Il modello Bondeno

E’ di moda criticare Salvini , ma almeno, grazie a lui,  la gente del paese del “capirissimo” può far sentire la sua voce in Parlamento (https://www.camera.it/leg18/29?shadow_deputato=307283&idpersona=307283&idlegislatura=18);

come Sindaco del Comune di Ferrara (https://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Fabbri) ;

e, da ieri, anche come consigliere regionale:  Fabio Bergamini con 2.537 voti.

In pratica il nucleo di una nuova classe dirigente.

https://bondeno.wordpress.com/2020/01/07/il-modello-bondeno/

4 pensieri su “Il modello Bondeno

  1. IL MODELLO MEDOLLA

    “Lavorare pancia a terra, ascoltare, conquistare fiducia”. Parla, su nostra richiesta, il primo cittadino di Medolla, Alberto Calciolari, che guida l‘unico paese di tutta la Bassa dove la Lega stenta ad affermare il suo predominio. Per un soffio, qui il Pd è ancora il primo partito. Tutt’intorno, da Mirandola a Concordia passando per San Prospero e San Possidonio, e persino a Camposanto oltre che, naturalmente a San Felice e a Finale, è tutto Lega.

    Scrive Calciolari:

    Il risultato della consultazione elettorale delle regionali fa riflettere. Anche se l’esito nel Comune di Medolla, tutt’altro che scontato, ha visto i consensi per Bonaccini superiori a quelli per la Borgonzoni e quelli a favore del PD superiori, seppur di misura, a quelli della Lega, credo che più che festeggiare occorra meditare. Sicuramente il dato è leggermente in controtendenza rispetto a quello dei comuni limitrofi, ma non penso che vi siano ricette univoche per spiegare ciò.

    In generale penso che la vicinanza dimostrata negli anni da parte di assessori e consiglieri regionali come Palma Costi, ma anche Enrico Campedelli, Giuseppe Boschini, Luca Sabattini, abbia giovato a mantenere un buon rapporto ed un clima di fiducia tra l’amministrazione regionale, le istituzioni locali ed il territorio. E, comunque, credo che lavorare “pancia a terra”, ascoltando i bisogni delle persone, sia quanto meno indispensabile per consolidare un buon rapporto tra eletti ed elettori: questi ultimi devono infatti identificare nei propri rappresentanti degli intelocutori di cui avere fiducia, e la fiducia si conquista quotidianamente con il lavoro di prossimità. Questa per me è condizione necessaria per una tenuta politica della società.

    Per quanto riguarda la Lega, in generale, penso che non abbia giovato la narrazione che ha fatto di una Emilia-Romagna come terra da “emendare”: per esempio, parlando di sanità o di welfare, in vari passaggi ha proposto di rivedere dei modelli organizzativi emiliano-romagnoli sulla scorta di quelli lombardi. Forse dire di no alla lega per tanti cittadini dell’Emilia-Romagna è stato un po’ come recuperare l’orgoglio per le proprie conquiste sociali e per la propria “idea” di società. In fondo si tratta di fattori identitari.

    Per il futuro vorrei ripartire da una frase di Papa Francesco: “La realtà si capisce meglio dalle periferie”. Penso che in futuro governerà questa regione chi saprà politicamente conquistare la fiducia delle periferie. Non è un caso se sono state le periferie della regione le aree dove ha maggiormente dilagato il “dissenso”, che si è trasformato in consenso alla Lega,

    La lezione dell’appuntamento elettorale che ci lasciamo alle spalle, come pure di quello delle europee e amministrative dello scorso maggio, deve essere colta. E da qui occorre ripartire.

    Alberto Calciolari, sindaco di Medolla

    The post Qui, dove la Lega non passa, il sindaco: “Lavorare pancia a terra, ascoltare, conquistare fiducia” appeared first on SulPanaro | News.

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  2. Le sinistre tutte, ma soprattutto i 5 Stelle, si sono svenate col voto disgiunto per garantire la maggioranza a Bonaccini e ha ragione Calciolari quando dice che sono le periferie che oggi si sentono dimenticate dalla politica globalista delle élites urbane.
    Paolo Giatti

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  3. il grande errore che si può imputare a Salvini (e non solo a lui) è proprio questo: avere attribuito un ruolo di vera e propria ordalia a un confronto elettorale perduto in partenza. Se così non fosse stato, se il voto in Emilia-Romagna non fosse stato presentato come un giudizio di Dio destinato a mandare a casa il governo Conte, oggi il centrodestra potrebbe festeggiare il fatto di avere strappato alla coalizione di sinistra una Regione, la Calabria, con una maggioranza schiacciante, e di avere ottenuto risultati apprezzabili in una terra, l’Emilia-Romagna, in cui esiste un consolidato sistema di potere rosso. Invece la sconfitta in una regione ha lasciato in ombra il successo, tutt’altro che di misura, nell’altra, e viene presentato come un fattore di stabilità per il Conte bis. D’altra parte, aver sostenuto che, in caso di vittoria del centro-destra in Emilia, il presidente della Repubblica avrebbe dovuto indire nuove elezioni significa implicitamente ammettere che, visto che a vincere è stato il centro-sinistra, il governo è legittimato ad andare avanti.
    https://www.barbadillo.it/87593-regionali-4-la-sfida-del-centrodestra-nellitalia-dei-cinquestelle-evaporati/

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  4. Questa ignobile torsione di significato per cui essere di sinistra significa stare per tutto ciò contro cui la sinistra vera ha lottato per un secolo, rende tutto più chiaro e spiega benissimo le dinamiche elettorali, le sardine il cui nome è stato certamente ispirato da Italiano Medio di Maccio Capatonda. Svela come dirsi progressisti sia oggi non un modo di intendere le cose, ma un modo di fraintenderle.
    https://ilsimplicissimus2.com/2020/01/29/regressimo/

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