Non siamo più all’altezza dei tempi

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Che dire? Diventa evidente che il problema non è il virus, sono i giornalisti. Il modo con cui fanno il loro mestiere. La loro ignoranza invincibile. Ma anche in Gran Bretagna, il problema è grave: non solo a quanto pare non hanno ancora conoscenza, né quindi adottato il Protocollo Selvaggio (che pure usano i medici americani, oltre che i nostri), e sono ancora alla fase della disperazione terapeutica, in cui vedono 3 intubati su 8 morire soffocati; ma annunciano con toni di sincero trionfo la (ri)scoperta dell’acqua calda: il cortisone! Funziona!

Scoperto nel 1950, fruttò il Nobel agli scopritori.

Questa riscoperta è il sintomo più grave della tragedia europea: mostra che sia le sue classi dirigenti, sia i popoli, non sono più all’altezza dei tempi.

Sono – siamo –regrediti dal livello in cui gli europei inventarono il cortisone (e la clorochina); il tempo in cui c’era una conoscenza diffusa tecnico-scientifica che entrava nella “cultura generale” : la capacità stessa di informarsi è perduta.

Certo, i medici sanno che cosa è il cortisone; ma, appunto, è un loro sapere tecnico, confinato alla loro specialità; per cui i non medici al comando – er ministro Speranza, i Conte, i Gualtieri, i Fontana, le dirigenze statali che “comandano” – possono ignorarlo, nel senso radicale: credono di avere il diritto di ignorarlo -e quindi prescrivere le “terapie” arretrate dettate dalla truffaldina OMS,che fanno morire la gente.

Di questa ignoranza al comando , questa arretratezza ai vertici rispetto ai tempi, Ortega y Gasset incolpò già negli anni ’30 le Università: che trasmettono saperi professionali, ma ormai non trasmettono più cultura.

“Il carattere catastrofico della situazione europea presente si deve al fatto che il francese medio, l’inglese medio, il tedesco medio sono incolti, non possiedono il sistema di idee vitali sul mondo e l’uomo corrispondenti al tempo. Questo personaggio medio è il nuovo barbaro, arretrato rispetto alla sua epoca, arcaico e primitivo in paragone alla terribile attualità dei suoi problemi. Questo nuovo barbaro è principalmente il professionista” formato dalle università, che “sa più di prima, ma è anche incolto”.

Perché sì “la società ha bisogno di professionisti, giudici, medici, ingegneri, e questi formano le università. Però, prima di questo, occorre assicurare la capacità di un altro genere di professione: quella di comandare“, prosegue il filosofo .

“E per comandare non intendo tanto l’esercizio giuridico di una autorità, ma la pressione e l’influsso diffuso sopra il corpo sociale. Oggi, in questo senso, nelle società europee comandano le classi borghesi, fatta in maggioranza d di professionisti; è della massima importanza quindi che, parte la loro specifica professione, siano capaci di vivere ed influire secondo la altezza del tempo”.

Cosa è l’altezza del tempo? Ortega y Gasset prova farlo capire così: è inammissibile che si metta al comando “un magistrato, un giudice” [un avvocato…] senza che costui abbia, “per esempio, una idea chiara della concezione fisica del mondo a cui è salita oggi la scienza, e del carattere e limiti di questa scienza meravigliosa con cui si è giunti a tale idea. Non si tratta di vaghi desideri di una vaga cultura: la fisica e il suo atteggiamento mentale è una delle grandi ruote interiori dell’anima umana contemporanea. Nella fisica sboccano quattro secoli di addestramento intellettivo [da Galileo a Copernico, da Newton a Fermi ed Einstein ndr.] e la sua dottrina è mescolata con tutte le cose essenziali dell’uomo vigente – la sua idea di Dio e della società, ella materia e di cos’è la materia”. La fisica come cultura generale “uno può ignorarla senza ignominia né disdoro sé è un umile zappatore. “Però il signore che dice di essere magistrato, generale, filologo, o vescovo – ossia la classe dirigente – se ignora quel che è il mondo fisico oggi per l’uomo europeo, è un perfetto barbaro […] e lo stesso dico di chi non possieda alcuna idea precisa della filosofica […], un piano dell’Universo e della interpretazione che la biologia generale dà ai fatti fondamentali della vita organica” .

Questa cultura generale la dava, da noi, il liceo classico di Giovanni Gentile: da cui, prodigiosamente, il vostro cronista ha appreso non solo latino e greco, ma le idee chiare sulla fisica, la biologia, della scienza e dei suoi limiti – e il fatto misterioso che per lui il cortisone non è una novità inaudita. Finito da tempo. Da troppe generazioni di barbari non all’altezza dei tempi.

Quando una civiltà (ri)scopre l’acqua calda

4 pensieri su “Non siamo più all’altezza dei tempi

  1. Non è un caso che su spinta della teologica cattolica ben rappresentata dal SdD Bartolomeo de Las Casas, l’Imperatore di Spagna e del Sacro Romano Impero Carlo V proibì la tratta atlantica degli schiavi nel 1542, mentre occorreranno ben 323 anni perché avvenga altrettanto tra colonie inglesi africane e Stati Uniti d’America. Quel limite teologico, morale, giuridico è ciò che ha determinato l’Europa per come la conosciamo, distinguendola dalla mera somma di luoghi in cui l’uomo europeo ha messo piede, in testa il Commonwealth anglo-sassone. Sarà proprio quest’ultimo a dettare regole nel Trattato di Parigi del 1919 ponendo, secondo Schmitt, la pietra tombale sullo jus publicum europeo.
    https://www.controinformazione.info/crolli-loccidente-sorga-leuropa/

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  2. Dunque altro che non entrare nei meriti inesistenti e nei demeriti colossali della politica da Berlusconi in poi che ha portato alla distruzione e dispersione di settori industriali di punta e di grande prestigio. Adesso anche la parte più piccola, ma ancora vitale dell’industria sta per essere assorbita e “devoluta” grazie anche alla farsa del Covid che ha accelerato il processo e che probabilmente è stata imbastita proprio a questo scopo.
    http://ilsimplicissimus2.com/2020/06/20/il-signore-delle-mosche-2/

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  3. Il punto è che i romaneschi non sanno pensare ad altra economia che quella che frequentano loro, essenzialmente il turismo-tempo libero e il magnà (in romanesco nel testo); molti di loro (non faccio nomi) appaiono in tv mostruosmente obesi e sformati dal magnà continuo nei ristoranti, di amatriciane, carbonare, puttanesche e carrettiere, la cucina romanesca che non a caso è da pecorai benestanti.. Mai, in questi mesi, hanno organizzato una sola inchiesta per vedere come va l’economia del Nord, le imprese e le fabbriche avanzate ed esportatrici. Ignorano completamente che esistono le industrie di meccanica strumentale, e che sono il vero “Made in Italy”.

    Intervistano il loro bagnino e il barista sotto la redazione, al massimo il fruttivendolo di lusso dove mandano il cameriere filippino. Con ciò dimostrano di essere profondamente incolti: “incolto è chi non possiede idee del mondo adeguate al suo tempo”, senza “un’idea dello spazio e del tempo in cui si vive”: la cultura ha da essere attuale, e loro sono arretrati.

    Non solo arretrati, ma provinciali, senza curiosità oltre i loro giri, non solo non sanno cosa è l’industria strumentale, ma il peggio è che non gli interessa. Il loro repertorio di curiosità è limitato, anche geograficamente. Per questo li ho chiamati romaneschi e non romani. Per rispetto al nome di Roma che fu sinonimo di universale.
    https://www.maurizioblondet.it/leconomia-secondo-i-romaneschi/

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