Thomas Mann

Venerdì 22 febbraio ore 17 – EUROPA, UNA VECCHIA, BUONA IDEA Percorsi Etici nel Novecento Europeo

Gianni Venturi – THOMAS MANN “NOBILTÀ DELLO SPIRITO”
Introduce Marcello Folletti
“Nobiltà dello spirito”, il celebre scritto di Thomas Mann è stato una delle ragioni d’incontro e di confronto con il grande germanista e mitologo Furio Jesi con il quale Venturi ha collaborato per anni soprattutto sul tema del mito e della sua desacralizzazione e della polemica che ne seguì in rapporto a Károly Kerényi maestro di Jesi e corrispondente di Thomas Mann di cui si conosce il grande tema sulla tecnicizzazione del mito operata dal nazismo e che Thomas Mann riprende nell’introduzione alla tetralogia di “Giuseppe e i suoi fratelli” dal titolo “Il pozzo del passato”. Thomas Mann è conosciuto proprio per questa indicazione della nobiltà dello spirito contro la desacralizzazione del mito e la sua meccanicizzazione. Muore così il concetto di festa mitica, Pavese ne diventa l’interprete italiano più autorevole e Furio Jesi riesce a collegare l’esempio di Pavese con la lezione di Mann. Pavese attraverso Mann diventa scrittore europeo. La conferenza si avvarrà anche delle l ettere scambiate tra Gianni Venturi e Furio Jesi.
A cura dell’Istituto Gramsci di Ferrara e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Opera lirica e balletto

Fedele d’Amico: FORMA DIVINA. SAGGI SULL’OPERA LIRICA E SUL BALLETTO
due volumi a cura di Nicola Badolato e Lorenzo Bianconi
presentano L. Bianconi, E. Cervellati, J. Pellegrini, G. Pestelli, con esecuzioni musicali

giovedì 21 febbraio 2013, ore 16.30
nel salone di palazzo Marescotti, via Barberia 4 – Bologna

ingresso libero fino esaurimento posti

Si apre con il primo dei quattro incontri in programma, il progetto della sezione Musica del Centro La Soffitta – Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna: “IL DISCORSO MUSICALE. Presentazioni di libri insieme agli autori, con esecuzioni musicali” a cura di Carla Cuomo, Maurizio Giani, Cesarino Ruini, inserito nella XXV rassegna LA SOFFITTA 2013.

Giovedì 21 febbraio 2013, ore 16.30 in Salone Marescotti (ingresso libero):
Fedele d’Amico “FORMA DIVINA. SAGGI SULL’OPERA LIRICA E SUL BALLETTO” opera in due volumi a cura di Nicola Badolato e Lorenzo Bianconi, prefazione di Giorgio Pestelli (Leo S. Olschki editore, Firenze 2012). Presentano: Lorenzo Bianconi, Elena Cervellati, Jacopo Pellegrini e Giorgio Pestelli.
Esempi musicali dal vivo con: Patrizia Biccirè, soprano; Maurizio Leoni, baritono; Paola Del Verme, pianista. Eseguiranno: G. Rossini, “Guillaume Tell” atto II scena II; G. Verdi “Il trovatore” parte IV scena II; P.I. Čajkovskij “Evgenij Onegin” atto I, quadro III, scena II; G. Puccini, “Turandot” atto I; G.F. Malipiero “Sette canzoni” n.1: I vagabondi.

Forma divina raccoglie, in due tomi, ottanta saggi che il critico musicale Fedele d’Amico concepì come programmi di sala per opere e balletti rappresentati nei principali teatri italiani tra il 1950 e il 1988. Come in un vademecum da leggere e meditare prima o dopo lo spettacolo, il lettore potrà affrontare singole opere; ma potrà anche ripercorrere il sentiero cronologico-storico del melodramma e del balletto dal Settecento ad oggi, da Gluck e Mozart a Stravinskij e Berio, passando per Rossini, Verdi, Bizet, Puccini e i grandi russi.

