Sardine

Quello che è notevole e che fa immediatamente capire chi ci sia dietro “le sardine”, anche non si volesse risalire a Prodi e soci, è lo sperticato sostegno di tutti gli opinionisti e commentatori dei grandi media e delle TV che sono corsi a balzare sul carro delle sardine per esaltarne la “testimonianza democratica”, la “spontaneità” del movimento che sbarra la strada ai sovranisti ed al pericolo del fascismo, del razzismo e del nazionalismo più gretto.
Non sappiamo se le persone ingenue possano abboccare all’esca lanciata dai grandi media per fermare l’ondata del “finto sovranismo” di Salvini e soci, che già andrebbe criticato piuttosto per le sue ambiguità e per la poca chiarezza di programmi e assenza di una visione di fondo.

Il sovranismo è uno spauracchio, demonizzato dalla sinistra utilizzato come slogan dalla destra, quando in realtà è un concetto tutto inconsistente in un paese che la sovranità l’ha persa da un pezzo, vista la situazione di dipendenza dai circoli della UE di Bruxelles e di Francoforte, e considerata la subordinazione al padrone USA che mantiene indisturbato le sue 116 basi militari nella Penisola o può contare sull’assenso dei denominati sovranisti per ogni sua campagna bellica o di sanzioni verso i paesi dichiaratamente (quelli si) sovrani e come tali avversi alla dominazione del padrone USA: la Siria, l’Iran, la Russia e i loro alleati.
Le sardine, al contrario di quello che vorrebbero far sembrare, nuotano in branco nel brodo del conformismo e della corrente che omaggia i poteri dominanti e nulla vuole cambiare per fornire nutrimento al grande capitale finanziario che di sardine fresche è anche ghiotto.

https://www.controinformazione.info/le-sardine-un-boccone-prelibato-per-il-grande-capitale-finanziario/

5 pensieri su “Sardine

  1. Il vuoto, di idee e di prospettive è tale da essere angosciante, così immerso nella palude dei luoghi comuni e del politicamente corretto da costituire il quadro desolato di persone sopraffatte da un’esistenza che non capiscono e che quindi possono essere manipolate come si vuole per esaurire la loro forza senza che essa provochi alcuna trasformazione, anzi facendo in modo che l’amo nascosto dall’esca si conficchi ancora più in profondità delle carni. Di fatto le manifestazioni non esprimono affatto una dialettica alto – basso, ma invece una centro – periferia intendendo con questo non solo la dislocazione spaziale, ma anche quella sociale e dunque sono di fatto sterili, privi di vera capacità di elaborazione, non hanno il carattere forte di altri fenomeni come , ad esempio, quello dei gilet gialli che appunto esprimono la battaglia fra basso – periferia e alto – centro.

    Paradossalmente essi esprimono invece una forte resistenza alle trasformazioni che sono in atto, di cui avvertono soltanto il rischio, rinunciando fin da subito ad avere una voce in capitolo. E sono tutte dentro e al servizio della banalizzazione politicante che li terrà in vita fino alle elezioni.
    https://ilsimplicissimus2.com/2019/11/22/linvoluzione-della-specie-politica/

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  2. In un qualsiasi altro paese, un tizio che nulla sapesse della situazione politica italiana, sarebbe autorizzato ad immaginarsi un governo monocolore leghista, asserragliato nel palazzo del potere, circondato da un’orda rivoluzionaria di piazza, vellicata dalle opposizioni e da altri tipi di poteri, sullo stampo di tutti i più recenti movivementi “spontanei” che incendiano più o meno bene alcune società mediorientali ed europee.
    E invece no. Vagli tu a spiegare che il nostro è l’unico Paese “democratico” al mondo (escluso il Venezuela) dove le piazze sono manovrate dal partito al governo, contro i partiti all’opposizione!
    Andrea Costa

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    • Lasciamo perdere gli ideologismi di basso rango con cui queste tesi vengono elaborate nelle cucine dell’impero, perché il discorso sarebbe troppo lungo, ma la conseguenza è che ormai da vent’anni vediamo la sinistra come la più fedele alleata del globalismo pronta a inneggiare a tutti quegli strumenti di disuguaglianza sociale che fanno riferimento alle tesi globaliste.

      Così non c’è da stupirsi se esse, almeno nelle espressioni politiche a cui è rimasta attaccata per sbaglio l’etichetta, sono tra le sostenitrici della firma sul nuovo trattato sul Mes, il meccanismo europeo di stabilità tramite il quale un Paese in difficoltà viene salvato concedendogli i soldi che esso stesso ha versato, ma non prima di aver ubbidito ai voleri della troika.
      https://ilsimplicissimus2.com/2019/11/25/remore-e-sardine/

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