Vista la fotografia?

Non la riportiamo perché l’avrete già vista tutti; ne riportiamo invece la didascalia,  gentilmente fornitaci  dall’articolo di Repubblica:
“Dobbiamo affrontare sia unilateralmente che con i nostri partner questa questione come un problema generazionale, e organizzarci e preparare le le risorse ad un livello sostenibile per gestire (questa crisi dei migranti) per (i prossimi) 20 anni”. Lo ha dichiarato alla Abc il capo degli Stati maggiori riuniti degli Stati Uniti (il più alto ufficiale in grado) il generale Martin Dempsey che ha anche auspicato che la drammatica fotografia di Aylan “abbia un simile effetto a quella del 1995 del mortale attacco con i mortai alla piazza del mercato di Sarajevo, che spinse verso l’intervento della Nato in Bosnia.

estratto da http://pauperclass.myblog.it/2015/09/04/hanno-deciso-che-la-crisi-durera-ventanni-eugenio-orso/

Tags: ,

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

8 Responses to “Vista la fotografia?”

  1. Ovviamente tutta l’operazione parte con l’obiettivo ufficiale di ” combattere l’ISIS”, con le forze militari sotto il controllo NATO senza alcuna autorizzazione dell’ONU nè tanto meno alcun permesso del governo siriano che ha ben chiaro quale sia la reale finalità dell’ISIS e chi lo ha creato e perché.
    Una operazione analoga a quanto fatto in Libia con alcune varianti dovute alla coriacea resistenza siriana che dura da 4 anni e mezzo, grazie al suo esercito ed al sostegno dell’Iran all’alleato siriano e grazie alle forniture militari ed assistenza della Russia di Putin che, in ogni caso, “ha mangiato la foglia”, come si dice in gergo e non rimarrà passivamente ad assistere ad una demolizione controllata del suo alleato siriano dove, fra l’altro, esiste l’unica base navale russa nel Mediterraneo. Ci possiamo scommettere.
    Luciano Lago in
    http://www.controinformazione.info/quello-che-nasconde-la-campagna-mediatica-di-pietismo-sullaccoglienza-dei-profughi/?lang=it

    #1325
  2. Non è un complotto, ma il caos è l’unico antidoto efficace all’esplosione delle contraddizioni liberiste, all’impoverimento, al calo della domanda aggregata, alla creazione di denaro attraverso il denaro, visto che la manipolazione dei numeri e dell’opinione pubblica ha dopotutto dei limiti nei dati di realtà. Alla lunga persino uno come Ferrero si farebbe venire dei dubbi sul mondo globale e la sua bizzarra e drammatica geografia, sul mantra della integrazione europea condotta a suon di Bce. Invece stressando le società, portandole al limite, focalizzando su un dramma specifico negando ogni responsabilità si può evitare il crollo dell’egemonia culturale fino a che l’orrido cemento non abbia fatto definitivamente presa. Certo c’è anche la possibilità che al contrario questo processo si acceleri, che tutto si sgretoli velocemente. Ma le cose sono andate troppo avanti per tornare indietro.
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/09/06/il-pentagono-prevede-e-provvede/

    #1326
  3. Probabilmente Putin si sta preparando a intervenire per salvare il presidente siriano Bashar al Assad, scrive Gwynne Dyer su l’Internazionale; se è cominciata la propaganda presto comincerà la guerra.
    Tra l’altro, se i jihadisti hanno conquistato Palmira è perché la “coalizione contro lo Stato islamico” (in pratica l’aviazione statunitense) non ha lanciato neanche una bomba per difenderla. Ha effettuato almeno mille missioni per difendere Kobane, la città curda al confine con la Turchia assediata dai combattenti del gruppo Stato islamico, perché i curdi erano alleati di Washington. Palmira invece era difesa dai soldati di Assad, e quindi gli Stati Uniti hanno lasciato che lo Stato islamico se ne impadronisse.
    http://www.internazionale.it/opinione/gwynne-dyer/2015/09/07/intervento-russia-siria

    #1327
  4. È fuori di dubbio che l’establishment euro-atlantico voglia implementare il piano Kalergi nel medio-lungo periodo, ma l’attuale ondata immigratoria risponde a logiche di breve periodo: arrestare, con un’emergenza dopo l’altra, il disfacimento dell’eurozona. Oggi i profughi, domani i terroristi dell’ISIS, dopodomani la guerra in Ucraina: Bruxelles, salvaci tu!
    Federico Dezzani in http://federicodezzani.altervista.org/emergenza-immigrazione-ed-isis-lextrema-ratio-salvare-la-ue/
    Nota: Personalmente noi riteniamo la Siria il prossimo obiettivo militare

    #1329
  5. Lavrov ha inoltre precisato che “Continuiamo ad aiutare il governo siriano nell’equipaggiare l’esercito siriano con tutto il necessario in modo da scongiurare il ripetersi in Siria dello “scenario libico” e di altri eventi sfortunati che si sono verificati in questa regione per l’ossessività delle idee dei nostri partner occidentali di spodestare i governi non graditi,” — ha detto il capo della diplomazia russa.

    Anche la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha ribadito che: “Il nostro Paese da tempo fornisce in Siria armi ed attrezzature militari in conformità con i contratti bilaterali esistenti. Le armi che vengono consegnate all’esercito siriano hanno lo scopo di contrastare la minaccia terroristica che ha raggiunto livelli senza precedenti in Siria e nel vicino Iraq.
    http://contropiano.org/politica/item/32773-la-russia-sostiene-la-siria-un-allarmismo-fuori-bersaglio

    #1331
  6. Un nome, un volto, una storia che permettano di calarsi in un dramma personale, hanno più impatto emotivo della semplice informazione di una tragedia collettiva.

    Questa costatazione è un’impressionante verifica sul campo di quali schemi di comportamento e di giudizio regolino la psicologia di massa.

