Mostra Velda Ponti

Venerdì 2 settembre, presso la Sala della Partecipanza, in Via Garibaldi 25, a Pieve di Cento, inaugura la mostra

La donazione VELDA PONTI alla Pinacoteca Civica

La mostra rimarrà aperta fino al 18 settembre sabato e domenica ore 15.30-18.30

In seguito alla collaborazione attivata nel 1998 tra Velda Ponti e il Comune di Pieve di Cento, l’artista faentina ha deciso di donare al comune 17 dipinti facenti parte della sua produzione artistica degli ultimi 20 anni.

Biografia Velda Ponti

Velda Ponti: nata a Faenza nel 1934, frequenta la scuola serale di disegno Tommaso Minardi. Nel 1964 sposa lo scultore e ceramista Valter Bartoli e nel 1968 si trasferisce a Brisighella dove ha modo di conoscere approfonditamente il lavoro dell’artista Mattia Moreni, da cui ricava una maggiore attenzione alla componente espressionista.

Il suo primo significativo ciclo pittorico è del 1969-1973 con i Carciofi. Seguono i cicli: Uccelli e Paesaggi (1973-1979), una ricerca che prende spunto dall’opera di Bacon, Ritratti (1978-1982), dove compaiono volti e figure di personaggi legati alla realtà quotidiana della pittrice. Dal 1983 al 1985 collabora con Mattia Moreni.

Del 1986 sono i cicli Farfalle e Mangiatori di farfalle, dove la pittura assume una maggiore libertà cromatica e formale. Significativa l’influenza del gruppo CoBrA, in particolare di Appel e Jorn mentre nell’ambito informale il riferimento più significativo è Georges Mathieu.

Seguono i cicli: Ricordi (1987-1989), Identità dimenticata (1989-1991), dove la Ponti abbandona la ricerca più specificamente espressionista e rivolge il proprio interesse ai caratteri tipografici, Parole e segni (1991) dove emerge la dinamica spazio-forma-colore, Alfabeti (1993-1995) in cui la scrittura si sviluppa solo come forma estetica, Eroi di carta, Eroi di pietra (1996-1998) dove a livello tecnico, la tela viene preparata con una base di sabbia e colla poi ricoperta di carta leggera, Contaminazioni (1999) in cui emerge una linea meno naturalistica trovando nel video e nella televisione originali spunti creativi. Con il ciclo Forse sono labbra (2000) l’immagine si avvicina alla fisionomia umana e in Coperte (2001-2002) le immagini si scoprono e si iniziano a leggere nuove forme come farfalle e volti.

Dal 2003 al 2005 la ricerca di Velda Ponti prosegue con i cicli Fiori per una bandiera, Meglio le bambole, Esseri senza nome. Ha iniziato la propria carriera espositiva nel 1957 e da allora ha esposto ininterrottamente soprattutto in Emilia Romagna, Toscana, a Roma e a Madrid.  Negli anni Velda Ponti è riuscita a fare coesistere una personalissima cifra stilistica con una ricerca continua di rinnovamento e di confronto con i movimenti artistici contemporanei. L’artista affonda la sua ispirazione originaria nell’espressionismo e nella concezione di un’arte naturale e spontanea.

Tra i suoi diretti interlocutori: Mattia Moreni e il gruppo Cobra di Karel Appel e Asger Jorn. In oltre cinquanta anni di pittura attraversa periodi diversi: i Carciofi, i Paesaggi, i Ritratti, gli Occhi, le Farfalle, le Identità dimenticate, gli Alfabeti, i Gemellaggi, gli Eroi, le Contaminazioni, le Coperte, le Bambole. Ma se Velda, con il procedere della ricerca, abbandona sempre di più l’influenza marcatamente espressionista, mai perde la forza immaginifica del segno, il piacere per i colori, la semplicità e l’ironia. Qualità riscontrabili anche nell’ultima produzione.

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