Distopia

Ma il rude linguaggio parlato dal Coronavirus ha risposto adeguatamente a tutte queste menzogne. Fornendo tre ordini di risposte di adamantina semplicità. Primo: lo stato sociale, il welfare state tanto odiato, disprezzato e svillaneggiato da legioni di liberal-liberisti delle ultime generazioni si è rivelato viceversa provvido e opportuno, pur essendo stato quasi del tutto smantellato nel mondo; se confrontiamo come ha retto l’Europa, dove brandelli di esso erano rimasti in piedi, rispetto agli Stati Uniti d’America che spendono miliardi e miliardi in armamenti nucleari ma dove poi si è costretti a far dormire i contagiati in aree di parcheggio a cielo libero, la risposta non può non essere ovvia. Secondo: lo stato sociale implica il ritorno al primato della politica – e quindi il ritorno alla politica dei cittadini più preparati, quelli che negli ultimi tempi hanno lasciato il posto agli aspiranti Chief Executive Officiers (CEO) disponibili a infoltire i ranghi degli pseudopolitici compito dei quali è occupare ruoli istituzionali dai quali eseguire gli ordini imposti loro da chi li gestisce – e quindi alla sua forza decisionale. Terzo: tale forza dovrà sapersi esprimere in termini di scelte di priorità, quindi di programmazione (è ad esempio ragionevole e opportuno che gli ospedali italiani restino a corto di respiratori, quando il costo di un migliaio di essi è inferiore alla cifra che noi dovremmo spendere per un solo reattore militare F-35 che ci servirà per andar a fare la guerra “in conto terzi” contro quelli che i governi USA c’indicheranno attraverso la catena di comando della NATO?).
E questo ritorno della politica e alla politica è tanto più necessario e urgente quanto più il Coronavirus ci ha insegnato un’altra realtà: che cioè la nostra società, come sempre accade nelle società complesse, non sta andando affatto in quella direzione beatamente ludica che molti di noi (non solo giovanissimi) ritenevano fino ad ieri, una società nella quale tutto era permesso, una società di diritti totali e generalizzati nei quali fosse soltanto, come si diceva nel Sessantotto, “vietato vietare”. Nossignori. Abbiamo finto o creduto o sognato di vivere in una società del genere in quanto eravamo vittime della stessa forma di illusione magica di Pinocchio e Lucignolo nel Paese dei Balocchi. Il paese dei Balocchi dove tutti fanno quello che vogliono perché hanno il diritto di farlo – quel paese, nel quale credono di vivere ancora troppi italiani, -non solo bambini o ragazzi o giovanissimi – semplicemente non esiste: perché non c’è diritto personale che non si rifletta su tutti gli altri e perché non c’è diritto che non comporti come contropartita un dovere. Molti di noi, non solo ragazzi, se ne sono accorti ora per la prima volta da quando sono stati obbligati a restar chiusi in casa loro: e qualcuno, istericamente, ha paragonato questa situazione a una “guerra”.
No: non c’è nessuna guerra in atto. Siamo solo dinanzi a un’esplicazione più chiara di una realtà della quale avremmo dovuto renderci conto da molto tempo. Perché chiunque di noi ha una carta di credito, un cellulare e un computer – tre semplici accessori-base del modo di vivere odierno – ha imparato negli ultimi tempi di poter essere seguito, monitorato, pedinato e sorvegliato in qualunque momento della sua vita. Il mondo non sta andando verso forme sempre più ampie e perfette di libertà individuale, anche se e quando tale può essere l’apparenza: esso va sempre più verso forme di concentrazione e di gerarchizzazione della ricchezza, del sapere, della capacità di muoversi di decidere e di pensare. Siamo ben oltre Orwell. E a chi, spaventato da questa prospettiva, si chiederà che cosa avrebbe mai potuto realizzare Hitler se avesse vinto la guerra, bisogna rispondere con una domanda: quante volte è accaduto nella storia del genere umano che Hitler (lo Hitler del momento) abbia vinto una guerra? Probabilmente quasi sempre.

