Ma lui dice che se ne va subito

Cottarelli, vecchio apparatchik del Fondo Monetario,  al governo non avrà la maggioranza in parlamento? A lorsignori non importa nulla.

Si governa per decreto, come del resto ha già fatto abbondantemente Renzi. Cottarelli emana un decreto e Mattarella lo firma.

Quel che conta è che un governo golpista andrà ai vertici internazionali e agli eurogruppi europei, a prendere gli ordini ed applicarli.  Sarà questo governo a “portare il paese alle elezioni”, che forse non verranno mai.

Conta ancora di più, il governo “farà le nomine” in scadenza, mettendoci suoi scherani e servi di obbedienza piddina.  Sono 350 nuove nomine in 79 enti di sottogoverno: sono qui i veri vasi della marmellata di partito  e di potere, i serbatoi dei miliardi che stanno fuori dalla vista del grande pubblico, i distributori di potere, poltrone, gettoni di presenza, clientele.  Il Deep State italiota.

La Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce i risparmi postali degli italiani ed è controllata per l’83% dal Ministero Economia e Finanze  e per il restante 17% da una pluralità di fondazioni bancarie, è un condominio Massoneria-Partito Democratico da sempre. Ciò perché non solo ha un patrimonio consolidato  35,7 miliardi,  ma è  capace di mobilitare attività totali per 410 miliardi di euro). Il PD l’ha usata per “salvare” imprese  cui teneva, per le sue clientele, come finanziatore-tappabuchi.

Le  mani del PD sul Deep State  (e i soldi pubblici)

Adesso a maggio, in Cassa scadono  banchieri Claudio Costamagna (presidente) e Fabio Gallia (amministratore delegato),   nominati entrambi da Matteo Renzi.

Cottarelli, governo senza maggioranza, farà le nomine del nuovo consiglio d’amministrazione della RAI,la cui importanza come strumento di potere e diffusore del Verbo totalitario  non sfuggirà a nessuno: un altro giro per le Goracci e Berlinguer a 200 mila l’anno;  a Leonardo-Finmeccanica (12 miliardi di euro), Sogei (la grossa informatica dello Stato),  Arexpo SpA ed altre entità meno note  (ma piene di soldi e posti da distribuire) direttamente controllate dal Ministero. Poi ci sono le controllate indirettamente:

Ferrovie dello Stato (tra cui l’amministratore unico di Anas Concessioni Autostradali S.p.A.), Poste Italiane (specificamente, il consiglio d’amministrazione i Poste Welfare Servizi S.r.l. e i collegi sindacali di: Consorzio Logistica Pacchi S.c.p.a., Europa Gestioni Immobiliari S.p.A. e Postel S.p.A), Sogin. Tutti i vertici dell’ENEL, gruppo con sei società, dell’Eni ( 10 consigli d’amministrazione  e 5 collegi sindacali a Eni Fuel, Eni Progetti, Servizi Aerei Spa, eccetera). Questo solo per elencare le più importanti.

Questo è il Deep State italiano, che Cottarelli affiderà al partito che ha perso le elezioni.

Ma soprattutto, Cottarelli   è lì per fare la patrimoniale, il prelievo straordinario sui patrimoni degli italiani.  Weidmann (Bundesbank) non fa che ripeterlo in tutte le sedi: voi italiani siete più ricchi di noi, avete risparmi e patrimoni per centinaia di miliardi – usateli per ridurre il vostro debito pubblico.

