Cultura, cibo per l'anima

Valzer n. 2 from cultura cibo per l’anima on Vimeo.

Creare una emozione e interromperla bruscamente, violentemente. Con questo spot abbiamo cercato di rendere il senso brutale dell’effetto dei tagli allo spettacolo. La cultura, che veste i panni di una giovanissima ballerina classica intenta a danzare sulle note del valzer n.2 della “Jazz Suite” di Shostakovich, viene frettolosamente identifcata come un elemento superfluo e desueto da riporre in qualche posto a coprirsi di polvere. Stefano Bisulli e Roberto Naccari, videomaker operanti a partire dai tardi anni novanta, cominciano a lavorare insieme su progetti di sceneggiatura nel 2002. Nel 2004, con il documentario “Holylanders”, iniziano un’attività produttiva che li porta nel 2008 a fondare, assieme a Vulmaro Doronzo, “Cinematica” per la quale firmano la regia di “Una storia comune” (2008), Fellini Oniricon (2008) e Insulo della Rozoj (2009). http://www.culturaciboperlanima.it/valzern2.html

Chi erano i Celti

“La memoria conta veramente – per gli individui, le collettività, le civiltà – solo se tiene insieme l’impronta del passato e il progetto del futuro, se permette di fare senza dimenticare quel che si voleva fare, di diventare senza smettere di essere, di essere senza smettere di diventare”.

(Italo Calvino)

L’origine della parola celti
La parola celti ha origine dal greco keltai che gli abitanti di Marsiglia, città fondata dai Focesi, attribuirono ai membri delle limitrogfe e bellicose tribù che popolavano le terre circostanti.
I Greci dunque li chiamavano Keltoi, ed era il nome che avevano sentito pronunciare dai Celti stessi, ma in alte occasioni li chiamavano Galati (gàlatos), mentre i romani, mutuando il nome da quest’ultimo termine, li chiamavano Galli (o, richiamando la parola greca, celtae).
In tal modo veniva designata una popolazione che parlava una ben distinta lingua indoeuropea, e che era caratterizzata da una cultura definita “barbarica” dagli autori classici (grecie romani).
Il termine celti compare per la prima volta negli scritti del geografo greco Ecateo nel 500 a.C.: egli parla di “Nirax, una città celtica” e di “Massalia [Marsiglia], città della Liguria nella terra dei Celti” (Fragmenta Historicorum Graecorum).
Un secolo dopo Erodoto descrive i Celti come coloro che vivono “al di là delle colonne d’Ercole”.
Aristotele sapeva che vivevano “oltre la Spagna”, che avevano conquistato Roma e che tenevano in grande considerazione la potenza militare.
Ellanico di Mitilene, storico del quinto secoo avanti Cristo, afferma che i Celti erano un popolo giusto e retto.
Di Eforo (350 a.C.) esiste un frammento poetico secondo il quale i Celti seguivano le stesse usanze dei “Greci”.
Celebre è l’affermazione di Caio Giulio Cesare nel De Bello Gallico (Liber I – I – La Gallia):
Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur. Hi omnes lingua, institutis, legibus inter se differunt. Gallos
Che, tradotto, suona così:
La Gallia nel suo complesso è divisa in tre parti: una è abitata dai Belgi, una dagli Aquitani, la terza da quelli che nella loro lingua si chiamano Celti, nella nostra Galli.

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celti
popolazioni barbariche al 526 d.C.

Il simbolismo in Italia

Giorgio Kienerk, Giovinezza, 1902
Olio su tela cm. 129×189,7
Pavia, Musei Civici

http://www.youtube-nocookie.com/v/nVe2Cjv983c?version=3&hl=it_IT&rel=0

Breve introduzione di Carlo Sisi

Organizzato in otto sezioni tematiche, il percorso della mostra si svolge dagli anni ottanta del XIX secolo per giungere alla vigilia della prima guerra mondiale: un arco di tempo che segna il passaggio, nelle arti figurative, dai temi del Realismo e del Naturalismo alle poetiche del Decadentismo, alimentate, queste ultime, dalla scoperta dell’inconscio e dal suo straordinario apporto di suggestioni e immaginazioni.

La mostra – la prima dedicata all’arte del Simbolismo in Italia – presenta una selezione di opere fondamentali che raccontano l’avvincente tramonto del secolo nel segno di uno spiritualismo estetizzante favorevole al mito, al sogno, all’enigma, al mistero. Opere che, nel loro insieme, ricostruiscono l’acceso dibattito sulla missione dell’arte in anni di decisive mutazioni sociali; ed evocano, nello stesso tempo, la temperatura sentimentale che aleggiava intorno ai circoli letterari e filosofici governati da personalità del calibro di Gabriele D’Annunzio e di Angelo Conti, ai cenacoli musicali devoti a Wagner e impegnati in esperimenti sonori d’avanguardia, al grande laboratorio delle Esposizioni finalmente aperto ai movimenti europei e agli artisti, come Klimt e Böcklin, che diverranno esempi di vita artistica non convenzionale.

