Nuovo libro di Amerigo Baruffaldi

Presentazione della pubblicazione dedicata al penalista e deputato liberale ferrarese Giorgio Turbiglio

Sabato 2 aprile 2011, ore 17.30, Sala Zarri di Palazzo del Governatore

Foto dell'on. Giorgo Turbiglio

In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia l’Assessorato alla Cultura – Biblioteca Civica Patrimonio Studi del Comune di Cento promuove la presentazione della pubblicazione“Giorgio Turbiglio: penalista e deputato liberale di Ferrara e Cento in età post-unitaria (1844-1918)” , a cura di Amerigo Baruffaldi, che si terrà Sabato 2 aprile 2011, ore 17.30, nella Sala Zarri di Palazzo  del Governatore.

L’opera dedicata alla figura dell’avvocato e professore di diritto penale nell’Ateneo ferrarese Giorgio Turbiglio va in parte a colmare un vuoto della nostra recente storiografia in cui troppo modesta è stata la presenza di studi e ricerche sulle classi sociali, sulle forze politiche, sui valori e gli ideali che animarono i ferraresi nei decenni che precedettero e seguirono l’unità.

Ecco come Franco Cazzola, Presidente della Deputazione provinciale ferrarese di Storia Patria inquadra la figura di Giorgio Turbiglio:

Prima come consigliere comunale e provinciale, poi deputato del secondo collegio di Ferrara nel 1886-92 e successivamente deputato liberale nel collegio di Cento dal 1892 al 1913, Giorgio Turbiglio fu personaggio di indubbia rilevanza nella storia della cultura giuridica, della vita pubblica e delle istituzioni locali. Ricordo che quest’opera fa seguito all’uscita nel 2006 di un volume dedicato da Amerigo Baruffaldi ad un’altro importante protagonista della storia del nostro secondo Ottocento, Antonio Mangilli, due volte sindaco di Cento e senatore del Regno.

Attraverso queste ricerche biografiche, cominciano a farsi più nitidi i contorni della vita pubblica e del confronto politico nella Ferrara del secondo ‘800, un periodo di grandi e a volte traumatiche trasformazioni agrarie e sociali. Sia Turbiglio che Mangilli vissero in prima persona l’epopea della trasformazione della provincia ferrarese in quella che fu definita l’«Olanda d’Italia». Il primo, avvocato penalista e professore universitario di simpatie giovanili mazziniane, pur entusiasta spettatore dei grandi prosciugamenti con idrovore nel Ferrarese orientale, sarà a varie riprese anche difensore in tribunale dei diritti collettivi delle popolazioni più povere di Massafìscaglia e di Comacchio usurpati per effetto dei disegni speculativi di quelle grandi imprese di bonifica che stavano sopprimendo, in nome del progresso, misere ma importanti risorse su cui contavano quelle comunità. Il Mangilli divenne invece protagonista di primo piano nella grande bonifica di Burana come presidente del Comitato esecutivo del Consorzio che doveva portare a compimento la grande opera di risanamento e regolazione idraulica del territorio bondenese e di parte del modenese e del mantovano.

I ripetuti tentativi dell’avvocato Turbiglio di conquistare un seggio in Parlamento offrono a Baruffaldi l’occasione per uno sguardo alle vicende elettorali e politiche della Ferrara ai tempi di Depretis e Crispi, l’autore ricostruisce molti interessanti aspetti della battaglia politica che si svolse in quegli anni, tuttora sporadicamente indagati dalla storiografìa locale. Il tentativo di inserirsi nel 1874 nel confronto elettorale tra democratici e moderati con un programma progressista e costituzionale costò al Turbiglio accuse da entrambe le parti e attacchi denigratori sulla stampa cittadina. Non si dimentichi poi che il corpo elettorale era a quel tempo estremamente ristretto: il II collegio elettorale di Ferrara contava appena 776 iscritti, ridotto ad appena 243 votanti anche a causa dell’assenza dei cattolici dalla vita politica. Il brillante avvocato e giurista Turbiglio non si lasciò scoraggiare nemmeno dagli altri tre tentativi falliti di elezione al parlamento, impegnandosi nella riorganizzazione dell’Associazione costituzionale e guadagnandosi l’appoggio dei moderati ferraresi, nonostante i democratici gli opponessero i giovanili trascorsi repubblicani e mazziniani. Solo con le elezioni anticipate del 1886 Giorgio Turbiglio conseguì finalmente il seggio parlamentare.

Da quel momento Turbiglio difenderà nel parlamento nazionale gli interessi della provincia di Ferrara e di Cento e la sua attività parlamentare viene da Baruffaldi accuratamente ricostruita.

Conclude il nostro autore che la caratteristica essenziale dell’esperienza politica di Giorgio Turbiglio consiste «nell’avere egli accompagnato, o vissuto, il profondo travaglio di uno Stato che, da oligarchico e censitario andava rinnovandosi ed aprendosi alle istanze democratiche, all’avvento dei grandi partiti di massa. Un epigono – insomma – della Destra Storica in età postunitaria».

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