    Probabilmente l’ondata di simpatia verso i “migranti” si esaurirà presto, oscurata dai problemi quotidiani che quell’immigrazione di impatto epocale provoca. Resta il fatto che il potere sa perfettamente come suscitare la mozione degli affetti.
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=51980

    #1333
  7. E anche se unire i puntini proverbiali non è una cosa di tutti i giorni per gli occidentali, non è stato troppo difficile per i media dipingere il quadro:

    1) Il bambino annegato era rifugiato

    2) C’è una crisi di profughi soprattutto grazie ad un guerra in corso in un luogo chiamato Siria, che non è su Marte, ma è di fatto in Medio Oriente

    3) questo posto chiamato Siria è dove esiste ISIS

    4) I russi sono anche lì. Sarebbe difficile trovare una narrazione più favorevole per mobilitare il sostegno pubblico per un’invasione in territorio straniero. E in effetti, forse qualcuno stava cercando un pretesto, perché, come riporta Reuters, il padre del bambino annegato non avrebbe potuto essere un immigrato in fuga, dopo tutto, ma piuttosto un contrabbandiere di persone e Aylan era sulla barca non perché la sua famiglia aveva lo scopo di salvare il bambino dalla violenza orribile che alligna in Siria, ma piuttosto perché, approfittando della miseria altrui, il padre aveva scelto di fare il Caronte e spesso si portava dietro Aylan come aiutante. La Reuters ha pubblicato la storia, i cui estratti sono presentati qui di seguito:
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=51985

Condannati alla C

Contrariamente a quello che proclamano i cantori delle “magnifiche sorti progressive” , ritengo che dal passato derivi il futuro (anche di Bondeno); ecco perché riporto un paio di episodi personali risalenti a qualche anno fa:

1) Come nel calcio, dove la Bondenese milita nel girone C (promozione), anche nella cultura Bondeno non offre nulla ai suoi cittadini.
Questo vale non solo in termini di lavoro, ma anche in termini di occasioni culturali: come UAC, nel 2010 abbiamo organizzato un incontro con Massimo Malaguti e a sentirlo c’erano solo alcuni suoi compagni di scuola.
Il che significa che, anche in termini di ascolto, a Bondeno non c’è nessun interesse per sapere quello che succede fuori, presupposto indispensabile per la crescita, che è fatta di ricerca, innovazione e sviluppo.

2)  Ricordo la nascita di VOL (Video On Line) alla quale ebbi occasione di partecipare da vicino collaborando con la cooperativa “Terza Via” (in quanto afferente al c.d. terzo settore) che si occupava anche di informatica e i cui soci confluirono poi nell’associazione “Araba Fenice” di Bondeno.

Ricordo che la coop gestiva anche il nodo di Ferrara (un armadio pieno di modem in un appartamento privato) e vendeva gli abbonamenti nella sede di Bondeno, cercando anche di far conoscere il nuovo mezzo organizzando incontri e intervenendo alle manifestazioni sul territorio.

In particolare ricordo un invito rivolto agli imprenditori locali (tenete presente che eravamo nel 1995/96) per cercare di spiegare le potenzialità di Internet, al quale intervennero (con la lusinga del rinfresco/aperitivo) circa una ventina di persone; l’impegno era di ritrovarsi dopo una settimana per un corso di formazione presso una struttura locale.

Ovviamente stavolta non si presentò nessuno, anzi no: una signora, che non era venuta la prima volta, venne mandata dall’azienda perché aveva sentito dire che c’erano dei finanziamenti disponibili!

Paolo Giatti

Tags: , ,

  This entry was posted on giovedì, agosto 27th, 2015 at 11:50 and is filed under cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.

6 Responses to “Condannati alla C”

  1. Non sono andato a verificare la posizione della Bondenese oggi, ma ritengo che Bondeno, invece, dovrebbe considerarsi fortunata se non è retrocessa (e i fondi del terremoto, paradossalmente, l’hanno aiutata).

    #1318
  2. La prosperità raggiunta (insieme al timore di perderla) produce più stagnazione che progresso: anzi, la pressione dei mercati e la concentrazione della ricchezza erodono i diritti (all’istruzione, alla salute, alla cultura, al lavoro) generando crescenti ineguaglianze. L’illusione della crescita si limita a qualche success story che riunisce in poche mani gli incrementi di produzione e di ricchezza; ma intanto il lavoro (dei più) diminuisce, e la produttività totale (i cui fattori sono capitale e lavoro) s’inceppa.
    http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-segreto-della-creativita-che-abbiamo-dimenticato/
    Incredibile come sempre si predichi bene e si razzoli male!

    #1320
  3. L’articolo citato sopra lo ritrovate anche su http://gabriellagiudici.it/salvatore-settis-il-segreto-della-creativita/ di cui riportiamo un ulteriore estratto:
    La categoria-chiave di questo ragionamento, la “fioritura” (flourishing), viene dalla filosofia morale (basti ricordare Martha Nussbaum e Julia Annas), che ne ha indicato le radici nel pensiero di Aristotele. L’eudaimonia di cui parla l’antico filosofo non è felicità effimera (il “successo”), ma senso di realizzazione della propria vita, delle proprie potenzialità: un sentimento che incardina l’individuo nella comunità (polis) di cui fa parte. La “fioritura” degli individui e delle comunità è precondizione indispensabile per lo sviluppo della creatività ad ogni livello, e dunque componente vitale dell’economia e della società, ma anche della democrazia, dell’equità, della giustizia.
    Chissà se il nostro nuovo sindaco avrà voglia di fare qualcosa per risvegliare le coscienze addormentate della nostra polis

    #1321
  4. PP

    Nel corso della storia dell’umanità ci sono stati tempi e luoghi in cui gli individui sono stati particolarmente creativi e si sono così fatto passi da gigante nei campi della scienza, dell’arte, dell’economia e dello sviluppo delle società in generale. Da molti anni a questa parte, invece, viene sottovalutata la fondamentale dimensione sociale della creatività,a tutti i livelli. Manca prima di tutto un ambiente favorevole e accogliente ai cambiamenti, nonostante l’urgenza che ci sarebbe di trovare nuove vie per risolvere problemi enormi per l’umanità. Penso ad esempio ai problemi dell’immigrazione di interi popoli o ai gravi problemi ambientali, economici, ma anche a quelli minori che toccano la vita di tutti noi. Perché la creatività si esprima e si sviluppi ha bisogno comunque di individui non solo talentuosi, ma tenaci, curiosi, flessibili, aperti alle nuove possibilità, amanti del sapere, capaci di osservare e di comunicare. Purtroppo, ai giorni nostri, queste doti che pure molte persone hanno, fanno fatica a trovare terreni fertili in cui germogliare e crescere. E poi, diciamola tutta, oggi alla creatività viene a mancare soprattutto quel tempo lungo di meditazione e riflessione perché idee, espressioni e sogni, grandi o piccoli che siano, possano divenire realtà.

