Leghe (Sec.XII)

Lega Anseatica

I coloni tedeschi costruirono numerose città anseatiche sul Baltico, come Reval (Tallinn), Riga e Dorpat (Tartu). Alcune di queste sono ancora piene di edifici e dello stile dei giorni della Lega Anseatica. La Livonia (le odierne Estonia e Lettonia) ebbe il suo parlamento Anseatico (dieta) e tutte le sue principali città erano membri della Lega.

Alla fine, la capitale dell’Hansa venne spostata a Danzica, che era il principale porto per le mercanzie polacche (all’epoca tedesche) trasportate lungo la Vistola. Altre importanti città membri della Lega furono Thorn (l’odierna Toruń), Elbing, Königsberg e Cracovia.

La Adler von Lübeck, nave della Lega Anseatica

La Lega aveva una natura fluida, ma i suoi membri condividevano alcuni tratti. In primo luogo, gran parte delle città anseatiche vennero fondate o come città indipendenti, o ottennero l’indipendenza attraverso il potere di contrattazione collettivo della Lega.

L’indipendenza era comunque limitata; significava che le città dovevano lealtà diretta al rispettivo Imperatore, senza alcun legame intermedio alla nobiltà locale. Un’altra similitudine consisteva nel fatto che le città erano tutte collocate in posizione strategica lungo le rotte commerciali. Infatti, al vertice del loro potere, i mercanti della Lega Anseatica erano talvolta in grado di usare il loro potere economico (e in alcuni casi anche la loro forza militare – le rotte commerciali necessitavano di protezione, le navi della Lega erano bene armate) per influenzare la politica imperiale. L’imbarcazione anseatica tipica era la Cocca, un tipo di nave con una sola vela quadrata capace di trasportare grandi carichi.

Lega Longobarda

Il Carroccio, che ha origine longobarda, era inizialmente utilizzato dagli arimanni come carro da guerra[3]. La sua funzione diventò prettamente simbolica[4], con l’aggiunta della croce, delle insegne cittadine, dell’altare e con la sua conservazione nella chiesa principale della città[5] in un momento individuabile tra il 1037 ed il 1039 grazie all’arcivescovo di Milano Ariberto da Intimiano, che ne impose l’uso in uno degli assedi che Corrado II il Salico fece a più riprese a Milano[6]. In altre parole, il Carroccio, da mezzo bellico, diventò strumento prettamente politico[5]. Da Milano il suo uso si diffuse in molti comuni dell’Italia settentrionale, in Toscana e fuori d’Italia, fino alla decadenza nel secolo XIV. Sui documenti medievali il Carroccio è chiamato carochium, carozulum, carrocerum ocarrocelum, mentre in dialetto milanese dell’epoca era probabilmente denominato caròcc ocaròz[7].

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