Elezioni Emilia-Romagna

Le elezioni regionali del 2020 in Emilia-Romagna si terranno il 26 gennaio. Sono state prorogate legalmente[1] oltre la scadenza esatta di novembre 2019 per permettere l’approvazione della legge di bilancio, evitando così l’esercizio provvisorio dell’amministrazione e tutte le conseguenze annesse[2][3].

Le precedenti elezioni del 2014 – indette dopo le dimissioni anticipate del presidente Vasco Errani a seguito dell’inchiesta «Terremerse», conclusasi poi con un’assoluzione definitiva – furono caratterizzate da una bassa affluenza degli elettori alle urne, pari al 37,71% (contro il 68% delle consultazioni del 2010), che stabilì il primato dell’astensionismo alle elezioni regionali in Italia[4]. Anche le primarie della coalizione di centro-sinistra, svolte il 27 settembre 2014, videro la partecipazione di appena 58.000 votanti (meno dei soli iscritti al PD di tutta la regione[5]), costituendo così un record storico negativo[6].

2020

Ecco i sette candidati presidente per l’Emilia-Romagna, sostenuti da diciassette diverse liste. Il confronto nelle urne sarà il prossimo 26 gennaio 2020, una domenica. Apriranno in tutta la regione oltre 4.500. I seggi resteranno aperti dalle ore 7 alle ore 23: immediatamente dopo la chiusura delle operazioni di voto inizierà lo scrutinio. Il nome del presidente si conoscerà probabilmente già domenica notte.

Si ripesenta il govenatore uscente Stefano Bonaccini, centrosinistra. Nella coializione che lo sostiene, ci sono cinque liste.  La principale contendente è la leghista Lucia Borgonzoni, con le sue cinque liste.

Altri candidati sono Simone Benini per il Movimento 5 Stelle, Stefano Lugli della lista L’altra Emilia Romagna, Marta Collot di Potere al Popolo, Laura Bergamini del Partito Comunista e Domenico Battaglia del Movimento Vaccini-Vogliamo-Verità.

 

La partita per la prima volta è aperta, e la riconferma di Bonaccini non è così scontata.

I profili dei candidati

Stefano Bonaccini è di Campogalliano (Modena) e ha 52 anniLa sua coalizione ha messo insieme un ampio ventaglio di movimenti e partiti del centro-sinsitra, del movimento ambientalista e di quello europeista. Con lui c’è il partito Democratico, Europa verde, Più Europa, Emilia Romagna Coraggiosa e Volt Emilia Romagna. Nel suo listino civico diverse parsonalità provenienti dall’associazionismo, dal volontariato e dalle professioni

Le liste che lo sostengono sono: lista Bonaccini presidente; Partito Democratico; Emilia-Romagna coraggiosa: Europa Verde; +Europa; Volt.

 

La senatrice Lucia Borgonzoni ha 37 anni ed è di Bologna. Con lei c’è il centrodestra compatto: ci sono infatti le liste della Lega, di Fratelli d’Italia e di Forza Italia, più Popolo della famiglia e Giovani per l’ambiente. ” Lucia Borgonzoni presidente” è la sua lista civica che raccoglie espnenti della società civile e delle esperienze civiche dei territori.

Nella sua coalizione ci sono: la Rete Civica Borgonzioni presidente; Lega, Fratelli d’Italia; Forza Italia, Il Popolo della famiglia-Cambiamo; Giovani per l’ambiente.

 

 

L’Altra Emilia-Romagna aggrega Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano e Partito del Sud e presenta Stefano Lugli, 45 anni di Finale Emilia.

Potere al Popolo ha candidato presidente Marta Collot, 26 anni, studentessa bolognese di origini trevigiane,

Il Partito Comunista ha designato come sua candidata Laura Bergamini, 59 anni, di Parma

Il candidato del Movimento 5 Stelle è Simone Benini. Ha 49 anni ed è di Forlì.  Il suo nome è emerso dalla consultazione degli iscritti alla piattaforma web Rousseau.

La lista VVV (Vaccini -Vogliamo la Verità) propone Domenico Battaglia, medico di Ferrara di 46 anni.

Ecco i sette candidati presidente per l’Emilia-Romagna

 

4 pensieri su “Elezioni Emilia-Romagna

  1. BOLOGNA – In Emilia-Romagna “non possiamo tollerare” che si ceda il passo a “sovranismi e populismi”. E’ questo il monito lanciato in vista delle prossime elezioni regionali dalla Chiesa dell’Emilia-Romagna, attraverso l’Osservatorio regionale sulle tematiche politico-sociali intitolato a Giovanni Bersani, nato nei mesi scorsi per volontà dei vescovi della conferenza episcopale regionale.

    Scelta europeista, attenzione ai poveri e alle tematiche ambientali. Sono alcuni dei punti contenuti in un altro appello che la Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna ha lanciato in vista delle Regionali del 26 gennaio. Dai vescovi emiliano-romagnoli, guidati dal cardinale Matteo Zuppi, nessuna indicazione di voto, ma un appello alla partecipazione e a un “discernimento sociale e una scelta coerente”.
    https://www.maurizioblondet.it/in-base-alle-nuove-disposizioni/

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    • Ma se la forma del pasticcio è simile, lo è anche la sostanza perché lo stesso spirito di conservazione che anima la chiesa cattolica è quella che informa Bruxelles, così come ci si trova di fronte alla medesima retorica che tenta di fare da velo al midollo di una concezione disuguale della società. E poco importa che si faccia riferimento a una qualche metafisica ultraterrena che rinvia la giustizia all’altro mondo o a una forma di panteismo economico che prescrive fin da subito il paradiso per pochi e l’inferno per molti perché in entrambi i casi si tratta solo e soltanto di potere, cambiano solo le giustificazioni.
      https://ilsimplicissimus2.com/2020/01/19/eurovaticano-ovvero-i-trucchi-del-potere/

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