Scarti e riciclo

Nell’ambito del festival di filosofia, dal 16 al 18 settembre 2011:

Scarti e riciclo
Poiché la Natura non è inerte ed esteriore, ma è un processo, essa scarta, riproduce, riusa. Spesso assai poco naturali, questi processi sono vere e proprie politiche, talvolta messi in moto dal semplice passare del tempo, talaltra da strategie umane. Fino al punto che la vita umana stessa può farsi scarto.
Tra le macerie di un teatro in disuso, per esempio, ai margini della società, sommerso dalla spazzatura, reso a tutti gli effetti egli stesso scarto di un mondo che non sa farsi carico di lui, un senzatetto extracomunitario attraversa un’esperienza onirica e grottesca, anomala e drammatica. È “Is Land” lo spettacolo dell’Associazione Arte e Salute Onlus realizzato in collaborazione col Progetto regionale Teatro e Salute Mentale e l’Azienda USL di Modena: per guardare in faccia le contraddizioni della realtà, occorre liberarsi dal conformismo superstizioso che essa induce e dare voce alle istanze di una follia che è l’unica ragione rimastaci (Modena, sabato 17, ore 21.00).
Scarti, frammenti, storditi e infelici fino allo spreco di sé, sono anche i personaggi creati da Francesco Bianconi. Il leader dei Baustelle in una performance fatta di letture, sonorizzazioni e visual, accompagna il pubblico in una rilettura della quotidianità contemporanea come “Regno animale” agro e acido, titolo di questo reading musicale e del suo primo romanzo. (Carpi, Piazza Garibaldi, venerdì 16, ore 21.00).
Lo scarto è talora opera del tempo. Tocca al gesto artistico coglierne le implicazioni, come in “Cutter”, letteralmente “taglierino”, il titolo del lavoro di Cristian Chironi alla Galleria Betta Frigieri di Modena (a cura di Luca Panaro). Nella sua performance live uno strumento tagliente asporta dalle immagini stampate ciò che è in via di estinzione o è già estinto: ghiacciai, fondali marini, panorami naturali, fiori, piante, animali.
Gli aspetti più inquietanti della natura sono anche al centro dell’indagine dei quattro artisti che nella mostra “Matrigna” alla Galleria San Salvatore di Modena ne raccontano la faccia minacciosa, in grado di generare incubi e paure. Aruzzo, Cuoghi, Sale, Argiola utilizzano un’iconografia graffiante, ironica e disinibita, ma comunque carica di emotività.
Certe volte non c’è scarto perché tutto si consuma. Capita col cibo – junk food, fast food, finger food – inteso come scoria, rifiuto, tossina, ma anche farmaco, rifugio dallo stress e dalla nevrosi. “Food” alla Galleria Carteria26 è un’installazione realizzata da Fabio Bonetti e Gianluca Rossi, che vedono il corpo umano come una macchina “tritanatura”: la bocca, la lingua, i denti e il palato sono il luogo dove consumare e consumarsi, dove tutto viene masticato, triturato, impastato e buttato giù.
Scarti, rifiuti, riusi: ecologia, certo, ma anche, naturalmente, economia, luogo dove risorse e catastrofe, energia e distruzione, sembrano vertiginosamente convergere. Si pensi a dei barili di petrolio che fuoriescono dal terreno, perfetti e avvenenti come frutti a cui è impossibile resistere. L’oro nero, dono della natura e sua stessa pericolosa minaccia è protagonista dell’installazione di Andrea Mazzola presso la galleria modenese Punto Arte OFF: in “Economy of Pinball” il barile, simbolo dell’economia internazionale ed emblema di un’energia naturale che ci permette di sopravvivere, viene trasformato esteticamente in oggetto immortale, un “logo non logo” contemporaneo cardine della storia umana in cui ha lasciato ricordi catastrofici indelebili.
E se è vero che nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, gli stessi scarti possono essere riciclati, come mostra il grande parallelepipedo di cartoni “Pak Pak”, realizzato da Steven Siegel ed esposto a Modena in Piazzale Sant’Agostino. L’installazione, composta con bric Tetra Pak, reinventa il ruolo della scultura: la espone all’usura del tempo, integrando i processi naturali di trasformazione organica nella creazione artistica.
È una riflessione sul tema della sostenibilità, la biodiversità, le biotecnologie, la biogenetica, anche “Ecoimmagini e bioscritture”, la mostra proposta dalla Biblioteca Poletti nel Palazzo dei Musei di Modena: un’antologia degli otto numeri di Bau, il “Contenitore di Cultura Contemporanea” prodotto con cadenza annuale dall’Associazione culturale BAU di Viareggio.
Un grande albero, dapprima spoglio e inerte, rifiorisce a nuova vita: “PAPERPARKing” è un’installazione di Nicoletta Boris presso la Galleria Tik.farm di Sassuolo. Alla rinascita contribuiscono tutti: parallelamente, infatti, laboratori creativi di Bruno Munari guideranno grandi e bambini nella produzione di disegni, modelli e sculture che, una volta appesi ai rami, faranno rifiorire l’albero.
È un omaggio alle liturgie della natura la mostra “Circadiana” della Galleria Under House di Modena: un gruppo di artisti lavorerà ininterrottamente per tutta la durata del festival, giorno e notte, reinterpretando l’alfabeto iconografico della natura. Al centro dei loro lavori ci saranno i ritmi della nascita, crescita e distruzione, la poesia e la potenza dell’elemento naturale, fino alle nuove frontiere del “naturale” e alle tematiche ambientali.
Costruire un futuro migliore per il pianeta è la parola d’ordine della campagna ConsumAbile delle Aziende Sanitarie modenesi e della Regione Emilia Romagna che propone un gioco di abilità per tutti: una sorta di un grande gioco dell’oca in cui vince chi sceglie i comportamenti più sostenibili, che consumano cioè meno suolo, aria, natura e non li rubano alle generazioni future. In “Misura quanto sei sostenibile” il consumatore deve saperla più lunga di quanto non creda per imparare a “stare al mondo” (Modena, Piazza Matteotti, sabato 17, ore 14.30-19.30).

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