4 pensieri su “Il potere dei più buoni

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  2. Invece di fare uno sforzo nell’ottica di un interesse collettivo, le spinte sono ora solo quelle a capitalizzare l’onda di consenso (per chi ce l’ha), ad accontentare le proprie lobby nell’imprenditoria lombardo-veneta per la Lega, o a rincorrere i propri referenti sparsi nei No Tav o No Tap o No Vattelapesca per i Cinque Stelle.
    Tutto il resto è solo il gioco del cerino, alla ricerca di come addossare all’altro la colpa di un ritorno alle urne.
    In questo gioco naturalmente la Lega può avvantaggiarsi di una linea coerente di lungo periodo, mentre il M5S soffre per aver raccolto richieste sparse senza darvi alcuna unità organica.
    Ma a parte questa disparità di efficacia, che si ripercuote in un diverso successo presso l’elettorato, la dinamica del ritorno al ‘particulare’ è evidente.

    Purtroppo non basta riempirsi la bocca di ‘Italia’ e vestire magliette col tricolore per imparare a pensare in termini di interesse nazionale.
    nota di Andrea Zhok

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