Cambio di paradigma

Non sono di quelli che fanno risalire tutti i disastri al ’68 , anzi, però vedo finalmente qualcosa di nuovo apparire all’orizzonte: oggi è l’atteggiamento verso l’invasione dei “migranti” , di cui avevamo ampiamente scritto (invano) in un ampio dossier

https://terzapaginainfo.wordpress.com/migranti/

Non mi illudo certo che il nuovo governo abbia le chiavi per il cambiamento: troppe sono le forze che remano contro, probabilmente anche al suo interno, tuttavia il caso gli ha dato un’opportunità.

Noi registreremo gli eventi sperando che gli italiani sappiano riconoscerli,  nonostante la sistematica distorsione che ne fanno i media,  ancora tutti in mano ad una sola parte, la stessa di sempre.

Magari provate ad usare i nuovi media (compreso bondeno.com) in maniera più assidua e partecipativa fintanto che il processo avviene e gli attori si adegueranno al nuovo copione.

https://www.facebook.com/groups/afenice/

 

3 pensieri su “Cambio di paradigma

  1. In tutti i paesi del mondo, se ti scade il visto, di due cose l’una: o finisci in galera o vieni accompagnato alla frontiera. In Belgio – che è Europa!! – se un italiano arriva senza lavoro, senza denaro e senza casa, dopo 6 mesi gli consegnano il foglio di via, oppure finisce clandestino – invisibile – senza alcun diritto o aiuto sociale. O hai una casa di proprietà o un reddito mensile congruo allora ti puoi iscrivere. Se sei un clandestino in Olanda, extra comunitario, vieni espulso senza si e senza ma. Il ragionamento è uno di tipo “sicurezza pubblica”, ancora di competenza esclusiva degli Stati membri: si accettano solo persone autosufficienti, che non rischiano di pesare poi sulla collettività. Buon senso. Se la cosa è fuori luogo per un europeo, nella capitale dell’Europa e dopo il tanto parlare di “cittadinanza europea”, per le migrazioni da altri paesi, e in assenza di reciprocità, potrebbe essere una condizione sine qua non, soprattutto in assenza di sovranità monetaria e in situazioni di ristrettezze e depauperamento crescente degli indigeni nel paese di accoglienza, come in Italia.
    Nicoletta Forcheri

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  2. Molto diversa invece è la natura del M5s, poiché i bisogni che esso esprime sono per lo più di ordine culturale. Il suo fondatore, Beppe Grillo, circa 30 anni fa poneva questioni rilevanti che riguardavano l’ecologia e il consumismo. Se oggi è il primo movimento politico italiano è perché queste esigenze sono diventate sempre più popolari: esse vanno dalla difesa del territorio inteso come ecosistema, all’acqua che deve essere pubblica, alla lotta contro il degrado ambientale, e soprattutto al ripensamento sul capitalismo che genera attualmente sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Si nota tuttavia che il M5s non ha una ideologia definita, in quanto esso stesso di definisce post-ideologico. Questo dichiararsi oltre le ideologie del Novecento ha sicuramente un significato comprensibile, visto il loro disastro storico, ma il fatto di non costruirne una nuova può rivelarsi un limite molto grave.
    https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60644

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  3. La conseguenza più immediata delle vicende dell’estate 1980 fu il raggiungimento di una indipendenza sostanziale di Malta tramite l’accordo firmato col governo italiano. L’isola poteva dirsi autosufficiente sia dal punto di vista politico che da quello economico, fruendo di consistenti aiuti economici italiani, a cui successivamente avrebbero potuto aggiungersi i proventi del futuro sfruttamento dei giacimenti petroliferi eventualmente scoperti nel sottosuolo dei banchi di Medina, rispetto ai quali la Corte de L’Aia successivamente si pronunciò a favore di Malta.[19] Nel 1983 anche l’Italia manifestò presso la corte de L’Aia il proprio interesse per parte delle risorse dei banchi di Medina nell’area sulla piattaforma continentale sommersa a est e a ovest di Malta.[19] Grazie al trattato bilaterale con l’Italia, Malta poteva dirsi protetta anche dal punto di vista militare.[7]
    https://it.wikipedia.org/wiki/Affare_maltese

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