L’irrilevanza dell’Italia in Europa

L’Europa avrebbe dovuto implementare una politica estera comune, creare una struttura di difesa e di sicurezza unitaria, imporre l’euro come valuta di riserva internazionale alternativa al dollaro, assumere un ruolo autonomo nella geopolitica mondiale, affrancando il vecchio continente dalla subalternità nei confronti dell’Occidente americano.

Lo sviluppo interno e il ruolo internazionale dell’Italia si sarebbe dovuto identificare con quello dell’Europa. Ma tale prospettiva si è rivelata del tutto infondata. L’Italia attuale è infatti un paese irrilevante nel contesto internazionale ed ha subito il colonialismo economico dell’asse franco – tedesco all’interno della UE.

All’integrazione europea ha fatto riscontro la destrutturazione politica ed economica dell’Italia. L’adesione alla UE ha comportato riforme strutturali che hanno depotenziato le istituzioni democratiche, condannato l’economia alla stagnazione / recessione, distrutto in larga parte lo stato sociale. Non si può rilevare l’incapacità italiana di far fronte a situazioni di conflittualità in politica estera in cui vengono coinvolti gli interessi nazionali dell’Italia, senza tener conto della conflittualità interna ad una Europa dimostratasi sempre espansionista e predatrice nei confronti del nostro paese. Come si può sostenere retoricamente che “l’Europa deve parlare con una voce sola”, quando le potenze ostili e devastanti della nostra sovranità debbono essere individuate nella Francia e nella Germania, negli stati dominanti cioè dell’Europa stessa?

E’ facile inoltre ironizzare sulla incapacità e sulla cialtroneria della attuale classe dirigente. Essa è solo il risultato di quell’europeismo acritico e subalterno assunto ad ideologia di legittimazione di tutti i governi che si sono succeduti nella seconda repubblica. Si sono imposti trattati e riforme con effetti devastanti dal punto di vista economico e sociale per l’Italia, quali il pareggio di bilancio, il fiscal compact, il bail in, in nome dell’Europa, con l’ossessivo refrain “ce lo chiede l’Europa”. Ma che altro vuole l’Europa, se non il procurato suicidio dell’Italia?

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-nichilismo-geopolitico-italiano-ed-europeo

4 pensieri su “L’irrilevanza dell’Italia in Europa

  1. Gli interessi italiani nel mediterraneo si sono stati ripetutamente scontrati con l’atteggiamento ostile degli americani, dimostratisi invece assai più condiscendenti nei confronti della Germania. Afferma a tal riguardo Alberto Negri su “Il Manifesto”: “Perché come Paese contiamo poco o niente? Una delle risposte è venuta questa settimana nella stretta di mano tra Putin ed Erdogan all’inaugurazione del Turkish Stream, il simbolo del fallimento della nostra politica estera nel Mediterraneo e in Libia. Quel gasdotto con il nome di South Stream doveva costruirlo l’italiana Saipem non Erdogan ma fu bloccato da Europa e Stati Uniti per sanzionare la Russia sull’Ucraina. Peccato che alla Germania in questi anni sia stato consentito di raddoppiare il North Stream con Mosca e alla Turchia, riottoso membro della Nato, di raggiungere accordi con Putin nel gas e persino negli armamenti. Dov’erano l’Unione europea e gli Stati Uniti? Hanno contribuito a bloccare i nostri interessi nazionali ma dato via libera a quelli altrui”.

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  2. La Grecia scende in campo per difendere i suoi interessi in Libia. La Grecia non è l’Italia del governo Giallo Rosso che fa soltanto retorica e si astiene di prendere una posizione chiara e senza ambiguità, mentre a Tripoli e in Libia, vicino alle nostre coste, prendono piede le forze turche e i f.lli Mussulmani che non fanno presagire niente di buono per l’Italia. Nel frattempo le forze militari italiane sono disperse fra Afghanistan, Iraq e Kosovo per servire, tramite la NATO, gli interessi geopolitici degli Stati Uniti.
    https://www.controinformazione.info/la-grecia-scende-in-campo-per-difendere-i-suoi-interessi-in-libia-e-nel-mediterraneo/

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  3. L’Italia è assente nel nuovo assetto di potere che sta delineandosi. Si riproduce di nuovo plasticamente il modello di integrazione subalterna geopolitica che ha avuto la sua origine nel tremolio della mano di Guido Carli allorché firmò il Trattato di Maastricht. La vera differenza tra quei tempi e oggi risiede nella stoffa umana degli attori coinvolti. A quel tempo giganti tremolanti, certo, ma pur sempre giganti. Oggi si tratta invece di vassalli convinti al servizio di molteplici potenze geopolitiche di largo o medio raggio. Alcuni improvvisati creati dalla mucillagine peristaltica da bravissimi barman esteri e nazionalisti-pseudo globalizzati. Altri ancora che ritornano in campo e che hanno fatto dell’imitazione di Petain un repertorio che reiterano compulsivamente creando un soft power per un’egemonia vincente.
    https://www.ilsussidiario.net/news/caos-libia-la-sconfitta-dellitalia-e-delleni-nella-conferenza-di-berlino/1974465/

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  4. Nella classifica dei modelli più venduti la Golf è solo al nono posto, preceduta a sorpresa dalla Tiguan e seguita dalla Lavida. Lavida? Chi è mai costei? Bene è un modello marchiato VW che viene costruito esclusivamente in Cina e per il mercato cinese, anche se poi i motori in particolare il 1.4 TSI e 2.0 TSI finiscono poi in Europa. E non basta: la Tiguan risulta l’auto del marchio più venduta solo grazie al mercato cinese che assorbe oltre la metà delle vendite e dove del resto viene costruita la maggior parte degli esemplari del modello ( a parte la fabbrica di Kaluga, in Russia). Questo per qualche verso è davvero interessante perché per realizzare questo Suv, Vollkswagen aveva costruito uno stabilimento ad hoc e costituito una società parallela, l’Auto500 con il preciso scopo di mantenere la produzione in Germania grazie una riduzione della retribuzione settimanale e orari di lavoro più flessibili. Ma alla fine il risultato non è stato quello che ci attendeva da questa operazione tutta a carico del costo del lavoro e dei lavoratori perché la crisi ha falcidiato il mercato europeo e perché il prodotto in sé non era alla fine che l’ennesimo bricolage con i soliti motori e la solita scocca di Golf, Audi 3, Seat e Skoda con pelle un po’ diversa
    https://ilsimplicissimus2.com/2020/01/26/irrilevanza-delleuropa/

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