Fedele d’Amico (Roma, 1912-90), chiamato familiarmente Lele, figlio del critico teatrale Silvio, dopo la laurea in giurisprudenza studia musica; inizia a collaborare come critico musicale a “Il Tevere”; fu direttore negli anni 1943-44 del giornale “Voce operaia”. Nel 1938 sposò Suso Cecchi ed ebbe tre figli: Masolino Silvia e Caterina. Al termine della guerra, d’Amico riprese l’attività di critico musicale collaborando a varie riviste e come consulente musicale della RAI. Dal 1967 all’89 fu critico musicale de “l’Espresso” e dal 1963 fu professore di Storia della Musica all’Università La Sapienza di Roma.

Patrizia Biccirè soprano
Dopo il debutto al Rossini Opera Festival di Pesaro ha avviato una carriera che l’ha condotta sulle maggiori scene internazionali. In aprile sarà Adalgisa nella Norma di Bellini al Comunale di Bologna.

Maurizio Leoni baritono
Artista versatile, di formazione sia lirica sia cameristica, ha al suo attivo esperienze nella musica contemporanea, nell’operetta, nel teatro di prosa e nella regìa operistica (Il convitato di pietra di Vincenzo Righini al Belcanto Festival di Dordrecht).

Paola Del Verme pianista
Pianista di grande esperienza come maestro collaboratore, svolge attività concertistica con cantanti lirici e in formazioni da camera e collabora con diversi cori (ha fondato e dirige da alcuni anni la Corale “Quadrivium – Città di Medicina”).

Informazioni al pubblico: CENTRO LA SOFFITTA tel. 051.2092000 – http://www.dar.unibo.it

Il mito del labirinto

Giovedì 21 febbraio ore 16,30 – ANATOMIE DELLA MENTE Sei conferenze di varia psicologia – Anno VI

DI FRONTE AL LABIRINTO – Storie mitologiche, geometriche e psicologiche di una forma antica quanto il mondo
Nel labirinto non ci si perde
Nel labirinto ci si trova
Nel labirinto non si incontra il Minotauro
Nel labirinto si incontra se stessi (H. Kern)

Il mito del labirinto, presente in diverse culture, ha ispirato ogni genere di arte e pensiero per la sua collocazione al’incrocio tra le diverse espressioni della storia dell’uomo. Esso offre la sua geometria – quadrata, o circolare, o entrambe le cose insieme, dinamica, tendente verso un centro con movimento a spirale – quale modello di qualsiasi forma di esistenza, che attraverso prove o stadi tende al proprio senso. La sua forte caratterizzazione simbolica rappresenta dunque in essenza il tortuoso cammino della coscienza, ed è archetipo dell’esperienza in generale, e di quella iniziatica in particolare.
Ciclo di incontri a cura di Stefano Caracciolo, Professore Ordinario di Psicologia Clinica all’Università di Ferrara

L'invenzione del Rinascimento

I MERCOLEDÌ DI S. CRISTINA  INCONTRI CON L’ARTE – 2013

PIETRO BEMBO E L’INVENZIONE DEL RINASCIMENTO
Ragioni e progetto di una mostra

mercoledì 20 febbraio 2013, ore 17
Aula Magna di S. Cristina, p.tta G.Morandi 2, Bologna

ingresso libero

Prosegue la rassegna “I Mercoledì di S. Cristina – incontri con l’arte 2013” organizzata dal Dipartimento delle Arti (DARvipem) dell’Università di Bologna. Le conferenze si svolgono nell’Aula Magna del Complesso di S. Cristina in piazzetta G. Morandi, 2 a Bologna, ad ingresso libero.

mercoledì  20 febbraio 2013, ore 17
PIETRO BEMBO E L’INVENZIONE DEL RINASCIMENTO. Ragioni e progetto di una mostra conferenza di Davide Gasparotto (direttore della Galleria Estense di Modena); introduce Andrea Bacchi  (DARvipem).

Presentazione del progetto e delle motivazioni alla base della mostra “Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento” in corso fino al 19 maggio 2013 a Padova, nel Palazzo del Monte di Pietà (in piazza Duomo, 14. Info:www.mostrabembo.it). Dopo cinque secoli tornano a Padova i capolavori della collezione che l’intellettuale veneto, poi divenuto cardinale, aveva riunito nella propria casa, ancora esistente nell’attuale via Altinate. La mostra, curata da Guido Beltramini, Davide Gasparotto e Adolfo Tura, incude opere da Mategna a Raffaello, da Giovanni Bellini a Tiziano, che Bembo collezionò o che vide creare, spesso contribuendo alla loro ideazione. Pietro Bembo è una figura poliedrica del Cinquecento, fu poeta, storiografo della Repubblica Veneta e letterato che influenzò in modo determinante la letteratura rinascimentale.