Proprio con una esposizione, la Triennale di Brera del 1891, si apre l’itinerario della mostra che presenta affiancate Le due madri di Giovanni Segantini e Maternità di Gaetano Previati, rara occasione di rivedere a confronto i quadri che sancirono, al loro apparire, la sintesi fra la tecnica del divisionismo e i contenuti simbolici che quello stile consentiva di rappresentare. La sezione che segue, dedicata ai ‘protagonisti’, riporta subito l’attenzione sui volti e sui temperamenti degli artisti italiani e stranieri che fra Otto e Novecento parteciparono direttamente a quell’avventura poetica intesa a superare le verità del naturalismo in favore di un’ ‘audacia ideista’ per molta parte debitrice dei movimenti d’oltralpe raccolti intorno al celebre Manifesto del 1886 di Jean Moréas e all’ “arte di pensiero”, che avrebbe maturato la condivisa poetica degli stati d’animo. “Un paesaggio è uno stato dell’anima” scriveva appunto Henry-Frédéric Amiel e a questo principio è ispirata la sezione della mostra che trattando del sentimento panico della natura espone opere dove prevalgono, nella rappresentazione del paesaggio, la nebbia, i bagliori notturni, la variabilità (continua e guarda la videointervista)

dal 1 ottobre 2011 al 12 febbraio 2012 a Palazzo Zabarella, Padova.

INFO E PRENOTAZIONI TEL. 049.8753100

www.palazzozabarella.it

Serata astrofili

Anche il GAD ha purtroppo dovuto fare i conti con la gravosa crisi economica; infatti a causa dei continui costi gestionali, l’osservatorio astronomico BOREO (presso La Cascinetta) ha chiuso definitivamente i battenti. Si ringraziano i pochi che con il loro contributo hanno cercato di mantenere vivo l’interesse. Il Comune di Finale, con l’allora Giunta Soragni, aveva più volte fatto capire la difficoltà dell’Amministrazione nel disporre fondi adeguati per l’osservatorio, tutto quindi veniva svolto con fondi privati dei singoli soci del GAD e grazie alla disponibilità dei titolari dell’agriturismo. Le attività del Gruppo Astrofili proseguono comunque presso l’altro osservatorio astronomico che il GAD gestisce, e cioè quello di Bondeno presso l’Agriturismo La Florida.

La neopromossa Città di Bondeno ha infatti disposto un piano per dare “ossigeno” all’associazione ed anche ripristinare l’osservatorio stesso.

Dopo la fantastica eclisse di Luna del 15 giugno scorso il prossimo appuntamento per gli amanti dell’Astronomia riguarda lo studio delle Costellazioni a cura del Dott. Sandro Zannarini, il quale nella serata di venerdì 22 luglio (dalle 21,15 in poi) le presenterà nel parco della Florida di Bondeno (Via per Burana, 103)

Il Gruppo Astrofili Discovery (GAD) ringrazia tutti coloro che hanno seguito le varie iniziative a Finale Emilia (“Astronomy Day”, “La settimana delle Stelle cadenti”, ecc.) e vi aspetta nel restaurato osservatorio di Bondeno per seguire nuovi ed affascinanti fenomeni astronomici.