    #1322
  5. Ogni tanto mi piace ricordare che Bondeno aveva anche un ospedale, ma la sanità sta prendendo ben altre strade:
    http://contropiano.org/politica/item/32692-privatizzare-la-sanita-il-modello-unipol

La botte piena e la moglie ubriaca

Quelli che vogliono la ripresa dell’economia, ma non vogliono redistribuire il reddito sono quelli di cui si parla nel titolo; così facendo la (loro) soluzione è la guerra: http://vocidallestero.it/2015/08/17/bagnai-stampare-o-non-stampare-e-irrilevante/

E’ tragico (per noi), ma è una scelta storicamente praticata già adesso: pensate alla Grecia se volete la versione soft o a qualsiasi altra guerra in corso ; se poi volete pensare come non avete mai fatto finora (nonostante le nostre ripetute sollecitazioni), vi suggerisco altre due parole su cui meditare: signoraggio e anatocismo.

Se non capite che queste sono le due ragioni che ci hanno portato a questo punto, qualsiasi cosa pensiate o facciate non sarà di alcuna utilità (irrilevante direbbe Bagnai).

Nota: se li cercate in internet troverete definizioni contrastanti, per una volta almeno cercate di scegliere quella che conviene a voi; noi vi diamo solo un paio di suggerimenti:

https://apoforeti.wordpress.com/2012/10/06/citazioni-sul-signoraggio/

http://rubriche.finanza.tiscali.it/socialnews/Acquati-/7085/articoli/

Tags: , , ,

 

9 Responses to “La botte piena e la moglie ubriaca”

  1. Prima che qualcuno me lo chieda, preciso che la contrapposizione è tra “ricchi e poveri” (il sorpasso è previsto per il 2016).
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-19/entro-2016-l-1percento-popolazione-sara-piu-ricco-resto-mondo–105352.shtml?uuid=ABLP09fC&refresh_ce=1
    Quindi se il sistema economico-politico serve a questo, perché dovremmo anche tifare per lui ?

    #1308
  2. Il 2015 è un anno giubilare sia per i cattolici (8 novembre), sia per gli ebrei (per questi ultimi un anno particolare con 4 eclissi di luna: l’ultima il 28 settembre 2015).
    Gli anni giubilari originariamente prescrivevano la remissione dei debiti e la liberazione degli schiavi (rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori).
    Speriamo!
    http://www.shemitah-blood-moons.net/

    #1309
  3. Sapendo che i ricchi lo sono già abbastanza, che bisogno c’è di impoverire ulteriormente i poveri?
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/08/19/promesse-mantenute-ritocco-delle-pensioni-in-grecia/
    Da 486 euro a 392 al mese, non può essere che puro sadismo: godere della sofferenza altrui!

    #1310
  4. Il mercato immobiliare greco è stato ulteriormente depresso anche a causa dell’introduzione di una nuova tassa sulla proprietà che si basa sui prezzi di mercato “oggettivi” del 2008. Secondo questo schema, i proprietari di casa devono pagare l’imposta sulle proprietà valutate ai prezzi del 2008, sulla base dei redditi del 2015. Inoltre, devono pagare un’imposta sul reddito dell’affitto che ammonta fino al 40% del reddito totale.
    http://vocidallestero.it/2015/08/19/grecia-il-terzo-piu-veloce-deprezzamento-del-mercato-immobiliare-al-mondo/

    #1312
  5. Gli Stati Uniti hanno voluto l’Unione Europea. Attraverso le loro agenzie di spionaggio, la Cia in particolare, alla fine degli anni ’40 e negli anni ’50 sono stati i primi promotori delle prime organizzazioni di federazione europea. Hanno voluto creare questa confederazione per superare l’ostacolo degli stati nazionaliche, soprattutto emergendo dalla guerra antitotalitaria contro il nazifascismo, avevano assunto delle costituzioni e dei caratteri statali molto democratici, molto progressisti. Cosa che agli ambienti conservatori, reazionari non poteva andar bene. Allora la proposta di una Unione Europea che superasse gli scogli degli stati nazionali e configurasse una struttura non democratica, dove il governo del continente fosse affidato a dei funzionari nominati, prodotti dal coacervo del potere finanziario, poteva liberare la strada a una struttura che fosse dominabile, assimilabile agli interessi degli Stati Uniti. Avendo un’Europa ridotta in questi termini anti-democratici, che man mano hanno fatto carne di porco delle sovranità nazionali, agli Stati Uniti è riuscito molto meglio il controllo sul continente. Un controllo che deve essere comunque e sempre mantenuto, come sempredeve essere mantenuta la subalternità del continente, che non deve rafforzarsi eccessivamente, non deve fiorire, non può essere troppo competitivo economicamente con gli Stati Uniti e, soprattutto, non deve essere attratto dalla sua tentazione naturale, data dalla sua collocazione geografica, culturale, storica, verso l’Eurasia, verso la Russia. Questo deve essere impedito.
    Fulvio Grimaldi in http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=51754

    #1316
  6. Solo ora capisco a pieno la frase di Cesare Pavese, da La Luna e i falò: “In America c’è di bello che sono tutti bastardi”. La frase esce dalla bocca del protagonista, piemontese e americano, oramai bastardo anch’esso: “Capii lì per lì che cosa vuol dire non essere nato in un posto, non averlo nel sangue, non starci già mezzo sepolto insieme ai vecchi”. Oggi capisco anche questa frase, finalmente.
    http://pauperclass.myblog.it/2015/09/05/aylan-la-morte-bimbo-strumentalizzato-dal-potere-alceste/