Spiega il curatore dell’incontro:”Perché organizzare una mostra d’arte intorno alla figura di un letterato? Se questo è Pietro Bembo (Venezia, 1470 – Roma, 1547) ci sono almeno due motivazioni fondamentali: da un lato Bembo mise insieme a Padova una collezione d’arte che pur non potendo rivaleggiare in quantità e sfarzo con altre illustri raccolte del tempo, s’impose come un modello agli occhi dei contemporanei; dall’altra egli manifestò un’acuta consapevolezza che l’operazione di unificazione linguistica cui egli aspirava in campo letterario si stava in quello stesso momento attuando sul terreno dell’arte figurativa. Sono gli artisti della Roma di Leone X i primi a raggiungere, anticipando i letterati, il traguardo di una lingua dell’arte che ha la forza di imporsi in maniera autorevole come un modello comune in tutta la Penisola e poco dopo in tutta Europa. Nel proemio al terzo libro delle Prose della volgar lingua (1525) Bembo manifesta chiaramente questa consapevolezza, individuando senza esitazione i due campioni di questa rivoluzione linguistica in Raffaello e Michelangelo. La ricostruzione della collezione, i rapporti di Bembo con gli artisti (da Bellini a Raffaello a Tiziano), la svolta cruciale della “maniera moderna” sono il fulcro attorno a cui si è organizzato il progetto della mostra.”

Davide Gasparotto, nato a Bassano del Grappa nel 1965, ha lavorato per molti anni alla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Parma e Piacenza, e attualmente è direttore della Galleria Estense di Modena. Pur occupandosi attivamente di tutela territoriale (Il Collegio Alberoni di Piacenza. Guida alle collezioni, Milano 2003; La Maestà del Duomo di Piacenza. Il restauro, Piacenza 2004), non ha mai cessato di coltivare i suoi primari interessi di ricerca, che vertono in modo particolare sulla scultura, la glittica, la medaglistica e in generale le arti decorative del Rinascimento italiano (Valerio Belli Vicentino, con H. Burns e M. Collareta, Vicenza 2000; Giambologna, Roma 2005; Bonacolsi l’Antico, con Filippo Trevisani, Milano 2008). Fra 2011 e 2012 è stato Andrew W. Mellon Fellow presso il Metropolitan Museum of Art di New York.

per informazioni al pubblico: dott.ssa Elena Cocchi tel. 051.20972 74 – elena.cocchi@unibo.it
Dipartimento delle Arti – Complesso di Santa Cristina tel. 051.20972 60 – http://www.dar.unibo.it

Prossimo appuntamento della rassegna “I mercoledì di S. Cristina”: mercoledì 6 marzo, ore 17
L’iconologia di Cesare Ripa e l’allegoria del Cinquecento
conferenza di Sonia Maffei (Università di Bergamo); introduce Sonia Cavicchioli (DARvipem)

