Un nuovo Guercino a Cento

Guercino, Diana cacciatrice, 1658

Dopo l’esposizione dell’inedito San Giovanni Battista nel deserto scoperto in una collezione privata del nord Italia, venerdì 3 giugno alle ore 17:00 nella Sala Zarri del Palazzo del Governatore e alle ore 18:00 presso la Pinacoteca Civica il critico d’arte Davide Dotti presenterà un nuovo importante dipinto del Guercino che, dopo la recente pulitura, viene per la prima volta esposto al pubblico.

Si tratta della splendida Diana cacciatrice (121 x 97 cm) di proprietà della Fondazione Sorgente Group di Roma, che il maestro raffigura nel preciso istante in cui la dea romana signora delle selve, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici, interrompe la caccia nei boschi accompagnata dal bellissimo levriero e volge lo sguardo verso l’amato pastore Endimione, assopito per suo volere in un sonno eterno per preservare intatta la bellezza del suo volto che Diana, secondo il mito narrato da Apollonio Rodio, ogni notte si recava a contemplare.

Dotti, nel suo saggio in catalogo, specifica che: “Bella ed elegante nella sua classica idealizzazione come una scultura ellenica, Diana cacciatrice manifesta la sensibilità estetica tipica del linguaggio del tardo Guercino nel momento della massima edulcorazione del classicismo reniano che il maestro fece proprio dopo il trasferimento a Bologna nel 1642, in seguito alla morte dell’eterno rivale Guido Reni. Si tratta del periodo compreso tra gli esordi del sesto decennio del XVII secolo e la conclusione della sua lunga e gloriosa carriera artistica, in cui le tonalità della tavolozza del Barbieri diventarono sempre più luminose e delicate, sui toni pastello; la stesura pittorica controllata e levigata, specie negli incarnati; l’atmosfera che permea le scene dolce ed ovattata; gli sfondi di cielo e di paese sempre più ampi ed ameni”.

E proprio dall’esame del Libro dei conti si evince che la Diana cacciatrice della Fondazione Sorgente Group è da identificarsi con certezza con il dipinto che il maestro realizzò per il conte Fabio Carandini di Roma – esponente di primo piano di una nobile famiglia di origini modenesi, trasferitosi nell’Urbe nel 1608 –, i cui pagamenti effettuati dall’intermediario Giulio Cesare Rodolfi sono registri in data 15 novembre 1657 (caparra), 20 maggio 1658 (ulteriore acconto) e 30 Giugno 1658 (saldo finale). Il Libro dei conti rivela, inoltre, che in origine la Diana cacciatrice era stata dipinta in pendant con un’altra tela raffigurante Endimione purtroppo dispersa, ma di cui è comunque possibile farsi un’idea dell’iconografia tramite la bella copia di bottega conservata presso la Galleria degli Uffizi a Firenze (Inv. n. 1461).

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  1. L’evento ‘Guercino a Fano – tra presenza e assenza’, voluto e realizzato sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, con il coordinamento scientifico della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Fano e della Curia Vescovile di Fano con il patrocinio della Regione Marche, acquista ancor più valore se si considera che una delle tre opere, il San Giovanni Battista alla Fonte, torna a Fano dalla Francia (Museo Fabre di Montpellier), dopo la requisizione napoleonica del 1797.

    Tra la primavera e l’estate del 2011 (dal 7 maggio al 1° ottobre) i dipinti del Guercino — Lo sposalizio della Vergine (già a San Domenico perché di proprietà della Fondazione), l’Angelo Custode (esposto alla Pinacoteca Civica anche se di proprietà della Curia) e il citato San Giovanni Battista al fonte — si possono ammirare, eccezionalmente riuniti, nella Pinacoteca San Domenico.

    L’evento si arricchirà di iniziative culturali a latere, costituite da concerti, convegni, ecc.

    Le tre opere — datate 1641 (Sposalizio), 1648 (Angelo custode) e 1661 (San Giovanni) — sono espressione della maturità del pittore e dimostrano come la sua vena artistica sia rimasta intatta fino alla fine.

    Coordinatrice dell’evento e curatrice del catalogo è la Dott.ssa Maria Rosaria Valazzi della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche di Urbino.

    Partecipano con propri contributi alla redazione del catalogo specialisti e storici dell’arte con presentazione del Prof. Andrea Emiliani, noto esperto e critico d’arte, direttore dell’Accademia Clementina di Bologna.

    Alla mostra vera e propria che si tiene alla Pinacoteca San Domenico, via Arco d’Augusto, si affianca un itinerario del Seicento fanese che da San Domenico conduce alla vicina Cattedrale con le Storie della Vergine del Domenichino, con la grande tela Il Paradiso e l’Assunta di Andrea Lilli. Sempre nella stessa Cattedrale, una Vergine in Gloria con i Santi Vescovi Orso ed Eusebio di Ludovico Carracci e Sant’Antonio Abate, San Francesco e Dio Padre di Bartolomeo Giangolini. Nella Pinacoteca Civica Malatestiana attigua alla Pinacoteca San Domenico si può ammirare, oltre a varie preziose tele, la splendida Annunciazione di Guido Reni commissionata per la chiesa barocca di San Pietro in Valle

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