Elettorato liquido

L’elettorato è liquido nell’urna come nella vita quotidiana e nei valori di riferimento. Resta, come motore immobile, il denaro, l’interesse materiale. Chi utilizza meglio speranze ed egoismi vince, almeno per oggi. Domani è un altro giorno.

E  il popolo infantile, egoista e furbastro pensa solo all’interesse soggettivo e immediato. Chi lo sa meglio di ogni altro sono le oligarchie dominanti, le quali, ben lungi dall’impaurirsi per il successo a 5 Stelle, stanno già salendo, per assumerne le redini, sul carro del vincitore. Chi meglio di loro, infatti, saprà depotenziare la rivolta che pure è alla base del plebiscito grillino? Poco strutturati politicamente, privi di una visione precisa delle relazioni internazionali, con un gruppo dirigente di livello imbarazzante, i poteri forti saranno ben lieti di fornire non solo interessati consigliori e soluzioni “chiavi in mano”, ma si fregano le mani per l’ipotesi di reddito universale. E’ la loro soluzione, probabilmente non speravano che sarebbe stata richiesta a furore di popolo da una (ancora) grande potenza manifatturiera. Con i progressi della cibernetica, della robotica e delle nanotecnologie, il lavoro diminuirà inevitabilmente. Niente di meglio che calmare le acque lanciando una specie di buono pasto digitale alla folla rimasta a braccia conserte, potenzialmente sediziosa ma niente affatto rivoluzionaria come quella italiana.

Il capitalismo predatorio ha coniato alcune parole chiave, credute dai più. Una è governabilità, che, tradotto nelle lingua della strada, significa che comandano loro e i governi non sono che i questurini delle oligarchie. Un’altra è stabilità, in lingua di legno vuol dire che nulla deve cambiare, nell’economia, nella finanza, nei mercati, insomma ai piani alti, quelli che dettano la linea. La terza è riforme, un termine sinistro dietro cui si nasconde la legalizzazione del mattatoio sociale e dei poteri non elettivi.

Hanno il monopolio del denaro, anzi lo creano dal nulla. Controllano i lilleri, quindi sono gli unici che lallerano. Possono, per loro interesse, offrirci qualche mancia. Preventivamente, ci hanno trasformati in plebe con la febbre del consumo. A milioni saranno felici di vivere a scrocco, facendo qualche lavoretto in nero per eludere i controlli di una burocrazia statale complice, in tasca una card che permetterà di comprare, meglio se a debito, un po’ dei prodotti che luccicano sugli scaffali e fanno bella mostra di sé nella rappresentazione corriva di Sua Altezza la pubblicità. Feticismo della merce; con quattro soldi, oltretutto sottratti a noi, avranno comprato la nostra dignità, ma lo capiremo solo a fregatura avvenuta.

Da lunedì 5 marzo, i veri potenti sanno che una parte consistente di italiani non vede l’ora di consegnare loro anima e corpo. La giusta sconfitta dei vecchi servitori screditati – PD, Forza Italia, radicali- forse ci getterà dalla padella nella brace. Privi ormai di principi forti, estranei ad una comunità condivisa, gli italiani liquidi cadono in braccio agli interessi oligarchici perfino quando votano a grande maggioranza per sottrarsi al loro dominio.

La strada è segnata: ancora più Europa, ancora meno padroni a casa nostra, qualche modesta mancia per rinviare il tumulto dei ciompi. Per pochi lilleri, vendiamo la gallina per comprare a rate le uova.

ROBERTO PECCHIOLI   

L’articolo SENZA LILLERI NON SI LALLERA è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

4 pensieri su “Elettorato liquido

  1. Ormai i ricchi proclamano senza esitare che i poveri sono diventati “xenofobi”, i disoccupati sono “populisti” e anti-immigrati, gli operai sono “passati a destra”, perché sono “egoisti”; solo loro, in Montenapoleone e ai Parioli, sono rimasi ad alzare il vessillo rosso della solidarietà transnazionale e del più Europa.

    Quanto a Napoletano, Scalfari e Mattarella, hanno ben capito che M5S, o Lega Sud, non è un pericolo per la loro classe, che si può e si deve fare il governo con loro, perché il vero pericolo è “l’estrema destra di Salvini”.
    https://www.maurizioblondet.it/fate-linciucio-ve-lo-chiede-leuropa-dei-ricchi/

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  2. https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60281
    Manca un pensiero forte, elaborato, coerente, e manca specialmente a Voi – e questa è una critica che resta in piedi nonostante i vostri sforzi di dotarvi di consulenti nei vari campi, dall’economia alla sociologia: essere post-ideologici non significa schifare la prospettiva di una formazione organizzata di candidati ed eletti, con scuole permanenti, studi e pubblicazioni – sul web, per carità, non vorremmo mai fare torto al sacrissimo web. Insomma, manca tutto.

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