Il governo “Ursula”

. Il MoV è stato una formidabile forza di opposizione, negli ultimi 10 anni ha raccattato consensi a destra e a manca, promettendo di risolvere ogni problema e di realizzare tutto e il suo contrario, ma arrivato al governo ha mostrato l’inganno, tutta la propria inconsistenza e mancanza di identità, resta solo l’identità aziendale, verticistica e digitale. Visto poi che il confronto con l’efficienza e l’abilità comunicativa di Salvini lo ha costretto ad una continua e dolorosa emorragia di consensi, i radicali del terzo millennio si sono messi ad inciuciare con i Dem per risalire nei sondaggi, perché l’appoggio al sistema fa parte del loro DNA, una falsa forza antisistema e una falsa rivoluzione prodotta da menestrelli e cantastorie.
Molto grave la scelta del M5S di andare in soccorso di Ursula von der Leyen per la Presidenza della Commissione Europea, tamponando così le falle nella sua maggioranza e permettendole l’elezione con uno scarto di soli 9 voti (circa 75 franchi tiratori soprattutto fra i socialisti). Logico sottolineare che tale atto rappresenta una svolta politica radicale nella strategia pentastellata, che va in controtendenza rispetto al messaggio complessivo che il MoV aveva sempre dato, determinandone la perdita di ogni connotazione antisistema. Non è stato certo mai credibile che il M5S fosse anticapitalista o rivoluzionario, tuttavia sembrava un elemento di rottura destabilizzante, anche con la proposta di numerose istanze anti liberiste. La crisi di governo era nell’aria da tempo, la resa dei conti si è consumata poi dopo il voto al Senato sulla sceneggiata relativa alla Tav, definita da Alberto Perino, leader dei No Tav, un vero tradimento delle tante battaglie combattute insieme a Grillo. Ma il punto di non ritorno è stata senza dubbio l’elezione di Ursula von der Leyen, perché mentre Salvini aveva martellato a lungo sull’Europa da cambiare e da stravolgere, attorno ai sovranisti della Lega si stava formando una sorta di “cordone sanitario” per disinnescarne la potenza eversiva.

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=62384

7 pensieri su “Il governo “Ursula”

  1. La condizione di base tuttavia è quella di “fare fuori Salvini” prioritariamente, mettere fuori lui dal Governo e la Lega nonostante abbia un consenso maggioritario nel paese. Non si devono più tollerare i sovranisti ovvero quelli che non rispettano abbastanza le direttive di Bruxelles e che vogliono condurre una politica in controtendenza, riducendo le imposte, bloccando l’arrivo dei migranti e riformando il settore della giustizia.

    Le politiche le decidono Bruxelles e Berlino, questa la lezione che la Ursula, in accordo con la Merkel, vuole impartire all’Italia.
    https://www.controinformazione.info/la-lunga-attesa-del-processo-a-salvini-e-le-decisioni-di-conte/

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