Iconologia

Marcoledì 20 febbraio ore 17 – INVITO ALLA LETTURA

Cesare Ripa – ICONOLOGIA (Edizioni Einaudi, 2012)
A cura di Sonia Maffei (Università di Bergamo)
Interverranno Patrizia Castelli e Paola Zanardi (Università di Ferrara)
L’Iconologia del Ripa offre il più vasto repertorio di immagini allegoriche adottate nelle arti figurative. La grande fortuna di quest’opera – cinque edizioni vivente l’Autore, diciotto postume seicentesche, quindici settecentesche – sancisce la rinascita moderna dell’interesse per il mondo dei simboli e delle immagini che, unite alla parola dei letterati, diventano a tutti gli effetti un nuovo linguaggio. Impostata alfabeticamente, vive di quello spirito enciclopedico che aveva preso campo in tutta Europa tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Sonia Maffei è tornata al Ripa, all’edizione del 1603 (la prima illustrata) che viene qui riprodotta con le immagini delle xilografie originali. Ne studia le fonti, il metodo compositivo, il rapporto con le citazioni classiche ed evidenzia l’atteggiamento proto-semiotico dell’Autore grazie al quale, la sua opera ha forse saputo attraversare lingue e culture tanto diverse.
Sonia Maffei insegna Storia della Critica d’Arte all’Università di Bergamo. Fra le sue pubblicazioni, “Le radici antiche dei simboli. Studi sull’Iconologia di Cesare Ripa e i suoi rapporti con l’Antico”. Ha inoltre curato i volumi di Luciano di Samosata “Descrizioni di opere d’arte”; Paolo Giovio “Scritti d’arte: lessico ed ecfrasi”; Anton Francesco Doni “Le Nuove Pitture del Doni Fiorentino”.

Educare alla memoria del bene

«Se tutto questo dolore non allarga i nostri orizzonti e non ci rende più umani, liberan­doci dalle piccolezze e dalle cose superflue di questa vita, è stato inutile».

Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Prosegue la Rassegna Fare memoria, dopo l’annullamento per causa di forza maggiore dell’intervento del Prof. Bernhad Casper su Emmanuel Levinas. La scoperta dell’umanità nell’inferno dello Stalag 1492. Martedì 19 febbraio, a partire dalle ore 20.45, nella prestigiosa Sala del Pianoforte del Municipio di Rovato (Bs), sito in via Lamarmora 7, Gabriele Nissim – saggista, giornalista e Presidente di Gariwo, il Comitato per la Foresta dei Giusti – terrà una lectio magistralis dal titolo: La memoria del bene e l’educazione alla responsabilità personale.
«Si tratta – ha dichiarato il direttore scientifico, Francesca Nodari – di un appuntamento molto atteso poiché, nel corso del suo intervento, Nissim – al quale si deve il merito di aver presentato con la sua equipe, al Parlamento di Strasburgo la proposta dell’istituzione della Giornata Europea dei Giusti, proposta che è stata accolta con la Dichiarazione scritta n. 3/2012 recante 388 firme e che istituisce tale giornata il 6 marzo di ogni anno – cercherà di illustrare l’importanza strategica, nel
fare memoria del bene, dell’individuazione di figure esemplari che si sono opposte strenuamente e in modalità differenti ad ogni forma di totalitarismo, persecuzione, genocidio.
Anche la nostra Associazione – continua Nodari – proprio in partnership con Gariwo, il Comune di Brescia e in collaborazione con la Casa della Memoria, intende celebrare questa giornata con l’inaugurazione del Giardino dei Giusti in un’area del Parco Tarello a Brescia, piantando per ciascun testimone del Bene, un pruno. I nomi dei Giusti saranno comunicati nei giorni immediatamente precedenti l’iniziativa».