GAD : Marco Botti, Enrico Galiera, Raul Fabbri,

Claudio Gavioli, Mauro Manservigi, Max Frigeri,

Alessandro Fedrazzoni, Pietro Bergamini,

Michele Munerati

info: alfaorionis@alice.it

Porretta soul festival #24

Da oltre 20 anni Porretta Terme, importante località turistica dell’Appennino, al confine tra le provincie di Bologna e Pistoia, attraversata dalla storica linea ferroviaria Porrettana , ha consolidato la sua fama di “Soulsville Europe” grazie ad un festival che nel tempo è diventato la vetrina europea della musica soul. E se non bastasse, nella toponomastica della cittadina figura oggi una Via Otis Redding e il già ricordato Rufus Thomas Park. L’edizione 2011 è dedicata a Ernesto de Pascale, giornalista e produttore indipendente, scomparso improvvisamente lo scorso febbraio e che dalla prima edizione ha supportato il festival con la sua competenza e passione per la black music. Dopo aver ospitato negli anni icone come Solomon Burke, Percy Sledge, Booker T. & The MGs, Wilson Pickett, Rufus & Carla Thomas, Isaac Hayes, LaVern Baker arrivano quest’anno una leggende vivente come Swamp Dogg e altri grandi artisti del grande Soul, tra cui Harvey Scales, alla sua prima volta in Europa. Swamp Dogg, irriverente, spregiudicato, aggressivo , oltraggioso, genio soul accostabile a Sly Stone o George Clinton, a Frank Zappa o Dike & The Blazers, figura carismatica e riferimento anche per molti artisti rock, si definisce il fallimento di più grande successo degli Stati Uniti. “Sono un piccione che non ha mai trovato il suo buco. Ho preso tante di quelle direzioni che non ho mai trovato quella giusta!” dice di se stesso. Ha scritto, prodotto anche per icone come Patty LaBelle, Irma Thomas e Solomon Burke. Proprio per Solomon produsse un ottimo album “Sidewalk, Fences & Walls” alla fine degli anni ’70, album che Solomon disconobbe perché sembra non avesse mai ricevuto le royalties. Non solo, si rifiutò di cantare anche quelle canzoni per vent’anni, fino a quando nel 1998 incontrò di nuovo Swamp Dogg a Porretta. Naturalmente fece pace ricordando quell’episodio ogni volta che cantava un brano di quell’album. Ma Swamp Dogg non è il solo protagonista del festival. Un grande ritorno per William Bell, uno degli artisti più sottovalutati della storia del soul. E’ del 1961 il suo primo hit alla Stax “You Don’t Miss Your Water” , una splendida ballata ripresa anche da Otis. Una voce vellutata e una carriera appannata dalla chiamata al servizio militare nel 1966, proprio nel momento della “soul explosion”.

L’interruzione però non gli impedì di avere altri hits come “Tribute To The King” alla morte di Redding e “Private Number” in duetto con Judy Clay. Grande ritorno per acclamazione da parte dei fans di tutta Europa anche per Spencer Wiggins, grande vocalist in attività dagli anni ’60, colonna della Goldwax di Memphis assieme a James Carr e che è stato tra i cantanti più prolifici del genere condividendo il palco con B.B. King, Al Green, Elvis Presley e Wilson Pickett. Wiggins era stato convinto nel 2009 a tornare sulle scene proprio a Porretta dal rifugio della sua chiesa di Miami. Interpreta il soul con venature Gospel e la sua “Uptight Good Woman” è divenuta un classico. Racconta Spencer che il grande Charlie Rich, il rivale di Elvis, durante le session agli American Studios di Memphis sotto la supervisione di Chips Moman, gli propose la registrazione di “Don’t Put No Headstone On My Grave” che poi divenne un grande hit per lo stesso Rich. Spencer Wiggins sarà a Porretta con il fratello Percy, (fenomenale il suo duetto con Spencer del classico di Ray Charles “ Down From Own Tears”) che, dopo alcuni singoli per la RCA e ATCO, è rimasto sempre legato alla realtà locale di Memphis supportando la band degli studi di Willie Mitchell, quella i fratelli Hodges, la HI Rhythm Section e che recentemente è stato, assieme a Otis Clay l’artefice del tributo a O.V. Wright.