    #1324
  7. Ma credere nella democrazia e nella giustizia non significa dare voce ai ricchi o ai vincenti o agli avventurosi o a chi abbia il coraggio di rischiare (generalmente i beni altrui) o la capacità di farsi valere. O meglio: questa è la visione meritocratica che della democrazia e della giustizia ha la destra. La sinistra deve dar voce agli altri: a quel 97% che sceglie di restare a casa o che non ha modo di fare altrimenti.
    Giampiero Marano in http://www.appelloalpopolo.it/?p=14217

Salva

La maledizione dell’attualità

Ho ripubblicato di recente un articolo sullo scritto mazziniano “I doveri dell’uomo” del 1860 che sembra scritto oggi tanto attuali sono le critiche; poi sono venuti i giornali a denunciare questa o quella stortura e i settimanali, nel secondo dopoguerra, a raccontarci tutto quello che non andava nell’Italia e nel mondo (e a raccogliere pubblicità).

Eppure siamo ancora qui a lamentarci (almeno alcuni) delle stesse cose di sempre; a questo punto bisognerebbe domandarsi cosa c’è di sbagliato in questo sistema. Uno spunto lo abbiamo trovato nel testo seguente: http://www.libero-pensiero.net/lindignazione-la-denuncia-la-protesta-sono-ormai-obsolete-paradossalmente-funzionali-al-sistema/

E’ diventato per giunta pericoloso, per diversi motivi. Primo: si diventa, a propria insaputa, dei pubblicitari a sostegno del sistema marcio; perché, se ci si indigna, vuol dire che si pensa che avrebbe potuto essere diverso. Secondo: l’indignazione basata su questo assunto irrealistico venato di speranza mista a illusione è l’anticamera dell’impotenza che introduce ai salotti del cinismo, dell’indifferenza, dell’anti-politica o della depressione, e nei casi estremi spinge al suicidio perché non si intravedono vie di fuga né soluzioni.

Idem per ciò che riguarda la protesta, totalmente inutile: esiste soltanto per aumentare il numero dei consensi nei siti e nelle pagine facebook di cosiddetta contro-informazione. Anche questa è dannosissima per la salute, a lungo andare.

Per non parlare dell’ossessiva bulimia quotidiana di “informazioni” che poi tali non sono. Soltanto una esigua, davvero minima, percentuale delle informazioni diffuse in Italia possono aspirare al rango di notizia.

Se poi a questo aggiungete la strabordante maggioranza di notizie riguardanti sport, moda, gossip che ci sommergono e di cui discute l’Italia nei bar, al mercato e sotto gli ombrelloni, si capisce l’irrilevanza di blog come il nostro che hanno anche il torto di non essere a fini di lucro!

C’è rimedio? Sempre Mazzini lo indicava nel binomio “Pensiero e azione” e indicava nell’associazionismo (non nel volontariato) un percorso da seguire: http://www.bondeno.com/2010/02/01/associazionismo-e-volontariato/

Come detto all’inizio, è vero che l’opera è rimasta incompiuta: è stata fatta l’Italia, ma non gli italiani, ma solo perché in questi 150 anni ci siamo lasciati distrarre dall’attualità ;-)

Tags: , , ,

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

8 Responses to “La maledizione dell’attualità”

  1. L’attualità come strategia distraente dai veri problemi è efficacemente usata dal PD che propone ogni giorno ai suoi militanti (attraverso i social network e i suoi organi di informazione) un tema di cui discutere, ad esempio i matrimoni gay, così si dimenticano delle nefaste conseguenze del job act e delle altre “riforme” di Renzi.

    #1298
  2. E con questo abbiamo superato tranquillamente i livelli dell’indignazione: https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/08/07/rai-ritratto-di-cialtroni-in-un-interno/

    #1300
  3. PP

    Giustissimo gridare:basta! Basta anche indignarsi, tanto non serve a nulla. Piuttosto:” Parliamone, e dibattiamo sulle potenziali e possibili forme di aggregazione che vadano oltre la denuncia e la protesta. Non c’è più nulla di cui informare. Niente più da denunciare.”

    #1301
  4. Coerentemente con quanto affermato nel post, ogni tanto rileggo vecchi articoli che sembrano scritti oggi:
    “Le cose importanti sono quelle di cui parla Tremonti, perché l’attacco più distruttivo contro la società viene oggi dal gruppo dirigente europeo, dalle scelte criminali che la classe finanziaria sta imponendo a un ceto politico privo di qualsiasi autonomia. L’Europa ha smesso di sentirsi depositaria di una (sia pur sbiadita) civiltà sociale, o erede della civiltà umanistica. Basta con queste fantasie, dice con chiarezza il cinismo europeo contemporaneo, preparando la grande regressione. L’umanesimo che per cinque secoli ha guidato la civiltà europea, almeno in linea di principio, è oggi riconosciuto come un ostacolo al pieno dispiegamento dell’ipercapitalismo globale competitivo”.
    Franco Berardi Bifo
    http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=7432
    L’articolo è del 9 settembre 2010; in una cosa però l’autore sbaglia (per partito preso, naturalmente):”Sembra che dovremo scegliere tra la mafia, i nazi-nordisti in camicia verde, o un nuovo polo clerico-fascista”.
    Ovviamente non sapeva immaginare che l’artefice del misfatto sarebbe stato proprio il PD

    #1302
  5. Parole sacrosante!
    La valanga di informazioni-non informazioni che ci sommerge e crea una cortina fumogena per non fare vedere nulla.
    Al posto dell’informazione un dichiaratoio (con chiaro riferimento al mattatoio)e la gente beve e ripete a macchinetta parole di una realtà virtuale che nessuno vede.