CHI È GABRIELE NISSIM

Gabriele Nissim giornalista e saggista, è presidente del Comitato per la Foresta dei Giusti – Gariwo che ricerca in tutto il mondo i Giusti di tutti i genocidi.
Si è sempre occupato della realtà culturale e politica dell’Europa orientale. Nel 1982 ha fondato «l’Ottavo Giorno», rivista italiana dedicata ai temi del dissenso nei paesi dell’est europeo.
Ha realizzato, inoltre, numerosi documentari per le reti televisive di Canale 5 e della Svizzera Italiana sull’opposizione clandestina al comunismo, sui problemi del post-comunismo e sulla condizione ebraica nell’Est.
Ha lavorato per i periodici Panorama e Il Mondo e per i quotidiani «Il Giornale» e «Corriere della Sera», «Il Sole 24Ore».
Nissim ha ricevuto numerosi premi internazionali. Il 6 novembre 1998 è stato nominato dalla Sobranie (il parlamento di Sofia) cavaliere di Madera, la massima onorificenza culturale bulgara, per la scoperta di Dimitar Peshev, il salvatore degli ebrei bulgari. Nel 2003 ha vinto il premio della critica Ilaria Alpi per il documentario televisivo, Il giudice dei Giusti, scritto da lui stesso e da Emanuela Audisio e diretto da Enrico Marchese. Il 2 dicembre 2007 ha ricevuto una menzione speciale dalla Regione Lombardia per la sua attività per la pace e sul tema dei Giusti.
È stato artefice della costruzione del museo dedicato ai Peshev a Kustendil in Bulgaria nel 2001, nel 2003 ha promosso la costruzione del “Giardino per i giusti di tutti i genocidi” in un’area del Parco Monte Stella a Milano.  Sempre nella città lombarda, nel parco Valsesia, ha realizzato il primo parco italiano dedicato alle vittime del gulag nel 2004 e poi a Levashovo, nei pressi di San Pietroburgo, il 29 giugno del 2007 ha inaugurato il memoriale dedicato alle mille vittime italiane del totalitarismo sovietico.
È stato promotore di grandi convegni internazionali sul tema dei Giusti, di cui ricordiamo il convegno del 2000 all’Università di Padova dedicato ai Giusti per gli ebrei e per gli armeni, il convegno del 2004 a Milano sulla resistenza morale al totalitarismo, il convegno del 2007 sui Giusti a Bologna e il convegno su le virtù dei Giusti e l’identità dell’Europa svoltosi nel novembre scorso nella Sala Alessi di Palazzo Marino a Milano.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Storie di uomini Giusti nel gulag , AA.VV., introduzione di Gabriele Nissim, Bruno Mondadori, 2000; Ebrei invisibili. I sopravvissuti dell’Europa orientale dal comunismo ad oggi (con Gabriele Eschenazi) Mondadori, Milano 1995; L’uomo che fermò Hitler. La storia di Dimitar Peshev che salvò gli ebrei di una nazione intera, Mondadori, Milano 1998; Il tribunale del bene. La storia di Moshe Bejski, l’uomo che creò il Giardino dei Giusti, Mondadori, Milano 2003 (ora nella collezione Oscar); Una bambina contro Stalin. L’italiana che lottò per la verità su suo padre, Mondadori, Milano, 2007; La bontà insensata. Il segreto degli uomini giusti, Mondadori, Milano 2011.

La segreteria
segreteria@filosofilungologlio.it

facebook
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Antonioni e Weir

lunedì 18 febbraio ore 17, presso Biblioteca Ariostea di Ferrara
PIANO MICHELANGELO ANTONIONI
SINFONIE URBANE#CONFERENZE
La ricerca di un posto nel paesaggio
Diletta Pavesi
SMARRIRSI NEL MISTERO DEL PAESAGGIO: UN CONFRONTO FRA
“L’AVVENTURA” DI MICHELANGELO ANTONIONI E “PICNIC AD HANGING
ROCK” DI PETER WEIR
Una curiosa rete di analogie sembra collegare “L’avventura” (1960) di Michelangelo
Antonioni a “Picnic ad Hanging Rock” (1975) di Peter Weir, capolavoro australiano,
simbolo della rinascita di una cinematografia relativamente nuova. Se l’appartenenza
a due contesti culturali così distanti sembrerebbe annullare qualsiasi possibilità di
confronto, la vistosa somiglianza che i due film esibiscono nel plot induce a riflettere
meglio, grazie soprattutto a un’analisi comparativa di alcune sequenze-chiave dei due
film. Tanto “L’avventura” quanto “Picnic ad Hanging Rock” sviluppano il loro racconto
a partire da un’inspiegabile scomparsa. In entrambe le opere, lo scenario in cui si
consuma l’evento misterioso è il paesaggio naturale: l’isola di Lisca Bianca ne
“L’avventura” e l’imponente roccia vulcanica di Hanging Rock in “Picnic”. Come ha
rilevato la maggior parte dei commentatori, è istintivo supporre che Peter Weir,
regista da sempre sensibile al cinema d’autore europeo, abbia tratto ispirazione dal
celebre film di Antonioni.
Progetto a cura di Doris Cardinali, Associazione Michelangelo Antonioni, in
collaborazione con Amici della Biblioteca Ariostea e il patrocinio di Comune di
Ferrara, Provincia di Ferrara, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di
Ferrara; sponsor ufficiale Gruppo Hera; partner Arci Ferrara; media partner
Occhiaperti.net