Massa Finalese celebra i suoi 1200 anni di storia

Massa Finalese celebra i suoi 1200 anni di storia con una manifestazione che si svolgerà sabato 19 e domenica 20 novembre 2011.
L’evento è promosso dal Comune di Finale in collaborazione con i Volontari Quartiere Carrobio, Ciclistica Massese, Avis, Croce Blu, Gruppo Scout, Mani Tese, Delfino, Vespa Club, Mercatino Hobbistica, Artinsieme, Athena, La Cinquedea, I Connestabili, Cantacucco, l’Associazione Ordine delle Cerchie.

Sabato 19 Novembre Teatro “G.Verdi”
alle ore 21.00 ci sarà l’incontro con Gian Paolo Borghi sul tema: Tradizioni e religiosità popolare nelle campagne modenesi.

Domenica 20 Novembre dalle ore 10.00 alle ore 19.00 FESTA IN PIAZZA
Ore 10.00      – Addestramento ai bambini e duelli dei soldati, a cura de “La Cinquedea”
– Esercitazioni di artiglieria estense, a cura de “I Connestabili”
– Giochi con premi a sorpresa e fattoria dei Frati contadini, a cura del Gruppo Scout e Mani Tese
Ore 13.00  – Maccheronata
Ore 14.00  – Giochi di altri tempi per bimbi e adulti, a cura dell’Associazione “Ordine delle Cerchie”
Ore 14.00  – Convivio delle Muse con recita e distribuzione di poesie e vendita di Indulgenze da parte di Fra Cesarino a cura di Artinsieme
Ore 15.00  – Massa in video dall’811 ai giorni nostri, a cura di IvonneVeratti
Ore 16.30  – Teatro G Verdi Lezione-concerto “Pierino e il Lupo” per i bimbi della Scuola Elementare, a cura della Filarmonica Cittadina “G.Andreoli” e “Quelli della Roncole 2”
Ore 18.00 – Chiesa Parrocchiale S. Messa in canto con il Coro “Città di Mirandola”

Degustazione e vendita di specialità gastronomiche del territorio, a cura dei Commercianti di Massa Finalese e delle Associazioni di Volontariato: Frittelle, piadine, gnocchi fritti, gnocco farcito e balson. Nel pomeriggio porchetta, carne ai ferri, pizza, tisane calde, caciuff, caldarroste e vin brulé.
Mostra pomologica con varieta di mele antiche e prodotti derivati, a cura del Vivaio Antico Podere di Tino Sorino, Fondo Bordina di Benedetto Bonomi e Azienda Agricola Giuseppe Tusini. Al pom campanin, la mela della nonna a cura dell’ITAS “Calvi”
Apertura straordinaria dei negozi a Massa Finalese

Massa Finalese è la maggior frazione del Comune di Finale Emilia. Le sue origini sono antichissime; infatti già in epoca romana sul suo territorio erano presenti diverse ville rurali le cui tracce sono testimoniate da numerosi reperti archeologici, attualmente esposti nel Museo Civico di Finale. La prima fonte documentaria che cita il toponimo “Massa” viene fatta risalire da alcuni autori all’anno 811. Sede di un castello (come testimonia un documento del 1032), probabilmente localizzato nella zona detta del “motto”, Massa conobbe in epoca medioevale un periodo di grande prosperità che accrebbe vistosamente il numero dei suoi abitanti, ma nel 1345 la storia mutò improvvisamente il suo corso. I Massesi, a quell’epoca in guerra contro i Pico della Mirandola, subirono la completa distruzione del castello e dell’abitato ad opera di Paolo Pico. Il castello non fu mai più ricostruito e il borgo si spopolò. Nei secoli successivi l’abitato di Massa riprese vita attorno all’antica Pieve, ma non riuscì mai a raggiungere una propria autonomia amministrativa. Con lo sviluppo di Finale, Massa ne divenne col tempo una frazione, ma dopo la seconda guerra mondiale abbandonò la sua vocazione di centro agricolo sviluppandosi rapidamente grazie ad alcuni insediamenti industriali per la lavorazione delle carni e per la produzione di zucchero. Il centro della cittadina si presenta oggi come tanti altri paesi della Bassa modenese, ma la sua periferia vanta alcune ville che testimoniano il soggiorno di una ricca classe di proprietari terrieri.

0 pensieri su “Massa Finalese celebra i suoi 1200 anni di storia

  1. Mi è capitato di partecipare a qualche manifestazione a Massa Finalese e ho notato un senso di “appartenenza” e di coesione sociale che manca, ad esempio, a Bondeno (che non a caso ha rincorso il titolo di città).
    Se paragoniamo i 1200 anni di Massa ai 150 dell’Italia o ai 200 circa degli USA, vediamo che le nostre radici e il patrimonio storico dell’età comunale non si possono accantonare frettolosamente.
    Anzi, se le tecnologie che hanno reso possibile la “globalizzazione” venissero improvvisamente a mancare, probabilmente sarebbe proprio a questo lascito che ci dovremmo appellare per la sopravvivenza.

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  2. “In Disagio della civiltà, pur riconoscendo l’influsso nocivo e patogeno della morale sulla vita pulsionale, Freud individua, d’altro canto nella repressione delle pulsioni e nei periodi di latenza che connettono lo sviluppo infantile alla pubertà una premessa della civiltà.

    Pur considerando patogena la repressione delle pulsioni, Freud si convince che senza tale repressione non vi sarebbe la sublimazione delle pulsioni, e quindi, non vi sarebbe civiltà. In altri termini Freud individua la forza creatrice di civiltà nella repressione e deviazione delle pulsioni istintuali.

    Reich, nell’Analisi del carattere, parla sì della sublimazione ma in modo assai diverso. Solo la libido scaricata attraverso il soddisfacimento orgiastico risolve le tensioni sessuali e libera energia per realizzazioni più elevate. La sublimazione è una realizzazione tipica del carattere genitale.”

    Tradotto sul territorio, sembrerebbe che Bondeno abbia interiorizzato più Freud che Reich (senza saperlo ovviamente :-))

    fonte: http://www.ass-arcano.it/freud/fre6.htm

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