    Fabio Smolari

    #1304
  6. Per chi si vuole rifugiare nel passato (ma sempre per capire meglio il presente e possibilmente cambiarlo), consigliamo il nostro blog sugli anni sessanta: https://anni60storia.wordpress.com/

    #1306
  7. I più maligni credono che Tsipras stia giocando al gioco che proprio Samaras fece contro l’ex premier socialista Papandreu: il rifiuto di ogni tipo di accordo per le misure di risanamento dei conti mantenendo una linea dura contro l’austerità, per poi tornare ad un’inevitabile negoziato con la Troika dopo la vittoria alle elezioni.
    https://terzapaginainfo.wordpress.com/2014/12/13/nella-grecia-il-nostro-futuro/
    questo lo scrivevamo il 13 dicembre 2014

    #1311
  8. In sostanza l’Unione Europea dichiara ufficialmente di avere messo sotto commissariamento politico le informazioni — diffuse nel territorio europeo — riguardanti la Federazione Russa. Una decisione che, da un lato, va a confliggere con uno dei principi cardine delle democrazie liberali ovvero l’indipendenza assoluta degli organi di informazione rispetto al potere politico e che dall’altro lato è un paradosso degno di un universo orwelliano: per contrastare la presunta propaganda russa si procede ad istituire un team — dipendente da istituzioni politiche — incaricato di studiare una efficace propaganda antirussa.
    Giuseppe Masala in https://zeroconsensus.wordpress.com/2015/08/29/nasce-il-grande-fratello-europeo/

Ecologia

Il caldo (decisamente innaturale) di questi giorni dovrebbe farci ripensare seriamente agli evidenti limiti del modello di sviluppo occidentale, basato su consumi illimitati in un sistema finito come la biosfera terrestre.

Le tante chiacchiere sul “riscaldamento globale” hanno semplicemente inventato la redistribuzione delle quote di inquinamento non utilizzate dai paesi poveri a quelli più ricchi, che, pagando, possono inquinare di più!

I meno giovani ricorderanno il contributo di Alexander Langer  alle tematiche ambientali e al movimento ambientalista: negli anni ottanta fu uno dei fondatori del movimento politico dei Verdi in Italia ed in Europa[1]. Il suo tentativo di dare un senso vero e attuale a parole come “conservazione”, “progresso”, “identità”, “tolleranza” lo portò spesso su posizioni non convenzionali, talvolta in contrasto con quelle delle sinistre[4].

Langer fece parte del consiglio provinciale della Provincia autonoma di Bolzano e del consiglio regionale del Trentino-Alto Adige dal 1978 al 1993[1]. Nel 1989 fu eletto per la prima volta al Parlamento Europeo e divenne il primo presidente del gruppo parlamentare dei Verdi[1]. Fu rieletto nel 1994.

Anche a Bondeno abbiamo avuto, in quegli anni, un consigliere verde (su 30) che sicuramente si è battuto in favore dell’ambiente, ma ben poco ha potuto di fronte al partito “degli affari” di centrali, inceneritori (eufemisticamente definiti termovalorizzatori) fotovoltaico, biogas ed altre consimili amenità.

La più autorevole voce, levatasi di recente in difesa dell’ambiente, è stata l’enciclica Laudato Si’ di Jorge Maria Bergoglio. Di quest’ultimo, la grancassa mediatica ha enfatizzato un generico messaggio d’ amore e rispetto per tutte le creature del pianeta; mentre la critica, radicale, all’ideologia della crescita economica, pur centrale nell’enciclica, è rimasta ai margini del dibattito pubblico.

Questo per la semplice ragione che la salvaguardia dell’ambiente dovrebbe essere raggiunta sia alterando i prezzi relativi dei beni con la tassazione – rendendo più costose le produzioni inquinanti e sussidiando quelle ad impatto ecologico più lieve – sia seguendo tre regole auree: a) il prelievo di risorse rinnovabili non deve eccedere la loro capacità di rigenerarsi; b) l’utilizzo di risorse non rinnovabili va sostituito con quelle rinnovabili; c) la produzione di scarti e rifiuti non deve superare la capacità di assorbimento della biosfera.

Inoltre, per garantire una vita dignitosa a tutti, che preveda accesso al cibo, all’acqua, alle cure, all’istruzione, è necessario redistribuire la ricchezza .

Ovviamente (e lo si è visto di recente con la Grecia) questo va contro agli interessi dell’oligarchia finanziaria che governa il mondo e che invece ha già pronto un piano di impoverimento mondiale, pubblicizzato da Serge Latouche come decrescita felice (ma solo la nostra naturalmente!).

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Alexander_Langer

https://ilconformistaonline.wordpress.com/2015/07/06/sviluppo-e-crescita-un-sinonimo-da-ripensare/

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

http://uac.bondeno.com/ambientefuturo/

Tags: , ,

8 Responses to “Ambiente futuro”

  1. Giusto due note per chiarire che speranze abbiamo: ci informa wikipedia che il 3 luglio 1995 Langer si tolse la vita a Pian dei Giullari, nei pressi di Firenze, impiccandosi a un albero di albicocche; ai familiari e agli amici lasciò un breve biglietto che recitava: «non siate tristi, continuate in ciò che era giusto»
    La seconda, personale, per dire che la manifestazione “Ricominciamo dal futuro” organizzata dalla UAC a Bondeno all’indomani del terremoto è stata semplicemente ignorata dai cittadini,dagli amministratori e dalla parrocchia.

    #1287
  2. Per Bateson (1972) dato che l’uomo sta dimostrando empiricamente che se distrugge il suo ambiente finisce col distruggere sé stesso, l’unità di sopravvivenza evolutiva da prendere correttamente in considerazione in realtà non è né l’individuo, né la specie, né la società ma il complesso flessibile organismo-nel-suo-ambiente. Così come non è possibile definire i confini della mente di un cieco (all’impugnatura del bastone? All’epidermide? Alla punta del bastone?) allo stesso modo non è possibile scindere le azioni dell’uomo e le retroazioni dell’ambiente: questi aspetti si modellano vicendevolmente e le descrizioni deducibili dai fenomeni osservati non potranno che prendere necessariamente in considerazione un punto di vista arbitrario, plasmato dalla peculiare posizione dell’osservatore. Per Bateson la “Mente”, nella sua accezione più ampia, è quindi immanente nel grande sistema biologico e all’interno di essa egli identifica una gerarchia di sottosistemi, ossia le menti individuali.
    http://www.terapiasistemica.it/scaffvarie/formsost.htm

    #1292
  3. Nella Firenze che verrà troveranno posto un immenso tubo che sventrerà il sottosuolo, un aeroporto largamente inutile e sovradimensionato che metterà a rischio l’intero sistema idraulico della piana limitrofa alla città e accanto un inceneritore il cui inquinamento si aggiungerà a quello dello scalo.

