’élite neoliberista, pur di accreditare la tesi catastrofistica che col virus “nulla sarà come prima”, ha dovuto tradire le stesse radici razionalistico-borghesi della filosofia occidentale. Il dubbio metodologico cartesiano, quello per cui sono valide e assolutamente certe solo quelle conoscenze che superano la prova del fuoco dell’evidenza empirica, è stato rimpiazzato da un dogmatismo spacciato come scientificamente infallibile.
Come conseguenza di questa lugubre teologia è stato allestito un sistema del tutto simile alla Santa Inquisizione — quella, per capirci, che non solo processò Galilei, ma che mise al rogo Giordano Bruno —: chiunque ha contestato la teoria ufficiale sulla pandemia, prestigiosi scienziati compresi, è stato additato al pubblico ludibrio come squilibrato e pazzoide (sorte toccata addirittura al premio Nobel scopritore del HIV, Luc Montagnier).
Per eliminare scienziati dissidenti o nemici politici, oggigiorno, non serve bruciarli vivi: la morte civile la ottieni orchestrando una campagna di diffamazione a mezzo stampa e TV.
Ebbene, le sinistre radicali, quelle che avevano fatto della difesa dei diritti di libertà di piccole minoranze sessuali la loro cifra identitaria, non hanno alzato un dito in difesa del sacrosanto diritto di tanti scienziati a dissentire dalla vulgata ufficiale, non hanno battuto ciglio contro questa postmoderna Santa Inquisizione, neanche una parola proferita contro questa fascistizzazione della scienza.
Col pretesto di contrastare la pandemia, il governo di mezze tacche italiano, sostenuto da una asfissiante campagna di intimidazione mediatica, ha fatto strame della democrazia e dello Stato di diritto. Il Presidente del Consiglio, stracciando la funzione di primus inter pares che gli assegna la Costituzione, ha agito invece come un semi-dictator. Esautorato il Parlamento, ha assunto i pieni poteri utilizzando la modalità di decreti personali d’urgenza per dichiarare e far applicare lo Stato d’emergenza — una variante italica dello schmittiano “Stato d’eccezione” . Un fenomeno gravissimo, che non trova precedenti nemmeno ai tempi dei cosiddetti “anni di piombo”.
Così abbiamo avuto il lockdown più duro del mondo esteso a tutto il Paese, un’intera popolazione posta agli arresti domiciliari. Col corollario di intimidazioni sbirresche, editti di sapore fascista dei governatori, denuncie a tappeto, spionaggio di massa contri gli “untori”, e pure TSO a chi ha osato violare le prescrizioni. Con la conseguenza infine di aver causato qualcosa di ben più devastante di qualsiasi pandemia: il vero e proprio crollo economico dell’Italia.

Moreno Pasquinelli

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