Presentazione del primo “Quaderno del Museo Sandro Parmeggiani”.

Domenica 6 Marzo 2011 alle ore 16. 30 presso il Museo Sandro Parmeggiani di Renazzo (Fe).

Nel corso della sua attività artistica, Sandro Parmeggiani ha affrontato una notevole varietà di tematiche pittoriche: ritratti, paesaggi, nature morte, nudi femminili, e, per un breve periodo di tempo, anche la ricerca sull’astrattismo.

La grandissima quantità di materiale prodotto ha permesso all’Assessorato alla Cultura del Comune di Cento assieme al Circolo Culturale Amici del Museo, in occasione del centenario della nascita dell’artista centese, di organizzare una mostra a cadenza annuale per ognuna di queste tematiche e di fondare una collana di studi dal titolo “Quaderni del Museo Sandro Parmeggiani”.

Il primo appuntamento di questa iniziativa è in corso dal 20 Novembre 2010 presso il Museo Parmeggiani di Renazzo.

Si tratta della mostra “Sandro Parmeggiani. L’evoluzione astratta”, visibile fino al 27 Marzo 2011, nella quale sono esposte più di cinquanta opere realizzate negli anni ’70, ovvero nel periodo in cui l’artista, prevalentemente figurativo, si è però interessato alla ricerca sull’arte astratta.

Le opere in mostra, sia grafiche sia pittoriche, si propongono di mettere a fuoco questo percorso artistico che Parmeggiani non aveva mai affrontato prima in modo così deciso.

In particolare, all’interno di questo percorso astratto è interessante la presenza di una serie di opere grafiche dall’impatto “futurista”, in cui l’artista ha cercato di rendere l’effetto della velocità del volo aereo e delle auto di Formula Uno.

Domenica 6 Marzo 2011 alle ore 16. 30 presso il Museo Parmeggiani, Via di Renazzo 52 – Renazzo (Fe), verrà ufficialmente presentata al pubblico la mostra e il “Quaderno” che la accompagna, che si intitolerà appunto “Sandro Parmeggiani. L’evoluzione astratta”.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

Per introdurre brevemente la tematica della ricerca astratta nell’arte di Parmeggiani, è utile riprendere le parole che scrisse al proposito la studiosa centese Maria Censi.

Negli anni ’70, periodo in cui l’artista comincia a far proprio il linguaggio dell’arte astratta, scrive la Censi che l’immagine, da racconto, si trasforma in emozione e il colore, squillante e contrastato, finisce per avere il sopravvento sul referente figurativo.

Il gioco formale della nuova poetica risulta ricco e complesso: si esprime in combinazioni, in sovrapposizioni, in incastri che, non privi di una certa poesia, rara per altro in formule che generalmente mal si prestano ad interpretazioni liriche, vivono del mal sopito ricordo della verità naturale, che affiora qua e là.

È intuibile, infatti, una precisa rispondenza tra l’armonia astratta delle forme e dei colori, e l’armonia reale insita nella natura, quell’armonia che Parmeggiani aveva scoperto e indagato, lungamente e affettuosamente, negli anni passati.

Attraverso una lenta evoluzione espressiva, l’artista è giunto ad una fase di sintesi in cui la forma si spegne nel segno e nel colore.

Ma nella sua espressione attuale, il gioco coloristico non è freddamente astratto: se manca la raffigurazione tradizionale, non manca tuttavia il calore.

Qualcosa che ha a che fare con la sensibilità e l’intelligenza, ma che ignora la cerebralità o la programmazione di certe avanguardie e transavanguardie. Una programmazione di tipo generale esiste certamente anche in Sandro Parmeggiani, come esiste a monte di qualsiasi prodotto artistico. Ma “un conto è fermarsi al solo calcolo mentale, altro conto è coinvolgere i sentimenti e agire con passionalità, a cuore aperto”, come egli stesso ha affermato.

Orario di apertura del Museo Sandro Parmeggiani:

sabato, domenica e festivi dalle ore 15.30 alle 18.30

Ingresso gratuito.

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