Inseguito per anni arriva invece per la prima volta in Europa Harvey Scales, un eroe del “chitlin’ circuit”, il circuito dei locali per gente di colore. John Landis si ispirò a lui per creare Otis Day & The Knights nel cult movie “Animal House”. Ruvido cantante di Milwaukee , già leader dei Seven Sounds ha avuto molti hits nella sua lunga carriera incidendo anche alla Stax di Memphis. Già nei primi anni ’60 il primo è “Get Down” b/w “Love-It is.” Poi un R&B hit “Love Is Better in the A.M.” Nel 1969 firma con la Chess di Chicago e realizza “The Yolk,” “I’ll Run to Your Side,” e “Leave. Alla Stax incide “What’s Good for You (Don’t Have to Be Good to You)” b/w “I Wanna Do It.” Alla chiusura dell’etichetta di Memphis scrive “Disco Lady” per Johnnie Taylor che diventa un hit mondiale. Negli anni si è creato la fama di “maestro degli intrattenitori”. Le presenze femminili saranno quelle di tre beniamine del pubblico di Porretta: Toni Green, splendida voce, plasmata da Isaac Hayes, grande presenza scenica, Chick Rodgers piccola e minuta ma capace di raggiungere note irraggiungibili e la veterana Sugar Pie DeSanto, classe 1935, premiata con il Lifetime Award dalla Rhythm & Blues Foundation nel 2009 un’autentica forza della natura. Già nel 1966 in duetto con Etta James aveva scalato le classifiche con “In The Basement”. E’ la dominatrice assoluta del palco di Porretta. Il Sweet Soul Music Award 2011 sarà conferito ad Andrea Mingardi il 22 Luglio. Il riconoscimento sin dal primo anno del Porretta Soul Festival è nato per premiare chi ha contribuito alla promozione e alla valorizzazione del soul e rhythm & blues e l’albo d’oro ha visto in passato prestigiosi vincitori come Renzo Arbore, Peter Guralnick, Dave Booth, Tony Rounce e l’indimenticato Ernesto De Pascale.
http://www.youtube-nocookie.com/v/ZLo_oQob020?version=3&hl=en_US&rel=0
Andrea Mingardi, musicista di lungo corso ed esponente della migliore musica d’autore italiana, ha il merito di aver diffuso e valorizzato con passione e rigore il rhythm & blues nel nostro paese, usando anche il dialetto bolognese con gradevole ironia per meglio plasmare i testi nelle tipiche dodici battute del blues. Di lui si ricorda una pregevole versione italiana di I Heard It Through the Grapevine, classico della Motown Records portato al successo da Marvin Gaye, Smokey Robinson e Gladys Night. Due house band, la Memphis All Star Rhythm & Blues Band sarà diretta da Paul Taylor, già band leader di Al Green, con una formazione di 11 elementi, mentre Austin de Lone, già braccio destro di Elvis Costello dirigerà una Bay Area all stars. Il festival vedrà un Grand Opening il 21 Luglio con un tributo al grande sassofonista King Curtis eseguita dal bostoniano Sax Gordon accompagnato dalla bolognese Groove City a cui si affiancheranno ospiti americani. Quest’anno il percorso musicale del Porretta Soul Festival inizierà il 18 Luglio a Grizzana Morandi con un concerto di Chick Rodgers & The Memphis All Star R& Band , per proseguire a Vergato il 19 con il concerto di Toni Green & The Memphis All Star R&B Band e il 25 Luglio sempre a Vergato con Austin de Lone All Stars. La mattina del 24 luglio all’Hotel Helvetia (ore 12) gli artisti incontreranno stampa e pubblico. Molte le manifestazioni collaterali: workshop musicali, mostre fotografiche in tema, “marchin’ band” per le strade e spazio ai gruppi italiani di rhythm & blues nella piazza di Porretta al Rufus Thomas Cafè stage, ogni giorno dalle 11 della mattina alle 7 di sera. Soul Food con mostra mercato di prodotti tipici della Regione Emilia Romagna e mercatini vari, in collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna. Come di consueto il festival verrà trasmesso in diretta sul portale della Regione e sulla Rete LepidaTV. Il 20 Gospel nella Chiesa di Santa Maria Maddalena e il 24 nella Chiesa dei Padri Cappuccini. Info: http://www.porrettasoul.it

Per seguire la diretta:

http://www.radiosnj.com/eventi/diretta-video-porretta-soul-festival-21-24-luglio-2011-4495.html

Mostre a Ferrara

Mostre
PICCOLE STORIE VISSUTE
Cafè di la Paix
P.tta Corelli 24/28
Orario:
apertura locale
Ingresso: libero
Dall’8 al 29 luglio
Informazioni
Tel. 0532 762052
Fotografie di Roberto del Vecchio
cod.
DODICI Esperienze non lineari del tempo
Casa di Ludovico Ariosto
Via Ariosto 67
Orario:
10.00-13.00/15.00-18.00; domenica 10-13 – chiuso lunedì e festivi infrasettimanali
Ingresso: gratuito
Dal 18 giugno all’11 settembre
Informazioni
Tel. 0532 244949
Personale di Cinzia Delnevo
cod. 14
UN’OPERA D’ARTE PER I 150 ANNI DELL’UNITA’: i luoghi della memoria nella provincia di Ferrara
Sedi varie
Orario:
apertura sedi espositive
Ingresso: libero
dal 18 giugno a fine anno
Informazioni
Tel. 0532 209370
Alcuni spazi istituzionali ospitano le opere che hanno partecipato al concorso per giovani artisti

