Un pensiero su “Gente di Bondeno

  1. A Bondeno, alla fine del ’43, si venne formando un gruppo cospirativo tra i i giovani del circolo cattolico. Due di loro, il bolognese Dozza e Alberto Ferrari, una notte affissero sui muri di Bondeno alcuni manifesti antifascisti e antitedeschi da loro redatti. Ciò provocò un rigido coprifuoco per alcuni giorni. Dozza e Ferrari vennero scoperti ed arrestati. Per l’intervento del Parroco Don Gardenghi e del I Cappellano Don Piganti i due vennero rilasciati dopo alcuni giorni, ma tutti i giovani del Circolo, per contropartita al rilascio, vennero costretti a prendere la tessera dell’organizzazione giovanile fascista e, dopo un po’ di tempo alcuni di loro vennero inviati a Copparo ad un raduno giovanile provinciale. Qui tutti i partecipanti vennero invitati a dichiarare la loro fede fascista. Flavio Grossi e Rolando Malaguti dichiararono di essere italiani e basta, e ciò fu sufficiente per farli tradurre in carcere. Solo l’intervento dell’Arcivescovo Bovellì riuscì ad evitare loro un minacciato invio in Germania. Il gruppo era capeggiato da un commer­ciante di Scortichino, Nilo Molinari, e aveva, tra i suoi componenti un giovane seminarista, Franco Guerzoni (ora Parroco del Corpus Domini a Ferrara). Questo ultimo manteneva i contatti con partigiani di Carpi e, a Bondeno, con i comunisti, tramite tale Cavallari che fu poi il primo sindaco di Bondeno dopo la liberazione. I giovani cattolici di Bondeno furono particolarmente attivi negli ultimi giorni della guerra, quando gli alleati premevano su Bondeno. Vi furono scontri a fuoco, arresti di tedeschi, mentre alcuni, come Dino Pigaiani, attraversarono le linee sotto il fuoco dei due eserciti contrapposti per informare gli alleati sulla situazione militare nel bondenese. Le loro tempestive informazioni valsero ad evitare un bombardamento angloamericano su Bondeno.
    Don Zampini, Parroco di Gavello, in continui contatti con i locali gruppi marxisti, fu tra gli organizzatori del famoso episodio delle « donne di Bondeno », che il 18 febbraio 1945 assalirono il Municipio per protestare violentemente contro le deportazioni in Germania.
    GIORGIO FRANCESCHINI , Annali del liceo-ginnasio Ariosto, Ferrara 1974 , p.198

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