    Il fatto è che eleggiamo gente che non nutre amore per nulla che non siano potere e quattrini, ascendente e influenza. Che gode nell’oltraggiare bellezza, storia, cultura.

    Sono colpevoli loro, ma ancora di più chi glielo permette.

    Anna Lombroso
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/08/03/firenze-e-piovve-sul-bagnato/

    #1294
  4. Ma questo naturalmente ha ben poco a che fare con il disastro climatico a cui ci troviamo davanti e ai rimedi che sarebbero necessari: considerando che un singolo cittadino americano produce 6 volte la Co2 dell’essere umano medio, gli intendimenti salvifici della Casa Bianca risultano ridicolmente lontani dall’obiettivo, anche perché sulle cifre esiste un equivoco di fondo: la quota di emissioni dovute a beni e servizi prodotti nei paesi in via di sviluppo ma consumati in Usa è arrivata al 20%, il che significa che gran parte del risparmio interno andrà ad aumentare le emissioni da qualche altra parte e visto il ruolo imperiale degli Usa, sarà facile simulare la virtù in casa propria e accusare di vizio quelli che producono per loro.
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/08/04/il-disastro-ambientale-e-il-populismo-di-obama/

    #1295
  5. Ogni anno l’Uomo affetta, trita e macella circa 50 miliardi di animali di allevamento, al fine di trasformarli in (presunte) prelibate portate. Un genocidio senza precedenti le cui conseguenze, con buona probabilità in un futuro oramai prossimo, saranno tutte addebitate all’umanità stessa (e senza sconto alcuno). Sterminio di massa ed allevamenti intensivi significano, in sintesi, un consumo ciclopico delle scarse risorse del pianeta; l’impoverimento irreversibile del nostro unico e prezioso mondo. La Terra, con le sue migliaia di specie animali e vegetali che animano il freddo e desolato cosmo, cammina a passo spedito, nella distrazione quasi totale dei diretti interessati, verso il baratro della catastrofe: alla volta della sesta estinzione di massa.
    http://www.lospiffero.com/cronache-marxiane/“solamente”-un-piccolo-ratto-23007.html

    #1296
  6. L’agenzia regionale di Protezione Civile ha emesso oggi una nuova allerta calore per l’Emilia-Romagna: la fase di attenzione resterà attiva per 50 ore, dalle 16 di oggi, mercoledì 5 agosto, alle 18 di venerdì 7 agosto. Nell’allerta si legge che “nei prossimi giorni sulla nostra regione sono previste condizioni di stabilità con aumento del campo termico a tutte le quote. Le temperature massime sono pertanto previste in graduale aumento su tutto il territorio regionale, fino a superare i 35 gradi in forma diffusa sulla pianura e fascia pedecollinare fino a quota 300 metri; sulla riviera sono previsti valori leggermente inferiori, attenuati dai venti di brezza. Nella giornata di venerdì 7 agosto 2015 si potranno raggiungere o superare valori massimi di 37 gradi”.

    LEGGI ANCHE: Il testo dell’allerta sul sito della Protezione Civile

    #1297
  7. “Dopo la laurea pensavamo di andare all’estero – prosegue Stefania – Ogni volta che tornavamo al nostro paese però vedevamo le cose peggiorare, tanti nostri coetanei se ne erano andati e in tanti si erano rassegnati. Allora ci siamo detti: perché non provare a migliorare le cose qui?”. “Abbiamo fatto le valigie e siamo tornati a casa .
    http://www.ilcambiamento.it/culture_cambiamento/cali.html

    #1299
  8. Ma di una cosa possiamo stare certi, che il cambiamento climatico c’è eccome – mentre il clima dei governi non cambia mai – ma che i suoi effetti disastrosi sono imputabili alla criminale dissipazione di suoli, risorse e territorio, alla strategia dell’emergenza assurta al ruolo di politica di governo, per promuovere provvidenziali drammatizzazioni di crisi in modo che degenerino in pericoli talmente funesti da richiedere poteri speciali, regimi eccezionali, commissari plenipotenziari in grado di sovvertire legittimamente regole, leggi, ragioni di legalità e opportunità, e dietro ai quali si possono consumare reati contro l’interesse generale, contro i bilanci dello stato, contro la salute e l’ambiente, in favore di speculatori, imprese che sorridono festose in caso di terremoti e altre catastrofi profittevoli.
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/08/10/il-ministro-della-pioggia-fotocopia-il-vecchio-piano/

I vestiti nuovi dell’imperatore

E’ una fiaba danese scritta da Hans Christian Andersen e pubblicata per la prima volta nel 1837 nel volume Eventyr, Fortalte for Børn (“Fiabe, raccontate per i bambini”). Il titolo originale è Keiserens Nye Klæder.

La fonte da cui ha tratto ispirazione Andersen è una storia spagnola riportata da Don Juan Manuel (1282-1348), la XXXII dell’opera El Conde Lucanor.

Il racconto appartiene al bagaglio culturale condiviso di tutto l’Occidente e i riferimenti a questa fiaba nella nostra cultura sono onnipresenti.
La potete leggere su wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/I_vestiti_nuovi_dell%27imperatore

Quello che a noi interessa in questa sede è far notare che, dalla vicenda greca, emerge il volto di una Europa tutt’altro che benevola nei confronti del benessere delle popolazioni, ma attenta solo a tutelare le banche nell’esclusivo interesse dell’oligarchia finanziaria che privatizza i profitti e socializza le perdite.