Franco Cardini

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-potere-e-l-emergenza

4 pensieri su “Distopia

  1. Non vediamo, già adesso, come dominati da un’assurda paura che viene instillata ad ogni ora, il governo ci prende in giro con piani da centinaia di miliardi che semplicemente non esistono, che semmai dovranno essere chiesti alle banche private come prestiti, per cui diventeremo dei debitori a vita mentre il Mes condizionerà le nostre vite? Non siamo felici dei 600 euro per aver perso un lavoro via Dpcm epidemico? No, non c’è redenzione se non c’è ribellione.
    https://ilsimplicissimus2.com/2020/04/16/niente-redenzione/

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  2. Tanto più che sono mobilitati da neo-barbari non civilizzati che hanno occupato il governo, calpestando ogni diritto dell’opposizione (diritti? L’opposizione? Non ne hanno nemmeno idea), e che “per la salute” stanno applicando – per indicazione di padroni di cui manco sospettano l’esistenza – un programma di ingegneria sociale e di oppressione mai visto, di manipolazione totale delle coscienze attraverso un terrore fantasmatico, e non cessano di escogitare misure sempre più oppressive delle libertà: i bambini non devono uscire di casa, le scuole non si devono aprire, sarete tutti promossi, ognuno dovrà avere un’app per farsi tracciare, e chi non la vuole dovrà avere il braccialetto elettronico. Calpestatori dei diritti di libertà iscritti nella Costituzione “Più bella del mondo”, stanno attuando “un massacro sociale, e i responsabili li vediamo in tv mattina e sera, a spiegarci quanto sono buoni e bravi, con giornalisti complici e ruffiani che battono loro le mani invece di inchiodarli alle loro responsabilità”.

    http://www.ilpensieroforte.it/italia/3348-il-governo-delle-menzogne-affossa-l-italia

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  3. Per inciso anche in Italia quella stagione fu terribile con quasi dieci milioni di contagiati e un eccesso di morti tra i 15 e i 20 mila rispetto alla media come ci informa Repubblica del 19 marzo 2018: “L’anno nero dell’influenza: morti ventimila anziani in più”, ma in un articolo delle pagine interne, che pochissimi lessero. Semplicemente allora sia In Usa che Italia quella non era una notizia degna di rilievo.

    Quindi o siano di fronte a una straordinaria rivalorizzazione della vita umana che mi permetto di escludere in maniera assoluta o siamo di fronte ad una commedia inscenata per ottenere alcuni effetti. E badate non dico che ci sia una regia ma ci sono dei copioni da lungo tempo sul tavolo dei vari centri di potere che hanno trovato in questo caso un punto d’incontro , vuoi per sparigliare una situazione di finanza insostenibile e appropriarsi di asset, vuoi per gli interessi di Big Pharma che sono poi anche quelli dei virologi veri o improvvisati, vuoi la ricerca di un massiccio controllo sociale e la messa in mora dei diritti, vuoi la guerra con la Cina per cui faceva gioco che il virus arrivasse da lì anche se magari non è nato nel mercatino del pesce, ma nel laboratorio internazionale di Wuhan come la Cnn ripete da una settimana con la sola precauzione di omettere internazionale, vuoi nel caso italiano per imporre il Mes, vuoi le tentazioni di stato di polizia per contenere il malcontento popolare o di Ordine nuovo coltivato nei caveau dei super ricchi , vuoi il malessere diffuso e il sentimento di fine epoca che ha fatto da comburente. E infatti tutto questo insieme di situazioni non è più legato all’emergenza, ma è l’emergenza che rimarrà permanente nonostante non ci sia nulla di più che la normalità biologica. Chi pensa che a maggio tornerà tutto come prima è un illuso, ci sarà un allentamento estivo poi in autunno nuove segregazioni e così via fino a che non ci saremo dimenticati la libertà e la Costituzione, alle prese con una crisi economica e del lavoro senza precedenti.
    https://ilsimplicissimus2.com/2020/04/22/smemoranda-virus/

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