ELENCO DEI LUOGHI CHE OSPITANO LE OPERE:
Atrio Prefettura – C.so Ercole I d’Este
Scalone elicoidale Castello Estense
Palazzo Municipale, corridoio dei ritratti dei sindaci – Piazza Municipio
Museo del Risorgimento e della Resistenza – Corso Ercole I d’Este 19
Atrio succursale Dosso Dossi – via De’ Romei
Istituto di Storia Contemporanea, sala conferenze – vicolo S. Spirito 11

cod. 20
HAUNTED
Palazzina Marfisa D’Este
C.so Giovecca 170
Orario:
9.00-13.00 / 15.00-18.00 chiuso lunedì
Ingresso: euro 4,00
Dal 18 giugno al 28 agosto
Informazioni
Tel. 0532 244949
Personale di Alessio Bogani
cod. 20
RIFLESSIONE FOTOGRAFICA SULLA PORTA DEGLI ANGELI
Porta degli Angeli
Via Rampari di Belfiore 1
Orario:
gio. e ven. 16.30-19.30; sabato e domenica anche 10.00-13.00
Ingresso: gratuito
Dall’8 al 24 luglio
Informazioni
Tel. 370 7116883
info@portadegliangeli.org
Mostra fotografica del Fotoclub Vigarano

Inaugurazione venerdì 8 ore 18.00
http://www.portadegliangeli.org

cod. 25
ADA RUBERTI
Galleria del Carbone
Via del Carbone 18/a
Orario:
17.00-20.00 – Martedì chiuso.
Ingresso: gratuito
Dall’1 luglio al 6 agosto
Informazioni
Tel. 393 9546489
Retrospettiva della pittrice naturalista.
cod. 36
LA NATURA E L’ANIMA Artisti a confronto
Chiostro di S. Paolo
Piazzetta Schiatti 3
Orario:
16.30-19.30 – Chiuso domenica
Ingresso: libero
Dal 3 al 16 luglio
Informazioni
Tel. 0532 1824984
Bipersonale di G. Forlani e L. Montanari: pittura di stampo espressionista e colorista dui due artisti emiliani.

Inaugurazione lunedì 18 h. 17.30

cod. 45
IL SENSO DEL TEMPO
Teatro Nuovo
P.zza Trento Trieste 52
Orario:
Dal lun. a ven. 10.00-13.00/16.00-19.00; sabato 16.00-19.00
Ingresso: euro 9,00

Dal 25 giugno al 25 settembre
Informazioni
Tel. 0532 240180 / 392 6682367
Mostra Spettacolo: percorso multisensoriale tra le sculture di Silvano Bulgari e le loro storie. La mostra aprirà le porte a diversi eventi musicali e teatrali.
http://www.teatronuovoferrara.it
cod. 50
REBEL REBIS Solo il caos può partorire una stella danzante
Terry May Home Gallery
Via Porta San Pietro 56
Orario:
Visite su appuntamento
Dal 24 luglio al 20 agosto
Informazioni
Tel. 320 9019341
Un viaggio pittorico tra simboli, miti, poesia, alchimia e rock di Monica M. Seksich

Inaugurazione domenica 24 h. 19.00

cod. 80

Che giorno è la fine del mondo?

Parte l’organizzazione del terzo volume della serie 365 racconti: questa volta il tema è fantascientifico, la fine del mondo. Voi come la raccontereste?

Dopo il successo delle due antologie 365 Racconti erotici per un anno e 365 racconti horror per un anno, la macchina tritura-scrittori messa in piedi dal curatore Franco Forte si sta per rimettere in movimento, proponendo una nuova selezione di opere che sarà presentata l’anno prossimo al Salone del Libro 2012.

Ancora 365 racconti di una pagina, ancora 365 autori tutti diversi. Nuovo è naturalmente l’argomento del libro, che fa il verso alla ben nota predizione Maya per il prossimo anno: la fine del mondo.

Ogni scrittore quindi sarà chiamato a scrivere un racconto di non più di 2000 battute immaginando una fine del mondo di suo “gradimento”. Catastrofi, terremoti, tsunami, invasioni, infezioni, pandemie, scomparsa dell’universo, nuova evoluzione del cosmo, guerre, fame, idiozia… insomma, molte, troppe, sarebbero le possibilità, per poterle elencare tutte. Fondamentale sarà la fantasia degli autori, che dovrà cercare sempre nuovi modi per fare crollare il mondo come lo conosciamo.

Ogni autore può mandare un solo racconto, che deve essere inedito, seguendo qualche semplice regola che si può trovare all’indirizzo www.writersmagazine.it/forum/viewtopic.php?p=146275#146275. Se il racconto dovesse essere rifiutato, si potrà ritentare con un altro racconto.

Allora, sapete già come distruggere questo pianeta?
» Il regolamento per partecipare a 365 volte la fine del mondo http://www.writersmagazine.it/forum/viewtopic.php?p=146275#146275