A titolo di esempio (ma potete leggere utilmente il quaderno di Bondeno.com qui allegato) citiamo un recente articolo http://vocidallestero.it/2015/07/09/conseguenze-della-grecia-italia-e-spagna-hanno-finanziato-sotto-banco-il-salvataggio-delle-banche-francesi/

Quale Europa? by araba fenice

https://www.scribd.com/embeds/240978216/content?start_page=1&view_mode=scroll&access_key=key-6Oz2dmGL7HIk4f5bxJPs&show_recommendations=true

Tags: , , ,

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

9 Responses to “I vestiti nuovi dell’imperatore”

  1. Una volta le favole si raccontavano per educare il popolo, adesso si raccontano per ingannarlo.

    #1280
  2. Il potere non perde tempo in baruffe; gli bastano alcune paginette d’intenti, e uno scopo: a esso tutto subordina, a qualsiasi prezzo, di popoli, paesi e vite.

    The post Il fallimento della controinformazione [Alceste] appeared first on PAUPER CLASS.

    #1281
  3. Dall’intervista a Varoufakis:”Non è che non sia andata bene, è che proprio vi è stato un netto rifiuto di entrare negli argomenti economici. Di netto. Poni in luce un argomento su cui hai veramente studiato, per far si che sia logicamente coerente, e ti guardano con degli sguardi vuoti. E’ come se tu non avessi parlato, quello che rispondono è indipendente da quello che tu hai detto. Potresti anche aver cantato l’inno svedese,ed avresti la stessa risposta. E questo è incredibile per chi è abituato ad un dibattito accademico. La controparte non risponde mai. Non c’è mai stata una discussione. Non è stato neppure un problema, semplicemente era come se una parte non avesse mai risposto”.
    http://scenarieconomici.it/estratto-dellintervista-a-varoufakis/
    Ha detto di aver trascorso il mese scorso ad avvertire il gabinetto greco che la BCE avrebbe chiuso le banche della Grecia per imporre un accordo. Quando lo avessero fatto, egli era pronto a fare tre cose: emettere pagherò denominati in euro; applicare un “haircut” sui bond greci emessi nel 2012, con una riduzione del debito della Grecia; e prendere il controllo della Banca di Grecia sottraendolo alla BCE.

    #1282
  4. Come 74 anni fa, la risposta tedesca è stata un “arrendetevi senza condizioni”: all’epoca, i panzer scesero rapidamente a Marburg, Lubjana, Zagabria, Sarajevo, Belgrado, Sofia, Salonicco ed issarono la bandiera nazista sul Partenone. Poi, arrivarono gli italiani, che erano ancora fermi a Gianina, sui monti dell’Epiro. Oggi – metaforicamente – Schauble (il vero Mefistofele della vicenda) ha dato nuovamente l’ordine a Guderian di fare piazza pulita – con ogni mezzo – della resistenza greca. Il generale Tsipras è stato obbligato a chiedere un armistizio: tre giorni di tempo per consegnare 50 denari, 50 denari che equivalgono – approssimativamente – al valore delle Cicladi, o delle antichità greche. Il resto lo pagherà il popolo greco, in comode rate da fame.
    http://carlobertani.blogspot.com/2015/07/blitzkrieg.html

    #1283
  5. Qualcosa è davvero cambiato, ma non la sostanza: semplicemente l’oligarchia europea ha dato retta a Machiavelli e ha pensato che non è più tempo di provare ad essere amata dopo l’impoverimento generale che ha provocato, ma è venuto il momento in cui è più opportuno essere temuta. Una bella lezione ad Atene eviterà per il futuro ribellioni in altri e più importanti Paesi, farà abbassare la cresta ai tentativi di restaurazione democratica.
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/07/15/leuropa-e-il-tiranno-finanziario-si-affidano-a-machiavelli/

    #1284
  6. l’Europa di cui oggi si parla non è altro che un sistema normativo e un apparato tecnocratico finalizzati a promuovere il completo dominio sulla società dell’economia dei mercati finanziari globalizzati: il loro carattere sovranazionale serve appunto ad aggirare gli ostacoli nazionali alla circuitazione senza limiti, ed esclusivamente secondo i determinismi di un’economia completamente autoreferenziale, di capitali e merci.

    Ma l’economia globalizzata dei mercati finanziari è a dominanza americana. Ne consegue, sillogisticamente, che l’Europa a favore della quale gli Stati nazionali si stanno privando di molte loro prerogative non serve affatto a inserirli in una nuova potenza continentale indipendente, ma svolge un ruolo esattamente contrario.
    Massimo Bontempelli, Diciamoci la verità sull’Europa, edizioni CRT, Pistoia 2001

    http://www.appelloalpopolo.it/?p=13950

    #1285
  7. il “golpe” condotto contro il governo greco è la dimostrazione empirica, concreta, di quella che fino a due settimane fa sembrava solo il frutto di un’analisi complessa. Ovvero che l’Unione Europea non è affatto uno “spazio politico” entro cui far giocare interessi e programmi socio-politici di ogni tipo, ma una macchina da guerra costruita contro il movimento operaio, i diritti del lavoro, la possibilità stessa di tradurre il conflitto sociale in atti legislativi positivi, in “riforme sociali” di segno progressivo.

    Quindi non possono avere più alcuna possibilità di incidere tutte quelle visioni “riformiste” che non prendono atto di questa realtà istituzionale, transnazionale e tendenzialmente apolide, che però sforna decisioni vincolanti per 500 milioni di persone senza che queste possano mai pronunciarsi nel merito di quelle disposizioni.

    La Grecia è stata per sua sfortuna il laboratorio in cui questa realtà si è manifestata con particolare chiarezza e durezza.
    http://contropiano.org/politica/item/31904-eurostop-ue-irriformabile-serve-un-movimento-che-punti-alla-sua-rottura?acm=4968_1087
    hýbris riflette un’azione delittuosa oppure un’offesa personale compiuta allo scopo di umiliare, il cui movente è dato non da un utile ma dal piacere, dall’orgoglio di sé che l’autore dell’atto traeva dalla malvagità dell’atto stesso, mostrando la sua superiore forza sulla vittima.

