Fuori programma

4 pensieri su “Fuori programma

  1. In questa torrida estate, accade quanto ormai era nell’aria da tempo: la crisi di Governo. Eccola arrivare, con Salvini che cerca di staccare la spina, confidando in uno scioglimento delle Camere per poi votare a ottobre. Ma, come sappiamo, tra i desiderata e le elezioni ci passa un oceano.

    La sensazione invece è che questa “mossa” leghista alla fine riveli in tutto il suo splendore il trappolone nel quale la Lega è cascata con entrambi i piedi.

    Ma partiamo da lontano. In questo anno di Governo, Salvini ha fatto retromarcia su tutto: dal no-euro ai minibot, fino al deficit. Mentre ha cercato di portare avanti, perdendo tempo, le stantie politiche della vecchia Lega: l’autonomia differenziata e quelle politiche economiche neoliberiste che ormai, davvero, non si sa più come spiegare quanto siano inefficienti e pericolose.

    La verità è che la Lega non si è evoluta, come qualcuno sperava: nonostante i consensi acquisiti, non è progredita verso un partito di massa nazionale e sociale, con la Costituzione quale unico punto di riferimento. No. E’ rimasta la solita Lega neoliberista e padana, convinta che la ripresa si faccia solo abbassando le tasse, che in un contesto desovranizzato significa demolire il welfare costituzionale.

    Davanti a questa Lega, il trappolone non poteva non scattare: e cioè l’isolamento. Un partito nazionale e patriottico, con una visione politica nazionale, sarebbe infatti partito da lontano con le riforme giuste (minibot e abolizione del pareggio di bilancio) per consolidare il proprio dominio politico, e non con le “riforme” nordiste, che non solo hanno incrinato i rapporti con l’alleato (forse il maggiore responsabile per la crisi attuale), ma hanno dimostrato pure un interesse “cosmetico” per il recupero della sovranità nazionale e per le problematiche del sud.

    La verità è che ora la Lega si trova in un cul-de-sac, dal quale è difficile uscirne senza rompersi qualche osso. I tempi della crisi non li deciderà Salvini. E la parlamentarizzazione della stessa già lo dimostra. Le consultazioni non si faranno prima della fine di agosto o i primi di settembre, e tra un tira e molla, tra ipotesi di governi tecnici e governicchi di sopravvivenza, quasi certamente si supererà la data di ottobre (se già non la si è superata). E poi c’è la manovra finanziaria e il pericolo dello scatto delle clausole IVA.

    Insomma, per la Lega questa crisi potrebbe risolversi se non in una disfatta completa in un logorio politico fatale. In qualsiasi modo la si veda, difficilmente avremo elezioni o le avremo subito. Per molti parlamentari, peraltro, l’idea di chiudere l’esperienza legislativa dopo appena un anno, non è una buona prospettiva personale, dunque prepariamoci alla visione di un film già visto, dove il ruolo della vittima lo impersonerà il partito che oggi ha i maggiori consensi, almeno sulla carta. I vincitori di questa partita, per quanto ci spiaccia dirlo, rischiano di essere tutti, tranne Salvini…
    nota di Marco Mura – “Il Petulante”

    Mi piace

  2. Lo “statista” Salvini non è riuscito nella sua (?) missione di uscire dall’euro, frenare l’immigrazione, abbassare le tasse. È un attore, e come tale trasformerà la sua farsa in tragedia.
    Intanto, però, è riuscito a far resuscitare Renzi e a legittimare i quasi deceduti grillini.
    Martina Carletti

    Mi piace

  3. Più la transizione avanza, più il problema del non sapere dove si sta andando si fa serio. Le transizioni sono sempre fonti di più o meno piccoli o grandi disordini, qualcosa non si è più, qualcos’altro non si è ancora. Ma le società umane nascono per dare ordine e mal tollerano il disordine. Quando il disordine eccede, la domanda di ordine purchessia si fa imperiosa, irrazionale, immediata. Il fastidio del disordine che le transizioni procurano, è stata storicamente la causa di clamorosi irrigidimenti. Il nostro Paese ne è stato storicamente uno degli esempi più limpidi di cosa succede quando il quieto tran tran è perturbato troppo intensamente e troppo a lungo. Dopo non ci si ricorda mai più bene come è potuto accadere, di chi la colpa, perché la colpa era di tutti o del gran numero e quindi anche di tutti coloro che non sono stati in grado di evitare si formasse quel “gran numero” di ansiosi richiedenti “ordine purchessia!”, di solito preceduto dal sintomatico: “Adesso basta!”.
    Pierluigi Fagan
    https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=62367

    Mi piace

  4. Poco più di un anno fa i campi elettorali del sud sono stati invasi dalle cavallette grilline che hanno preso gran parte dei loro voti nel meridione, annunciando redditi e sostegni; forme nuove dell’antico assistenzialismo clientelare, con benefici a pioggia o a creanza, come nel passato. Hanno piazzato una classe politica in gran parte meridionale, napoletana, ai vertici delle istituzioni.
    Dall’altra parte tornano alla carica i naufraghi del Pd che ritentano la carta del sud e avendo perso il nord, il centro, la faccia e la linea, ritentano la via della campagna meridionale. Loro che hanno per molti anni governato le regioni del sud e che molte tuttora governano, coi risultati che si vedono.
    Ma la tendenza alla fuga dal sud prosegue ininterrotta da decenni ed è del tutto impermeabile alle stagioni della politica e ai suoi avvicendamenti. Può stare al governo centrale e locale il centro-sinistra, può stare il centro-destra, possono starci i grillini, ma lo svuotamento è irreversibile, e accade come se fosse scritto dal fato. E se al sud la gente comincia a pensare persino alla Lega, nonostante la matrice nordista e padana e l’ombra per molti minacciosa delle autonomie locali, vuol dire che il sud le ha già provate tutte. E la Lega è l’unica forza in campo non ancora testata. Visto che non funzionano gli indigeni, i romani e gli eurocrati, proviamo coi settentrionali; dopo non potremo che invocare i giapponesi.
    Marcello Veneziani

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.