Operazione Berlino: tequila e neoliberismo

Mi piace pensare che noi italiani almeno dalla storia qualcosa abbiamo imparato…

Il simplicissimus

GettyImages_110977810Il nome potrebbe indurre in errore: qui la capitale tedesca e la Germania non c’entrano nulla, almeno direttamente, si tratta invece del nome in codice con la quale i reazionari messicani hanno tentato di impedire in ogni modo l’elezione a presidente di Andrés López Obrador. E con ottime  ragioni, visto che el presidiente proprio qualche giorno fa, mentre il suo omologo brasiliano Bolsonaro visitava la sede della Cia, forse per vedere da dove vengono tirati i suoi fili,  ha fatto una pubblica dichiarazione che non lascia spazio ad interpretazioni: “E’ il momento di dichiarare formalmente da Palazzo Nazionale che per noi si è concluso l’incubo delle politiche neoliberiste assieme alle politiche economiche di saccheggio e antipopolari”. Proprio per evitare questo che fin dal 2016 la razza padrona messicana aveva messo a punto un piano per sabotare la possibile elezione di Obrador che aveva la sua centrale al numero 245 di Calle…

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2 pensieri su “Operazione Berlino: tequila e neoliberismo

  1. Lorsignori hanno condotto il pianeta sull’orlo di numerosi precipizi: l’inquinamento, lo sfruttamento sistematico delle risorse, la riduzione di milioni di esseri umani a strumenti, hanno nelle loro mani la gran parte delle risorse economiche e naturali, hanno reso tutti più poveri, precari, timorosi del futuro. Temono la rivolta sociale, si rendono conto che la corda è tesa oltre il massimo, sono terrorizzati dall’avanzata di nuove potenze economiche, sanno che il loro potere, per quanto immenso, è in pericolo. Lavorano per costruire una nuova generazione di servi che amino le catene, implorino una vita più austera, accettino un universo triste disinteressato a riprodurre se stesso, biologicamente e culturalmente. Nulla di meglio di una causa così bella, nobile e indiscutibile come la salvaguardia della terra dai cambiamenti climatici per riunire un esercito plaudente sin dalla più tenera età. Davvero incredibile come l’operazione riesca sempre: i più grandi piromani appiccano l’incendio, gridano al fuoco e li scambiamo per pompieri.
    https://www.maurizioblondet.it/greta-e-il-clima-quando-i-bambini-fanno-oh/

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  2. Insomma i signori contro cui dovremmo lottare, quelli che hanno realizzato lo sfruttamento del pianeta, causa prima delle variazioni climatiche, si appropriano, da criminali quali sono, della povera Greta e ne fanno uno strumento per scaricare su “altri” le loro responsabilità. Magari questi “altri” saremmo noi, i popoli della terra.

    D’altra parte hanno l’alibi della democrazia perché ci vogliono far credere che andando ogni tanto a votare siamo noi che decidiamo.

    Basta! Basta! Non se ne può più di queste recite a soggetto, soprattutto quando le principali vittime sono i ragazzi, i giovani, il futuro.

    Adriano Tilgher

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