    #1288
  8. Quindi, essendo ormai affondati nel nuovo Vecchio Regime euro, non sapendo noi fare la Rivoluzione, rivolgiamo una Supplica a Lorsignori:

    “Umilmente ci rivolgiamo alle Signorie Vostre, pregiatissimi Farabutti e Milionari pubblici, esimi Ladri e Dilapidatori di denaro dei bisognosi, per supplicarvi di emanare un necessario provvedimento:

    Ordinate, vi preghiamo, ai Vostri Sbirri, Bargelli e Uffiziali che trovassero un Precario o un Disoccupato in violazione di qualcuna delle vostre leggi (la cui durezza voi non sapete neanche cosa sia) di calcolare l’ammontare della sanzione pecuniaria in percentuale al reddito reale del malcapitato. O se – come accade sempre più spesso – il reddito dei malcapitati è da molto tempo pari a zero, vorreste gentilmente sostituire la multa con una semplice bastonatura? Il precedente Ancien Régime faceva così, con reciproca soddisfazione del bastonatore e del bastonato; chè almeno, era gratis”.
    Maurizio Blondet

    #1289
  9. Un sondaggio commissionato dalla CGIL delinea il porto delle nebbie ove si è incagliata la democrazia italiana. Una maggioranza schiacciante della popolazione esprime un giudizio senza appello sulla Unione Europea e sull’Euro. Essi ci hanno danneggiato economicamente e ci impongono regole che distruggono le nostre libertà. L’80% degli intervistati la pensa in questo modo e la vicenda greca ne ha rafforzato le convinzioni. Nello stesso tempo però si è anche rafforzata la maggioranza di chi non vuole cambiare nulla e teme il salto nel buio di ogni rottura con le istituzioni europee e con la moneta unica. Stiamo perdendo e continueremo a perdere sia sul piano delle condizioni di vita che della stessa democrazia, ma non abbiamo alternative alla resa. La rassegnazione alla inevitabilità del peggioramento delle proprie condizioni di vita e di libertà, assieme al timore a reagire, sono il brodo di coltura di ogni operazione autoritaria. Operazione a cui il sistema economico politico che chiamiamo Europa è perfettamente funzionale.
    http://contropiano.org/interventi/item/32136-eurodittatura-e-nuova-resistenza
    In realtà Varoufakis l’aveva trovata l’alternativa (bocciatagli da Tsipras, ovviamente) ; il passo successivo era passare dalla parte dei BRICS.

Over 65

Stanco di tante chiacchiere propagandistiche sulla Grecia, preferisco rifugiarmi su un argomento di casa nostra: gli anziani a Bondeno.

Lo spunto nasce da un intervento di Marco Dondi, che scrive su Facebook (R): “Questo è il giardinetto della Bocciofila, dentro al gazebo (m.12×12) c’è un piccolo bar ed una grande pista da ballo, un bellissimo spazio da anni inutilizzato, ma grazie all’intraprendenza di Antonio Massari da venerdì tornerà a rivivere. Anche la Bocciofila quindi cerca di uscire da quell’immobilismo che da anni la caratterizza, per oltre un mese ci saranno appuntamenti settimanali con il ballo (liscio, latino, country ecc..). Il Centro 2000 e la Bocciofila sono due grandi “contenitori” che però sono solo parzialmente sfruttati, se si puntasse maggiormente su di loro, secondo me basterebbe qualche piccola modifica e non ci sarebbe bisogno di un ulteriore “centro multifunzionale” … che rischia di restare vuoto !”

Ovviamente non tutti i frequentatori di queste strutture sono anziani (infatti di recente il comune ha inserito negli spazi della Bocciofila una associazione di Calciobalilla) , ma storicamente i suoi frequentatori appartengono a quel 28% della popolazione bondenese sopra i 65 anni.

Adesso il Centro anziani è stato chiuso (al suo posto c’è la sede dei Lions) e l’estivo 2000 è sicuramente sottoutilizzato e, oltre alla ristrutturazione della Bocciofila, c’è all’orizzonte il famoso centro multifunzionale.

Spiace dirlo,  ma tutta questa abbondanza la dobbiamo al terremoto , che ha scosso la terra, ma non le teste dei bondenesi.

Tags: , , ,

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

4 Responses to “Over 65”

  1. Mi accorgo di aver parlato poco degli anziani, forse perché penso che (facendo anch’io parte di quella schiera) a loro interesserebbe di più il ripristino dell’ospedale, al quale ormai tutti hanno rinunciato.
    http://www.bondeno.com/2015/05/16/semplifichiamo/

    #1274
  2. Riguardo al centro multifunzionale, ricordo che nel 2009, appena insediatosi Alan Fabbri, gli portai un volumetto con la relazione di quello che avevano fatto a Carpi in una struttura analoga; non ho visto poi qui niente di simile (e neanche il volumetto di ritorno).
    Adesso il suo successore ha, gentilmente concessa, la struttura e l’occasione per riempirla di contenuti.

    #1275
  3. Quello che abbiamo invece visto, ancora nel febbraio 2014, è questo:
    http://www.bondeno.com/2014/02/27/se-questa-e-cultura/

    #1276
  4. A proposito del Palio cittadino di ieri, scrive Rita Costa:
    “alla fine i 4 rappresentanti delle forze dell’ordine presenti in piazza a presiedere il palio mi hanno anche fatto compassione,nulla possono per evitare il caos che ci fa stare con le finestre chiuse,praticamente si ritrovano a fare le forze del disordine,a controllare che l’elevato tasso alcolico non produca danni.sono quasi le 3 del mattino e so bene che si andra’ avanti ancora per molto.colgo l’occasione per complimentarmi con gli organizzatori e chiunque permetta che una festa si tramuti in una pagliacciata e in un rapido sistema per insegnare ai giovani come e quanto si possa mancare di rispetto verso il prossimo”.