Il Parlamento lo boccerà?  Ma mai, mai in Italia è occorso un voto parlamentare , mai una discussione  in aula,per taglieggiarvi veramente. Quando Giuliano Amato operò il prelievo forzoso sui conti correnti lo fece “nella notte tra il 9 ed il 10 luglio 1992 operò un prelievo forzoso ed improvviso del 6 per mille su tutti depositi bancari. Un decreto legge di emergenza l’autorizzava a farlo: in quel provvedimento, varato mentre i mercati si accanivano sulla Lira  (l’attacco di Soros, che costrinse poi Amato a farci uscire dal serpente monetario) erano state inzeppate alla rinfusa misure le più svariate. Dall’aumento dell’età pensionabile alla patrimoniale sulle imprese, dalla minimum tax all’introduzione dei ticket sanitari, dalla tassa sul medico di famiglia all’imposta straordinaria sugli immobili pari al 3 per mille della rendita catastale rivalutata. Prelievo sui conti correnti e Isi fruttarono insieme 11.500 miliardi di lire. L’imposta straordinaria sugli immobili, nella migliore delle tradizioni italiane, perse subito il prefisso “stra”  per diventare una gabella ordinaria: l’imposta comunale sugli immobili, ovvero  l’Ici”.

http://www.wallstreetitalia.com/nella-notte-tra-il-9-e-il-10-luglio-1992-giuliano-amato/

Il divorzio Tesoro-Bankitalia non fu discusso alle Camere

Del resto anche la più fatale e grave decisione di politica economica   nella storia dell’Italia repubblicana, il “divorzio” fra Tesoro e Banca d’Italia, avvenne scavalcando totalmente le Camere. Mai fu discusso e dibattuto. Semplicemente, il ministro del Tesoro (Beniamino Andreatta) e il governatore della banca centrale (Carlo Azeglio Ciampi) si scambiarono fra loro due la lettera con cui liberarono la Banca d’Italia dall’acquisto dei titoli  invenduti di debito pubblico italiano. Naturalmente tutto ciò era perfettamente “legale”, come   lo è l’ultimo atto di Mattarella.  Persino il ministro delle Finanze, che era Rino Formica, non era d’accordo e alzò la voce: Andreatta lo  descrisse come “ossessionato dall’ideologia della crescita ad ogni costo e del pieno impiego, grazie a bassi interessi e cambio debole”, ossia svalutazione. Di questo cruciale scontro fra due ministri, tutto quel che passò sui media fu  “la lite delle comari”, il Parlamento non se ne occupò. Poi  Rino Formica è stato perseguito per tangenti, da cui è stato assolto 17 anni dopo con formula piena. Si può sempre affidarsi alla magistratura, nei passi decisivi della demokràzia.

estratto da https://www.maurizioblondet.it/cottarelli-fara-la-patrimoniale-e-cosaltro/

3 pensieri su “Ma lui dice che se ne va subito

  1. Cottarelli, meno irresponsabile di lei, nemmeno si è presentato alle Camere. Ora si parla di tornare alle elezioni a luglio. Elezioni che non potranno che avere il risultato di prima – o un ancor più grande successo di 5S e Lega, ormai uniti. Con la sola differenza: che avverranno sotto la pedagogia punitiva dei “mercati” auspicata dal suo amico Oettinger, i mercati che ci ridurranno in miseria come la Grecia, che faranno magari bloccare i bancomat per terrorizzarci a votare PD. Insomma un altro aggravamento. Se lei accetta questa soluzione, non farà che confermare la sua irresponsabilità. Cioè che a lei del popolo italiano non gliene frega niente, basta che vinca la sua fazione.

    E poi, scusi, perché votare a luglio? Abbiamo appena votato, e il risultato è quel governo e quel progetto saldo e ragionevole, che lei irresponsabilmente ha bocciato. Se in lei sopravvive ancora un barlume di senso di responsabilità, presidente, saprebbe fare la sola cosa necessaria: chiamare il professor Conte, e dargli l’incarico, col suo ministero al completo e Paolo Savona all’economia. Lasciare che prenda il timone e governi il paese in una situazione che lei, nella sua sventatezza, ha reso ancora più tempestosa e difficile. Poi, si prenda una lunga vacanza. In Portogallo. Proporrei Cascais, abitato da storiche memorie italiane.

    L’articolo PRESIDENTE, SI RENDE CONTO DI QUANTO DANNO HA FATTO? proviene da Blondet & Friends.

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