Fondazione Ermitage

Lunedì 13 Febbraio, alle ore 17:00

presso la sede della Fondazione Ermitage Italia in Corso Giovecca 148/a a Ferrara

si terrà la presentazione del libro

Umanesimo. Dürer tra Cusano e Alberti

di Elena Filippi

(Arsenale Editrice)

interveranno, oltre all’autrice,

la Prof.ssa Victoria von Flemming, il Professor Thomas Lainkauf ed il Professo Ranieri Varese

Con l’Umanesimo l’uomo si riappropria consapevolmente dell’idea di essere misura del mondo in cui agisce, ma si vede costantemente esposto alla scelta, vive una condizione di equilibrio precario e avverte più acuto il desiderio di una norma per ogni cosa. Così guarda all’Antico e sperimenta al tempo stesso possibilità nuove: i fondamenti della moderna teoria dell’arte trovano una sistematica  elaborazione con Leon Battista Alberti, ma esiti altrettanto meritevoli di attenzione trovano la via diretta della prassi pittorica in pionieri dell’ars nova al Nord, dapprima con Jan van Eyck e Rogier van der Weyden fino alla straordinaria esperienza di Albrecht Dürer, che ricopre in questo studio monografico un ruolo centrale.

Il dialogo fra culture, tratto saliente che caratterizza la stagione dell’Umanesimo, già interpretato in modo esemplare da Niccolò Cusano (teologo, filosofo e cardinale mosellano, morto nel 1464 a Todi), costituisce il fil rouge dell’attività düreriana. La sua eredità di pensiero – in particolare la sua visione dell’uomo come «misura viva», in senso cusaniano – innerva per intero il volume che si viene a presentare.

Un altro tema qui scandagliato riguardo lo sviluppo della nozione di individuo che si scopre viva immagine di Dio e quindi nesso tra finito e infinito. Il pensiero di quest’epoca non matura solo lungo la via dell’anelito alla normatività e in termini di astrazione, ma sperimenta con entusiasmo il potere delle immagini. La questione dell’autorità dell’immagine implica anche quella della visione, sulle cui modalità – tra filosofia, teologia ed espressioni dell’arte –  all’affaccio della prima età moderna si ragiona nel volume.

Elena Filippi (1966) è professore associato di storia dell’arte presso la Alanus University for Art and Social Sciences/Alanus Hochschule für Kunst und Gesellschaft di Alfter (Bonn). Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca a Roma, ha svolto attività didattica e di ricerca presso le Università di Venezia (1991-1998), Ferrara (2000-2007) e Trento (2003-2006). Alexander von Humboldt-Alumna, è membro scientifico della Kueser Akademie für Europäische Geistesgeschichte, affiliato della Renaissance Society of America e della Società Italiana di Studi Cusaniani.

Alla attività di ricerca affianca quella di traduzioni e cura di edizioni italiane di opere di estetica, storia e letteratura d’arte, tra cui Storia della storia dell’arte di Udo Kultermann e Palladianesimo di Werner Oechslin.

Fra le sue pubblicazioni italiane, in volumi prevalentemente dedicati al dialogo con gli ambienti oltremontani, si ricordano: Maarten van Heemskerck. Inventio urbis (Berenice Art Books, Milano 1991); Storia e immagini della battaglia di Vicenza 1513 (Neri Pozza, Vicenza 1996); Fritz Burger (1877-1916). Arte come critica – critica come arte. Tendenze e ragioni della disciplina storico-artistica agli inizi del XX secolo (Aracne Editrice Universitaria, Roma 2006).

Mercoledì 15 Febbraio, alle ore 17:00, presso la sede delle Fondazione Ermitage Italia in C.so Giovecca 148/a a Ferrara

alla presentazione del libro di

Claudia Cieri Via

Introduzione a Aby Warburg

(editore Laterza)

Studioso di Botticelli, Ghirlandaio, Leonardo, Dürer e Rembrandt, ma anche di mitologia e astrologia, Aby Warburg ha legato la sua fama all’Istituto da lui fondato ad Amburgo, alla straordinaria Biblioteca e al suo eccentrico progetto Mnemosyne, l’Atlante della Memoria.

Claudia Cleri Via mette a fuoco gli aspetti più significativi del suo percorso intellettuale. Nel panorama storico-artistico fra fine Ottocento e inizio Novecento, Warburg si è imposto all’attenzione internazionale per l’originalità delle sue ricerche fondate sull’osservazione degli elementi antichi nell’arte del Quattrocento fiorentino, nella rivisitazione della tradizione estetica settecentesca e nell’adesione alla concezione della storia di Jacob Burckhardt. La critica contro un’arte estetizzante, l’interesse per il carattere psicologico, espressivo e simbolico delle immagini, così come per il rapporto delle opere d’arte con la storia della cultura hanno fondato un metodo di studio della storia dell’arte, che pochi anni dopo sarebbe stato codificato dall’iconologia di Erwin Panofsky. Le ricerche sulle immagini in movimento di Botticelli e Ghirlandaio, sui rilievi di Donatello, sui disegni e le incisioni di Dürer e sui dipinti di Rembrandt, come sui fogli di propaganda dell’età di Lutero, hanno configurato una storia delle immagini, definita una “scienza senza nomi”, che rompe con l’impostazione evolutiva della tradizione storiografica, per imporsi come sistema di pensiero depositato nella costruzione della sua Biblioteca.

Claudia Cieri Via è professore ordinario di Storia della critica d’arte presso l’Università di Roma La Sapienza. Tra le sue pubblicazioni: Immagini degli dei. Mitologia e collezionismo fra Cinquecento e Seicento (a cura di), Mondadori, 1996; L’arte delle Metamorfosi. Decorazioni mitologiche nel Cinquecento, Lithos, 2003; Lo sguardo di Giano. Aby Warburg fra tempo e memoria (a cura di), Aragno, 2006; Aby Warburg e la cultura italiana (a cura di), Mondadori, 2009; Nei dettagli nascosto. Per una storia del pensiero iconologico, Carocci, 2009.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.